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“IN ITALIA CI SONO CARRIERE CHE SONO NATE E CONSOLIDATE CON ‘STORIE DI LETTO’” - ANNA FALCHI RACCONTA: “SESSO? SUL LAVORO NON E' FONDAMENTALE MA NELLA VITA PRIVATA È UN’ALTRA STORIA. AMORE E SESSO VANNO DI PARI PASSO. HO SBAGLIATO MOLTO CON GLI UOMINI. TANTO GOSSIP MI HA DANNEGGIATA MA MI HA ANCHE DATO TANTA NOTORIETÀ...”

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Giulia Cherchi per http://ilgiornaleoff.ilgiornale.it/

 

Sex symbol degli anni novanta e duemila, Anna Falchi, mantiene intatta negli anni la sua bellezza nordica, ma anche quella verve romagnola che l’ha sempre contraddistinta. La sua carriera inizia nel 1989 con il concorso di Miss Italia, dove, oltre al secondo posto, conquista l’ambita fascia di Miss Cinema. Ma a lanciarla nello star system è senza dubbio uno spot, quello della Banca di Roma, diretto dal grande Federico Fellini. Un lavoro che segnerà inevitabilmente il suo percorso e la porterà in seguito a rifiutare numerosi contratti televisivi – che saranno poi la fortuna di altri personaggi (vedi Carlo Conti e Simona Ventura) – per inseguire la carriera cinematografica.

 

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Arrivano così per l’attrice italo-finlandese una serie di ingaggi in pellicole tra cui Nel continente nero di Marco Risi, e S.P.Q.R. 2000 e ½ anni fa di Carlo Vanzina, che le affiderà il ruolo della conturbante Poppea. Da lì la sua fama prosegue tra calendari di nudo, tante apparizioni sui media, e conduzioni tv, tra cui quella del fortunato Sanremo ’95, al fianco di Pippo Baudo e Claudia Koll.

 

Nel 2005 diviene anche produttrice cinematografica con la sua A-Movies Production, dove ancora oggi si occupa di film d’autore e indipendente. Sempre spontanea e sincera, è una che di certo non le manda a dire, preferendo una cruda verità ad un’infima bugia. In questa intervista, tra delusioni e ironia, rivela a noi di OFF tante curiosità su vita, carriera, sesso e attualità.

 

Ci racconti un aneddoto Off?

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Sanremo, 1995. Sono passati tanti anni ma i ricordi sono nitidi e gli aneddoti si sprecano. Su quel palco ne ho fatte e dette di “ogni”. Una delle cose più simpatiche che ricordo riguarda l’abito per la finalissima. Si trattava di un abito da sogno di Lancetti a cui tenevo molto, visto che qualche anno prima, come modella, l’avevo indossato per la campagna pubblicitaria di Lancetti. Era una specie di torta gigante, impossibile da piegare, un abito alla Via Col Vento per capire, e, il mio staff, composto da due cari amici e mio fratello, lo ha portato in giro per Sanremo, sulle spalle, dall’hotel all’Ariston. Tutti si giravano ed erano chiaramente sorpresi.

 

Come erano i rapporti con la tua collega Claudia Koll?

Non c’era una simpatia reciproca onestamente. Caratteri molto diversi e tanta competizione, dovuta e creata ad arte dai media. Questo inconsciamente ha creato in noi una sorta di rivalità che, a mio parere, non era niente male, visti i risultati. Ancora oggi il Festival del 1995 è l’evento nella storia della televisione (a parte le partite di calcio) più visto.

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E con Valeria Marini? Come l’ha presa la tua imitazione sui social?

Premessa: adoro Valeria Marini. E’ una creatura fuori dal comune, un vero personaggio che interpreta la vita da “diva”. Valeria quando è uscita dalla casa ha saputo tramite amiche comuni della mia “imitazione” (si fa per dire!) e mi ha chiamata facendomi i complimenti. Confesso che mi ha piacevolmente sorpresa. Che ironia, che bel carattere e Sense of Humor incredibile! Mi aspettavo tutt’altra reazione. Non solo, ha persino ripostato un mio video sui suoi social ed ha avuto più like dei miei!

 

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A Baudo hai detto “se non mi inviti tu non mi invita nessuno”. Perché questo calo di richiesta nei tuoi confronti?

