1- BENEVENUTI A TECNOPOLIS! DOVE I TECNICI TI TECNO-PRENDONO PER IL TECNO-CULO 2- “BEFFATE LE IMPRESE CHE DEVONO AVERE SOLDI DALLO STATO. I DECRETI PER RICONOSCERE I CREDITI, ANNUNCIATI IN POMPA MAGNA, SONO LETTERA MORTA. E SU 725 MILIONI DI EURO DOVUTI ALLE VITTIME DELLA MALAGIUSTIZIA NE SONO STATI VERSATI SOLO 136” 3- A SPESE DI CHI SONO STATE SALVATE LE BANCHE E CHI HA PAGATO DAVVERO PER LE CAZZATE FATTE DAI BANCHIERI? SOLTANTO I MISTERI DELLA COSIDDETTA “FINANZA GLOBALIZZATA” POSSONO REALIZZARE IL SOGNO OSCENO DI OGNI CRAVATTARO: QUANDO BUTTA MALE, ESSERE SALVATI DAL CONSORZIO (FORZOSO) DELLE PROPRIE VITTIME. E A BEN VEDERE I GOVERNI “TECNICI” SERVONO ESATTAMENTE A QUESTO: A ORGANIZZARE QUESTI INCREDIBILI CONSORZI DI DANNEGGIATI CHE RIFONDONO I DANNEGGIATORI

a cura di COLIN WARD e CRITICAL MESS

1- BENEVENUTI A TECNOPOLIS! DOVE TI TECNO-PRENDONO PER IL TECNO-CULO...
Sudditi, non cittadini. Lo si vede dal fatto che non vi fanno votare. Lo si capisce dal rapporto squilibrato con il fisco. Lo si tocca con mano dallo smaccato disinteresse di questo governo della "Destra perbene" per qualunque forma di equità. Anche minima. Ma il dibattito è azzerato, perché loro sono "tecnici" e i partiti sono troppo sputtanati.
"Monti non ci paga. Niente soldi alle imprese. Non mantenute le promesse: salta la compensazione fiscale dei crediti con lo Stato" (Giornali, p. 1).

"Beffate le imprese che devono avere soldi dallo Stato. Lo Stato imbroglia e non paga. I decreti per riconoscere i crediti delle imprese verso la PA, annunciati in pompa magna, sono lettera morta. E su 725 milioni di euro dovuti alle vittime della malagiustizia ne sono stati versati solo 136" (Libero, p. 5).

Intanto la Frignero e Patroni Sgriffi litigano su come licenziare i dipendenti pubblici e il Cetriolo Quotidiano, con un pezzo di Giorgio Meletti, coglie nel segno: "Da tecnici a opinionisti. Ecco i riformisti immaginari" (p. 2). Ma soprattutto, ecco a chi rispondono veramente gli apprendisti stregoni del Rigor Montis: "Dai costruttori ai partiti, i salvati dall'Imu. Mentre per i cittadini il pagamento si avvicina, ecco tutti gli esentati" (CQ, p. 5).

E tuttavia i famosi Mercati, "misura di tutte le cose", non capiscono i tecno-sforzi del Rigor Montis. I giornali del regime bancario cercano di minimizzare, ma qualcosa bisogna dire e anche spiegare: "Btp Italia, partenza lenta. Raccolti (solo) 218 milioni. Pesa la chiusura delle piazza londinese" (Corriere, p. 6). Tanto per capirsi, nella prima giornata del collocamento di marzo, il Tesoro ne aveva piazzati subito per oltre un miliardo e mezzo.

Gode giustamente il Messaggero di Calta-papà: "Pacchetto edilizia da 5 miliardi. Arriva un fondo per la crescita". Dei tinelli? "Casa, lo sconto per le ristrutturazioni sale al 50%. Riordino degli incentivi e project bond con lo stesso trattamento fiscale dei Bot". E soprattutto, "Neutralità dell'Iva per le nuove costruzioni oltre i 5 anni" (p. 2).

