aldo grasso sigfrido ranucci gennaro sangiuliano

MASSI', ANCHE ALL'ALDISSIMO CAPITA DI FARLA FUORI DAL VASO - GRASSO DISTRUGGE RANUCCI, REO DI NON FARE L'OPINIONISMO "VUOTO A PERDERE" DEI FAZIO E GRAMELLINI: ''REPORT RICORDA MOLTO METODI BASATI SUL “DILEGGIO ALL’OLIO DI RICINO” (COPY GIULIANO FERRARA). SE A LAB REPORT INSEGNANO QUESTI METODI, NON SI PARLI DI SERVIZIO PUBBLICO" – "LA TANTO STROMBAZZATA INCHIESTA CI CONFERMA CHE SANGIULIANO ERA UN PASTICCIONE INADEGUATO AL RUOLO, CHE GIULI HA UN PASSATO GIOVANILE IN FORMAZIONI DI ESTREMA DESTRA (FA RABBRIVIDIRE MA SI SAPEVA), E CHE CI SONO SCONTRI IN FDI” – TRANQUILLI: CI SONO I 366 GIORNALISTI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PER CUI GRASSO SCRIVE, IMPEGNATISSIMI OGNI GIORNO A SCOVARE NOTIZIE SU GIULI-SPANO, SANGIULIANO-BOCCIA, MELONI-SALVINI...(CIAO CORE) - LE SPESE PER LA MOSTRA SUL FUTURISMO, IL CONFLITTO DI INTERESSI DI FRANCESCO SPANO E LE RIVELAZIONI DEI DIPENDENTI DEL MAXXI: PER CAPIRE CHE L'INCHIESTA NON ERA SOLO OLIO DI RICINO, BASTA LEGGERE IL RESOCONTO DELL'ANSA -  VIDEO

 

 

Estratto dell'articolo di Aldo Grasso per www.corriere.it

 

[...]

aldo grasso

Il servizio che nelle intenzioni degli autori avrebbe dovuto spingere il ministro Alessandro Giuli alle dimissioni inizia con una intervista a Rainaldo Graziani, fondatore di Meridiano Zero, che lo descrive come «una figura brillante». Trascorsi di cui Giuli ha già parlato in articoli passati. A questo si aggiunge anche il riferimento a un suo coinvolgimento nella stesura del programma culturale della Lega. 

 

alberto dambruoso report

Ma davvero Spano, capo di gabinetto del ministro Giuli, ha rassegnato le dimissioni undici giorni dopo aver ricevuto l’incarico per paura dell’inchiesta «Da Boccia a Boccioni»? E poi per cosa? Perché il suo compagno aveva una consulenza al Maxxi, tale da configurarsi come conflitto d’interessi? O c’è altro che esula dal presunto scoop di «Report»?

 

sigfrido ranucci report 1

Poi c’è la storia della mostra sul Futurismo affidata a un giornalista del «Tempo» cui il critico d’arte Alberto Dambruoso aveva chiesto il favore di una recensione per segnalarsi al ministro: il racconto era così raffazzonato che era difficile capire dove andasse a parare.

 

Insomma, la tanto strombazzata inchiesta di «Report» ci conferma che il ministro Gennaro Sangiuliano era un pasticcione inadeguato al ruolo, che Alessandro Giuli, oltre a un passato giovanile in formazioni di estrema destra (fa rabbrividire ma si sapeva) ha una passione per la cultura esoterica (è una colpa?), e che ci sono scontri all’interno di Fratelli d’Italia.

francesco spano - alessandro giuli - francesco gilioli - servizio di report

 

Però questo giornalismo sigfridico ricorda molto metodi basati sul «dileggio all’olio di ricino» (copy Giuliano Ferrara). Se a LAB Report insegnano questi metodi, non si parli di servizio pubblico.

