BALDINI HA LASCIATO RADIO1 PERCHÉ È “BRACCATO PER I DEBITI. NON VOLEVO METTERE IN PERICOLO FIORELLO. NON SONO BANDITI, MA ESASPERATI CHE RIVOGLIONO I LORO SOLDI” 2. “ALCUNI SONO EX AMICI, IMPAZZITI DI RABBIA, HANNO BISOGNO DI QUEI SOLDI. SONO DISPERATI, PIANGONO, URLANO. I CREDITORI NON MI DANNO TREGUA. LA MIA VITA È UN INFERNO” 3. LA STORICA SPALLA DI FIORELLO HA BRUCIATO MILIONI DI EURO AL TAVOLO VERDE, “MA È DAL 2008 CHE NON GIOCO PIÙ. SOLO PERSONE CATTIVE SOSTENGONO IL CONTRARIO” 4. “CON LA PAURA CI SI ABITUA A VIVERE. IO SONO SOLO SFINITO. QUANDO MI SVEGLIO ALLE SEI COMINCIANO LE TELEFONATE, LE URLA. E SO CHE SARÀ COSÌ FINO ALLA NOTTE. PRIMA O POI DOVRÒ SMETTERE DI LAVORARE COMPLETAMENTE ANCHE PERCHÉ NON CE LA FACCIO PIÙ CON LA TESTA. HO 55 ANNI, IL MIO FISICO NON REGGE. MI VERRÀ UN INFARTO” 5. “LA PALLA DI NEVE DEI MIEI DEBTI È INIZIATA NEL 1991. ORA SERVIREBBE QUALCUNO CHE LI PAGHI E INVESTA NEI MIEI PROGETTI ARTISTICI. MA NESSUNO LO FA. E NON LI BIASIMO”

1. «VIVO BRACCATO PER I DEBITI, SONO SFINITO NON POTEVO METTERE IN PERICOLO FIORELLO»

Maria Volpe per il “Corriere della Sera

 

Baldini, perché ha lasciato «Fuoriprogramma», su Radiouno con Fiorello?

«Non avevo scelta».

 

Sicuro, non aveva scelta?

«Sicuro. Non devo e non posso andare a fare il programma. Non sono in grado di sostenere un ruolo impegnativo, ma soprattutto metterei a rischio le persone».

 

Qualcuno di pericoloso la cerca? Potrebbe fare del male a lei e a chi le sta vicino?

«Non sono banditi, sono persone esasperate che rivogliono i loro soldi. Ricevo 150 telefonate al giorno, mi citofonano, mi stanno addosso. Non posso più lavorare».

marco baldinimarco baldini

 

Ma perché non può continuare a lavorare con Fiorello?

«Perché potrebbero arrivare lì e fare una piazzata tremenda. “Fuoriprogramma” non si registra in uno studio, ma in un bar in mezzo alla strada. Troppo pericoloso».

 

Fiorello che le ha detto?

«Che gli dispiace, che non dovevo mollare perché finché non ho continuità sul lavoro non ne esco. Ed è vero».

 

Quindi?

«Quindi non ne esco».

 

MARCO BALDINI MARCO BALDINI

Marco Baldini risponde al telefono con voce bassa. È lucido, non si fa sconti. Sta vivendo una situazione drammatica. Ha molti vecchi debiti di gioco e non ha i soldi per pagarli. Davanti a sé ha il baratro, ma è rassegnato. Dorme nella stanza di un amico. Lavora due ore al giorno. Poi, vive braccato.

 

Non c’è via d’uscita?

«No, non c’è. È un cane che si morde la coda. Dovrei lavorare tantissimo per poter pagare i debiti, ma non sono in condizioni di poter lavorare».

 

Lei ha giurato che non gioca più dalla fine del 2008.

«È vero, lo confermo, anche se persone cattive sostengono il contrario».

 

cnd08 marco baldini rosario fiorellocnd08 marco baldini rosario fiorello

Perché allora ha ancora tutti questi debiti?

