C'E' UN MURDOCH (DE SINISTRA) A PARIGI - MATTHIEU PIGASSE È PRONTO A SBORSARE 25 MILIONI DI EURO PER PAPPARSI “LIBÉRATION”, TRABALLANTE DI DEBITI - QUARANTENNE, NUMERO UNO DI LAZARD, NEGOZIATORE DEL DEBITO DI ATENE, AZIONISTA DI “LE MONDE” E DI HUFFINGTON POST, PROPRIETARIO DI "LES INROCKS", E DELFINO DI STRAUSS KAHN - ÉDOUARD DE ROTHSCHILD, ANDRÉ ROUSSELET E JACARANDA FALCK CARACCIOLO FELICI DI DISFARSI DISFARSI DEL FARDELLO…

Michele Masneri per Rivista Studio www.rivistastudio.com

A Parigi è tempo di rientri. É tornato Sarkozy, dopo un mese di ozi marocchini. Un preoccupato articolo di Repubblica ieri dava l'ex presidente con "l'agenda semivuota. Pochi i fotografi che lo aspettavano sotto casa, nessuna folla plaudente ad accoglierlo. Scomparsi gli impegni, le telefonate. Ormai dileguati i molti cortigiani". Mah. Forse si esagera col pessimismo. Più interessante scoprire, in un bell'obituary sul Monde dedicato al grande vecchio della finanza francese, nonché esodato delle Generali, Antoine Bernheim, che l'ex presidente della Repubblica gli confidò la sua intenzione, nel lontano 1995, di smettere la politica e di fondare insieme a lui una banca d'affari.

Bernheim lo avrebbe dissuaso e incoraggiato a proseguire per la sua strada (forse non gradendo la prospettiva di averlo a bottega come praticante). Sarebbe peraltro una conferma delle velenose memorie che l'ex direttore del Monde, Éric Fottorino, aveva mandato qualche mese fa in libreria nel suo Mon tour du Monde (Gallimard), in cui si narrava di un té all'Eliseo in cui il padrone di casa confessava di non volersi ricandidare in queste presidenziali 2012 (e avrebbe forse fatto bene) per fare piuttosto "i soldi veri".

Si vedrà. Intanto il Monde (e i suoi azionisti) rimangono comunque al centro del cosiddetto risiko di poteri francesi. Negli ultimi giorni, soprattutto grande di(b)battito sulle indiscrezioni che vorrebbero Matthieu Pigasse, banchiere d'affari iper radical chic, numero uno di Lazard e proprietario di Les Inrockuptibles, nonché investitore nel Monde, pronto a entrare nel capitale del quotidiano della gauche estrema, Libération. Il progetto - che Pigasse non conferma e non smentisce - sarebbe quello di fondere in qualche modo proprio Libé con Les Inrocks, con diverse sinergie: per esempio rendere Les Inrocks il magazine settimanale del quotidiano.

L'obiettivo è soprattutto di consolidare il traballante Libé, che non boccheggia come il suo omologo Manifesto ma nemmeno va benissimo (nonostante la cura Internet e un prezzo di abbonamento mensile stracciato, da 12 euro). Pesano soprattutto i debiti, che si aggirano intorno ai due milioni di euro, e serve capitale fresco. I 6 milioni immessi da un effimero finanziatore, l'immobiliarista Bruno Ledoux, sono stati già consumati per pagare gli stipendi e i debiti pregressi. Anche la compagine proprietaria è stanca: il 36% delle azioni è in mano al rampollo Edouard de Rothschild (nemico di Pigasse, che ha spesso dato giudizi negativi sul personaggio, come questo: "il più seducente, a causa della sua empatia e della sua intelligenza. Il più fastidioso, per il suo narcisismo").

L'altra quota forte (31%) appartiene agli eredi di Carlo Caracciolo, che aveva investito nel quotidiano negli ultimi anni della sua vita. Entrambi sarebbero pronti a cedere le loro quote, che non dovrebbero valere, si stima, più di 20-25 milioni di euro. Per Pigasse non si tratta di cifre insormontabili: come capo della più grande banca d'affari francese probabilmente si tratta di uno stipendio annuale o poco più. Inoltre il banchiere ha ottime relazioni nel quotidiano: è stato lui stesso a inventarsi la cordata capeggiata proprio da Rothschild che nel 2005 ha salvato Libé. Ed è vicino sia all'attuale direttore Nicolas Demorand che al vice Sylvain Bourmeau, ex di Les Inrocks.

Intanto, in questo riposizionamento degli equilibri della gauche, caviar e non, il direttore di Les Inrocks, David Kessler, braccio destro di Pigasse, si è appena trasferito all'Eliseo come super consigliere per la cultura e la comunicazione di François Hollande. Se Pigasse entrasse anche a Libé, si confermerebbe insomma l'ascesa abbastanza fulminante di questo finanziere estroso (tra le altre cose è anche consulente del governo greco, come si è scritto nell'intervista sul numero 7 di Studio); ha esordito brillantemente al ministero delle Finanze divenendo delfino, prima degli scandali, di Dominique Strauss-Kahn.

