zalone banfi

RISATE ALLE CIME DI RAPA! “ZALONE? LO VIDI ANNI FA, A TELENORBA, NEI SUOI SKETCH, PENSAI ‘MA QUANTO E’ BRAVO’, ERO CERTO CHE AVREBBE FATTO TANTA STRADA” - LINO BANFI INCORONA IL COMICO PUGLIESE – “LA PARTE DEL SENATORE NICOLA BINETTO IN 'QUO VADO?'? ALL’INIZIO, ERO SCETTICO. DISSI A CHECCO E NUNZIANTE: 'MA COME VI PERMETTETE? VENITE FINO A QUI PER CHIEDERMI DI FARE UNA COMPARSATA?'. POI MI SPIEGARONO CHE ERA UNA PARTE IMPORTANTE. HO FATTO BENE A INTERPRETARLO” - "LUI CONTINUA A ESPRIMERMI IL DESIDERIO DI TORNARE A LAVORARE INSIEME. IO GLI RISPONDO CITANDO “PENSIERI E PAROLE” DI BATTISTI PER RICORDARE…"

 

Rosanna Scardi per corriere.it - Estratti

 

«L’ho sempre detto che quel ragazzo è bravissimo, ero certo che avrebbe fatto tanta strada». Il ragazzo in questione è Checco Zalone e a intravvedere il suo talento è stato, in tempi non sospetti, Lino Banfi.

 

zalone banfi

Zalone, all’anagrafe Luca Medici, di strada ne ha fatta eccome. In 24 giorni il suo ultimo film Buen Camino ha battuto il primato di Avatar - Fuoco e cenere. Con un totale di 68.823.069 euro, dal giorno di Natale al 17 gennaio (e con 8.562.320 presenze in sala), la commedia diretta da Gennaro Nunziante ha superato il record detenuto dal colosso di James Cameron (68.600.000 euro), diventando il film con il maggiore incasso di sempre al box office nazionale.

 

Banfi, ha visto “Buen camino”?

«Non ancora».

 

Le piace la comicità di Checco Zalone?

«Mi è sempre piaciuto e lui è sempre stato carino nei miei confronti, mi ha sempre riempito di complimenti».

 

Quando ne ha intuito il talento?

«Lo avevo visto anni fa, a Telenorba, nei suoi sketch. Il mio pensiero è stato: guarda questo, ma quanto è bravo».

lino banfi checco zalone nunziante

 

Il primo contatto come è avvenuto?

«È stato memorabile. La mia addetta stampa, Paola Comin, era a una festa con Pietro Valsecchi (produttore storico dei primi cinque film di Zalone, ndr). Si erano ritrovati per brindare a una delle prime commedie di Checco. Io la chiamai per avere un indirizzo. Paola mi rispose che era nel mezzo della confusione e che c’era anche Zalone.

 

Le dissi: “Ah sì, lo conosco, questo ragazzo è in gamba”. Lei me lo passò al telefono. Ci fu un silenzio, poi sentii delle urla: “Maestro, maestro”. Chiesi a lei cosa stesse accadendo e mi spiegò che Checco si era inginocchiato vicino al telefono e che, riferendosi a me, gridava: “Lo amo, lo adoro!”».

 

Poi è arrivata anche la parte del senatore Nicola Binetto in “Quo vado?”.

lino banfi

«Checco e Nunziante vennero a casa mia per propormi una particina. All’inizio, ero scettico. Dissi loro: “Ma come vi permettete? Venite fino a qui per chiedermi di fare una comparsata?”. Poi mi spiegarono che era una parte importante, quella di un politico influente del Sud che aiutava Checco a mantenere il tanto desiderato posto fisso attraverso favori e sistemi clientelari. Ho fatto bene a interpretarlo».

 

Vi siete rivisti?

«Sì, è capitato, per altri motivi. Lui continua a esprimermi il desiderio di tornare a lavorare insieme. Capita che ci scriviamo dei messaggi».

 

E cosa scrive a Zalone?

«Cito Pensieri e parole di Lucio Battisti: “Che ne sai di un mondo tutto chiuso in una via, e di un cinema di periferia, che ne sai della nostra ferrovia, che ne sai?”, ricordando le origini pugliesi e il tempo delle ciliegie».

 

E lui?

«Mi fa inviare dal fruttivendolo di fiducia di Conversano una cassetta di ciliegie. Lo fa ogni anno, a giugno. Vedesse che ciliegioni buoni…».

 

gennaro nunziante checco zalone

Ad avere successo sono stati anche i foggiani Pio e Amedeo in “Oi vita mia”, in cui lei interpreta un ex professore malato di Alzheimer.

«È il buen camino della pugliesità. Sono bravissimi e meritano anche loro».

 

Modugno, però, si finse siciliano a inizio carriera.

«Perché allora era difficile imporsi. Non abbiamo niente dietro: a Napoli ci sono Pulcinella, Totò, Eduardo de Filippo; in Sicilia Pirandello, Angelo Musco. Noi abbiamo Nicola Zingarelli, l’autore del vocabolario, di Cerignola, e il musicista Pietro Mascagni che era toscano ma visse anche lui a Cerignola, ma mancano drammaturghi, attori, scuole di recitazione».

 

gennaro nunziante checco zalone

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