andrea giambruno giorgia meloni

ANDREA GIAMBRUNO, FACCE RIDE: "NON HO MAI DETTO CHE LA RAGAZZA VITTIMA DELLO STUPRO DI PALERMO SE L'E' CERCATA, HO PARLATO COME UNA MAMMA" – IL FIRST GENTLEMAN, DOPO LE POLEMICHE PER AVER CONSIGLIATO ALLE RAGAZZE DI NON BERE PER NON ESSERE STUPRATE, VA AL CONTRATTACCO: “CHI MI ATTACCA IMPLORA UN INVITO IN TV. LA SINISTRA VUOLE TUTTI DROGATI E UBRIACHI? LA MELONI? NON SI E' MAI PERMESSA DI...” - ENRICO MENTANA RANDELLA: "HA DETTO UNA FESSERIA COL BOTTO” - FELTRI: "MENTANA DICE STRONZATE" - TUTTI GLI SCIVOLONI DEL TRICOLOGICAMENTE CREATIVO COMPAGNO DELLA PREMIER - VIDEO

 

1-DA UOMO INVISIBILE A PRINCIPE GAFFEUR IL PARTNER CHE IN TV IMBARAZZA MELONI

 

Estratto dell'articolo di Ilario Lombardo per "la Stampa"

 

la replica di andrea giambruno alle polemiche per le frasi sugli stupri 4

«Se nessuno mi vede, meglio». È un giorno di settembre del 2016. Andrea Giambruno si confessa a Luca Telese. Quasi nessuno sa chi è. Sono comparse foto con la compagna, la leader di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni: stanno da tre anni assieme e hanno appena avuto una figlia, Ginevra.

 

Giambruno teorizza la sparizione, come strategia, come un supereroe. L'Uomo invisibile. Una scelta di opportunità e di eleganza. «Lei sta sulla scena, io dietro. Non amo i riflettori. Apparire non è il mio lavoro. Nel grande mondo della tv sto dietro le quinte, a immaginare cosa accade davanti».

 

la replica di andrea giambruno alle polemiche per le frasi sugli stupri 6

La regina Elisabetta aveva il suo principe Filippo, Giorgia Meloni il suo Andrea Giambruno. Consorti che sbagliano. Gaffe, svarioni, cantonate in diretta che la voglia di video amplifica, rilancia, rende un problema politico. In sei anni cambia il mondo, figurarsi le certezze di un giornalista tv. Anche perché il richiamo della luce rossa può essere ipnotizzante. La telecamera si accende e, voilà, il governo e la maggioranza devono occupare la giornata a spiegare, rettificare, minimizzare quanto sostenuto dal first gentleman su temi che sono dentro l'agenda dei partiti e dell'esecutivo: il riscaldamento climatico, la violenza sulle donne, i rapporti con gli alleati europei.

 

giorgia meloni andrea giambruno foto di chi

Giambruno non passa più le giornate a immaginare cosa accade davanti. Adesso è lui che sta in studio. Anzi, ha fatto di più: è lui la notizia. Un'ascesa folgorante, da autore sconosciuto a caso politico. Sono bastati pochi mesi. Nel grande racconto familiare di Meloni, dove la famiglia è tutto e siede al governo, guida il partito, si fa strumento di comunicazione, Giambruno non poteva limitarsi a restare un passo indietro. Fa due passi avanti.

 

Giornalista, prima autore, poi conduttore, cresce a Mediaset, televisione di proprietà di Silvio Berlusconi, padre-padrone di Forza Italia e socio di minoranza della sua compagna, diventata nel frattempo premier: il signor Meloni assume la conduzione di una striscia quotidiana di attualità politica su Rete 4 proprio mentre lei conquista Palazzo Chigi. [...]

andrea giambruno e pietro senaldi a diario del giorno su rete 4

 

E infatti, per abbassare la temperatura attorno al caso del compagno, lo staff di Meloni chiede inizialmente a tutti i parlamentari di non commentare, nemmeno di difenderlo e di replicare alle opposizioni che per tutto il giorno attaccano lui e la presidente del Consiglio. I deputati e i senatori di FdI aspettano.