Se riuscisse a conquistare anche Libé, una sua candidatura come campione delle sinistre nel 2017 (tema di cui si è parlato in passato) acquisterebbe maggior consistenza, grazie anche alla vicinanza con il nuovo super consigliere presidenziale. Pigasse peraltro non ha mai nascosto le sue ambizioni e recentemente ha pubblicato un pamphlet intitolato Revolutions, che è già un manifesto politico bello e pronto. Certo a quel punto si porrebbe una questione di conflitto di interessi, visti i crescenti poteri editoriali del banchiere: che tra le altre cose è anche azionista al 15% dell'Huffington Post francese, di cui è direttrice la sua amica Anne Sinclair, moglie di Dominique Strauss-Kahn.

Proprio attorno alla coppia più bling bling della sinistra esce tra l'altro in questi giorni Les Strauss-Kahn, operazione-verità sull'economista marpione e la sua paziente consorte. Il volume, scritto da Raphaëlle Bacqué e Ariane Chemin (editore Albin Michel) è naturalmente molto urticante: in un passaggio si ricostruisce un approccio strauss-kahniano tipico, seppur d'epoca.

Incontrata a un comizio la allora cronista Valérie Trierweiler (oggi compagna del presidente della Repubblica), l'allora deputato si getta in un (penalmente irrilevante): "come sta la giornalista più carina di Parigi?". Risposta della Trierweiler: "ah, credevo che quella fosse Anne Sinclair" (cioè la moglie; e l'aneddoto confermerebbe il soprannome politicamente scorretto affibbiato alla première compagne: Rottweiler).

 

 

Jacaranda Caracciolo FalckJACARANDA CARACCIOLO FALCK Quotidiano LiberationDe Rothschild e ValoriMatthieu PigasseStrauss-Kahn ANDRE ROUSSELET

Ultimi Dagoreport

trump modi xi jinping putin

DAGOREPORT – GRAZIE A TRUMP, IL DOLLARO RISCHIA DI DIVENTARE CARTA STRACCIA – IL PIATTO FORTE AL SUMMIT IN KIRGHIZISTAN DI XI JINPING, VLADIMIR PUTIN E NARENDRA MODI, HA FATTO STRA-INCAZZARE IL CALIGOLA DELLA CASA BIANCA: SUL TAVOLO, IL PROGETTO DEI ''BRICS'' (BRASILE, RUSSIA, INDIA, CINA, SUDAFRICA) DI DAR VITA A UNA “MONETA UNICA'', PER FAR FUORI IL DOLLARO NEGLI SCAMBI INTERNAZIONALI - CON UN DEBITO PUBBLICO MONSTRE DI 40MILA MILIARDI, LA DE-DOLLARIZZAZIONE SAREBBE LA FINE DELL'IMPERO AMERICANO: IL VERDONE" VIENE UTILIZZATO IN OLTRE L'80% DELLE TRANSAZIONI COMMERCIALI E IN PIÙ DELLA METÀ DEI PAGAMENTI INTERNAZIONALI DELLE MATERIE PRIME, COME IL PETROLIO - LA DECISIONE E' NELLE MANI DELLA CINA: RINUNCERA' ALLO MONETA NAZIONALE, LO YUAN, PER DIVENTARE LA LOCOMOTIVA DEI ''BRICS''? - SUL MAGGIORE IMPEGNO A FAVORE DELL’IRAN, PESANO I DUBBI DI MODI (GLI USA SONO IL PRIMO PARTNER COMMERCIALE DELL’INDIA) - PROSSIMO ROUND: IL VERTICE DI XI JIN PING DEL 24 SETTEMBRE CON IL "DERAGLIATO MENTALE" DELLA CASA BIANCA...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - ELLY, ASCOLTA GLI AMICI! I CAPOCCIONI E LE MEZZECALZE DEL PD, CHE SONO SCESI COSÌ PESANTEMENTE IN CAMPO PER SCONGIURARE LA JATTURA DELLE PRIMARIE, NON CE L'HANNO CON TE, LO FANNO SOLO PER IL TUO BENE - CERTO, TEMONO (A RAGIONE) ANCHE PER LA LORO SOPRAVVIVENZA PARLAMENTARE: SE ELLY, COME PROBABILE, PERDESSE AI GAZEBO IL DUELLO CON CONTE, TRASCINEREBBE IL PARTITO NEL BARATRO - È PER QUESTO CHE DA QUALCHE SETTIMANA SONO PARTITI GLI AVVERTIMENTI VIA STAMPA, ANCHE DI ESPONENTI PD NON OSTILI ALLA SCHLEIN COME DARIO NARDELLA, DI FARE UN PASSO INDIETRO – LA TRAGEDIA È CHE L’AMBIZIOSA DUCETTA DEL NAZARENO, NONOSTANTE I SONDAGGI HORROR, SI VEDE GIÀ A PALAZZO CHIGI, VALUTANDOLI COME ATTACCHI ALLA SUA LEADERSHIP: “LE INTERVISTE SULLE PRIMARIE? SONO SOLO ESERCIZI INTELLETTUALI, ALLA FESTA DELL’UNITA’ PARLO IO” - SE ELLY CONTINUA COSÌ, RISCHIA CHE LA SUA PROSSIMA OCCUPAZIONE SARA' DI BALLARE SUI CARRI DEL GAY PRIDE...

