ellade bandini

PATAPAM! ALLA BATTERIA, ELLADE BANDINI - “JANNACCI? ALL’INIZIO MI SEMBRAVA PRESSAPOCHISTA - MINA? LA PRIMA VOLTA NEANCHE MI RIVOLSE LA PAROLA - BENNATO? LA PRIMA GRANDE ROCKSTAR ITALIANA” - LA FORTUNA PORTATA A ZUCCHERO E RAMAZZOTTI

Emiliano Liuzzi per il “Fatto Quotidiano”

ELLADE BANDINIELLADE BANDINI

 

Quelli che hanno amato Francesco Guccini e Fabrizio De André sanno bene di chi parliamo. E tutti coloro che hanno acquistato dei dischi basta che vadano sul retro, novanta volte su cento troveranno il suo nome. Ellade Bandini, nato a Ferrara, con le bacchette e le spazzole in mano, è uno dei batteristi italiani che hanno fatto grande la musica d' autore.

 

Andava per balere, poi nei night club, e finì a Milano, l' allora capitale della musica, a suonare dentro nei dischi, come direbbe Enzo Jannacci. Ellade Bandini è Mina di Ancora ancora ancora e L' importante è finire, è il Paolo Conte di Aguaplano, l' Edoardo Bennato di Uffa! Uffa!

 

È tutto Guccini, dall' Isola non trovata in poi, e quattro anni di Carmen Villani. Lo trovi nelle parole di Vinicio Capossela e in quelle di Angelo Branduardi. È il De André del teatro Brancaccio, "il più bel concerto di sempre".
 

ELLADE BANDINI PAOLO CONTEELLADE BANDINI PAOLO CONTE

Di mestiere fa il jazzista, ma è andato oltre il metodo. Per non fare confusione, visto che tra le mani tiene mezzo secolo di carriera, dobbiamo partire dall' inizio, dalle nebbie dell' Emilia Romagna.

Un inciso corre d' obbligo. Lo confessiamo subito?
Si riferisce a Enzo Jannacci, immagino. Non lo consideravo un granché, mi sembrava pressappochista, avevo fatto un 45 giri, Rido, con lui e lì finì.
 

Invece mi capita di sostituire il suo batterista storico nell' ultimo tour prima di ammalarsi. Iniziamo Via del Campo e io, che l' ho fatta un milione di volte con De Andé, quella sera entro nel suo camerino e gli dico: "Enzo, stasera ho visto quegli occhi grigi come una strada. Ho la fotografia, mi hai dato un' emozione, Fabrizio non l' ha mai fatta così". E lui, che stava già male, aveva mangiato troppo quella sera, mi rispose: "Ma tu Ellade sei un artista".
 

Ora andiamo agli inizi.
Ferrara è la mia città. Ero batterista di balera.

Il primo salto di qualità?
Dalla balera al night, quelli romani e milanesi. Nessuno lo sa, allora nemmeno noi, ma erano i malavitosi che frequentavano i locali a coprirci.
 

JANNACCI SPECIALE A CHE TEMPO CHE FA JANNACCI SPECIALE A CHE TEMPO CHE FA ELLADE DE ANDREELLADE DE ANDREEnzo JannacciEnzo JannacciMORANDI MORANDI

Se piacevi a Francis Turatello il posto nell' orchestra non te lo toglieva nessuno. Ma i primi ingaggi erano quelli di San Benedetto del Tronto, dove la mondanità romana si trasferiva a villeggiare. E la prima musicista che ho amato e amo ancora è stata Carmen Villani. Bella, brava, generosa.

Il night club quanto le è servito?
È stata la palestra più dura, la strada. Iniziavamo alle nove di sera e andavi avanti fino alle sei del mattino. Per fare la pipì dovevi chiedere al sassofonista che ti sostituisse alla batteria per un brano.

I primi concerti?
Con Carmen Villani. Erano serate in realtà, tre concerti a sera, in paesi non molto distanti. Poi Nicola Arigliano, John Foster, Wilma De Angelis e Achille Togliani. Ma io volevo questa vita, volevo suonare con tutti. Non mi interessava il posto fisso.

In che senso il posto fisso?
Che sarei potuto entrare in un gruppo, ma non lo feci. L' Equipe 84 mi voleva, ma dissi no. Così iniziai a fare il turnista.

Chi era, o chi è, dipende dai punti di vista, il turnista?
Forse era. Ero quello che stava a disposizione della casa discografica. Ero convocato la mattina alle 9, ma non sapevo e non lo volevo sapere per chi avrei suonato. Scoprivo in studio se c' era Ornella Vanoni piuttosto che Gianni Morandi.

Quanti brani ha inciso?
Non so se settecento o novecento. Ma non è importante.
Ho vissuto alla grande. Non mi sono arricchito, ma prestare la musica a quelle voci..
Se riavvolgo il nastro, mi dico che ho avuto una bella vita.

Quando ha iniziato a suonare con chi voleva?
Avevo 20 anni. Mi cercavano, da subito, mi voleva Mario del Monaco come Betty Curtis.
Ho avuto un periodo non bellissimo, dai 23 ai 33 anni, quando bevevo come un pazzo e fumavo da scriteriato. Alcolista, tabagista. Camminavo sull' orlo del precipizio.

Poi cosa è successo?
Che ho smesso con le sigarette e l' alcol. I primi sei mesi fu dura. E anche dopo, quando tornavo in studio, con la lucidità avevo il terrore di non essere all' altezza. Fu l' arrangiatore Pino Presti a salvarmi. Mi disse 'vai a fare yoga'.