 

SU REPORT, GIULI, EVOLA IL SOLE E IL PROGRAMMA DELLA LEGA

Da www.ansa.it

 

"Giuli negli anni ha dichiarato di essersi profondamente allontanato dalla destra neonazista. Tuttavia ogni tanto nei suoi scritti e discorsi emerge un rigurgito dell' influenza di Julius Evola, filosofo del nazismo, animatore negli anni 30 della Scuola di mistica fascista.

 

FERITA SULLA TESTA DI GENNARO SANGIULIANO - FOTO ESCLUSIVA DI REPORT

Come quando Giuli fa riferimento al sole. Ha sorpreso il suo discorso alla fiera internazionale del libro a Francoforte, quando ha detto che che "dobbiamo riaffermare la centralità del pensiero solare". Non ha sorpreso Report che in passato aveva raccontato come Alessandro Giuli, avesse realizzato nel 2017 il programma culturale della Lega di Salvini premier".

 

Lo dice il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, presentando le inchieste che riguardano il ministro della Cultura dove si torna sulla questione del contributo dell'attuale responsabile della Cultura alla stesura del programma della Lega preparato per le elezioni vinte dal partito nel 2018. "Giuli aveva inviato il programma per l'approvazione ad Armando Siri, ideologo della lega per la flat tax e organizzatore della scuola di partito.

 

Rainaldo Graziani - report

Anche Siri vicino al mondo esoterico: con la sua associazione Spazio Pin, aveva promosso post stravaganti dove si vantava di aver fondato il suo partito per i Guerrieri della luce, incontri con l'angelo guida, e aveva cercato di allargare i consensi con chi dialogava con gli alieni" afferma Ranucci che ricorda come il programma di Giuli avesse al centro il simbolo del sole delle alpi, e faceva riferimento, "all' anima di un popolo, come forza immateriale composta dalle ossa calcinate degli avi antichi" e altri riferimenti che "possono essere tranquillamente definiti esoterici e che l'antropologo culturale Vito Teti, possono essere stati presi in prestito da Evola e dalla tradizione nazista. E' questa - si chiede - la cultura di Giuli?".

alessandro giuli giorgio mottola servizio di report

 

MOSTRA FUTURISMO COSTAVA 700MILA EURO, ORA 1 MILIONE

"La mostra sul futurismo rifiutata chiavi in mano sarebbe costata 700mila euro. Questa, organizzata dal governo, tra trasporto opere e l'allestimento è già costata oltre 1 milione di euro".

 

Lo dice il conduttore di Report Sigfrido Ranucci chiudendo i servizi di questa sera sul ministero della Cultura dove riassume anche la storia paradigmatica di Alberto Dambruoso: "Storico dell'arte, ha scritto un libro su Boccioni autore futurista. Sente che Sangiuliano vuole fare una mostra sul futurismo e chiede a un giornalista del Tempo, Gabriele Simongini di fargli una recensione nella speranza di attirare l' attenzione del Ministro. Sta di fatto che proprio Simongini e D'ambrosio vengono incaricati di curare la mostra del Futurismo.

 

aldo grasso

Poi Sangiuliano ci ripensa e commissaria di fatto i due curatori, inserisce nel comitato scientifico il vignettista osho e crea un comitato organizzatore di cui fa parte Giuli in qualità di direttore del Maxxi che prende tutte le decisioni. Vengono tagliate circa 300 opere su 650, e cominciano le pressioni per inserire le opere di un gallerista romano Russo, amico di Fdi, e del presidente della commissione cultura Federico Mollicone". Di lì nascono poi i primi attriti con Simongini che avverte tutti gli organizzatori della mostra: "chi non si adegua rischia.."

 

DIPENDENTE MAXXI A REPORT, GIULI NON SAPEVA GESTIRE UN MUSEO

"Francesco Spano era il fedelissimo di Giovanna Melandri. Quando arrivò Giuli fece una giravolta di 360 gradi e diventò l'uomo di fiducia di Giuli, anzi la sua eminenza grigia dentro al Maxxi. Era Spano che decideva tutto. Perché Giuli gli ha dato tutto questo spazio? Perché non sapeva come gestire un museo. Nel discorso che fece a noi dipendenti quando arrivò disse: sono qui per imparare". Lo dice una dipendente del Maxxi intervistata da Report dove aggiunge: "Saranno almeno 6 anni che il compagno di Spano riceve dal Maxxi l'incarico come consulente legale del museo".

alberto dambruoso report

 

E alla domanda se da quando Spano era tornato fosse stata dichiarata questa potenziale incompatibilità, la dipendente risponde: "Che io sappia no". L'autore dell'inchiesta, Giorgio Mottola, quindi ricorda: "nel 2017 Quando Spano si dimette dall'ufficio antidiscriminazione va a lavorare per la Human Foundation, fondazione di Giovanna Melandri. L'anno dopo la Human Foundation offre un incarico di consulenza legale anche all'avvocato di Spano, Marco Caranabuci.

 

francesco spano - alessandro giuli - francesco gilioli - servizio di report

Che nel medesimo periodo ottiene una nomina a consulente legale anche dal Maxxi, allora presieduto da Giovanna Melandri. Caranabuci fino ad oggi ha sempre ottenuto il rinnovo della consulenza legale da parte del Maxxi anche quando nel 2022 Francesco Spano, è stato richiamato a fare il segretario del Museo durante la presidenza di Giuli".

 

MAXXI RINUNCIA A PROGETTO CURE, SÌ A VITTORIALE

Non solo il calo delle entrate per i biglietti venduti dal Maxxi: "Tutte le risorse finanziarie che il Maxxi ha perso con la diminuzione di biglietti venduti e il dileguarsi degli sponsor sono state infatti ripianate con i soldi pubblici dal ministero della Cultura. E proprio la gestione dei fondi statali rappresenta la parte più discussa della presidenza Giuli".

alberto dambruoso report

 

E' uno dei temi affrontati da Report che nell'inchiesta che ruota attorno al Mic si occupa anche del museo delle Arti del XXI secolo diretto da Giuli prima che diventasse ministro. Quando Giuli è arrivato al Maxxi, afferma Report, "si è ritrovato con in cassa un finanziamento da oltre 2,5 milioni di euro del Ministero delle imprese per un progetto di rigenerazione urbana denominato Cure, che vedeva la collaborazione del museo con l'università Sapienza e il centro di ricerca della Sony" .

SIGFRIDO RANUCCI DI REPORT

 

Progetto che però, afferma Vittorio Loreto, direttore di Sony computer Sciences lab - Università La Sapienza, interpellato da Report, "non è mai partito perché il Maxxi a un certo punto ha deciso di non partecipare più al progetto". Il ministro su questo si rifiuta di spiegare o di smentire: "No, io non devo smentire nessuno. Portatemi le carte. Aspetto le vostre carte, grazie" dice all'autore dell'inchiesta Giorgio Mottola che invece mostra in trasmissione la carta del Ministero delle imprese "che ci conferma il mancato finanziamento del progetto Cure a causa del rifiuto del Maxxi".

 

DIPENDENTE DEL MAXXI PARLA CON REPORT

"Ma mentre rimandava indietro i soldi già stanziati per un'operazione così innovativa - aggiunge Mottola - Giuli decideva di far partecipare il Museo a un altro bando del ministero delle Imprese per le Tecnologie 5g con un progetto basato sulla realtà aumentata che attraverso visori ottici avrebbe consentito ai visitatori del Maxxi, da statuto specializzato esclusivamente sull'arte degli anni 2000, di esplorare da remoto le stanze del Vittoriale, la casa museo di Gabriele D'Annunzio, il poeta inizialmente osannato come Vate dal fascismo e da Mussolini". Si tratta, si ricorda, del progetto, Connessioni Culturali che " ha ricevuto in finanziamento pubblico di 2 milioni di euro ed è stato aperto al pubblico al Maxxi per soli 5 giorni".

