IL CINEMA DEI GIUSTI - IL SECONDO “CAPITAN AMERICA” NON È SOLO MEGLIO DEL PRIMO, MA È UNO DEI MIGLIORI FILM DEI SUPEREROI MARVEL

Marco Giusti per Dagospia

Captain America: The Winter Soldier di Anthony e Joe Russo.

"Come distingueremo i buoni dai cattivi?", chiede giustamente Falcon, l'uomo volante, al supereroe Captain America prima di iniziare una battaglia finale un po' confusa. "Se ti sparano addosso sono cattivi", conclude Captain America. No. Non vi fate spaventare dai troppi film di supereroi che abbiamo visto negli ultimi anni. Questa seconda puntata delle avventure dell'eroe della Marvel, "Captain America: The Winter Soldier", diretta dai fratelli Anthony e Joe Russo, che non sono affatto specialisti del genere, non è solo superiore alla prima, diretta da Joe Johnston, ma si candida come uno dei migliori se non il migliore dei nove film che la Marvel ha dedicato ai suoi supereroi.

Intanto i fratelli Russo cercano di limitare al minimo gli effetti speciali in digitale, dando così più spazio agli attori e alle performance fisiche. E dalla loro hanno fior di attori, da Chris Evans a Scarlett Johansson, da Samuel L. Jackson a Robert Redford. Poi non hanno bisogno di spiegare dall'inizio, come nel primo film, le origini del supereroe, limitandone così lo sviluppo di una storia originale.

In questo caso entriamo subito nella storia, sempre sceneggiata dagli specialisti Christopher Narkus e Stephen McFeely, ma sviluppata stavolta anche dal grande fumettista Ed Brubaker, che vi porta dentro una serie di elementi più originali e vivi del solito. Al punto che il film prende una piega complessa da vecchia spy story anni '70 alla "Tre giorni del Condor", e non a caso c'è Robert Redford come Alexander Pierce, capo e amico del Nick Fury di Samuel L. Jackson.

L'idea di avere due storie nello stesso film, come nei Batman di Christopher Nolan per intenderci, così seguiamo sia la guerra interna allo S.H.I.E.L.D. che quella di Captain America contro il terribile killer chiamato "The Winter Soldier", è qui costruita meglio e il film soffre meno narrativamente, anche se non è proprio un film per bambini. I fratelli Russo, negli ovvi limiti imposti dalla Marvel, stiamo sempre parlando di un giocattolone da 170 milioni di dollari di budget, sembrano così rinnovare un po' il genere e inserire qualcosa di più originale e realistico.

Il film si presenta così sugli schermi di tutto il mondo, uscirà ovunque questa settimana, forte di ogni benedizione critica. In America sia Todd McCarthy su "The Hollywood Reporter" che Scott Foundas su "Variety", lo hanno esaltato per i momenti di "old school action" e i dialoghi più rilassati e meglio distribuiti del solito, ma il film non manca certo di adrenalina nelle scene di battaglia.

Captain America, cioè il vecchio soldato dell'esercito americano Steven Rogers ibernato dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e scongelato da poco per la gioia dei fan dei fumetti della Marvel, se la vede con una serie di nemici interni allo S.H.I.E.L.D., una specie di contro-CIA nazistoide che vuole portare il suo ordine in tutto il mondo, sia con un misterioso killer mascherato apparentemente invincibile chiamato "The Winter Soldier", interpretato da Sebastian Stan.

Nella prima grande scena del film, Captain America, cioè Chris Evans, e la scatenata Black Widow, la bellissima Scarlett Johnasson, su ordine di Nick Fury, andranno a liberare un gruppo di ostaggi dello S.H.I.E.L.D. su una nave in pieno oceano. Il gruppo dei pirati è comandato da certo Batroc The Leeper, interpretato da Georges St.Pierre, culturista franco-canadese di grande prestanza. Ci saranno botte per tutti e gran lavoro di muscoli per Captain America e Black Widow. Ma quello che non sanno i nostri eroi è che proprio questo sporco lavoro è una specie di trappola che darà il via a una lotta interna allo S.H.I.E.L.D. e il nostro eroe si potrà fidare solo di se stesso, come gli spiega Nick Fury.

Non andiamo oltre per non spoilerare troppo, ma i colpi di scena sono ben costruiti, i flashback che ci riporteranno ai tempi della Seconda Guerra Mondiale giustificati e perfino Robert Redford, altrove un po' mummificato, è qui all'altezza della sua fama. Rciordo solo che l'elegante Anthony Mackie è Sam Wilson, il Falcone, e si rivede Jenny Agutter, eroina di "Amore, piombo e furore", oltre al solito cameo di Stan Lee. Non andate via, come al solito, sui titoli di coda, perché ci sono ben due sorprese. Nella prima c'è una piccola preview del nuovo "Avengers: Age of Ultron" diretto da Joss Whedon con Elizabeth Olsen come Scarlet Witch e Aaron Taylor Johnston come Quicksilver. In sala dal 27 marzo.

 

SCARLETT JOHANSSON CAPITAN AMERICA CAPITAN AMERICA CAPITAN AMERICA capitan america CAPITAN AMERICA WINTER SOLDIER Captain America The Winter Soldier robert redford CAPITAN AMERICA Captain America The Winter Soldier

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO