aldo busi zucca 2 montichiari lacuinphotowien

BUSI, IL CANNIBALE VIRTUOSO - ‘’L’ALTRA MAMMELLA DELLE VACCHE AMICHE’’ OVVERO QUANTO DI MEGLIO SI RIESCA A FARE OGGI CON LA LINGUA ITALIANA - L’INVETTIVA COME OPERA D’ARTE: “BUSI SCRIVE BENE PERCHÉ ODIA BENE, E LA COSA NON È FACILE DA MANDAR GIÙ”

BUSI- L'ALTRA MAMMELLA - - L'uomo dello schermo, di Fabio Romano, olio su tela BUSI- L’ALTRA MAMMELLA - - L’uomo dello schermo, di Fabio Romano, olio su tela

Daniele Giglioli per “la Lettura - Corriere della Sera” 


Siamo nati, noi tutti, per deludere Aldo Busi. Uomini e donne, non si scappa, è una fatalità, una legge di natura. E lui ce ne vuole così tanto da tirarci dietro per ripicca i suoi bellissimi libri, ovvero quanto di meglio si riesca a fare oggi con la lingua italiana: ora è il turno di quest’ultimo L’altra mammella delle vacche amiche , che si innesta come un parassita scialacquatore sul precedente Vacche amiche . Una autobiografia non autorizzata facendolo lievitare da 180 a 466 pagine di cui non ce n’è una che non tenga. Felix culpa ? Ne valeva la pena? 


Per noi sicuramente sì, anche se Busi scrive che il suo sogno estremo sarebbe «istigare coi miei libri più gente che posso al suicidio, uno legge un mio libro e dalla vergogna per le sue azioni, la sua ipocrisia, la sua viltà, la sua doppiezza si suicida, mi sentirei ritemprato». E per fortuna che non crede all’aldilà, altrimenti dio sa (pardon; niente dio) a quale inferno dantesco ci destinerebbe. 

Su questo non si può che deluderlo di nuovo: i suoi libri non diminuiscono la curiosità di vivere, l’aumentano, tale è la forza con cui fanno erompere dall’umanità scalena contro cui si accanisce una nebulosa esilarante di dialoghi, immagini, figure e situazioni. Il tristo spettacolo doveva pur essere stato messo su per qualche cosa.

 

aldo-busi-come-la-medusa-opera-di-giovanna-caruso-646621aldo-busi-come-la-medusa-opera-di-giovanna-caruso-646621

Oggi tocca alle donne (le vacche amiche, appunto), che gli hanno fatto anche loro dei torti inemendabili — come tutti, del resto. Lui le avrebbe anche amate se solo non fossero così inguaribilmente «femmine» (e gli uomini «maschi», quanto di più orrendo si può immaginare: violenti, tirchi, bugiardi, viriloidi, e le femmine giù a volergli somigliare o peggio ancora a pretendere di «completarsi» tramite il commercio con partner tanto infami). Ma nella sua invettiva c’è posto anche per i preti, i politici, i giornalisti, gli intellettuali, gli omosessuali, i cattolici e gli islamici, i normali e gli anomali, che sono solo dei normali mancati, dunque anche peggio. 

 

BUSI 6BUSI 6

Due scappatoie e anzi errori fatali da evitare per non perdersi tutto il meglio: 1) Busi scherza, in realtà ci ama; 2) il sollievo a buon mercato della catarsi estetica (anche una cosa brutta diventa bella quando è scritta bene: falso e consolatorio). È vero l’opposto. L’odio è schietto, e il fatto che sia trapuntato ogni tanto da moti di struggente e quasi indicibile tenerezza (per i suoi personaggi irrisi, bistrattati, inzaccherati) non fa che renderlo più accurato.

 

E nessun riscatto tramite le lusinghe dello stile: mai l’espressione «scrive bene», avulsa dal contenuto di quello che si scrive, ha mostrato la corda come nel suo caso. Busi scrive bene perché odia bene, e la cosa non è facile da mandar giù.