 

SU REPORT, GIULI, EVOLA IL SOLE E IL PROGRAMMA DELLA LEGA

Da www.ansa.it

 

il sole delle alpi nel programma culturale della lega scritto da alessandro giuli 4

"Giuli negli anni ha dichiarato di essersi profondamente allontanato dalla destra neonazista. Tuttavia ogni tanto nei suoi scritti e discorsi emerge un rigurgito dell' influenza di Julius Evola, filosofo del nazismo, animatore negli anni 30 della Scuola di mistica fascista.

 

Come quando Giuli fa riferimento al sole. Ha sorpreso il suo discorso alla fiera internazionale del libro a Francoforte, quando ha detto che che "dobbiamo riaffermare la centralità del pensiero solare". Non ha sorpreso Report che in passato aveva raccontato come Alessandro Giuli, avesse realizzato nel 2017 il programma culturale della Lega di Salvini premier".

 

MARCO CARNABUCI - IL MARITO DI FRANCESCO SPANO

Lo dice il conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, presentando le inchieste che riguardano il ministro della Cultura dove si torna sulla questione del contributo dell'attuale responsabile della Cultura alla stesura del programma della Lega preparato per le elezioni vinte dal partito nel 2018. "Giuli aveva inviato il programma per l'approvazione ad Armando Siri, ideologo della lega per la flat tax e organizzatore della scuola di partito.

 

Anche Siri vicino al mondo esoterico: con la sua associazione Spazio Pin, aveva promosso post stravaganti dove si vantava di aver fondato il suo partito per i Guerrieri della luce, incontri con l'angelo guida, e aveva cercato di allargare i consensi con chi dialogava con gli alieni" afferma Ranucci che ricorda come il programma di Giuli avesse al centro il simbolo del sole delle alpi, e faceva riferimento, "all' anima di un popolo, come forza immateriale composta dalle ossa calcinate degli avi antichi" e altri riferimenti che "possono essere tranquillamente definiti esoterici e che l'antropologo culturale Vito Teti, possono essere stati presi in prestito da Evola e dalla tradizione nazista. E' questa - si chiede - la cultura di Giuli?".

 

MOSTRA FUTURISMO COSTAVA 700MILA EURO, ORA 1 MILIONE

ALBERTO DAMBRUOSO REPORT

"La mostra sul futurismo rifiutata chiavi in mano sarebbe costata 700mila euro. Questa, organizzata dal governo, tra trasporto opere e l'allestimento è già costata oltre 1 milione di euro".

 

Lo dice il conduttore di Report Sigfrido Ranucci chiudendo i servizi di questa sera sul ministero della Cultura dove riassume anche la storia paradigmatica di Alberto Dambruoso: "Storico dell'arte, ha scritto un libro su Boccioni autore futurista. Sente che Sangiuliano vuole fare una mostra sul futurismo e chiede a un giornalista del Tempo, Gabriele Simongini di fargli una recensione nella speranza di attirare l' attenzione del Ministro. Sta di fatto che proprio Simongini e D'ambrosio vengono incaricati di curare la mostra del Futurismo.

 

il sole delle alpi nel programma culturale della lega scritto da alessandro giuli 1

Poi Sangiuliano ci ripensa e commissaria di fatto i due curatori, inserisce nel comitato scientifico il vignettista osho e crea un comitato organizzatore di cui fa parte Giuli in qualità di direttore del Maxxi che prende tutte le decisioni. Vengono tagliate circa 300 opere su 650, e cominciano le pressioni per inserire le opere di un gallerista romano Russo, amico di Fdi, e del presidente della commissione cultura Federico Mollicone". Di lì nascono poi i primi attriti con Simongini che avverte tutti gli organizzatori della mostra: "chi non si adegua rischia.."

