benicio del toro

"IL MOMENTO PIU' DIFFICILE DELLA MIA VITA? QUANDO HO PERSO MIA MADRE. AVEVO 9 ANNI. L’OSCURITÀ" - BENICIO DEL TORO: "NOI SIAMO LA SOMMA DELLE NOSTRE ESPERIENZE. FORSE ANCHE UNA SOMMA DI COSE SUCCESSE PRIMA CHE NASCESSIMO. QUANDO ERO ADOLESCENTE NON CREDEVO IN NULLA, MI SENTIVO IMMORTALE. CON L’ETÀ, INIZI A GUARDARE LA VITA IN MODO DIVERSO E OGGO SONO PIU' VICINO ALLA FINE. NON PUOI RESTARE LA STESSA PERSONA...” –   VIDEO

Estratto dell’articolo di Arianna Finos per "la Repubblica"

https://www.repubblica.it/spettacoli/dossier/festival-di-cannes/2025/05/19/news/benicio_del_toro_film_la_trama_fenicia_cannes_intervista-424326496/

 

benicio del toro the phoenician scheme

Lo sguardo socchiuso e sornione di Benicio Del Toro brilla di eccitazione. «Wes Anderson m’ha fatto un gran regalo», il ruolo di Zsa-Zsa Korda eccentrico magnate dai loschi traffici al centro di La trama fenicia, stiloso girotondo in gara a Cannes e in sala con Universal il 28. La Croisette ha segnato momenti importanti per la carriera del divo di origine portoricana, tra cui il Prix da migliore attore per aver incarnato il suo mito, Che Guevara, nel 2008. Oggi, 58 anni, nella conversazione c’è molta leggerezza in più.

benicio del toro 3

 

Ricordi a Cannes?

«Ogni volta qui è stata potente. La prima trent’anni fa , I soliti sospetti . Non era in concorso, ma fu davvero intenso, tipo: “Wow, guarda questo mondo di film”. Non solo americani ma da tutto il mondo. Dicono che in Francia ci siano due sport, il calcio e il cinema. A Cannes senti che è così. E poi sono tornato con Paura e delirio a Las Vegas ma il ricordo più forte è per il Che, con mio padre nella sala del Grand théâtre Lumière. Quando ho deciso di fare l’attore, lui non era proprio a favore ma quella volta eccolo lì, a guardare con gli occhi lucidi la sala piena che applaude».

 

La Trama Fenicia di wes anderson - benicio del toro e mia threapleton

[…] Zsa-Zsa è un “cattivo” buffo.

«L’ho affrontato con verità, affinché facesse ridere. Vivi il momento e, se è divertente, rideranno. È un ruolo pazzesco, qualsiasi attore vorrebbe un ruolo così, ben scritto, anche nel rapporto con la figlia. Le sequenze oniriche (il nostro, a intermittenza, incontra Dio in Paradiso, ndr .) aiutano: è come avere uno psicanalista che ti dice dove si trova il personaggio emotivamente. È come se potessi analizzarlo in quel momento della storia, con tutti quei sogni, importanti per il suo arco emotivo».

benicio del toro che 4

 

È vero che si è un po’ ispirato a Dino De Laurentiis?

«Sì, un po’. Anche se non l’ho mai incontrato. Ma potrebbe esserci anche un po’ di Fellini. Abbiamo parlato, con Wes, di 8½, perché c’è qualcosa di simile, quella ricerca di emozioni infantili. In questo film l’infanzia di Korda non la vediamo, ma lui ne parla e questo ci spiega chi è, da dove arriva quel senso di competitività che ti assilla fin da ragazzo: “Vediamo chi batte chi”. La competitività può essere anche pericolosa, rischia di annullare la tua capacità di empatia, d’amore».

benicio del toro valeria golino

 

[…] Ha detto che era più cinico a vent’anni rispetto ad ora.

«Quando ero adolescente non credevo in nulla, non ne avevo bisogno, mi sentivo immortale. Il mio personaggio inizia a cambiare quando sfiora la morte, lì scatta qualcosa, è l’inizio della sua redenzione. Si rende conto che tutto potrebbe finire. Con l’età, inizi a guardare la vita in modo diverso e oggi sono più vicino alla fine. Non puoi restare la stessa persona. In realtà ci sono aspetti di me che sono gli stessi di quando avevo sei anni, ma non sono più quello che ero a diciotto. La vita mi ha regalato tante esperienze, mi ha cambiato ma resta un’essenza. E credo e spero che il cambiamento — e non sono io a dover giudicare, o forse dovrei esserlo — sia per il meglio».

La Trama Fenicia di wes anderson

 

Il suo momento più difficile?

«Quando ho perso mia madre. Avevo 9 anni. L’oscurità. Noi siamo la somma delle nostre esperienze, degli alti e bassi, dei momenti felici, tristi, stupidi. Forse anche una somma di cose successe prima che nascessimo. La mia madrina, che mi è stata vicina dopo la morte di mia madre, diceva: “Ti conosco da prima che tu nascessi”. Già. Penso a quella frase e dico: era saggia. Me lo disse quando avevo ventun anni, mi entrò da un orecchio e uscì dall’altro. Ma è rimasta nella mia testa e ora capisco esattamente cosa volesse dire. Ringrazio Dio di avermela mandata».[…]

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