cecil beaton greta garbo

LA FAMA DI CECIL BEATON È LEGATA NON SOLO ALLA MACCHINA FOTOGRAFICA CHE HA TRASFORMATO IN ICONE I PROTAGONISTI DEL ‘900 (DALLA REGINA ELISABETTA ALLA GARBO, DA AUDREY HEPBURN AI ROLLING STONES): FINALMENTE ARRIVA NELLE LIBRERIE ITALIANE UNA SUMMA DEI SUOI FAVOLOSI E TALVOLTA PERFIDI DIARI – 1929, BEATON SBARCA A HOLLYWOOD: “LE ASPIRANTI STELLE SONO TUTTE OSSIGENATE E PITTURATE… LE GUANCE IMBELLETTATE, I NASI INCIPRIATI, I CAPELLI ONDULATI DALLA PERMANENTE... LE BAMBINE SONO ABBIGLIATE CON VESTITINI ADERENTI, COSÌ CORTI DA COPRIRE APPENA IL FONDOSCHIENA…’’

Cecil Beaton

Tratto da “Molto dipendeva dal futuro” – Diari 1922-1974 di Cecil Beaton – Neri Pozza editore

 

Hollywood con Anita Loos

Dicembre (1929)

 

Ho viaggiato da New York con Anita Loos e suo marito, John Emerson, per passare Natale a Hollywood. Anita, a sedici anni, scrisse la sceneggiatura del film di Mary Pickford Il cappello di Parigi.

 

Da allora, è una delle abitanti più popolari di Hollywood. A bordo del treno c'era solo gente del cinema. La conversazione era quasi interamente incentrata sul «recente avvento dei film parlati».

 

Qualcuno ha scommesso che Garbo non sarebbe stata brava nei film parlati: di sicuro il suo declino sarebbe stato rapido quanto la sua ascesa. Il nostro autista ci ha spiegato che, per le vacanze, Hollywood Boulevard sarebbe stato ufficialmente rinominato «Santa Claus Lane».

Greta Garbo foto di Cecil Beaton

 

I suoi marciapiedi erano fiancheggiati da alberi di Natale, tutti addobbati di lampade multicolori. Un camion che veniva verso di noi, dotato di scoppiettanti luci azzurre, tirava a rimorchio una gigantesca slitta su ruote. Buon Natale! Nella «slitta aperta trainata da un solo camion» un gruppo di eschimesi, vestiti di pellicce bianche, sedeva placido mentre sopportava una bufera di neve artificiale. Questa era Hollywood!

 

Se qualcuno ne dubitava, un camion rivale guidato da puritani indignati proclamava: «Il Signore Gesù è venuto per salvare i peccatori, non per adorare Santa Claus a Hollywood!» Siamo arrivati al nostro albergo.

 

La lobby era zeppa di bionde disperate in satin nero, egrette e pellicce. Anche se il clima non varia molto durante l'anno, le signore di Hollywood insistono nel portare gli abiti di stagione che si indossano a Est. Poco importa se il sole di dicembre è rovente.

 

Cecil Beaton - Audrey Hepburn

Un nugolo di compositori ha accolto Anita e John, travolgendoli con una valanga di inviti, nei quali sono stato generosamente coinvolto. Apolli e Veneri sono ovunque. Come se l'intera stirpe degli dèi fosse approdata in California. Passeggiando lungo i marciapiedi con Anita, vedo classici volti ovali che avrebbero potuto posare per Prassitele.

 

Le ragazze sono tutte ossigenate e pitturate con uno smalto abbronzato. Sono le aspiranti stelle che vengono a Hollywood da ogni parte d'America, attirate dalle speranze di diventare una Mary o un Doug, una Joan Crawford, una Gloria Swanson o un Gary Cooper, le cui immagini autografate fanno parte della merce esposta in quasi tutte le vetrine.

 

Alcune donne, accettando il proprio fallimento nell'incantare sullo schermo d'argento, si accoppiano e fanno bambini che sono convinte diverranno una miniera d'oro, come Jackie Coogan. Li incoraggiano a essere le puttane di questo posto dall'età di cinque anni.

 

Cecil Beaton - Fawzieh, Queen of Iran

E anche meno: quando un marmocchio ha tre o quattro anni, viene ammaestrato senza pietà nell'arte della sofisticazione e dell'artificio. Le guance imbellettate, i nasi incipriati, i capelli ondulati dalla permanente.

 

Le bambine sono abbigliate con vestitini aderenti, così corti da coprire appena il fondoschiena. Negli ingressi, sugli ascensori e nelle lobby, si vedono madri e zie agghindare i loro prodigi. Inumidiscono le dita e lisciano sopracciglia depilate a forma di mezzaluna, spingono le ciglia all'indietro.

 

I saloni di bellezza reclamizzano il «cambio di faccia» e l'«estetica del viso». Anita e io siamo andati in un negozio di cravatte da quattro soldi a comprare un regalo di Natale scherzoso per Fred Astaire.

 

Greta Garbo foto di Cecil Beaton

C'erano lunghi foulard da collo in arancio, verde e viola, i colori iridescenti che turbinavano; cravattini con i lembi rinforzati da filo metallico simili a enormi farfalle.

 

Abbiamo finto di comprare queste cose senza scherzare, ma era difficile rimanere seri. Ho scelto una cascata di donne nude distese in posizione di abbandono. Fred non gradire molto lo scherzo, ma mi sono divertito tantissimo a pensarlo mentre apriva il pacchetto. Dentro allo studio della Paramount, i camerini delle star sono costruiti con facciate di vari stili architettonici.

Greta Garbo foto di Cecil Beaton

 

 

Perciò, quando l'occasione lo richiede, li si usa come sfondi per film sull'Inghilterra, l'Olanda, la Germania o la Russia. In un'enorme caffetteria, produttori, montatori, fotografi, sottotitolisti e sceneggiatori erano radunati per il pranzo a base di insalata e caffè. Un vecchio monaco in abito medievale scrutinava i menu attraverso i pincenez.

 

Una duchessa madre, in abito da ballo e diadema, se ne stava seduta a mangiare spaghetti per conto suo. C'erano mendicanti alla Hugo, boia dickensiani, bellezze creole in crinolina e infermiere d'ospedale del 1914.

Cecil Beaton - Marlene Dietrich

 

Mi hanno presentato a una serie di persone i cui nomi conoscevo dalle riviste di cinema che avevo letto. «Le presento Mr Lubitsch». Faceva passare un sigaro da un lato della bocca all'altro, mentre rammentavo il suo ‘’Matrimonio in quattro’’, il primo bel film che abbia mai visto. Un certo Mr Al Kaufman mi ha portato a incontrare l'uomo che ha fatto Ali.

 

Era impegnato a produrre il suo prossimo film, con Gary Cooper come protagonista. Cooper è caloroso e amichevole con tutti. L'elettricista gli ha offerto un sigaro. «Sono di quelli giusti?» «Dovrebbero: sì, tre costano venticinque cent». Gary l'ha acceso, e il sigaro non è esploso.

 

Il successo di questo cowboy ingenuo è alle stelle. Ha esordito nel mondo del cinema solo tre anni fa, e adesso ne è totalmente prosciugato. Non vede l'ora di andarsene, ma non può. Non sa neanche come spendere i suoi soldi.

maria callas fotografata da cecil beaton

 

Anita mi ha portato alla United Artists per fotografare Lillian Gish. Ma il film era terminato e l'addetto stampa dubitava che Gish avrebbe mai fatto un altro film parlato. E così, vedendo per caso la spavalda piccola zitella, che avvolta in uno sgualcito scialle color fragola ritornava al camerino con passo marziale, ho assistito all'uscita di Gish dal mondo del cinema!

 

Che artista magnifica! Che genio a farsi strada per tutti questi anni con tanta finezza ed energia in mezzo a questa incredibile volgarità. In seguito, ho avuto la possibilità di ascoltare le critiche di Gish all'evoluzione di Hollywood.

 

«Con i film parlati le star vengono trattate con meno autorevolezza artistica. Durante la lavorazione di Notte romantica mi consideravano una novellina, e i miei anni nel cinema non contavano niente. Avevo creduto che fosse un'idea stimolante chiamare lo studio United Artists. Ma quelli non erano né uniti né artisti. Non voglio fare un altro film parlato. Diventerò una vecchia zitellina, mi occuperò della mia mamma invalida, passerò in rassegna la biancheria e conterò la cristalleria».

marilyn monroe fotografata da cecil beaton

 

CECIL BEATON, CURIOSO SNOB

Alberto Saibene - https://www.doppiozero.com/cecil-beaton-curioso-snob

 

Cecil Beaton (1904-1980) è noto soprattutto per essere stato uno dei grandi fotografi di ritratti, forse il più noto, del XX secolo, ma ha anche vinto un premio Oscar come costumista per Gigi (1958) di Vincent Minnelli e un altro per scene e costumi di My fair lady (1964) di George Cukor.