 

Meloni vuole che sia prima Andrea a parlare, a spiegarsi, durante la diretta di Diario del giorno: «Credo che la politica – dirà Giambruno in studio - abbia cose ben più interessanti da fare che non quelle di occuparsi di uno spazio giornalistico». Una risposta che Meloni è pronta a dare, quasi uguale, domani a Caivano, quando difficilmente potrà sfuggire alla domanda sulla frase infelice del compagno, che Il Fatto quotidiano è stato il primo a segnalare.

ANDREA GIAMBRUNO - 2

 

Quando Meloni apre il Consiglio dei ministri, lunedì sera, annunciando il viaggio nel comune del Napoletano, dove sono state stuprate due bambine, ed esprimendo, dopo giorni, la propria vicinanza alla ragazza violentata a Palermo, non sa che Andrea ha appena sostenuto in tv che le donne dovrebbero evitare di ubriacarsi, per tenere lontani i lupi. [...]

 

Sul negazionismo climatico. «Non è una notizia che a luglio faccia caldo» ha azzardato Giambruno, mentre gli scienziati si sgolavano per spiegare cosa c'è dietro l'inferno delle temperature estive. E ancora: sulle pulsioni anti-tedesche avvolte nei cliché dei sovranisti italiani: «Se non stai bene, stai a casa tua, stai nella Foresta nera, no?» si è scagliato Giambruno contro il ministro tedesco che aveva predetto la fine del turismo nel Sud Europa per il caldo ogni anno più forte. Non si è mai scusato. Né risulta che lo abbia fatto Meloni.

 

 

 

2-«PAROLE STRUMENTALIZZATE DAI POLITICI ANCHE LE MAMME DICONO: STAI ATTENTA»

Estratto dell’articolo Candida Morvillo per “il Corriere della Sera”

 

andrea giambruno versione ken

«Io non ho mai detto “la ragazza se l’è cercata” o che, se eviti di ubriacarti, “non ti stuprano”: questi virgolettati sono usciti su un giornale e poi dappertutto, ma sono diffamazione pura».

 

Per far capire il tono, si dovrebbe scrivere tutto in maiuscolo. Stavolta, Andrea Giambruno non ci prova nemmeno a tenere la calma. Eppure, da quando conduce Diario del giorno del Tg4, le polemiche lo accompagnano. Come quando gli hanno dato del negazionista del cambiamento climatico perché disse che è ovvio che a luglio fa caldo o quando invitò il ministro tedesco Karl Lauterbach contrariato dal nostro meteo a starsene nella Foresta nera […]

 

Giambruno, perché è così alterato?

«Perché basterebbe sbobinare quello che ho detto: ma ai politici che mi attaccano non viene il dubbio che non posso aver giustificato uno stupro?».

 

Andrea Giambruno Giorgia Meloni

Però ha detto «se eviti di ubriacarti e di perdere i sensi, magari eviti anche di incorrere in determinate problematiche perché poi il lupo lo trovi».

«Ho premesso che era un atto abominevole compiuto da bestie, poi, siccome l’avvocato Annamaria Bernardini de Pace e il direttore Pietro Senaldi parlavano di autotutela, mi sono permesso di dire ai giovani, a ragazzi e ragazze senza distinzioni di genere, di non uscire apposta per ubriacarsi e drogarsi, mi sono raccomandato di fare attenzione perché, purtroppo, il malintenzionato lo trovi.

 

Andrea Giambruno Giorgia Meloni

Non ho detto che gli uomini sono legittimati a stuprare le donne ubriache. Invece, certi politici vanno dietro a un titolo falso, chiedono la mia sospensione, ma per cosa? Per aver detto ai ragazzi non vi drogate?».

