VIUUUULENZA! IL SUPERTIFOSO ABATANTUONO DELUSO DAL MILAN: ‘UN MERCATO DI COLPI A PARAMETRO ZERO? ZERU TITULI – ‘BERLUSCONI DEVE DIRE AI TIFOSI SE SONO FINITI I SOLDI’ – ‘BALOTELLI? SE VA VIA NON ME NE IMPORTA NULLA’

Malcom Pagani per ‘Il Fatto Quotidiano'

Con il mal di schiena come compagno di viaggio e la Cisa come orizzonte momentaneo, Diego Abatantuono guida piano circondato dalle amarezze del momento. A vent'anni, quando per festeggiare il compleanno vide con i suoi occhi gli indemoniati Luppi e Zigoni mandare all'inferno il Milan del '73 al Bentegodi di Verona, c'erano altri paradisi esistenziali che non confinavano con lo scudetto.

Quattro decenni dopo, con la prospettiva mutata, gli entusiasmi stagionali ai minimi termini e la pazienza al limite: "Finora sono stato fedele, ma se la mia squadra continua così mi prenderò qualche legittima pausa", l'attore più calciofilo d'Italia riflette senza illusioni sul presente.

Così male, non andava dal 1996. All'epoca, eliminato anche dal torneo Arci di Lambrate, il Milan inizialmente timonato da Oscar Washington Tabarez, disegnò una parabola in negativo che oggi, con la diarchia Allegri-Seedorf, rischia pericolose emulazioni. Diego ti spiega anche se suggerisce, non c'è molto da capire. "Con un mercato animato dai parametri zero, un campionato da zero assoluto è niente più che la naturale conseguenza di una filosofia. Se non spendi, non vinci. Non ci vuole un genio per intuirlo".

Seedorf ha preso la fiaccola da Allegri, ma rischia di bruciarsi prima del traguardo.
Seedorf è un ragazzo molto intelligente e sono certo che diventerà un bravo allenatore. Per adesso è una promessa e con gli esperimenti è difficile trionfare. Serve tempo. Ma lei ha visto i nomi dei tecnici che trottano in Europa? Se non li ha visti glieli segnalo io. Iniziando da Mourinho.

Cosa avrebbe detto Mourinho del frangente attuale?
Parametri zero? Zero tituli. Ma non c'è solo lui, penso a Guardiola oppure al migliore d'Europa, Carlo Ancelotti. Una volta lavorava con noi, oggi è a Madrid. E io non ho ancora capito il perché.

Cosa è stato il Milan per lei?
Non sono un tifoso più speciale di altri. Sono solo un sostenitore deluso che però dall'Africa alla Grecia, era abituato a non perdersi neanche un minuto di Milan. Interpreto il calcio in modo non dissimile da Raimondo Vianello.

Con ironia?
Con attaccamento viscerale. Una volta a Raimondo proposero un film, Vianello non amava il cinema e rispose di no: ‘Mi dispiace, ci sono i Mondiali'. Allora il produttore, lesto, rilanciò: ‘Ma non si preoccupi signor Vianello, in occasione della gara dell'Italia il set si ferma per un giorno'.

E Vianello?
Tentare di fregarlo equivaleva a svaligiare la casa dei ladri. Non fece una piega: ‘L'Italia, certo. E come la mettiamo con le altre sessanta partite?'. Io sono così. Adoro il pallone, se c'è il Milan lo amo anche di più.

Stanno provando a disgustarla, ma lei, stoico, resiste.
Ho visto anche di peggio. Il Milan in Serie B, l'epoca di Giussy Farina, il presidente che vendeva l'abbonamento e tassava il suolo pubblico. Il patron che con l'avallo del grande Liedholm immaginò e portò a termine lo scambio Battistini-Bortolazzi. Lasci perdere, per Farina non è il caso di agitare la categoria del rimpianto.

Fino a qualche settimana fa regnava Allegri.
Sarei felice di decrittare alcuni misteri che son rimasti tali. Quando il bastone del comando era nelle sue mani sono successe cose strane. Inzaghi che si scaldava fino al novantaduesimo, ma non entrava mai. Pirlo ceduto come un ferrovecchio. Eventi paranormali. Sarei felice di dar forma ai dubbi, ma temo che il desiderio rimanga soltanto un'aspirazione.

Perché?
Perché Allegri ha avallato qualsiasi scelta della società senza aprire bocca. Abbiamo atteso invano un suo punto di vista sulla gestione della formazione che allenava, ma abbiamo atteso invano.

Nessun rimpianto dunque?
Con i giocatori giusti, prima che Thiago Silva e Ibrahimovic venissero venduti per esigenze di bilancio e prima di accettare che i soldi delle due cessioni non venissero reinvestiti, Allegri uno scudetto l'aveva anche vinto. Di certo è complicato rimpiangere l'uomo che ha regalato a Domenico Berardi, scuola Juve, una domenica da raccontare ai nipoti. Faccio solo un'osservazione. Metto sul tavolo, senza enfasi, un dato laconico. Dopo quella domenica il Sassuolo non ha più fatto praticamente un punto e Berardi, sarà un caso, non ha segnato neanche a porta vuota. In una cosa siamo bravissimi. Abbiamo un talento vero.