 

A queste eccelse capacità estetiche che hanno l’origine nel rimpianto del mondo di Edoardo VII (1901-1910), la belle époque anglosassone, che si specchia nel cinema di Hollywood e delle sue infinite suggestioni, si devono aggiungere le qualità della scrittura in cui registra, attraverso i diari, gli accadimenti di una vita straordinaria in cui sembra aver conosciuto tutti e essere stato sempre al posto giusto nel momento giusto.

twiggy. fotografata da cecil beaton

 

Da una vasta messe di diari, sei volumi apparsi tra il 1961 e il 1978, Laura Grandi ha tradotto e curato con competenza e passione, Molto dipende dal futuro. Diari 1922-1974 (Neri Pozza, 2025). Il mondo anglosassone ha avuto e continua ad avere una grande tradizione diaristica e di scrittura autobiografica dai tempi di Samuel Pepys:

 

è per così dire una scrittura privata in pubblico in cui gli assi portanti di una civiltà (politica, cultura, sommovimenti sociali) vengono declinati secondo una commedia umana in cui pettegolezzo, tocco umoristico, osservazione di luoghi e persone ne costituiscono il codice.

 

Beaton, proveniente da una famiglia della middle class di Londra, una carriera nel mondo della City interrotta sul nascere, ha dalla sua una enorme curiosità che lo spinge a buttarsi in ogni situazione, e, almeno all’inizio, a sgomitare per assicurarsi un posto in prima fila a un ballo in maschera, alle prime teatrali, alle feste che la nobiltà e i nuovi magnati organizzano in giro per il mondo.

Edoardo e Wally Simpson foto di Cecil Beaton

 

Naturalmente è un perfetto snob, che sa registrare con un’occhiata la provenienza di chi ha di fronte, ma è proprio la curiosità che lo spinge a raggiungere nel 1926 Venezia dove è introdotto nel bel mondo internazionale d’entre deux guerres, a ricevere la protezione di Edith Sitwell (l’autrice di English Eccentrics) che gli mette a disposizione la sua vastissima rete di rapporti, ad attraversare l’Atlantico nel 1928 e a cominciare a lavorare per «Vogue».

 

Beaton è una figura cerniera del mondo anglosassone: definisce il glamour delle star hollywoodiane, il mito della loro inaccessibilità (bisognerebbe rileggere i romanzi di Nathaniel West, La signorina Cuorinfranti e Il giorno della locusta, per misurare gli effetti pervasivi del divismo made in Hollywood) e le fotografie della famiglia reale inglese che vengono invece avvicinati ai comuni mortali nelle foto di Beaton.

la regina elisabetta ii fotografata da cecil beaton

 

Il fotografo inglese naturalmente segue da vicino il più grande scandalo degli anni Trenta: la rinuncia al trono di Edoardo VIII per sposare Wallys Simpson, semplice cittadina americana peraltro già divorziata, dipinta dalla stampa internazionale come avventuriera senza scrupoli, mentre Beaton è più clemente nel giudicarla.

 

È più severo verso l’altezzoso sovrano che reincontrerà in vecchiaia, amichevole nel rievocare i “vecchi tempi”, ma ormai è troppo tardi.

 

Nel frattempo la Gran Bretagna si è opposta con estrema fermezza alla Germania di Hitler – molto belle le pagine su Churchill, vecchio leone che personalmente vive al di sopra delle regole ma che ha saputo galvanizzare un popolo facendo leva sui valori fondanti di una civiltà – e, dopo la guerra, ha perso un Impero.

 

la principessa margaret fotografata da cecil beaton

Beaton, da bravo nazionalista (right or wrong is my country), fa la sua parte: fotografa per conto del ministero dell’Informazione Londra sotto le bombe – ne viene fuori un libro con lo storico dell’arte John Pope Hennessy – e poi gira per parecchi fronti di guerra in giro per il mondo al servizio dell’esercito, dovendo anche modificare il suo modo di fotografare, che derivava dal ritratto pittorico, e che ora diventa più immediato e di documentazione.

 

Il filo rosso dei diari è la relazione con Greta Garbo, la grande attrice svedese che lasciò il cinema nel 1941 e, nonostante varie occasioni, non tornò più sul grande schermo.

 

barbra streisand fotografata da cecil beaton

Sono pagine a volte affascianti, ma che suonano un po’ false: la loro è una relazione non consumata, un po’ per l’omosessualità di Beaton (che diviene più esplicita, anche se mai dichiarata, a partire dagli anni Sessanta), un po’ per la presenza di un misterioso “piccolo uomo” (George Schlee), consulente finanziario dell’attrice e che ne condiziona ogni scelta di vita, compresa la possibilità dell’attrice di sposare il fotografo.

 

Ma sarà vero? Beaton comunque, a Hollywood conosce ed è conosciuto da tutti: indimenticabile un weekend a San Simeon, la residenza di W.R. Hearst, il Citizen Kane di Orson Welles, l’amicizia con Fred Astaire e la sorella Adele, i rapporti con la legione inglese emigrata sulle sponde del Pacifico i cui ultimi e più illustri rappresentanti sono Christopher Isherwood e David Hockney (che Beaton nota e apprezza giovanissimo in Inghilterra).

 

autoritratto di cecil beaton 1

La capitale culturale del mondo è, almeno fino alla metà degli anni Cinquanta, Parigi: qui Beaton frequenta e fotografa Picasso e Cocteau, Gertrude Stein e Alice B. Toklas, è molto amico dell’indimenticabile coppia Diana e Duff Cooper, primo ambasciatore britannico a Londra dopo la guerra, in un’epoca in cui salgono le quotazioni di Sartre e Jean Genet.

 

La Gran Bretagna del dopoguerra è una nazione in declino, Beaton cerca di passare molto tempo in campagna, ma è il fotografo ufficiale del matrimonio e dell’incoronazione di Elisabetta II, del battesimo dei vari figli.

 

Ce l’ha fatta, è ormai un personaggio pubblico. I primi rapporti con il cinema, col produttore di origine ungherese Alexander Korda, sono disastrosi (sembra La violetta del Prater di Isherwood), così come l’approccio col teatro come autore.

 

cecil beaton e anita pallenberg sul set di performance

Altalenanti i rapporti con gli scrittori: ammira Noël Coward, prodigo di consigli, rispetta Somerset Maugham, detesta, ricambiato, Evelyn Waugh. Ora è in grado di dettare i cambiamenti dell’estetica internazionale, di suggerire il “nuovo chic” di cui Audrey Hepburn è la perfetta incarnazione, ma non gli sfuggono gli ultimi bagliori di Coco Chanel, insopportabile ma leggendaria, e di Karen Blixen, la quintessenza di un modo di stare al mondo che scompare con lei.

 

Stringe grande amicizia con Truman Capote che, negli anni Cinquanta, sembra il nuovo astro della letteratura mondiale, con cui trascorre vacanze nelle isole o lungo le coste del Mediterraneo, ancora un paradiso incontaminato.

 

 

doris delevingne posa per cecil beaton

A volte sembra prigioniero del mondo di bellezza che crea attorno a sé, ma poi da buon britannico è un uomo pragmatico, che sa che il successo si misura (anche) dal denaro, anche se poi bisogna avere cura di non mostrarlo troppo.

 

Gli Oscar per My fair lady lo rendono un arbitrer elegantiarum cosmopolita. Chiede a Francis Bacon di fargli un ritratto, è tra i primi ad accorgersi del talento di Rudolf Nureyev (da ragazzo era rimasto molto impressionato dalla novità dei balletti russi di Diaghilev), fino a conoscere i Rolling Stone in Marocco e a provare LSD.

audrey hepburn fotografata da cecil beaton

 

All’epoca ha un giovane fidanzato americano che lo stimola a restare al corrente, a vivere in pieno l’epoca kennedyana (Jackie naturalmente gli piace) e la jet society in cui si aggira come una leggenda vivente ma mai mummificata, troppo curioso perché “molto dipendeva dal futuro”.

Greta Garbo e Cecil Beaton Greta Garbo e Cecil Beaton

elizabeth taylor fotografata da cecil beaton

 

look della regina foto di cecil beatonprincipessa margaret ritratta da cecil beatonSalvador and Gala Dali by Cecil BeatonMick Jagger by Cecil BeatonElizabeth Taylor and Richard Burton by Cecil BeatonAva Gabor di Cecil BeatonAudrey Hepburn, My Fair Lady by Cecil BeatonABITI DI JAMES FOTO DI CECIL BEATON DEL QUARANTOTTO Grace Kelly di Cecil Beatoncecil beaton e david hockney l

 

audrey hepburn fotografata da cecil beaton

autoritratto di cecil beaton 3

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