 

Che ha pensato ieri quando la ragazza stuprata a Palermo ha scritto sui social «mi state portando alla morte»?

«Che una ragazza che scrive questo è lacerata dentro. Eppure, c’è chi strumentalizza lei per attaccare me. Coi miei collaboratori, abbiamo deciso che di questa storia non parleremo più: il silenzio è l’unico modo per aiutarla a superare il trauma. Se posso aggiungere: strumentalizzano gli stessi politici che mi fanno chiamare per pietire un invito. I nomi, va da sé, non glieli dico».

ANDREA GIAMBRUNO

 

Chiara Braga, Pd, ha detto: «Chiediamo che Meloni prenda le distanze». Braga pietisce?

«Ma Braga che chiede? Che il presidente del Consiglio prenda le distanze dalle idee di un giornalista? Ed è la stessa sinistra che difende Saviano? E la sinistra, quindi, vuole tutti ubriachi, drogati?».

 

Vuole che si educhino «i maschi al rispetto, non le ragazze alla prudenza» e qui cito Cecilia D’Elia, Pd anche lei. Pietisce anche D’Elia?

«Io non faccio l’educatore, ma il divulgatore. Le mamme diranno sempre “stai attenta” e anche io continuo a dirlo».

 

Oggi, questa si chiama «vittimizzazione secondaria»: questo gliel’hanno mandato a dire delle parlamentari Cinque Stelle.

«Ma si rendono conto che così colpevolizzano anche un intero gruppo di lavoro solo perché conduco io? Ripeto: quei virgolettati sono da querela. Se avessi detto qualcosa di sbagliato, avrei chiesto scusa, ma non è così e non esisterà mai un giorno in cui sarà un politico o un collega a dirmi cosa devo dire. Anche Meloni non si è mai permessa».

 

(...)

 

3-FELTRI: "MENTANA DICE STRONZATE"

Da ilgiornaleditalia.it

 

andrea giambruno

Feltri: "Mentana dice str*nzate, I miei figli non li ho fatti ubriacare fino a 20 anni" Vittorio Feltri, incredulo davanti alla bufera che si è scatenata sul compagno della Meloni, ha replicato così a Mentana: "Ero lì con Giambruno. Ha detto cose giuste, i miei figli non li ho fatti bere fino a 20 anni. Mentana qualche volta lo vedo ma non lo leggo mai perché mi dà sui nervi. Dice stupidaggini, le cretinate le diciamo tutti ma lui di più.
 
Sono anche io stupito di fronte a queste affermazioni, oggi ero lì col compagno della Meloni, mi interrogavo su cose normali, c'erano due ospiti in studio, tra cui la moglie di Collovati... dicono delle cazzate che non stanno nè in cielo nè in terra". "Io sono convinto - continua Feltri - che gli stupri siano dei fenomeni di un bullismo esagerato che si trasferisce sui telefonini perché filmano tutte le chiavate che fanno... io quando ero giovane le chiavate me le tenevo per me". 

GIORGIA MELONI E ANDREA GIAMBRUNO IN UN CENTRO COMMERCIALE SULLA LAURENTINA A ROMA GIORGIA MELONI E ANDREA GIAMBRUNO IN UN CENTRO COMMERCIALE SULLA LAURENTINA A ROMA GIORGIA MELONI FESTEGGIA IL COMPLEANNO CON ANDREA GIAMBRUNOandrea giambruno e giorgia meloni alla prima della scala 2022ANDREA GIAMBRUNO ANDREA GIAMBRUNO 56ANDREA GIAMBRUNO GIORGIA MELONIGIORGIA MELONI, ANDREA GIAMBRUNO E LA FIGLIA GINEVRA IN UN CENTRO COMMERCIALE SULLA LAURENTINA A ROMA andrea giambruno giorgia meloni papa francesco ANDREA GIAMBRUNO

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...