PREDICA BENE, INCASSA MEGLIO - CASE, TERRENI E “GIOCHI” DI SOCIETÀ: L'IMPERO DELLA BENIGNI SPA - IL PROGETTO DI CREARE UNA HOLLYWOOD IN UMBRIA È NAUFRAGATO MA IL NUOVO BUSINESS DEL LATTE IN POLVERE PER NEONATI PORTA 1,5 MLN DI EURO

Luca Fazzo per “il Giornale

 

Roberto Benigni Nicoletta Braschi Roberto Benigni Nicoletta Braschi

Meno male che in tv Roberto Benigni non reciterà quello che per molti è l'undicesimo comandamento: «È più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli». Perché qualche difficoltà ad essere ammesso in Paradiso, se la previsione riportata nel Vangelo di Matteo dovesse rivelarsi esatta, il grande comico rischia di incontrarla.

 

Roberto Benigni non è solo un artista di fama mondiale, giustamente e legittimamente arricchitosi col frutto del suo lavoro. È anche, in coppia con la moglie Nicoletta, un oculato investitore, un proprietario terriero, un imprenditore e un uomo d'affari.

 

Alle sue spalle lo showman che piace a Papa Bergoglio ha un piccolo impero che testimonia un sano rispetto per i valori terreni oltre che per quelli spirituali. Qualunque sia il misterioso cachet che la Rai gli verserà per le serate (di enorme successo, va ricordato) sui Dieci Comandamenti, si può stare certi che Benigni non lo scialacquerà.
 

Roberto Benigni Nicoletta Braschi Roberto Benigni Nicoletta Braschi

Il segreto sugli emolumenti che nel corso degli anni la Rai ha versato a Benigni è custodito come un affare di Stato. Gli assalti di Renato Brunetta, condotti a ondate successive di interpellanze parlamentari, si sono infranti contro i dinieghi a ripetizione dell'ente di Stato.

 

Le cifre iperboliche circolate sulla stampa - si è parlato di quattro milioni di euro per ciclo - sono state smentite dall'agente del comico, Lucio Presta. Per capirci qualcosa ci si può affidare all'unico documento pubblico disponibile, ovvero il bilancio 2013 della Melampo Cinematografica srl, la società più importante della galassia benigniana, controllata al 50 per cento da Roberto e al 50 per cento dalla moglie e musa Nicoletta Braschi, attraverso la quale passano anche i contratti con la Rai.

 

Nel bilancio 2013, chiuso con un utile di 2.741.828 euro (oltre il doppio del bilancio precedente) alla voce «ricavi delle vendite e prestazioni») compare l'importo di oltre sei milioni di euro (per l'esattezza, 6.077.047). Poiché, per quanto se ne sa, il lavoro per la Rai è stata di gran lunga la prestazione più importante realizzata dalla Melampo, se ne potrebbe dedurre che quelle indiscrezioni sul cachet pagato dalla tv di Stato al premio Oscar non fossero poi tanto lontane dal vero.
 

lucio presta corsa lucio presta corsa

Non è questa l'unica notizia interessante fornita dal bilancio della Melampo. Si scopre che non sempre la qualità viene premiata, e i «Tradimenti» di Harold Pinter messi in scena con la Braschi nel ruolo principale e prodotti dall'Onorevole Teatro Casertano hanno lasciato in bilancio un buco di oltre 200mila euro, ma su altre voci i coniugi Benigni hanno dimostrato indubbie capacità imprenditoriali.

 

L'affare più consistente lo fanno - a leggere i bilanci - riuscendo a vendere alla Cinecittà Studios (titolare dei leggendari stabilimenti di posa romani, guidata oggi da Luigi Abete) una società che si chiama Spitfire. La Spitfire prima si chiamava Cinecittà Papigno, dal nome del borgo umbro dove, in una fabbrica dismessa, Benigni ambientò il lager di La vita è bella. Il progetto era di farne un centro di produzione cinematografica, una «Hollywood sul Nera» come venne pomposamente chiamata, che avrebbe attratto produzioni da tutto il mondo.

 

Ma il progetto, finanziato con generosi stanziamenti degli enti locali, si è sgonfiato strada facendo. Oggi gli studios sono abbandonati. Nel 2005, la partecipazione della Melampo nella Papigno viene svalutata completamente. Eppure i Benigni riescono a uscire di scena vendendo le loro quote della società per 1.400.000 euro alla Cinecittà di Abete. Chapeau. 
E non è tutto.

Luigi GubitosiLuigi Gubitosi

 

Nelle pieghe, si scopre che la Melampo abbatte gli utili mettendo a passivo una esposizione debitoria nei confronti di una società che si chiama Scipio srl, messa in liquidazione nel lontano 2010, da cui avrebbe ricevuto «anticipazioni». La Scipio aveva come oggetto sociale l'acquisto e la gestione di immobili, e i suoi soci erano gli stessi coniugi.
 

Poi ci sono la Tentacoli Edizioni Musicali, che detiene i diritti delle colonne sonore dei film, e un'altra società in liquidazione, la Villamare srl. Anche questa era un'immobiliare, a riprova di una passione della coppia per il mattone che perdura tutt'oggi. Benigni e la Braschi sono padroni, da soli o in coppia, di una serie invidiabile di proprietà immobiliari: venti terreni e ventuno fabbricati, sparsi in sei province.

 

RENATO BRUNETTARENATO BRUNETTA

Brilla la villa con ampio terreno nell'isola quasi inviolata di Santa Maria, nell'arcipelago della Maddalena, e poi case, casali, appartamenti (uno dei quali affittato alla Melampo). Ma il terreno e il business più sorprendenti sono quelli, intestati alla sola Braschi, della Sicura srl di Cesena, che nell'ultimo anno ha fatturato un milione e mezzo di euro vendendo latte in polvere per neonati. Un biberon targato Benigni: la vita è bella.

 

 

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