“IN ‘A TESTA ALTA’ SABRINA FERILLI VIENE COLTA DALLA ‘SINDROME DI ANNA MAGNANI’” – ALDO GRASSO BOCCIA LA FICTION DI CANALE5 SULLA LOTTA DI UNA DONNA CONTRO IL REVENGE PORN: “OCCHI AFFONDATI IN ORBITE SCURE, SGUARDO PERENNEMENTE ACCORATO, POSTURA TRAGICA SOSPESA TRA LA DISPERAZIONE DELLA ‘MATER DOLOROSA’ E UNA VITALITÀ IRREFRENABILE. PER NON PARLARE DEI COMPRIMARI, QUASI UNA CORALITÀ PRESA AL RISPARMIO. UN’OPERA NON VIENE VALUTATA PER LA BONTÀ O MALVAGITÀ DELLA CAUSA CHE SERVE, MA PER L’INTENSITÀ ESPRESSIVA E LA DEDIZIONE STILISTICA...” - VIDEO
sabrina ferilli è la migliore attrice che abbiamo in italia e chi dice il contrario mente pic.twitter.com/QyzLBeajpL
— fede (@quantoseiscema) January 9, 2026
ma la nostra sabrina ferilli in stranger things pazzesca pic.twitter.com/iO7A77WUw5
— martina ?? (@xfilippomaria) January 7, 2026
quando cerco di parlare con la miglior dizione possibile
— Fred ?? (@FredMosby_) January 7, 2026
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Estratto dell’articolo di Aldo Grasso per il "Corriere della Sera"
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Sabrina Ferilli è Virginia Terzi, preside di un liceo in un borgo sul lago alle porte di Roma. Educatrice brillante e ideatrice di «A Testa Alta», un progetto contro la dipendenza digitale, sta per coronare il sogno della sua vita quando un video intimo diffuso senza consenso la travolge in uno scandalo mediatico.
La comunità si spacca, la macchina del fango parte e Virginia deve difendere sé stessa, suo figlio e i valori in cui crede. Questa, in breve, la trama di «A testa alta», una miniserie in tre serate scritta da Mizio Curcio, Andrea Nobile, Nicoletta Senzacqua, Paolo Marchesini e diretta da Giacomo Martelli (Canale 5).
Con tutto il rispetto che si deve a un racconto che, quasi in maniera didascalica, affronta temi cruciali come il revenge porn , cioè la diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, è difficile non sottolineare la povertà espressiva di questo stesso racconto.
Allo scoppiare della gogna, Sabrina Ferilli è colta dalla «sindrome Anna Magnani», che non abbandonerà più: occhi affondati in orbite scure, sguardo perennemente accorato, postura tragica sospesa tra la disperazione della «mater dolorosa» e una vitalità irrefrenabile. Sì, ma poi la recitazione è appena sufficiente. Per non parlare dei comprimari, quasi una coralità presa al risparmio.
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Alla fine, uno resta incantato solo dal paesaggio: il cuore della fiction è infatti Anguillara Sabazia, incantevole borgo affacciato sul Lago di Bracciano, a circa 30 chilometri da Roma.
Quando si parla di fiction, il coraggio non dovrebbe interessare solo la storia ma anche la recitazione, la regia, la scrittura.
Un’opera non viene valutata per la bontà o malvagità della causa che serve, ma per l’intensità espressiva e la dedizione stilistica con cui quella stessa causa viene messa in scena.
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