«Nel 2011 ho perso il lavoro. Per due anni sono stato fermo perché Fiorello era fermo. E lì i debiti sono aumentati perché non avevo entrate. Ora non riesco più a far fronte a tutto».

 

Ci sarà un modo per risolvere la situazione

«Se qualcuno me lo indica... Ci vorrebbe solo che qualcuno si fidasse di me, pagasse i miei debiti e investisse su di me per progetti lavorativi futuri»

 

E non c’è nessuno?

«Nessuno ha nè voglia, nè coraggio. E non lo biasimo. Chi vorrebbe darmi una mano non ha i soldi, chi ha i soldi non mi dà una mano».

 

Ma quant’è il suo debito?

«Non posso dirlo per rispetto verso chi guadagna 1000 euro al mese».

 

Questo le fa onore.

Fiorello e Marco BaldiniFiorello e Marco Baldini

«Beh, nella mia disgrazia mi considero più fortunato di chi è stato licenziato e ha tre figli da mantenere».

 

Lei fa anche un programma su RadioRadio, una emittente romana, vero?

«Sì, lì sono solo, in un ambiente protetto, ma non guadagno moltissimo. E comunque prima o poi verranno a cercarmi anche lì. Finora hanno minacciato di venire da Fiorello, ma verranno ovunque».

 

Queste persone proprio non molleranno?

«No, alcuni sono ex amici, impazziti di rabbia, hanno bisogno di quei soldi. Sono disperati, piangono, urlano, non si rassegnano. I creditori non mi danno tregua. La mia vita è un inferno».

 

Che vita è?

fiorello selfie con cruciani pardo baldinifiorello selfie con cruciani pardo baldini

«Quella di un uomo sfinito»

 

Ha paura?

«Con la paura ci si abitua a vivere. Io sono solo sfinito. Quando mi sveglio alle sei cominciano le telefonate, le urla. E so che sarà così fino alla notte. Prima o poi dovrò smettere di lavorare completamente anche perché non ce la faccio più con la testa. Ho 55 anni, il mio fisico non regge. Mi verrà un infarto».

 

Chi c’è vicino a lei ?

«Qualche amico e la mia ex moglie: mi sono separato per non rovinarle la vita».

 

Si aspettava aiuto da qualcuno che non gliel’ha dato?

«Tanti amici mi hanno voltato le spalle. Tanti che in tempi belli, mangiavano e bevevano con me».

 

Neppure un progetto?

BARBARA D URSO CON FIORELLO E BALDINI BARBARA D URSO CON FIORELLO E BALDINI

«Artisticamente ne ho tanti, ma li troveranno tutti nella scatola nera quando smonteranno il mio corpo. Per il resto non faccio progetti oltre l’ora».

 

Quante bugie ha detto?

«Quando son disperato dico: “Prossima settimana ti ridò i soldi” anche se so che non è vero. Lo faccio per respirare».

 

Ha bussato proprio a tutte le porte possibili? Ha proposto programmi in radio e tv?

«Altroché, ma tutti mi dicono “Non è il momento”».

 

Ha un rimpianto?

«Sì. Era l’aprile del 1991. Avevo 40 milioni (di lire) di debito. Valerio, un amico di Cecchetto, me li ha prestati. Metà li ho usati per i debiti, metà li ho giocati. Da lì è nata tutta la tragedia. Quella è la pallina di neve che è diventata valanga. L’errore più grande della mia vita».

 

FIORELLO E BALDINI DA TVBLOG FIORELLO E BALDINI DA TVBLOG

 

2. GIOCO E ROVINA, QUEL MALE CHE ISPIRÒ DOSTOEVSKIJ

Paolo Di Stefano per il “Corriere della Sera

 

La discesa negli inferi dell’azzardo è un classico della letteratura. Le opere di Puskin e Schnitzler Non si contano gli archetipi letterari cui è riconducibile la vicenda triste di Marco Baldini, che a causa del gioco ha contratto debiti pressoché insostenibili stravolgendo la vita sua e della propria famiglia, per di più catapultato nel tunnel del senso di colpa.

