CALCIO MARCIO - IL PENTITO GERVASONI PARLA DEL COINVOLGIMENTO NELLE COMBINE DI ALCUNI PRESIDENTI, FRA CUI QUELLO DEL SIENA STEFANO MEZZAROMA E QUELLI DI REGGINA E ALBINOLEFFE - UNA VOLTA GLI ZINGARI PROVARONO A CORROMPERE UN ARBITRO, CHE SI MOSTRÒ “POSSIBILISTA” - TORNA ALLA RIBALTA IL LAZIALE STEFANO MAURI, CHE COMPARIREBBE IN UNA FOTO CON IL CAPO DEGLI SLAVI - CHIEVO-UDINESE E LA COLLETTA DEL VERONA…

Giovanni Bianconi e Arianna Ravelli per il "Corriere della Sera"

Un presidente, quello del Siena Massimo Mezzaroma, che paga due giocatori del Modena perché facciano perdere la propria squadra. Altri due presidenti, quelli della Reggina Foti e dell'AlbinoLeffe Andreoletti, che si accordano tra loro sul risultato promettendo di ricambiarsi il favore l'anno successivo. Un arbitro, Roberto Bagalini, «possibilista» su una combine.

Un bomber di razza, Stefano Mauri, immortalato in una foto sul cellulare assieme al capo degli slavi. Una nuova partita Chievo-Udinese 0-2, del 15 maggio 2011, taroccata. È un racconto horror sul calcio quello che Carlo Gervasoni, l'ex di AlbinoLeffe, Bari, Piacenza e Cremonese e pentito n°1, consegna agli inquirenti della Procura di Cremona. Se dovesse trovare conferme sarebbe l'ennesimo colpo alla credibilità del calcio. Ad aggiungere un particolare succoso è stato ieri lo slavo Vinko Saka che al pm Roberto di Martino ha parlato di una partita, Ancona-Grosseto del 30-4-2010, con 18 giocatori su 22 corrotti.

MEZZAROMA DEL SIENA
Ma è il racconto di Gervasoni il più dettagliato: sono 13 pagine in cui a ogni riga corrisponde una notizia di combine. L'interrogatorio è stato desecretato ieri. La novità più clamorosa riguarda il coinvolgimento del presidente del Siena. Qui Gervasoni racconta agli inquirenti voci di terza mano, che andranno tutte verificate: «Gegic mi riferì di aver appreso da un suo amico del Kazakistan che il presidente del Siena diede dei soldi ai giocatori del Modena Tamburini e Perna, per vincere l'incontro Modena-Siena del 26 febbraio 2011 terminato 0-1». Mezzaroma nega: «Sono esterrefatto e nego sdegnosamente ogni coinvolgimento mio e del club».

PRESIDENTI IN AZIONE
Secondo Gervasoni la mobilitazione delle dirigenze non è un fatto isolato. A questo proposito ricorda la partita Reggina-AlbinoLeffe del 30 maggio 2010 (3-1). «Carobbio (altro giocatore scommettitore, ndr) mi precisò che fu proprio il presidente della Reggina a contattare il presidente dell'AlbinoLeffe promettendogli di restituire il favore l'anno successivo. Non so se gli diede del denaro».

«MAURI SUL TELEFONINO»
Una copia dell'interrogatorio di Gervasoni è arrivato alla Procura federale. Oggi Stefano Palazzi la userà per fare le domande ai giocatori della Lazio Brocchi e Mauri e allo stesso Gervasoni. Perché è sulla Lazio che il racconto è più ricco di particolari. Le partite nel mirino sono sempre le stesse Lazio-Genoa e Lecce-Lazio; i nomi che compaiono sono quelli di Mauri della Lazio, Milanetto del Genoa, Rosati e Benassi del Lecce, ma per Gervasoni altri giocatori della Lazio erano coinvolti, almeno come scommettitori.

Ecco quello che succede prima della gara con il Genoa: «Zamperini e Ilievski sono andati a Formello dove hanno incontrato Mauri. Non so quali altri calciatori della Lazio fossero coinvolti. Gli slavi puntavano sulla sconfitta del Genoa con l'over finale. In realtà ho appreso che alcuni giocatori della Lazio avevano già scommesso su un risultato diverso. Dopo aver parlato con i propri referenti Mauri e Milanetto, Zamperini e Ilievski erano giunti alla conclusione che dovevano limitarsi a un over nel primo tempo con libertà per le squadre nel secondo tempo.

Nei giorni successivi Ilievski mi mostrò una foto sul proprio cellulare che lo ritraeva abbracciato a Mauri (...). Le scommesse dei giocatori della Lazio erano state effettuate presso un amico di Zamperini». Gervasoni scagiona Sculli, tirato in ballo dallo slavo Ilievski: «Nessuno mi ha mai parlato di coinvolgimenti di Sculli». Per la Procura è certa la combine di Lecce-Lazio: «Fu possibile per l'interessamento di Zamperini - racconta sempre Gervasoni -. Tutte e due le squadre erano coinvolte. Gegic mi disse che aveva investito circa 400 mila euro.