Nessun grido di dolore né duro sfogo! Diversi organi di stampa hanno riportato alcune mie esternazioni durante un’intervista a Domenica In con Pippo Baudo. Dopo un’accoglienza che mi ha molto emozionata, Pippo dice di non vedermi da un po’ in tv, e mi domanda se sia una mia scelta. Io, ironicamente (almeno nelle intenzioni…) rispondo con una lusinga verso l’uomo che considero il mio pigmalione. A Pippo rispondo dunque ringraziandolo; e aggiungo, sorridendo, che se non mi avesse invitato lui, nessuno avrebbe pensato a me. Apriti cielo!! In realtà ,volevo solo dire a una persona che mi conosce da tanti anni e a cui voglio molto bene, che vivo la vita come tutte le persone del mondo, accettando serenamente quel che propone. Non voleva essere una lamentela per mancanza di attenzione, tanto è vero che mi attende ancora un periodo pieno di presenze in tv.

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Nella tua carriera hai incontrato molti personaggi famosi. Qual è quello a cui sei più legata e quello che ti ha delusa di più?

Sono legata affettuosamente a Pippo Baudo che ha creduto in me. Un vero signore dello spettacolo, e direi insostituibile! Per il resto ho avuto tante delusioni da amici “comici” con cui ho lavorato. Spesso questi personaggi sono troppo istrionici ed egocentrici che tendono a prendersi tutto lo spazio relegandoti a ruoli secondari e poco incisivi.

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In passato in teatro hai recitato in Se devi dire una bugia dilla grossa. Qual è la più grossa bugia che hai detto?

Le bugie hanno le gambe corte, e non mi sembra di averle! A parte gli scherzi, direi che qualche bugia bianca l’ho detta, ma sono una piuttosto diretta e sempre sicura delle mie scelte, a costo di sbagliare. Cosa che ho fatto spesso. Meglio una cruda verità che un’infima bugia!

 

Le tue relazioni ti hanno mai creato dei problemi sul lavoro?

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Sì, eccome! Ho sbagliato molto spesso con gli uomini. Tanto gossip mi ha danneggiata ma mi ha anche dato tanta notorietà (bisogna ammetterlo!), ma a volte la vita privata ha preso il sopravvento sulla mia professione. 

 

Quanto pensi che il sesso sia fondamentale nei rapporti di lavoro e nella vita?

Sul lavoro mi verrebbe da dire che non sia fondamentale, ma, in Italia ci sono carriere che sono nate e consolidate con “storie di letto”. Nella vita privata chiaramente è un’altra storia. L’amore e il sesso vanno di pari passo e ti rendono serena, felice e appagata.

 

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E la bellezza? C’è un personaggio storico, un’icona che rappresenta la bellezza e a cui noi donne oggi dovremmo ispirarci?

Come bellezza ho sempre pensato che la più bella nella storia sia Brigitte Bardot. Come donna icona, invece, una grande donna che ha speso tutta la sua vita nella ricerca, Rita Levi Montalcini. Con lei avevo in comune il 22 aprile, giorno in cui entrambe siamo nate. Ho avuto modo anche di conoscerla oltre che in pubblico in privato. Un mio amico del passato era in fin di vita in ospedale e chiese di lei (la conosceva perché l’aveva fotografata). Lei accorse subito, studiò il caso e in poche ore comprese cosa avesse il mio amico, prescrisse la cura e gli salvò la vita

 

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Cosa ne pensi invece del femminismo al giorno d’oggi, quello che sfida il senso del pudore, come nel caso delle azioni delle Femen?

Non condivido le azioni delle Femen, come tutte le forme e i mezzi aggressivi utilizzati per varie campagne. Penso che purtroppo la società sia ancora troppo maschilista, anche se le cose sono migliorate negli anni, ma finché esisteranno culture che annientano la figura della donna penso che il mondo delle donne non sarà mai omogeneo in primis, e che  le donne dovrebbero lottare insieme per raggiungere tutte lo stesso obiettivo di uguaglianza col mondo maschile.

 

Entreresti in politica?

Non entrerei in politica perché non mi sembrerebbe giusto visto che, come tanti, non ho studiato ‘politica’ e non sono abbastanza forbita per rappresentarla. Mi è stato chiesto di  entrare in politica ma non rivelerò mai da chi.

 

Secondo te la società odierna é pronta a personaggi quali Concita Wurst e all’educazione gender?

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Dopo tutto quello che è stato fatto e da quanto ne parliamo io penso non ci sia più alcun tabù. La società attuale è molto sensibile a questo argomento. Persino i bambini d’oggi (io penso a mia figlia perlomeno)sono già educati e preparati alle diversità di varia natura. Si rendono conto benissimo se una persona è “speciale” e non hanno alcun problema a riguardo. L’importante nella vita è incontrare persone sane mentalmente, educate e rispettose del prossimo. Del resto ognuno può essere e apparire come meglio crede.

 

Se non avessi lavorato nel mondo dello spettacolo, che lavoravresti voluto fare?

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Il mio sogno era fare l’architetto o interior designer, come si dice oggi. Lo trovo comunque una forma d’arte.

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