fedorov musk thiel zelensky crosetto

DAGOREPORT - A QUALCUNO NON PIACE 'STO FEDOROV - PIU' CHE A INDIGNARE I NEURONI ALLA VODKA DI VANNACCI E DI TRAVAGLIO, L’INGAGGIO DEL GOVERNO ITALIANO DELL'EX MINISTRO DELLA DIFESA UCRAINO FA INCAZZARE ZELENSKY E METTE IN ALLARME LE AGENZIE DI INTELLIGENCE EUROPEE - IL DINAMISMO DEL NOVELLO CONSULENTE DEL MINISTRO CROSETTO NON POTEVA NON FINIRE "ATTENZIONATO", VISTO E CONFERMATO IL RAPPORTO STRETTISSIMO CON L'EMINENZA GRIGIA DELLA TECNO-DESTRA PETER THIEL E CON IL CAVALIERE NERO DELLA GALASSIA MAGA, ELON MUSK - È STATO FEDOROV A OTTENERE LO SBLOCCO DEL SISTEMA STARLINK E A COLTIVARE RAPPORTI CON PALANTIR, CHE FORNISCE A KIEV I SOFTWARE PER LA DIFESA - CHE STA COMBINANDO IN QUESTI GIORNI FEDOROV NEGLI STATI UNITI? COSA VOGLIONO MUSK E THIEL DA LUI? LE ELEZIONI A KIEV, MAGARI PER SOSTITUIRE ZELENSKY E ARRIVARE A QUALUNQUE ‘PACE’”?

ranucci presutti cianfoni floridia

DAGOREPORT - MA QUALE "EPISODIO"! GIULIA PRESUTTI ERA UN HABITUÈ DEL “CEFALÙ BISTRÒ” DOVE PIÙ VOLTE È STATA VISTA INSIEME ALL’AMICA LAURA CIANFONI, CHE A SUA VOLTA È LEGATISSIMA A RANUCCI E CARISSIMA A LAVITOLA (COME È TESTIMONIATO DALLE FOTO DI DAGOSPIA IN OCCASIONE DEL PREMIO COLALUCCI, SETTEMBRE 2020) - NELLA DECISIONE DI SCEGLIERE GIULIA PRESUTTI, ACCREDITATA COME ESPRESSIONE DI M5S E AVS, PER DARE UN CONTENTINO ALL’OPPOSIZIONE, SAREBBE AVVENUTA UNA INTERLOCUZIONE TRA L’AD RAI, GIAMPAOLO ROSSI, E L’EX PRESIDENTE DELLA VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, CHE AVREBBE DATO IL SUO PLACET - ANCHE SULLA SCELTA DI PIERVINCENZI ALLA CONDUZIONE DI "REPORT", CHE VA A BILANCIARE LA PRESUTTI DI SINISTRA, SI ADDENSANO ALCUNE DOMANDINE: A PARTIRE DALLA PASSIONE PER IL RUGBY…

generali philippe donnet luigi lovaglio carlo messina

DAGOREPORT - IL RISIKO S'INGROSSA! L’APERTURA DI ASSICURAZIONI GENERALI A VALUTARE L'OFFERTA” DI MPS PER L’ACQUISIZIONE DI BANCA GENERALI, È UN GRAN PASSO AVANTI PER IL PIANO DI LOVAGLIO PER DISINNESCARE L’OPAS SUL “MONTE” DI BANCA INTESA - SECONDO PIAZZA AFFARI, L’OPERAZIONE TRIESTE-SIENA POTREBBE AVERE DALLA SUA L’APPOGGIO DEI POTENTISSIMI FONDI DI INVESTIMENTO INTERNAZIONALI, TRA CUI BLACKROCK, CHE HA PERALTRO IMPORTANTI INTERESSI NELLE BANCHE ITALIANE, TRA CUI INTESA - ORA INIZIA UNA PARTITA APERTISSIMA DAL PUNTO DI VISTA FINANZIARIO, MA ANCHE DA QUELLO POLITICO: IL 26 OTTOBRE  L’ASSEMBLEA STRAORDINARIA DI MPS SARA' CHIAMATA AD APPROVARE L'ACQUISIZIONE E TUTTO PUO' SUCCEDERE...