Confermo i nomi del Lecce, i due portiere Rosati e Benassi: ricordo che il primo fu espulso e subentrò il secondo ma non so se fosse una cosa voluta. Gegic mi disse che erano coinvolti altri due o tre giocatori della Lazio e 3-4 del Lecce». A proposito di Lecce risulta combinata anche Brescia-Lecce 2-2, del 27 febbraio 2011.

L'ARBITRO «POSSIBILISTA»
A differenza di Calciopoli, nello scandalo sulle scommesse mancavano gli arbitri. Adesso ne entra uno, Roberto Bagalini (già citato in un'intercettazione), che però è stato solo «sondato». Riferisce Gervasoni che, assieme a Gegic, prima di incontrarsi ad Ascoli con Micolucci per taroccare la partita Novara-Ascoli del 2 aprile 2011, si ferma a mangiare al ristorante dell'ex compagno di squadra Stefano Bagalini, il cui fratello Roberto è un arbitro.

«Dopo l'incontro con Micolucci siamo tornati al ristorante, dove Gegic ha potuto parlare con Bagalini e gli ha chiesto se poteva dare disponibilità per un over per una partita che si sperava potesse arbitrare nei giorni successivi. Il Bagalini rimase un po' perplesso anche se quando Gegic gli parlò di un possibile compenso tra i 50 mila e gli 80 mila euro si mostrò possibilista. La cosa non ha avuto alcun esito».

CHIEVO-UDINESE E LA COLLETTA DEL VERONA
Secondo Gervasoni anche Chievo-Udinese 0-2, giocata il 15 maggio 2011, è stata manipolata. «L'ho appreso dai fratelli Cossato». Un'altra squadra che sembra in vendita al miglior offerente è l'Ascoli: almeno otto le partite citate da Gervasoni. In un'occasione, Ascoli-AlbinoLeffe del 2008, la combine che prevede la sconfitta dell'Ascoli va all'aria perché «l'Ascoli aveva già preso soldi dal Lecce (concorrente, ndr) per giocare alla morte». Le gare truccate sono un fenomeno antico: nel 2006 il Verona (dove all'epoca gioca Gervasoni) deve vincere la partita con il Piacenza per salvarsi e i giocatori pensano bene di «fare una colletta di 70 mila euro per comprare la vittoria».

 

 

GervasoniMauriBrocchimassimo mezzaroma foto mezzelani gmt Almir GegicALESSANDRO ZAMPERINI

Ultimi Dagoreport

carlo freccero silvio berlusconi anni ottanta 80 tv mediaset

DAGOREPORT - SARÀ STATO UN BIGNÉ IN DOPPIOPETTO, UN FABBRICANTE DI MILIARDI INDAGATO-CONDANNATO-PRESCRITTO, UNO SCIUPAFEMMINE PIÙ VIBRANTE DI UN VIBRATORE, UN POLITICO CHE ALL’ETICA HA SEMPRE PREFERITO LA COTICA. SARÀ STATO QUELLO CHE È STATO RACCONTATO IN MIGLIAIA DI ARTICOLI, LIBRI, INCHIESTE, MA UNA COSA È CERTA: SILVIO BERLUSCONI HA INTUITO, CALCOLATRICE IN MANO, CHE LA VERA EGEMONIA NON ERA PIU' CULTURALE BENSÌ TELEVISIVA – LA GRANDE INTUIZIONE, MATRICE DEL BERLUSCONISMO ANCORA OGGI VIVO E VEGETO, È STATA LA SUA CAPACITÀ DI COMPRENDERE LO SPIRITO DEL TEMPO: DAL SINISTRISMO SI PASSA AL NARCISISMO, DAL NOI ALL'IO, DALLA SOMMOSSA DELLE BIERRE ALLA MOSSA DELLE PIERRE, DA LOTTA CONTINUA AL SUCCESSO DI BREVE DURATA, DAI CELLULARI AL CELLULARE, DALLA RIVOLTA A TRAVOLTA – UN BREVE E ILLUMINANTE SAGGIO DI CARLO FRECCERO: ''LA SINISTRA STENTA A CAPIRE QUESTA FONDAMENTALE MUTAZIONE DALLA CLASSE ALLA MAGGIORANZA, DAL POLITICO AL PRIVATO. IN QUESTO VUOTO IDEOLOGICO SI INSERISCE BERLUSCONI E IL BERLUSCONISMO - NON È PIÙ LA RAI A IMPORRE AL PUBBLICO LE SUE SCELTE PEDAGOGICHE, MA IL PUBBLICO STESSO A DETTARE LE SUE LEGGI ALLA PROGRAMMAZIONE. LA GENTE, DIVENTA PER LA PRIMA VOLTA CONSAPEVOLE DEL SUO VALORE, NON IN SENSO MORALE, MA ECONOMICO…” - VIDEO