 

Aldo BusiAldo Busi

L’odio vero non nasce che dal risentimento, e il risentimento è la più impresentabile, la più inguardabile, la meno confessabile delle passioni umane. Busi è riuscito nell’impresa impossibile di darcene la poesia, e si tratterebbe di capire come ha fatto e come mai — oggi che il risentimento è tracimato in politica e ne informa quasi per intero lessico e narrazioni, sfigurandola — il suo sia così scintillante e vitale da leggere. Tra tutti i meriti di scrittore civile che generosamente si autoascrive, quello che conta davvero è questo: guardare in faccia la bestia, restare vivo e farla guardare a noi. 

BUSI 67BUSI 67


Altri autori, significativamente tutti della sua generazione (Busi è del 1948), fanno qualcosa di simile: Walter Siti (classe 1947), Francesco Pecoraro (1945), Antonio Moresco (1947), Francesco Permunian (1951), chi dicendo come Siti e Pecoraro è tutta colpa mia, chi come Moresco e Permunian (e Busi stesso) è tutta colpa vostra. Ma Busi è stato il primo e il più radicale, ed è in ciò più nostro contemporaneo di tanti scrittori delle generazioni successive, dove si ha sempre l’impressione che la spazzatura sia tornata sotto il tappeto.

 

SEMINARIO SULLA GIOVENTU DI ALDO BUSISEMINARIO SULLA GIOVENTU DI ALDO BUSI

Il risentimento è oggi la passione dominante, il soggetto oscuro che accomuna nel loro brancolare a tentoni la miriade di «Io minimi» con cui l’umanità spera di sopravvivere. Busi non va a tentoni, ci vede chiaro e mira giusto. Reali o immaginarie che siano colpe e offese, l’unico reagente con cui le tratta è la bile nera. Nello scrittore satirico, diceva Benjamin parlando di Karl Kraus, sopravvive un resto dell’antico cannibale: mangiare il nemico per incamerare la sua forza. 

 

aldo busi bamsphoto  9aldo busi bamsphoto 9

Ma Busi è molto più di un satirico, mangia tutti in primis gli amici, per un angelo sterminatore il travaso di bile è una malattia professionale. Quale sarebbe infatti l’alternativa? Dice, l’amore. Ma come si fa, ribatte Busi, se le uniche persone di cui mi sono davvero innamorato, uomini e donne, «avevano tutti un passato in comune: erano stati come me maltrattati da piccoli, questo mi aveva fatto innamorare ma al contempo inibito ogni desiderio sessuale, perché di loro non vedevo più il corpo adulto nei suoi legittimi desideri carnali che danno e prendono, vedevo il bambino tormentato e maltrattato che vorrebbe un po’ di affetto e di rispetto e semplicemente non potevo fare una cosa del genere con una creatura del genere»?

 

aldo busi vacche amichealdo busi vacche amiche

Come si fa quando l’odio ha la stessa radice della tenerezza? Non resta che inalberare le proprie convinzioni civili a misura che il mondo si fa sempre più incivile (a misura che e proprio perché; per maledirlo meglio, altrimenti non sarebbe che uno dei tanti spacciatori di prediche). 

aldo busi bamsphoto  8aldo busi bamsphoto 8


Niente trama, niente «temi», niente suspense, in questo monologo interminabile, che non sia lo spettacolo mozzafiato dei suoi smodati, snodatissimi periodi infarciti di digressioni, a-parte, ritardi e ritorni a bomba: ce la farà anche stavolta? Ce la fa sempre, è sempre al suo centro, e tutti noi al centro del mirino. Non si vorrebbe mai che finisse. Perché poi, chiuso il libro, con la bestia ce la dobbiamo vedere da soli. 

aldo busi bamsphoto  7aldo busi bamsphoto 7aldo busi bamsphoto  15aldo busi bamsphoto 15

 

