A BOLLYWOOD, LA VITA VERA È MEJO DI UN FILM - UN ASTRO NASCENTE DEL CINEMA, DUE FINTI ATTORI E LA PROMESSA DI UNA PARTE NEL PROSSIMO FILM: LA BELLA ATTRICE INDIANA MEENAKSHI THAPA, S’È FATTA RAGGIRARE PER INSEGUIRE IL SOGNO DI UNA VITA: DIVENTARE LA STAR DI BOLLYWOOD - IN REALTÀ VOLEVANO SOLO RAPIRLA PER CHIEDERE IL RISCATTO - LA FINE DEL FILM? I DUE RAPITORI L’HANNO DECAPITATA, SEPPELLITO IL CORPO IN GIARDINO E GETTATO LA TESTA DA UN AUTOBUS IN CORSA…

Francesco Piccolo per il "Corriere della Sera"

Meenakshi Thapa era un'attrice di 26 anni. Aveva appena finito di girare una piccola parte in un film importante, sulle pendici dell'Himalaya. Lì ha incontrato una coppia di aspiranti attori, più in basso di lei nella scala gerarchica della speranza. Eppure quelli sono riusciti a convincerla a seguirli, perché volevano proporle la parte di protagonista in un film.
Ora, una storia del genere non dovrebbe funzionare. Se invece che nella vita reale, Meenakshi fosse stata in un film, gli sceneggiatori le avrebbero impedito di partire: non era logico. Come si può credere a quei due? Nei film la logica deve imporsi, per essere credibili. Nei film, se qualcuno viene ammazzato, c'è un motivo plausibile. Ma i film non sanno che nella vita le cose vanno diversamente.

Quella è Bollywood, appunto; cioè l'industria dello spettacolo più potente del mondo. Dove i film si girano uno dietro l'altro, e il risultato sono storie d'amore strazianti, canzoni recitate e ballate, colori eccessivi, azione. Una catena di montaggio del divertimento. Chiunque va in una sala a godersi un prodotto di Bollywood, sogna. Sogna due volte: grazie alla storia del film, se è bella; e la conseguenza (il secondo sogno) è inevitabile: vorrei essere lì. Vorrei fare quella vita. Essere come loro - con loro.

Non importa se si ha talento, o solo voglia di successo, di ricchezza, se è narcisismo o necessità di esprimersi. Chiunque può raccontarsi quello che vuole. Ma la verità è che tutti tendono a raccontarsi di essere dei predestinati. Soltanto che i predestinati sono in un numero esponenziale gigantesco, rispetto ai destini riusciti. Cosa fanno tutti gli altri?

Il problema, quindi, sono i sogni che mettono in piedi i luoghi del sogno, Bollywood come Hollywood. Meenakshi quindi decide di partire con la coppia di fidanzati attori, lui un po' più grande, lei soltanto una ragazza. Sono diretti in una cittadina lontana, in una casa al riparo dal resto del mondo. Si allontanano alla vista di tutti, non si capisce perché. E poi, troppo tardi, si capisce.

È lì che i due strangolano Meenakshi Thapa, la decapitano, seppelliscono il corpo in una fossa biologica, mettono la testa in una borsa sportiva, salgono su un autobus, e al primo tratto di campagna lanciano la borsa (la testa) dall'autobus in corsa.

Meenakshi aveva la speranza di una parte. Loro avevano la speranza di un riscatto. L'avevano chiesto alla famiglia, ma senza risultati. Chissà perché, si erano convinti che la stellina del cinema fosse ricchissima. Non lo era. Una fine agghiacciante, quella di Meenakshi Thapa, chissà quanto in ascesa nel mondo eccessivo e frenetico del cinema indiano, quello spicchio di vita sognante e allo stesso tempo miserevole che sta nel perimetro chiuso delle grandi produzioni cinematografiche. Una follia, senz'altro. Del resto, di tutti i fatti della cronaca nera, in qualsiasi angolo di mondo, si può dire che sono una follia. E chiuderla così.

Ma qui, si parla di Bollywood. Anzi, non importa che sia Bollywood oppure Hollywood, o chissà quale altro circo che pompa grandi sogni. Importa soltanto che un'enorme quantità di gente sogna di vivere all'interno di quei confini, a qualsiasi costo, in qualsiasi modo. È così che cade in trappola. Perché poi, lì dentro, si ritrova in un paradiso minuscolo attorniato da un inferno gigantesco, dove la frustrazione e la speranza inducono a qualsiasi soluzione.

Tutto questo il cinema lo ha saputo già raccontare, quando ha avuto il coraggio di penetrare le proprie ferite. Lo ha fatto con «I protagonisti» di Altman, dove viene assassinato uno sceneggiatore semifallito, nella totale impunità dei potenti. Ma soprattutto con «Mulholland Drive» di David Lynch, che è entrato proprio nella testa di una stellina di Hollywood alle prese con la lenta coscienza del proprio totale fallimento; al punto che si reinventa una vita immaginaria in cui ha avuto successo.

È quello che ha tentato di fare Meenakshi Thapa - è quello che tentiamo di fare tutti, alle prese con la nostra vita. Soltanto che lei non sapeva più rendersi conto che la vita reale e quella che si vede al cinema hanno conseguenze diverse. Il problema, per chi sogna il cinema, è che le differenze le capisce poco. È questo il problema dei sogni: sono molto lontani, sono per pochi. Tutti i sognatori che rimangono qui, a terra, si arrangiano con un refolo di speranza che li spinge a superare questa settimana, sperando che la prossima sarà migliore. In fondo, una vita normale, con sogni moderati, vicini, abbordabili, forse porta meno lontano, ma raccoglie concretezza.

Non solo. Ma la forza di vivere la propria vita, serena, grama, noiosa o semplice che sia, spesso la danno proprio le storie dei film, iniettando quella dose di epicità nella vita di chiunque di noi, che ci fa pensare all'uscita dalla sala: in fondo la vita è piena di cose da fare, di sentimenti da esprimere. E questo sarebbe bastato alla stellina indiana e ai suoi assassini, se avessero avuto il coraggio gigantesco di non farsi strappare alla vita reale.

 

MENAKSHI THAPABollywood bollywoodbollywoodbollywoodbollywood posterbollywood poster 02bollywood

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…