In cosa?
Nel diventare pigmalioni di chiunque. Ci affrontano senza timori e fanno festa quasi tutti. Forse bisognerebbe dire la verità. Se ci sono problemi di soldi il tifoso vorrebbe saperlo. Se invece la questione è un'altra, per favore, risolvetela.

Colpa della convivenza tra Galliani e Barbara Berlusconi?
Non credo possa rappresentare un problema. Berlusconi ha sempre deciso in autonomia e Galliani, quando ha avuto i mezzi per farsi valere, l'ha fatto senza balbettare.

Rimarrebbe Barbara.
Carissima ragazza, ma non penso si offenda nessuno se diciamo che un prezzo all'esperienza deve pagarlo anche lei. Sarà anche figlia d'arte, ma anche se io penso che mio figlio sia un ragazzo in gamba, non gli metto in mano il budget di un film vero solo perché sono convinto che un domani possa recitare a testa alta da regista. Ci sono i passi meditati, esiste la gavetta.

E il padre?
È stato un grandissimo presidente, ma se spiegasse ai tifosi il momento non sarebbe un danno. I tifosi sono gente strana. Ti osannano nella gloria, ma quando il vento cambia criticano. È storia vecchia. Berlusconi la conosce a menadito. Non è chiaro il disegno complessivo e qualcuno dovrà pur chiarirlo prima o poi. Sa qual è la mia paura?

Qual è?
Che l'anno prossimo De Sciglio vada al Barcellona e per scorgere El Shaarawy bisognerà correre al supermercato per vederlo su una scatola di biscotti.
Sapore amaro. Al quale potrebbe aggiungersi l'olio di ricino
della fuga di Balotelli.
Se va via non me ne importa nulla. È come il mago Silvan. Dal cilindro una volta su 10 esce il coniglio, le altre 9 un topo.
Questione di carattere?
Ma neanche un po'. Del gossip non mi importa nulla. Volevo vedere il famoso talento di cui tutti parlano, ma sfortunatamente non l'ho visto mai.
Cosa avrebbe detto il suo tifoso
di "Eccezzziunale veramente"?
Non si sarebbe incazzato, ma solo dispiaciuto. Che è molto peggio, mi dia retta.

 

DIEGO ABATANTUONO jpegDIEGO ABATANTUONO LADRI DI COTOLETTE Clarence Seedorf sta per rubare la scena a Massimiliano AllegriANTONIO CASSANO E MASSIMILIANO ALLEGRI SILVIO BARBARA BERLUSCONI ALLEGRI TEVEZ E PIRLO IN JUVENTUS TORINO

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...

valter lavitola sigfrido ranucci

DAGOREPORT - SE NON CADONO SULLA FIGA, CADONO SULLA VANITÀ (AL LIMITE DELLA MEGALOMANIA) – A FREGARE RANUCCI È STATO IL SUO EGO. È VERO CHE IL GIP DI ROMA ESCLUDE CATEGORICAMENTE QUALSIASI COINVOLGIMENTO DI SIGFRIDO NELL’ATTENTATO. MA NELL’ORDINANZA CHE HA DISPOSTO IL CARCERE PER LAVITOLA, IL GIUDICE SCRIVE CHIARAMENTE CHE IL GIORNALISTA ERA, SE NON TENTATO, SICURAMENTE LUSINGATO DAL PROGETTO POLITICO DI VALTERINO, CON MIELI E CAPPELLINI COME ADVISOR – QUANDO IL FACCENDIERE GLI GIRA IL FAMIGERATO SONDAGGIO SUI POSSIBILI LEADER DEL "CAMPO LARGO", CHIEDENDOGLI UN’OPINIONE, RANUCCI RISPONDE: “L HO VISTO MA VA INTEGRATO". E DOPO QUALCHE GIORNO MODIFICA LA BOZZA – PERCHÉ LAVITOLA, PRIMA DI ESSERE ARRESTATO, HA RIPETUTO: “SE L’ATTENTATO L’HA FATTO GOMES, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO FARE IO, E SE L’HO FATTO FARE IO, VUOL DIRE CHE L’HO FATTO D’ACCORDO CON SIGFRIDO”? – NEI GIORNI SUCCESSIVI ALLA PERQUISIZIONE, INTERCETTATO, LAVITOLA SI LASCIA ANDARE ANCHE A UN'ALTRA FRASE: “MA COME CAZZO NON FANNO AD ARRESTARMI QUESTI?”