Ultimi Dagoreport

giuseppe conte giorgia meloni elly schlein

DAGOREPORT – SCHLEIN E CONTE SE LE DANNO DI SANTA RAGIONE, SCIORINANDO UNA MINCHIATA DOPO L'ALTRA – PEPPINIELLO SCRIVE UNA LETTERA A “REPUBBLICA” NELLA QUALE, PRENDENDO FISCHI PER FIASCHI, RINNEGA LA ''CULTURA WOKE'': UN CALCIONE A ELLY, CHE HA COSTRUITO LA SUA ASCESA POLITICA SUL WOKISMO – PER FAR CAPIRE A CONTE CHE LA PRIMA VOCE DEL CENTROSINISTRA E' IL LEADER DEL MAGGIORE PARTITO, ANCHE ELLY SCRIVE A "REPUBBLICA" PER INVITARE MELONI A CERCARE INSIEME SOLUZIONI PER LA CRISI ENERGETICA - UNA MOSSA CHE SI È RIVELATA UN DOPPIO BOOMERANG: LA DUCETTA FURBETTA L’HA SBERTUCCIATA E CONTE, COME REAZIONE, HA INGRANATO LA QUINTA SULLO STOP AGLI AIUTI ALL’UCRAINA - E NESSUNO DEL PD GLI HA REPLICATO CHE IL NOSTRO SOSTEGNO A KIEV, DAL 2022 A OGGI, E' STATO DI TRE MILIARDI, CIOE' 50 EURO PRO-CAPITE PER OGNI ITALIANO. UNA CIFRA NOTEVOLMENTE PIÙ BASSA DEI 230 EURO PRO CAPITE DELLA GERMANIA O DEI 206 EURO DELLA GRAN BRETAGNA, MA ANCHE DEI 90 EURO DELLA FRANCIA... 

maria rosaria boccia sigfrido ranucci

IL LIBRO DI MARIA ROSARIA BOCCIA SU RANUCCI E’ UN LIBRO…SULLA BOCCIA – L’EX AMANTE DI SANGIULIANO ESCLUDE OGNI FORMA DI RELAZIONE SENTIMENTALE CON L’EX CONDUTTORE DI “REPORT” MA SCRIVE: “NON SO SE, IN QUALCHE MOMENTO, SIGFRIDO MI ABBIA CORTEGGIATA” - E LO SFOTTE PURE: “E’ UN SUPERMAN CHE AVREBBE AVUTO BISOGNO DI MANUTENZIONE”. LA DESCRIZIONE DELLA POLEMICA SULLA LOBBY GAY CON CERNO E GILETTI. LEI GLI CHIEDE: “VADO DA FORMIGLI IL GIOVEDÌ OPPURE DA GILETTI IL LUNEDÌ?” E LUI SUGGERISCE IL CIMITERO, “INDICANDOMI COME POSSIBILI ALTERNATIVE IL VERANO OPPURE PRIMA PORTA” - RANUCCI E SALLUSTI A PIEDI NUDI - LA GELOSIA DI LAURA CIANFONI…

bollo auto roberto vannacci giorgia meloni giancarlo giorgetti ursula von der leyen

DAGOREPORT - BOLLO CHE NON BALLA! LA TROVATA ELETTORALE DI SOSPENDERE PER UN ANNO IL BOLLO AUTO, PRESA IN AUTONOMIA DALLA MELONI, SI È RIVELATA UN PASTICCIO (ALTRO CHE "MISURA STRUTTURALE", DURA UN SOLO ANNO!) – DOVE SI PRENDONO I 2,3 MILIARDI DI EURO DI COPERTURE PER COMPENSARE I MANCATI INCASSI DELLE REGIONI? IL TESORO VUOLE USARE I "RISPARMI" DEI FONDI PNRR, BRUXELLES E' SCETTICA E GIORGETTI HA REAGITO IN MODO SCOMPOSTO: “QUELLI ORMAI SONO SOLDI NOSTRI” – LA MOSSA SPERICOLATA CONFERMA COME LA DUCETTA STIA ORMAI RINCORRENDO VANNACCI, CHE NEL PROGRAMMA DI "FUTURO NAZIONALE" AVEVA PREVISTO PROPRIO IL TAGLIO DEL BOLLO. IL GENERALE HA GIOCO FACILE A RINFACCIARE ALLA DUCETTA CHE LA MISURA È TUTT’ALTRO CHE “STRUTTURALE”, DAL MOMENTO CHE È VALIDA SOLO PER IL 2027, CIOE' L’ANNO ELETTORALE. UNA SORTA DI “BOLLO DI SCAMBIO”…