Partiamo da Mina?
Era il 1974. Era bellissima. Registrammo a Milano, L' importante è finire. Ma fu uno strano incontro. Neanche mi rivolse la parola, lei parlava con Pino Presti. Anni dopo, nel 1985, registravamo un album, a Lugano. Il brano era Eloise. Io avevo i capelli lunghi allora, quel giorno non avevo la maglietta, sudato da schifo dopo cinque minuti di batteria. Lei venne incontro e mi baciò. Disse a Massimiliano, il figlio, io senza lui alla batteria non registro più nulla. Così è stato per 15 anni.

La prima tournée?
Con Al Bano e Romina. In giro per il mondo, sei mesi fantastici, suonavamo dal Madison Square Garden alle feste private nelle ville di Cleveland. Devo ammettere che è stato uno dei periodi più belli della mia vita. Amo il viaggio, e quella era la situazione ideale. Poi la musica d' autore è arrivata come un incidente, io iniziai con altre cose.

Di chi fu la colpa?
Mi chiamò Alessandro Colombini, produttore di Bennato per Sono solo canzonette.
Quello che sentivo accadde. Bennato di allora è stata la prima grande rockstar italiana.

Francesco Guccini, invece, quando arriva?
Sempre. Dall' Isola non trovata del 1970 in poi ci siamo sempre stati. Io, Vince Tempera, Ares Tavolazzi, Flaco Biondini, Antonio Marangolo e Roberto Manuzzi per un periodo. E c' eravamo quella notte di Bologna, nel 1984, quando facemmo il concerto per i 20 di carriera di Francesco.

AL BANO E ROMINA POWERAL BANO E ROMINA POWERAL BANO ROMINAAL BANO ROMINAELLADE BANDINI BRANDUARDIELLADE BANDINI BRANDUARDI

 

Mai visto piazza Maggiore così. Faceva un caldo infernale, con Francesco sul palco c' erano tutti, da Lucio Dalla a Paolo Conte, Giorgio Gaber e Claudio Lolli. Io dalla batteria vedevo dove iniziava la folla, ma non capivo dove finisse.

Arrivò Paolo Conte in quel periodo?
Fu il buon Renzo Fantini, che era il manager di Guccini e Conte, suonavamo anche con lui, e incastravamo le date. Ma quello fu ancora facile.

Quando si complicò?
Quando dovevamo coordinare i concerti di Conte, Guccini e De André. Per un lungo periodo non fecero mai date concomitanti, ero io che giravo come un matto.

L' incontro con De André com' è stato?
Nasce a Peschiera Borromeo, in un supermercato. Lì incontro Mauro Pagani. Mi chiede che faccio e gli dico che sono in giro con Guccini, ma ci fermiamo per l' estate. La stessa sera Mauro mi chiese di iniziare il tour con De André.

 

ORNELLA VANONI MINAORNELLA VANONI MINA

Ci sarò fino all' ultimo concerto, al Brancaccio. Ultimo filmato di Fabrizio che suona e canta: sono in quella storia, non ci vorrei essere visto che Fabrizio se n' è andato. Era unico. Diverso dagli altri. Non permetteva improvvisazioni. Diceva: pagano tutti il prezzo del biglietto intero, da Siracusa a Bolzano, e dobbiamo essere perfetti".

Con Paoli vi siete incontrati di recente?
Sì, ci unisce la passione per il jazz. Uno dei più grandi artisti italiani. Ha una voce matura, unici i suoni e la musicalità. Bello. Ha un fascino irresistibile, quando sale sul palco il pubblico lo accoglie con un rispettoso silenzio e l' attesa per il viaggio che da lì e per due ore tutti aspettano.

Vero che dicevano che lei portasse fortuna?
Il primo Zucchero, il primo Eros Ramazzotti. A un certo punto si era sparsa questa cosa bella: quelli che registravano il primo disco con me vincevano.

 

Può bastare.

ZuccheroZucchero

Non direi.

Perché?
Non mi ha chiesto il più bell' album che ho registrato. Terra in bocca dei Giganti. Straordinario.

eros ramazzotti eros ramazzotti zucchero fornaciari lap01zucchero fornaciari lap01

Ultimi Dagoreport

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...

mark zuckerberg proteste

HAI VOLUTO TRUMP? E ORA T’ATTACCHI ALLA SCORTA! – I LEADER DELLA SILICON VALLEY SONO OSSESSIONATI DALLA LORO SICUREZZA, E SPENDONO VAGONATE DI DOLLARI IN PROTEZIONE, GUARDIE DEL CORPO, BUNKER. COLPA DELLA SVOLTA TRUMPIANA E DELLA RIVOLUZIONE DELL’ACCELERAZIONE INCONTROLLABILE DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE, CHE RISCHIA DI PRODURRE FOLLE DI DISOCCUPATI INCAZZATI PRONTI AD ASSALTARE, OLTRE AI DATA CENTER, I VILLONI DEI PAPERONI – IL PIÙ PARANOICO DI TUTTI? MARK ZUCKERBERG! META SPENDE OLTRE 25 MILIONI DI DOLLARI ALL’ANNO ESCLUSIVAMENTE PER LA PROTEZIONE DEL SUO FONDATORE – L’OSSESSIONE DEI MILIARDARI PER BUNKER DI LUSSO, FORTEZZE SOTTERRANEE, RIFUGI IN NUOVA ZELANDA E HAWAII, CON INVESTIMENTI CHE OSCILLAVANO TRA I DIECI E I CINQUANTA MILIONI DI DOLLARI CIASCUNO...

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’