ANGELINA A PEZZI: TUTTE LE MUTILAZIONI DELLA JOLIE, DAI TAGLI ALL’ANORESSIA FINO ALLA MASTECTOMIA

1. TUMORE AL SENO, MUORE ZIA DI ANGELINA JOLIE AVEVA LO STESSO GENE MODIFICATO DELL'ATTRICE
Da "Repubblica.it"

Debbie Martin , 61 anni, si è spenta in un ospedale di Escondido, in California, vicino a San Diego. Era la sorella più giovane della madre di Angelina Jolie, Marcheline Bertrand, la cui morte per un tumore alle ovaie nel 2007 era stata la ragione che aveva spinto l'attrice a farsi asportare i seni - come lei stessa aveva raccontato il 14 maggio con una lettera sul New York Times - per abbattere il rischio di insorgenza della malattia. "L'ho fatto pensando ai miei figli", aveva scritto Jolie.

Secondo quando spiegato dal marito, Debbie Martin aveva lo stesso gene BRCA1 modificato - come la sorella e la nipote più celebre - , ma lo aveva scoperto solo nel 2004 quando le era stato diagnosticato il cancro. "Se l'avessimo saputo prima - ha detto Ron Martin - avremmo fatto esattamente quello che ha fatto Angelina". Martin ha aggiunto che prima di ammalarsi al seno, la moglie si era fatta asportare le ovaie per prevenire la forma di tumore che nella storia familiare era stata causa di decesso per diverse donne.

La stessa Angelina Jolie aveva spiegato che, sulla base delle analisi dei medici, lei aveva un rischio del 50% rispetto al tumore ovarico e dell'87% rispetto a quello al seno. Per questo aveva deciso per la mastectomia, che le ha ridotto il rischio al 5%, preannunciando però che potrebbe prendere la stessa decisione per le ovaie.


2. IL CORPO DI ANGELINA
Lorenzo Soria per "l'Espresso"

«Lara è una donna totalmente a suo agio con la propria sessualità e femminilità. Sa essere materna e sa amare, e come tutte noi donne è anche un po' matta e un po' selvaggia. E sì, ha le tette che ballonzolano perché le tette ballonzolano». Era il luglio del 2003 e Angelina Jolie, allora ventisettenne, viveva ormai da anni costantemente inseguita dai paparazzi. Come Lara Croft, la sua eroina nata dal mondo dei fumetti che ottiene ciò che vuole con le armi e le arti marziali come con sguardi sensuali e scollature vistose, anche lei era bella e non convenzionale.

E anche un po' gotica. Ogni nuovo uomo nella sua vita era un altro tatuaggio e poi c'erano sempre di mezzo coltelli, tagli e sangue. Era anche brava: tre anni prima, con "Ragazze interrotte", si era portata a casa un Oscar. Da un anno era diventata mamma adottando in Cambogia Maddox, il primo dei suoi sei figli. Brad Pitt sarebbe entrato nella sua vita due anni dopo. E quel pomeriggio, parlando con "l'Espresso", Angelina continuava a tornare sui suoi seni. «Sì, ballonzolano», diceva.

Aveva anche appena appreso che nell'edizione americana il poster del film era stato modificato, che i suoi capezzoli che spuntavano con grande risalto dalla sua attillatissima tuta color amianto erano stati cancellati col Photoshop. E non sapeva se essere arrabbiata o sorpresa: «Guarda lì. Non ci sono più i capezzoli. Ma i capezzoli sono una cosa bella».

Dieci anni dopo, queste cose belle che hanno così tanto contribuito a definire la persona di Angelina Jolie e a farne la fantasia erotica di milioni di uomini (e anche di donne) sparsi in ogni angolo del pianeta non ci sono più. La diva si è sottoposta a una doppia mastectomia preventiva, un'operazione che ha deciso di intraprendere dopo aver visto la mamma soffrire per sei anni prima di soccombere a un tumore alle ovaie.

E soprattutto dopo essersi sottoposta a un test genetico dal quale è emerso che lei stessa è portatrice del gene BRCA1 e che questo le dava 87 probabilità su cento di ritrovarsi con un tumore alla mammella. Probabilità che con l'asportazione dei suoi seni, poi ricostruiti chirurgicamente, sono precipitate al 5. Non è finita.

La Jolie ha anche appreso di avere 50 probabilità su cento di sviluppare un tumore alle ovaie e ha già fatto intendere che andranno via anche quelle. Ma che nessuno si permetta di suggerire che non è e non sarà più quella di prima. «Non mi sento meno donna», ha messo in chiaro in una articolo firmato sul "New York Times": «Mi sento anzi più forte avendo fatto una scelta che in nessun modo diminuisce la mia femminilità».

La metà del fenomeno mediatico "Brangelina", l'artista che oltre a interpretare si è messa a produrre e dirigere film, l'ambasciatrice dell'Onu che ogni tanto spunta come un angelo in campi profughi polverosi e dimenticati da Dio circondata da bambini in adorazione, si ritrova appiccicato addosso un altro ruolo: eroina del mondo femminile, una donna che si priva di seni e ovaie per assicurare ai suoi figli di non diventare orfani e al suo compagno di non restare solo.