 

francesco spano inchiesta di report

DIPENDENTE MAXXI A REPORT, GIULI NON SAPEVA GESTIRE UN MUSEO

"Francesco Spano era il fedelissimo di Giovanna Melandri. Quando arrivò Giuli fece una giravolta di 360 gradi e diventò l'uomo di fiducia di Giuli, anzi la sua eminenza grigia dentro al Maxxi. Era Spano che decideva tutto. Perché Giuli gli ha dato tutto questo spazio? Perché non sapeva come gestire un museo. Nel discorso che fece a noi dipendenti quando arrivò disse: sono qui per imparare". Lo dice una dipendente del Maxxi intervistata da Report dove aggiunge: "Saranno almeno 6 anni che il compagno di Spano riceve dal Maxxi l'incarico come consulente legale del museo".

 

Alberto Dambruoso

E alla domanda se da quando Spano era tornato fosse stata dichiarata questa potenziale incompatibilità, la dipendente risponde: "Che io sappia no". L'autore dell'inchiesta, Giorgio Mottola, quindi ricorda: "nel 2017 Quando Spano si dimette dall'ufficio antidiscriminazione va a lavorare per la Human Foundation, fondazione di Giovanna Melandri. L'anno dopo la Human Foundation offre un incarico di consulenza legale anche all'avvocato di Spano, Marco Caranabuci.

 

Che nel medesimo periodo ottiene una nomina a consulente legale anche dal Maxxi, allora presieduto da Giovanna Melandri. Caranabuci fino ad oggi ha sempre ottenuto il rinnovo della consulenza legale da parte del Maxxi anche quando nel 2022 Francesco Spano, è stato richiamato a fare il segretario del Museo durante la presidenza di Giuli".

 

MAXXI RINUNCIA A PROGETTO CURE, SÌ A VITTORIALE

Non solo il calo delle entrate per i biglietti venduti dal Maxxi: "Tutte le risorse finanziarie che il Maxxi ha perso con la diminuzione di biglietti venduti e il dileguarsi degli sponsor sono state infatti ripianate con i soldi pubblici dal ministero della Cultura. E proprio la gestione dei fondi statali rappresenta la parte più discussa della presidenza Giuli".

 

giorgio mottola parla con un dipendente del maxxi inchiesta report su francesco spano

E' uno dei temi affrontati da Report che nell'inchiesta che ruota attorno al Mic si occupa anche del museo delle Arti del XXI secolo diretto da Giuli prima che diventasse ministro. Quando Giuli è arrivato al Maxxi, afferma Report, "si è ritrovato con in cassa un finanziamento da oltre 2,5 milioni di euro del Ministero delle imprese per un progetto di rigenerazione urbana denominato Cure, che vedeva la collaborazione del museo con l'università Sapienza e il centro di ricerca della Sony" .

 

Progetto che però, afferma Vittorio Loreto, direttore di Sony computer Sciences lab - Università La Sapienza, interpellato da Report, "non è mai partito perché il Maxxi a un certo punto ha deciso di non partecipare più al progetto". Il ministro su questo si rifiuta di spiegare o di smentire: "No, io non devo smentire nessuno. Portatemi le carte. Aspetto le vostre carte, grazie" dice all'autore dell'inchiesta Giorgio Mottola che invece mostra in trasmissione la carta del Ministero delle imprese "che ci conferma il mancato finanziamento del progetto Cure a causa del rifiuto del Maxxi".

giorgio mottola parla con marco carnabuci, marito di francesco spano

 

"Ma mentre rimandava indietro i soldi già stanziati per un'operazione così innovativa - aggiunge Mottola - Giuli decideva di far partecipare il Museo a un altro bando del ministero delle Imprese per le Tecnologie 5g con un progetto basato sulla realtà aumentata che attraverso visori ottici avrebbe consentito ai visitatori del Maxxi, da statuto specializzato esclusivamente sull'arte degli anni 2000, di esplorare da remoto le stanze del Vittoriale, la casa museo di Gabriele D'Annunzio, il poeta inizialmente osannato come Vate dal fascismo e da Mussolini". Si tratta, si ricorda, del progetto, Connessioni Culturali che " ha ricevuto in finanziamento pubblico di 2 milioni di euro ed è stato aperto al pubblico al Maxxi per soli 5 giorni".

 

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