sergio leone verdone

C’ERA UNA VOLTA SERGIO LEONE – A 30 ANNI DALLA MORTE, LA FIGLIA ANNUNCIA CHE SI FARA’ “COLT”, IL WESTERN MAI REALIZZATO DAL REGISTA: DIETRO LA MACCHINA DA PRESA CI SARA’ STEFANO SOLLIMA - A DICEMBRE ARRIVERA’ A ROMA LA GRANDE MOSTRA SU LEONE CON UNA CHICCA: UN FILMATO IN CUI IL REGISTA FA IL RUMORISTA – CARLO VERDONE SU INSTAGRAM RICORDA LA PASSEGGIATA A PONTE SISTO "PER FARMI CALMARE LA NOTTE PRECEDENTE ALL'INIZIO DELLE RIPRESE DI "UN SACCO BELLO"-VIDEO

Gloria Satta per “il Messaggero”

 

sergio leone

«È il più bel regalo che potessimo fare a papà, il modo migliore per celebrarlo nell' anno del doppio anniversario: i 30 anni della morte e i 90 della nascita», dice Raffaella Leone, la figlia produttrice (in tandem con il fratello Andrea) del grande Sergio che il 30 aprile 1989 se ne andava ad appena sessant' anni, dopo aver consegnato alla storia del cinema sette film rimasti mitici: Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più, Il Buono il Brutto il Cattivo, C' era una volta il West, Giù la testa, C' era una volta in America. E il regalo di cui parla Raffaella è Colt, il western concepito dal regista e mai realizzato: a Cannes, in pieno Festival (14-25 maggio), verrà annunciato al mondo che il film finalmente si fa, finanziato da capitali internazionali, dopo anni di tentativi andati a vuoto, entusiasmi, ostacoli, speranze.

 

LA STORIA

Protagonista è una pistola che passa di mano in mano e dietro la cinepresa ci sarà Stefano Sollima, anche sceneggiatore con Luca Infascelli, Massimo Guadioso e un professionista americano.

 

sergio leone

«Papà ebbe l' idea di Colt molti anni prima di morire, quando noi figli eravamo ancora piccoli», rivela Raffaella, «e a dire la verità non voleva farne un film: molto in anticipo sui tempi, pensava ad una serie tv». Perché proprio Sollima? «È l' erede di Sergio. Ha il suo stesso gusto del racconto epico e concepisce il cinema come qualcosa di grande, di mitico. Il suo stile crudo, realistico e sempre accompagnato dall' ironia, è affine a quello di mio padre. Ma Stefano saprà stravolgere il progetto originale e farlo totalmente suo».

 

L' ESPOSIZIONE

sergio leone e claudia cardinale

Leone nacque a Roma il 3 gennaio 1929 e in occasione del novantesimo anniversario della nascita un altro grande evento celebrerà il suo talento: la grande mostra C' era una volta Sergio Leone che, dopo il debutto alla Cinémathèque Française di Parigi nell' ottobre scorso, il 12 dicembre approderà a Roma, all' Ara Pacis, per rimanervi fino a Pasqua 2020. «In Francia abbiamo registrato 60 mila presenze, più di quelle che erano state contate all' esposizione su François Truffaut.

 

sergio leone con la moglie carla e le figlie raffaella e francesca

Sinceramente, non mi aspettavo un entusiasmo così grande da parte del pubblico», spiega Gianluca Farinelli, il direttore della Cineteca di Bologna (che nel 2014 ha restaurato Per un pugno di dollari) e curatore della mostra, organizzata da Equa di Camilla Morabito. «Il talento di Leone è ancora conosciuto e amatissimo». La mostra si snoderà attraverso la retrospettiva completa dei film del regista (anche quelli da lui prodotti, come i cult di Carlo Verdone Un sacco bello, Grande grosso e Verdone, Troppo forte) fotografie, documenti, documentari, conferenze, oggetti, un libro. E, rispetto all' evento di Parigi, a Roma ci sarà una sezione nuova di zecca: «Sarà dedicata all' influenza esercitata da Leone sull' immaginario collettivo e sul lavoro degli altri registi come Martin Scorsese, Quentin Tarantino, Ang Lee, Guillermo Del Toro e tanti altri», anticipa Farinelli mentre il BiFest di Bari si prepara a celebrare il padre di Sergio, il regista Roberto Roberti (nome d' arte di Vincenzo Leone).

 

I RUMORI

sergio leone 3

Una chicca: all' Ara Pacis verrà proiettato un filmato, mai visto, in cui Leone appare impegnato nella post-produzione di un suo film nel ruolo di rumorista. In epoca pre-digitale, era lui stesso a curare il sonoro: per rendere il galoppo dei cavalli indossava uno zoccolo sulla mano e la sbatteva sul tavolo, per rendere lo scorrere del fiume svuotava una bacinella d' acqua con il bicchiere. «Per lui il cinema era artigianato», dice il direttore della Cineteca di Bologna. È d' accordo anche Carlo Verdone: «Mentre il cinema spesso dimentica i suoi maestri, ancora oggi tutti amano Sergio», spiega il regista romano.

 

sergio leone 2

«Ha avuto il merito di reinventare un genere, il western. Ha messo il mito al centro di ogni sua storia e creato la maschera di Clint Eastwood, ha sempre pensato in grande: gli si rizzerebbero i capelli, se sapesse che i film oggi vengono visti sugli smartphone...».

 

Aggiunge: «Io gli devo tutto. Se Sergio non mi avesse portato dai produttori Puccioni e Colajacomo non sarei mai esistito. E non avrei imparato ad essere sceneggiatore, regista e protagonista dei miei film». Quale cinema amerebbe, oggi, Leone? «Adorerebbe Tarantino», risponde Raffaella, «e le serie tv: hanno i tempi lunghi dei suoi capolavori. L' assedio di Leningrado, l' imponente progetto che aveva in mente prima di morire, l' avrebbe realizzato a puntate».

SERGIO LEONE

 

 

 

 

 

PONTE SISTO

Dal profilo Instagram di Carlo Verdone

 

sergio leone verdone

Ponte Sisto.

Il ponte dei miei ricordi più belli perché la mia casa paterna era parallela alla sua destra.

Su quel ponte Il mio primo bacio ad una ragazza, mia madre che lo attraversava quando tornava dalla scuola dove insegnava, il mio primo complimento ad un attore che camminava davanti a me (Gian Maria Volonté). Il ponte dove si suicidava di tanto in tanto qualcuno e si formava un capannello di gente dove ognuno dava un' informazione sbagliata sulla persona e sul movente.

 

Il ponte che mi ispiro' la scenetta dei " due cervi a Ponte Sisto".

Il ponte dal quale gettai nel 1985 un anello che avevo comprato per la mia ragazza che poco prima mi confessò di avere un' altra storia con uno.

Il ponte che Sergio Leone mi fece attraversare per fare due passi al fine di calmarmi la notte precedente all' inizio di "Un Sacco Bello".

CARLO VERDONE MARIO BREGA SERGIO LEONE

Il ponte dei ragazzi di vita che venivano rimorchiati per finire sotto la scala che portava alla banchina da uomini grandi.

Il Ponte che univa Trastevere a Campo de' Fiori. 

Bello il mio ponte, immagine degli anni migliori . 

Buona serata a tutti voi. 

 

 

 

sergio leoneSERGIO LEONEsergio leone sergio leone SERGIO LEONE CARLO VERDONESergio Leonestefano sollimasollima sergio leone, luciano vincenzoni sergio donati, james coburn rod steige

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