messina milleri del vecchio lovaglio

DAGOREPORT - I GIOCHI SON (QUASI) FATTI. LA MAGGIORANZA DEGLI OTTO EREDI/AZIONISTI DI DELFIN, IN PRIMA FILA LEONARDO MARIA DEL VECCHIO, AVREBBERO DECISO DI ADERIRE ALL'OPAS LANCIATA DA INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA – PUR ESSENDO LA CASSAFORTE DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO, CON IL SUO 17,5% DI MPS, L’AGO DELLA BILANCIA DELLA SFIDA TRA INTESA E SIENA, NON È ANCORA DETTO. SOLO VIVENDO SAPREMO SE IL PRESIDENTE DI DELFIN, FRANCESCO MILLERI, FAVOREVOLE AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, SI ALLINEERÀ ALLA VOLONTÀ DEGLI OTTO EREDI? - CHE DECISIONI PRENDERÀ L’ANTITRUST? INTESA È AL VERTICE DEL RICCO MERCATO DELLE POLIZZE VITA E GENERALI SI RITROVEREBBE COME PRIMO AZIONISTA UN COMPETITOR - LA RIVINCITA DI CALTAGIRONE: E' “AL FIANCO DI INTESA PERCHÉ SPERA DI INCASSARE UN DIVIDENDO IN TERMINI DI POTERE NELLE GENERALI” – E CHISSA' COME LA PRENDERÀ LA VITTORIA DI INTESA GIORGIA MELONI CONTRARIA, PER TIMORI ELETTORALI, ALLO ‘’SPEZZATINO SENESE”?

giorgia meloni sergio mattarella elezioni legge elettorale melonellum

DAGOREPORT – A CHE GIOCO STA GIOCANDO GIORGIA MELONI? NELL’ULTIMO CONSIGLIO DEI MINISTRI HA TUONATO: “SE SALTA LA LEGGE ELETTORALE, CI SARANNO CONSEGUENZE INEVITABILI”. TRADOTTO: SALIRÒ AL COLLE PER PRESENTARE LE DIMISSIONI – EPPURE L’“INCIDENTE” PARLAMENTARE SUL MELONELLUM A QUESTO PUNTO SAREBBE LA SCUSA PERFETTA PER LA DUCETTA PER PROVARE AD ANDARE AL VOTO A INIZIO 2027 (MATTARELLA PERMETTENDO): PRENDEREBBE IN CONTROPIEDE IL CAMPO LARGO, CHE AL MOMENTO È SENZA LEADER E SENZA UNO STRACCIO DI PROGRAMMA, EVITEREBBE D DOVER AFFRONTARE MESI ECONOMICAMENTE DA INCUBO PER NOI POVERI CITTADINI, TRA INFLAZIONE E CRISI ENERGETICA, E BLOCCHEREBBE L’ASCESA DI ROBERTO VANNACCI – SENZA DIMENTICARE LA COMMISSIONE UE NON PIÙ DISPOSTA A TENDERE UNA MANO AI PATRIOTI TRICOLORE, MENTRE L’ONDA NERA TRAVOLGE L’EUROPA…

onorato renzi de luca manfredi

DAGOREPORT! FERMI TUTTI! VINCENZO DE LUCA SCENDE IN CAMPO: VENERDI’ PROSSIMO APRE LA LEOPOLDA INSIEME A RENZI. MATTEO LO VUOLE FRONTMAN DEL SUO PARTITO: “SOLO DI VOTO DI OPINIONE, CI PORTA IN DOPPIA CIFRA”. LO "SCERIFFO" E’ TENTATO, ANCHE PER SBARRARE ALL’ODIATO MANFREDI LA STRADA VERSO LA RIBALTA NAZIONALE. NON SOLO: IL SINDACO DI NAPOLI E’ LA PUNTA DI DIAMANTE DEL PARTITO DI ONORATO, NEMICO GIURATO DI RENZI. SAREBBE UNA BREZZA FRIZZANTINA PER L’ATTUALE CAMPO LARGO E LA SUA ATMOSFERA DA CAMPOSANTO… 

donald trump cina usa xi jinping

CERA UNA VOLTA IL BULLO DELLA CASA BIANCA! DAVANTI A XI JINPING, DONALD TRUMP SI È PRESENTATO COME UN QUESTUANTE, CON IL CAPPELLO IN MANO. IL TYCOON, IMPANTANATO NELLA GUERRA DEL GOLFO IN CUI SI È INFILATO, CON IL PREZZO DEL PETROLIO CHE PESA SUI PORTAFOGLI DEGLI AMERICANI E I CONSENSI IN PICCHIATA, AVEVA UN DISPERATO BISOGNO DI OTTENERE DAL PRESIDENTE CINESE ANCHE UNA MINIMA CONCESSIONE. HA CHIESTO AL DRAGONE LO STOP AL SOSTEGNO ALL’IRAN E HA MESSO SUL TAVOLO I TEMI DELLE TERRE RARE, DEL COMMERCIO DEI CHIP E DEI DAZI – MA XI, CHE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, HA NICCHIATO SU TUTTE LE RICHIESTA DI “THE DONALD” E HA POSTO COME CONDIZIONE PER QUASIASI TRATTATIVA LA FINE DEGLI AIUTI AMERICANI A TAIWAN – ALLA FINE DELLA FIERA, TRUMP APPARE ANCORA PIU’ AZZOPPATO DI PRIMA E  XI JINPING NE ESCE COME IL GRANDE VINCITORE…