anna wintour e beppe sala - vogue world milano john galliano

DAGOREPORT – IL 22 SETTEMBRE SBARCA IN GALLERIA A MILANO VOGUE WORLD, QUEL BARACCONE A SCOPI SEMI-BENEFICI CHE ANNA WINTOUR ORGANIZZA UN ANNO QUI E UN ANNO LÀ, MA CHE IN REALTÀ MIRA A RIMPINGUARE LE CASSE DI CONDÉ NAST – LA WINTOUR SI PRESENTA MEZZA AZZOPPATA PER L’INCIDENTE DEL MET GALA, CON LA MOSTRA DEDICATA AL SUO AMICO JOHN GALLIANO, POI CANCELLATA PER LE POLEMICHE SULLE USCITE ANTISEMITE DELLO STILISTA – “LADY VOGUE” HA INGOLOSITO BEPPE SALA GARANTENDOGLI DUE MILIONI DI EURO PER RECUPERARE UNA BIBLIOTECA A QUARTO OGGIARO – POI GLI ORGANIZZATORI HANNO MESSO “SOTTO TORCHIO” CHIUNQUE FACCIA MODA PER FARSI DARE VESTITI E ACCESSORI PER LA SFILATA E HANNO FATTO SAPERE CHE L’EVENTO ERA SÌ GRATIS, MA LA PRESENZA ERA GARANTITA CON 25 MILA EURO PER LA PRIMA FILA E 15 MILA PER LA SECONDA. ALLA FINE SI È ARRIVATI ALL'OFFERTA LIBERA…

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT – FERMI TUTTI! DOMANI FABIO RAMPELLI, IL FONDATORE DELLA COMUNITÀ DEI GABBIANI DI COLLE OPPIO, LA BETLEMME DI FRATELLI D'ITALIA, PARLERÀ A FENIX AL LAGHETTO DELL'EUR DAVANTI AI GIOVANI FRATELLINI – IL TITOLO DEL DIBATTITO SARÀ “È RABBIA È AMORE”, CHE FU IL PRIMO MANIFESTO CON CUI SI PRESENTÒ ALLE COMUNALI DEL 1993 – FIBRILLAZIONE GENERALE: UNA PAROLA D'ORDINE QUASI, ANZI UN RICHIAMO ANCENSTRALE ALLA BATTAGLIA. SI CANDIDERÀ COME SINDACO DI ROMA? O MEGLIO, LO CANDIDERANNO LE SORELLE MELONI CHE CON LUI SONO CRESCIUTE?

trump netanyahu bin salman

DAGOREPORT – TRUMP IN CUL DE SAC: A UN MESE E MEZZO DALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IN CUI RISCHIA DI PERDERE OLTRE ALLA CAMERA ANCHE IL SENATO, IL DISTURBATO DELLA CASA BIANCA E' POSSEDUTO DALL'URGENTE BISOGNO DI USCIRE DAL PANTANO IN CUI SI È INFILATO NEL GOLFO - PER RISOLLEVARE I SUOI CONSENSI AGONIZZANTI, HA DAVANTI TRE GLI SCENARI POSSIBILI: PER DIMOSTRARE CHE IL CIUFFO CE L'HA ANCORA DURO, CONTRO IL PARERE DEI SUOI GENERALI, TRUMP ORDINA UN NUOVO MASSICCIO BOMBARDAMENTO DELL’IRAN – SECONDO IPOTESI: IL TYCOON ABBASSA LA CRESTA E RAGGIUNGE UN COMPROMESSO CON IL REGIME DI TEHERAN (PASDARAN E CIA TRATTANO DA TEMPO SOTTOTRACCIA), USCENDONE DI FATTO CON L'IMMAGINE DELLO SCONFITTO – LA TERZA STRADA VEDE I PAESI DEL GOLFO, LE CUI ECONOMIE STANNO PAGANDO UN PREZZO ALTISSIMO PER LA SCELLERATA GUERRA TRUMPIANA, TENTARE UN ACCORDO DIRETTO CON IRAN E HOUTHI PER RIPRENDERE A MACINARE PETRODOLLARI – TRA LO STALLO IRANIANO, IL CONFLITTO CHE CONTINUA IN UCRAINA, NETANYAHU SCARICATO E MELANIA INVEPERITA DI PORTARE LE CORNA, “THE DONALD” E' UN ANIMALE FERITO, QUINDI PERICOLOSO...