Ha insomma desessualizzato il suo seno e il suo corpo e li ha trasformati in oggetti di dibattito medico per quel 12 per cento di donne che svilupperanno un cancro alla mammella e per quel 100 per cento che teme di entrare a far parte un giorno di quel gruppo.

«La ammiro profondamente, perché rendendo pubblica una questione personale ha toccato innumerevoli donne che hanno la stessa mutazione genetica e prova che hanno delle scelte e che possono curarsi», sostiene Sherry Lansing, ex presidentessa della Paramount e fondatrice di un'associazione per la ricerca sul cancro: «Sono convinta che salverà molte vite».

Ma con l' ammirazione sono venute anche le critiche. L'hanno accusata di leggerezza, di avere semplificato una procedura estremamente complessa e angosciosa, di avere minimizzato la realtà che poche donne al mondo hanno le sue risorse e i suoi contatti. C'è chi ha rilevato che ci sono soluzioni meno drammatiche con i quali avrebbe potuto dimezzare le sue probabilità.

E che con la risonanza magnetica e altri strumenti diagnostici avrebbe potuto comunque tenere sotto controllo un possibile tumore colto ai primi stadi per poi eventualmente fare ricorso alla rimozione parziale e non totale della mammella colpita. Invece la Jolie ha fatto una scelta radicale.

E mentre per alcuni è diventata una moderna Amazzone, una guerriera che invece di mutilarsi la mammella destra allo scopo di tendere meglio l'arco in battaglia se le è tolte entrambe per amore dei figli e di Brad Pitt, c'è anche chi ricorda il suo periodo dark e torna a mettere in discussione la sua stabilità psichica. «Angelina ha seri problemi mentali», raccontò nel 2001 Jon Voight, il padre: «Ho scoperto solo anni dopo dei tagli e dell'automutilazione».

È stato anche in reazione al celebre padre che aveva tradito, umiliato e poi lasciato Marcheline Bertrand che Angelina è cresciuta estremamente attaccata alla mamma, che a sua volta quando aveva 14 anni le ha permesso di vivere in casa col suo ragazzo.

Seguirono anni di droghe, di promiscuità e di sperimentazioni. È stata la stessa Angelina a raccontare che il sesso non le dava abbastanza eccitazione e che, in segno di fedeltà e dedizione, i due iniziarono a giocare con i coltelli e a stagliuzzarsi. Quando poi a 20 anni sposò l'attore britannico Johnny Lee Miller, scrisse col proprio sangue il nome del neo-marito sulla sua maglia di seta bianca.

Tre anni dopo si risposa con Billy Bob Thornton, venti più di lei. E durante i tre anni di matrimonio i due vanno in giro portando sempre al collo fialette con il sangue l'uno dell'altro. «Ho passato un periodo nel quale mi sentivo intrappolata e tagliarmi mi è sembrato liberatorio», disse in un'intervista nella quale chiese che cosa c'era poi di male se aveva baciato in bocca James Haven, il fratello.

E poi ci sono i tatuaggi, decine di tatuaggi che le coprono la schiena, le spalle, le braccia, le caviglie e dove ha fatto disegnare draghi e serpenti, e scrivere le coordinate geografiche del luogo di nascita di ciascuno dei suoi sei figli. Ce n'è anche uno, appena sopra l'inguine, con una scritta in latino che adesso suona quasi premonitrice. "Quod me nutrit me destruit", si legge. Ciò che mi nutre, mi distrugge.

Anni intensi di sperimentazioni, di forti depressioni, di ribellioni e di trasgressioni. Intorno ai 15-16 anni iniziò a fare la modella ma il suo sogno era quello di dirigere una casa di pompe funebri. Finì invece per fare l'attrice, vincendo Oscar e Golden Globes. Era una sex symbol voluttuosa e desiderata. Ma lei: «La donna più sexy del mondo? Io?». E poi:«Mi sento molto lusingata, ma quando mi guardo allo specchio vedo un sacco di difetti e di imperfezioni».

Fortuna che in mezzo a tutto questo turbinio c'era la mamma, per Angelina una roccia di stabilità. «Era la grazia incarnata, era molto più brava di me», disse poco dopo la sua morte nel 2007, a soli 56 anni. Ne uscì devastata, divenne anoressica. Colpì ancora il suo corpo.

Si convinse che era destinata a morire presto di cancro, come lei. E così, quando ha scoperto di essere positiva al gene BRCA1, non ha avuto dubbi. Dopo avere giocato per anni con armi e coltelli, l'idea di farsi portare via e poi ricostruire le mammelle non l'ha spaventata. Sapeva che non avrebbe rinunciato alla sua bellezza, che l'avrebbe solo ridefinita.

 

angelina jolieangelina jolieangelina jolieangelina jolie BRAD PITT E ANGELINA JOLIECARICATURA DI ANGELINA JOLIEANGELINA JOLIEAngelina Jolie E Elizabeth Mitchell ANGELINA JOLIE ANGELINA JOLIEJUSTIN THEROUX E ANGELINA JOLIE

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...