MICRO-DISCO, MACRO-CHIC - ADDIO ALLA PAZZA FOLLA, GLI “HAPPY FEW” DI LONDRA FANNO BALDORIA NEI PICCOLI LOCALI (DOVE TI CONSUMANO LE CARTE DI CREDITO)

Enrico Franceschini per "D - la Repubblica"

Un tavolo costa 80 sterline che salgono a 5 mila per una magnum di vodka e due di champagne Cristal. "Chiudi la mano a forma di pugno", ordina il barman, poi riempie l'incavo delle mie dita con un cucchiaio di caviale nero e mi allunga un bicchierino di vodka ghiacciata.

Ogni nuovo avventore deve ingollare la vodka in un sorso e subito dopo dare una slurpata alle uova nere di storione. Il rito d'iniziazione è fatto. Se vi succede, siete alla Ruski's Tavern, un seminterrato di Kensington, quartiere più chic di Londra. E se siete là, nelle vostre vicinanze potrebbero esserci il principe Harry, la combriccola di amici posh suoi, di suo fratello William e di sua cognata Kate Middleton tra i quali sono stati scelti recentemente i padrini di battesimo del "piccolo principe" e futuro re d'Inghilterra George Windsor, più una spruzzata di top model (è Kate Moss, quella là in fondo?), cantanti debosciati (è Russel Brand, quello dietro la Moss?), broker rampanti della City carichi di bonus.

Ma diciamo la verità: è improbabile che ci siate voi, proprio voi che state leggendo questo articolo, sulla mini pista da ballo/sballo e attorno al bar della Ruski's Tavern. Senza offesa, ma forse non siete all'altezza. E nemmeno lo è il vostro inviato, del resto, che la suddetta scena se l'è dovuta fare raccontare.

Alla "Taverna Russa" si entra solo su invito, come del resto nella maggior parte dei club, privati, semi-privati o comunque riservati all'èlite, che animano le notti della metropoli sul Tamigi. Ma nella nuova tipologia di clubbini alla moda, nell'ultimo trend che soffia sotto il Big Ben, essere sulla lista d'ingresso di questi locali notturni è maledettamente complicato, segno di appartenenza a una classe esclusiva, ristretta, speciale.

D'altra parte, sono posti piccoli, talvolta piccolissimi: non hanno bisogno di tanti clienti. Non per nulle le chiamano boutique disco, come i boutique hotel, gli alberghi minuscoli ma ultra raffinati che sono da tempo i preferiti di chi vuole il massimo comfort, se non il lusso sfrenato, senza la pacchianeria degli albergoni da cinquecento stanze pieni di comitive di turisti giapponesi che vanno e vengono.

Lo stesso concetto si applica ora alla febbre del sabato sera londinese, perlomeno per chi può. Posh clubbing, lo ha soprannominato il Times, i club per l'aristocrazia, per la classe dirigente, per la crema. I primi erano Boujis e Mahik, lanciati da William, Harry e dagli altri enfant terrible della Royal Family. Ma ora ce ne sono dei nuovi che fanno impallidire i vecchi.

Paradossalmente succede mentre le grandi discoteche cavernose che avevano fatto la storia delle notti di Londra chiudono una dopo l'altra, strozzate dagli affitti troppo alti che le costringono, se va bene, a emigrare in periferia: l'ultima a resistere è la mitica Ministry of Sound, che è arrivata al punto di comprare una pagina di pubblicità sull'Evening Standard per inviare una "lettera aperta" a Boris Johnson, il sindaco della capitale, conservatore ma capellone e istrione, scongiurandolo di evitare lo sfratto.

Piccolo è bello, dunque, ma solo per pochi eletti, mentre il grande scompare o è costretto a traslocare lontano dal centro: questa è la fotografia del momento per le discoteche della capitale morale d'Europa.

Torniamo dunque alle boutique disco, almeno davanti alla porta delle boutique disco, vedi mai che un colpo di fortuna non faccia entrare anche noi. Davanti a quella del Ruski's Tavern ci sono due buttafuori grossi come montagne. Dentro, riferisce una bionda da favola uscita a fumare, tutto è fatto come in un'izba russa di epoca zarista. Un tavolo costa 80 sterline, che salgono a 5 mila se ordini una bottiglia magnum di vodka e un paio di magnum di champagne Cristal.

Chi c'è stasera? Cressida Bonas, la fidanzata del principe Harry; James Middleton, il fratello di Kate; e una principessa saudita, dicono i paparazzi appostati fuori. Facciamo un salto un po' più in là, a Sloane Square, cuore di Chelsea, ed eccoci davanti alla porta di Tonteria, un'altra mini-disco upper class molto ben frequentata.

Un video proiettato sulla parete del corridoio d'ingresso mostra un giovane biondo che entra in una stanza d'albergo indossando soltanto un paio di manette: Cinquanta sfumature di grigio ha insegnato qualcosa anche qui. All'interno, cameriere in minigonna di pelle nera e tacchi a spillo tengono vassoi di tequila con un mano e una frusta con l'altra.

Sembra di essere in un nightclub sadomaso alla frontiera messicana con gli Stati Uniti tipo quello di Dal tramonto all'alba, il film del 1996 di Robert Rodriguez che contribuì a lanciare George Clooney e Salma Hayek. Ogni volta che una bottiglia viene portata dal bar a un tavolo, le grida di un orgasmo escono dagli altoparlanti. Cin-cin! Ma anche questo ce lo racconta una fonte bene informata, una mora formidabile uscita pure lei a fumare.

Un terzo esempio di boutique disco è Bodo's, fatto come uno chalet di montagna, facciamo di St. Moritz, con enormi scarponi da sci di cristallo agli angoli della pista e cocktail di Dom Perignon e Cointreau da 5 mila sterline a boccia. Stasera, spiffera una rossa al fulmicotone uscita a fumare, ci sono Cameron Diaz e Elle Macpherson. Dicono che la regola preveda il martedì alla Ruski's Tavern, il giovedì al Tonteria, il venerdì da Bodo's - e si suppone il resto del week-end a letto a smaltire la sbornia. Se la prossima volta che venite a Londra conoscete qualcuno che vi ci porta, fatemi un fischio: si aggrega anche il vostro inviato.

 

KATE MOSS E JAMIE HINCE AL LOULOU GUY PELLY PROPRIETARIO DEL TONTERIA ELLE MACPHERSON E CAMERON DIAZ AL BODOS CODA PER ENTRARE AL TONTERIA INTERNO DEL TONTERIA JEMES MIDDLETON E DONNA AIR ALLINAUGURAZIONE DEL RUSKI S TAVERN LINGRESSO DI BODOS LONDRA TONTERIA TONTERIA CLIENTE LINTERNO DEL RUSKIS TAVERN

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