2- NON AVRAI ALTRA COSTITUZIONE CHE IL CODICE IBAN...
Del resto le priorità delle tecno-strutture che pensano di governare il mondo (ma hanno solo il controllo dei cordoni della borsa, che è diverso) sono abbastanza chiare. Come ammette perfino la Republlica degli Illuminati (dallo spread):

"Oltre 3.500 di aiuti in quattro anni, ma la galassia del credito torna a tremare. Tutti i numeri degli interventi nel mondo per salvare i gruppi bancari dal crac Lehman a oggi. La cifra supera dieci volte quella usata per soccorrere gli stati eccessivamente indebitati, travolti dalla crisi" (p. 3).

Giusto per citare qualche numero vicino a noi: il Portogallo ha versato 6,6 miliardi nelle casse di tre big del Paese e la Spagna ha stanziato 23 miliardi di soldi pubblici per salvare Bankia. E come ricorda Ettore Livini "l'Italia ha messo la garanzia pubblica sulle emissioni di bond bancari (quest'anno ne scadranno 100 miliardi). Persino l'austera Germania, durissima con Atene, ha stanziato senza batter ciglio per le sue traballanti banche qualcosa come 417 miliardi".

Ora dica il candidato a spese di chi sono state salvate le banche e chi ha pagato davvero per le cazzate fatte dai banchieri. Soltanto i misteri della cosiddetta "finanza globalizzata" possono realizzare il sogno osceno di ogni cravattaro: quando butta male, essere salvati dal consorzio (forzoso) delle proprie vittime. E a ben vedere i governi "tecnici" servono esattamente a questo: a organizzare questi incredibili consorzi di danneggiati che rifondono i danneggiatori.

3- LE DIVISIONI DI CARTA DEL PAPA...
Che storia meravigliosa, questa dei presunti corvi. Sulla Stampa, bel pezzo di Giacomo Galeazzi: "Vatileaks, erano tracciate le ultime carte del corvo. In casa del maggiordomo nuovi documenti e una lista di giornalisti". Hanno faticato a trovarne di non allineati. Infatti hanno dovuto cercare lontano dai vaticanisti accettati. Dopo l'arresto del maggiordomo, che oggi sarà interrogato, "la Curia pensa che le nuove pubblicazioni siano fasulle" (p. 18). Alcune fughe di notizie sarebbero state pilotate, in modo da incastrare i responsabili. Ci piacciono un casino, gli scherzi da prete.

4- IL CARDINALE E LE RAGAZZINE (QUANDO A VOLARE NON ERANO I CORVI, MA I MAIALI)...
Il Corriere della Sera rifila una micidiale seconda puntata sul caso Orlandi. "Il cardinale negli Usa dopo il rapimento. Law trasferito da Roma a Boston. La sigla "Phoenix" che sfidò i sequestratori. A settembre, quando era sparita da tre mesi, lo 007 Gangi disse alla famiglia: "Tornerà tra 15 giorni, è molto provata". Il misterioso messaggio (forse dei servizi) che parlava di ‘traffico internazionale di bambole'" (p. 16).

5- POCHE CHIAPPE, TANTE SEDIE...
"Impregilo, subito il presidente. Spunta l'ipotesi Palenzona". Corriere delle banche in festa, con Federico De Rosa che riesce a dribblare perfino la triste condizione giudiziaria di Paraponzo Ponzellini, agli arresti domiciliari con accuse pesantissime per la presunta "vendita" dei finanziamenti Bpm agli amici degli amici.

"L'idea era quella di dargli un posto in lista in vista dell'assemblea che il 12 luglio dovrà decidere la revoca e l'eventuale nomina di un nuovo board per Impregilo. Poi però le tumultuose dimissioni di Massimo Ponzellini hanno cambiato lo scenario lasciando vuota la poltrona di presidente" (Corriere, p. 37). E di fronte a "una poltrona vuota" come non pensare al corpulento vicepresidente di Unidebit?

6- C'ERA UNA VOLTA IN PADANIA...
"Lo 007 di Belsito spiava le mosse dei Pm. Un detective raccoglieva informazioni sulle denunce contro Bossi & c. Trovato un file a casa dell'ex tesoriere. ‘Il Carroccio sta favorendo un amico del cardinal Bertone". Sul Giornale (p. 9) pezzo assai istruttivo di Gian Marco Chiocci ed Enrico Lagattolla.

colinward@autistici.org

 

 

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