FIORELLO E BALDINI SPOT WIND FIORELLO E BALDINI SPOT WIND

 

In un’ideale classifica del gioco patologico in letteratura, il primo che viene in mente è Fëdor Dostoevskij, il cui romanzo Il giocatore (1866) è la più icastica rappresentazione dell’irresistibile discesa nella propria rovina provocata dalla roulette: è il giovane precettore Aleksej Ivanovic a sfidare il destino per amore, prima con alterne fortune poi via via precipitando nel gorgo senza redenzione e senza senso, sempre illudendosi che «Domani, domani tutto finirà».

 

Ma non solo lui. Dostoevskij mette in scena un intreccio di incalliti «ludopati», in una sorta di malattia sociale che travolge nobili, nuovi ricchi e poveri, che hanno rinunciato a ogni scopo che non sia vincere vincere vincere, attaccati come sono al «rouge» o al «noir» di Sua Crudeltà il Caso.

cnd11 baldini stefania lillo susanna biondo fiorellocnd11 baldini stefania lillo susanna biondo fiorello

 

È l’Ottocento il secolo in cui l’azzardo viene identificato con il Male, rivelando la faccia oscura e ipocrita del perbenismo dell’alta società, tant’è vero che non di rado esso nasce dal suo rovescio speculare, e cioè da nobili propositi morali. La tentazione incoercibile di forzare il destino è pervasiva, un virus da cui non si guarisce.

 

Il contagio da prossimità è quasi inevitabile, come ne La donna di picche di Aleksandr Puskin, dove il gioco viene declinato nella sua variante più pericolosa, e cioè l’astuzia (presunta): quella di cui si crede dotato Germann, che, rimasto imperturbabile spettatore del furore ludopatico degli altri, decide a un certo punto di scoprire il segreto delle tre carte vincenti a costo di degradarsi, prima cercando di concupire una fanciulla, poi entrando in casa di una vecchia contessa (anche lei ludopatica incallita) e procurandone la morte.

fiorello baldini majorettefiorello baldini majorette

 

Un interprete magistrale dell’autodistruttività da tentazione ludica nata con le migliori intenzioni è Arthur Schnitzler: in Gioco all’alba (1927) il tenente Willi Kasda, votato a una vita spensierata, si siede al tavolo per pura generosità, vorrebbe vincere un gruzzoletto a beneficio di un amico, ma via via che la notte avanza fino all’alba il destino finisce per presentargli un conto terribile, capovolgendo la sua leggerezza fantasticante in cupa allucinazione: Kasda contrae un debito mostruoso e ha solo ventiquattro ore per saldarlo, com’è previsto nelle regole della Vienna imperiale; la corsa contro il tempo, che coinvolge anche una possibile salvatrice, gli sarà fatale. E il rimbalzo della storia si rivelerà più beffardo del previsto.

fiorello baldini vradio2min03 lapfiorello baldini vradio2min03 lap

 

Tra il «rouge» e il «noir», quando narrano il gioco, gli scrittori prediligono sempre il «noir». La patologia ludica, in letteratura esattamente come nella realtà, non solo sbalestra gli equilibri psichici individuali, ma complica le amicizie e sfigura i rapporti amorosi. Ne sa qualcosa, purtroppo, il nostro Baldini.

 

fiorello baldini vradio2min01 lapfiorello baldini vradio2min01 lap

Ne sapeva qualcosa anche Stefan Zweig, che in un racconto perfetto come Ventiquattr’ore nella vita di una donna (sempre nell’anno di grazia 1927), narrò la ludopatia di un giovane russo rivissuta dalla parte di lei, ormai anziana, che in anni lontani l’aveva amato fino a sacrificare il proprio patrimonio pur di allontanarlo dal casinò di Montecarlo e dalla sua insana passione. Invano.

 

 

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…