paolo mieli lavitola ranucci cappellini

DAGOREPORT - SUL CASINO RANUCCI, DI RESPONSABILITÀ PENALI NON SAPPIAMO E NON POSSIAMO DIRE. MA C’È UNA DOMANDA CHE I GIORNALONI EVITANO ACCURATAMENTE DI FARE: PERCHÉ UN BI-DIRETTORE DEL "CORRIERE", PAOLO MIELI, E UN VICE-DIRETTORE DI "REPUBBLICA", STEFANO CAPPELLINI, SI SONO MESSI A FARE, COME DOPOLAVORO, I ''CONSIGLIERI-ADVISOR'' DI UN SONDAGGIO MESSO SU DA UN MILLANTATORE PREGIUDICATO COME LAVITOLA? - SEMPLICE SMANIA DA “KINGMAKER”? SOLITA ROMANELLA DEL "CI CONOSCIAMO TUTTI?" - SULL'EX GALEOTTO LAVITOLA, CONDANNATO PER DUE VOLTE PER TENTATA ESTORSIONE, I NOSTRI "EROI" NON POSSONO CADERE DAL PERO - DALLE FITTE CHAT LAVITOLA-MIELI-CAPPELLINI, LA COLLABORAZIONE È EFFETTIVA, NON LIMITATA A SUGGERIMENTI O CHIACCHIERE DA BAR - A UN CERTO PUNTO, IL “VALTER CARISSIMO” (BY MIELI) SEMBRA UN EDITORE CHE DA' ORDINI AI SUOI DIPENDENTI IN RITARDO SULLA CONSEGNA DEL LAVORO - (CHISSA' A "REPUBBLICA" COME AVRANNO PRESO IL "GIRO DI VALTER" DEL DIRETTORE CAPPELLINI..) 

ursula von der leyen giorgia meloni friedrich merz pedro sanchez emmanuel macron ceuta

DAGOREPORT – SPLASH! GIORGIA, T’HANNO RIMASTO SOLA: DOPO TRUMP, ORA RISCHIA UN "VAFFA" ANCHE DALL'EUROPA - DEI 22 PAESI UE CHE HANNO FIRMATO LA LETTERA SU SCHENGEN PROPOSTA DALLA PREMIER DELLA GARBATELLA, NESSUNO È ANDATO OLTRE CHIUDENDO I CONFINI - IL PRIMO COLPO FATALE SULLA MELONI "SCHENGENATA" E' ARRIVATO DALL"AMICO MERZ", CHE IERI HA ANNUNCIATO CHE LA GERMANIA RISPEDIRA' IN ITALIA I MIGRANTI SBARCATI SULLE NOSTRE COSTE - IL COLPO DEL KO È ATTESO NELLE PROSSIME ORE: L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELL'ESECUTIVO EUROPEO, URSULA VON DER LEYEN, PER CHIUDERE L'INSOSTENIBILE CORRIDA ITALIA-SPAGNA - DAVANTI AL "MURO DI BERLINO", ALLA DUCETTA NON RESTA ALTRO CHE RINCULARE, MAGARI SPARANDO QUALCHE SUPERCAZZOLA PER NON PERDERE LA FACCIA. ALTRIMENTI, RISCHIA L'ISOLAMENTO POLITICO TOTALE: OLTRE ALLA FRANCIA DI MACRON E ALLA SPAGNA DI SANCHEZ, SI RITROVERA' CONTRO ANCHE LA GERMANIA DI MERZ - L'ATTACCO A SANCHEZ, OLTRE A CAVALCARE LA DILAGANTE ONDATA DELLE DESTRE SOVRANISTE (VANNACCI IN PRIMIS), SAREBBE STATO SUGGERITO ALLA PREMIER DE' NOANTRI DAL LEADER DI VOX, L'AMATO SANTIAGO ABASCAL...

carlo deodato intelligenza artificiale cristiano ceresani sebastiano dondi davide de lungo

DAGOREPORT - L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE? LA SOLITA SCUSA PER FAR LAVORARE I SOLITI, E FAR GIRARE L’ECONOMIA DELLA ROMANELLA POTENTONA! – TRA I DOCENTI DEL CORSO DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE PER I DIPENDENTI DI PALAZZO CHIGI CI SONO MOLTI VOLTI NOTI DEI PALAZZI ROMANI: FUNZIONARI, DIRIGENTI, EX CAPI DI GABINETTO GIÀ STRAPAGATI DA CAMERE E GOVERNO. NON POTEVANO IMBASTIRE UNA LEZIONCINA INTERNA A PIAZZA COLONNA? PERCHÉ HANNO DOVUTO FARE UN GIRO IMMENSO, RICORRENDO ALL’ACCADEMIA TRECCANI, CON PUZZA DI SOFFRITTO D’INTERESSI? SARÀ MICA CHE L’OPERAZIONE SERVE A DISTRIBUIRE QUALCHE ALTRA MANCETTA AGLI AMICI? AH, NON SAPERLO!