“SE PERDO LA FEDE, PERDO L’ARTE” - IN UN FILM, ALDA MERINI INEDITA: “NON CAPISCO IL FEMMINISMO. LA DONNA CHE VUOLE DIVENTARE UOMO SOVVERTE TUTTA LA CULTURA PASSATA” - ‘’IL SESSO? FA SCHIFO!” (E RICORDA LA GELOSIA DELLE FIDANZATE DEI SUOI GIOVANI FANS)

Gianluca Veneziani per "Libero Quotidiano"

 

Alda MeriniAlda Merini

Madre amorevole, donna devota e convinta antifemminista. Forse nessuno attribuirebbe questi appellativi alla figura di Alda Merini, di solito associata all'immagine dell'artista folle, libertina, anticonformista e dissacrante.

 

E invece, a sgombrare il campo dai vecchi cliché e a restituire la grande poetessa alla sua autenticità ci ha pensato, a cinque anni esatti dalla morte, Antonietta De Lillo, regista del docufilm uscito tre giorni fa nelle sale La pazza della porta accanto, prodotto da marechiarofilm in collaborazione con Rai Cinema e basato su un'intervista inedita con la Merini risalente al giugno 1995.

 

Nel dialogo con la poetessa - una «chiacchierata amichevole», lo definisce la regista - emerge l'aspetto femminile più genuino di una donna vicina ai valori della Tradizione. La Merini, quasi una custode tradita del focolare domestico, parla del suo «fortissimo istinto materno» ed esibisce il dolore di una madre privata dei figli, costretta a «non avere più commensali a tavola» e ad accettarne la mancanza, dopo l'internamento in manicomio.

Alda MeriniAlda Merini

 

Nella confessione della poetessa si fa vivo anche il suo profondo senso del sacro, che la porta ad ammettere: «Se perdo la religione, perdo l’arte. La fede è la moneta più valida nella vita di un uomo, la chiave di volta. Senza di quella, l'uomo non riuscirebbe né a creare né a demolire se stesso".

 

Un legame col divino che riguarda anche il ruolo della donna all'interno del creato. Per la Merini è assurdo tentare di modificare la natura del genere femminile, sottraendole dignità e bellezza. "Non capisco proprio il femminismo", avverte la poetessa. "La donna che vuole diventare uomo sovverte tutta la cultura passata. La donna deve essere se stessa".

 

Alda MeriniAlda Merini

Parole che palesano l'enorme distanza da chi, a sua insaputa, tentò di arruolarla in campagne a favore dell'autodeterminazione della donna e del diritto d'aborto. Perfino il sesso, di cui la Merini era considerata gaudente discepola, è qui guardato con distacco, grazie a occhi insieme ironici e indulgenti.

 

Alda MeriniAlda Merini

La poetessa definisce ridicolo e ripugnante l'atto sessuale ("Guardare due corpi che fanno l'amore fa ridere e allo stesso fa schifo"), e ricorda le scene buffe dei suoi amanti, che restavano incastrati nell'incavo tra i materassi del suo letto a due piazze, facendole così perdere la libido e la voglia di continuare a frequentarli.

 

Nel racconto spuntano pure le «assurde scenate di gelosia» delle fidanzate dei suoi giovani fan, le quali temevano che la Merini potesse essere la loro amante, «anche se io potevo essere al massimo la nonna». Triviale e comico, l'amore è però colto anche nella sua altezza metafisica di «grande interrogativo verso Dio e grande scomunica».

001 alda merini001 alda merini

 

Il delirio amoroso, avverte la Merini, «è insieme una bestemmia e un atto divino»; una sfida alle leggi della castità e un tentativo di emulare Dio che «a volte uccide gli amanti» proprio «perché non vuole essere superato in amore».

 

Anche la poesia, a suo modo, è un affronto al Creatore nell’ambizione di ripeterne le gesta, e un inno a Lui nel cantare la meraviglia del creato. In questo doppio senso, come la Merini già scriveva in Santi e poeti, la sua prima poesia del 2 dicembre 1948, finora inedita, «bisogna essere santi per essere anche poeti».

 

ALDA MERINIALDA MERINI

Il che non significa, come ha scritto Vito Mancuso su La Repubblica, che «si può essere santi senza Dio». Ma, anzi, che ogni atto generatore - quello di una madre o di un'artista - riproduce il gesto divino della creazione dal nulla. E ne imita la follia d'amore, in cui il delirio miracolosamente diventa lirica. Ecco cosa fu la «pazza» Alda Merini: nient'altro che una folle in Cristo.

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…