andreotti

IL "DIVO GIULIO" SEGRETO: ARRIVA IL ROMANZO INEDITO DI ANDREOTTI SCOPERTO DALLA FIGLIA SERENA – DA MILITARE DI LEVA PUNTO' IL FUCILE CONTRO IL SUPERIORE, LE CORSE DEI CAVALLI, IL REFERENDUM SUL DIVORZIO, LA RABBIA DI DE NICOLA PER IL MANCATO INCHINO, L’AVVENENTE MANICURE... - BISIGNANI: "UNA SCENEGGIATURA DA COMMEDIA ALL'ITALIANA CON UNA SCRITTURA DI ANTICA SIGNORILITA'"

ANDREOTTI 3

Luigi Bisignani per il Tempo
 
Caro direttore, Andreotti rivive da giovedì in libreria con un delizioso romanzo inedito, scritto negli anni 70 e scovato tra le carte del suo archivio dalla figlia Serena. Ne "Il buono cattivo" (La Nave diTeseo editore), troviamo generali, onorevoli e magistrati. Ci si immerge in una di quelle sceneggiature della commedia all’italiana.
 
Un piccolo mondo di vite, in alcuni si sorride, in altri ci si interroga, in tutti si affrontano con raffinatezza interrogativi sociali e morali. E seppur la nostra lingua si ‘evolve’, lo stile, quello è un’altra cosa. Nelle descrizioni dei personaggi si nota un gioco di scrittura di antica signorilità.
 
Parole come anodino, giovanneo, sacerrimo, non hanno un gusto antico, ma un sapore di cultura che bisognerebbe riscoprire. Con la storia «Inutili utilità», quasi autobiografica, pervade lo spirito del cercare di andare avanti con ciò che ti propone la vita approfittando delle piccole opportunità. Quello che oggi gli psicologi chiamano resilienza di cui il Presidente rimane maestro inimitabile.

 

 

2. IL BUONO CATTIVO

 

Marco Ventura per il Messaggero

 

serena andreotti

E’ mettendo in ordine le carte del “babbo” che Serena Andreotti ha raccolto nel setaccio degli archivi un gioiello. Lo troveremo in libreria dopodomani come “il libro inedito” di Giulio Andreotti scritto nel 1973, prosecuzione de I minibigami che gli aveva provocato amarezza per certe critiche ai tribunali ecclesiastici sui matrimoni in pieno referendum sul divorzio.

 

In 256 pagine dal titolo Il buono cattivo, pubblicate da La nave di Teseo, le conversazioni di un circolo d’amici che si riuniscono le sere dell’estate 1970 in un’immaginaria villa sul Lago di Como. Decameron moderno col pepe dell’aneddoto, del ritratto di un’Italia che sapeva ancora ridere di sé stessa, come Andreotti fino all’ultimo. Libro lieve, sapiente, novellistico, privato e politico, nel quale la figlia Serena, scoprendolo «fortunosamente» un anno fa, ha ritrovato la voce paterna.

 

andreotti

 «Leggendolo mi sono divertita e emozionata, risentivo i suoi discorsi e racconti, rivedevo babbo alle corse dei cavalli quando io e mia madre non riuscivamo a tirarlo via, le vacanze a Segni, la vita di provincia vista da un gruppo di ragazzini smaliziati, e scoperte sorprendenti che non riesco neppure a collegare, come la storia dell’avvenente manicure... Io ricordo solo, dal suo barbiere, una signora centenaria».

 

LA CURIOSITÀ Filo conduttore: la curiosità per gli uomini che lo spingeva ogni volta a raccontare. «Forse il suo libro più autobiografico», ammette Serena. Vi sono descritti episodi meno noti della sua vita dalla guerra in poi, da ragazzo a militare di leva, dai primi passi al fianco di De Gasperi alle vacanze a Deauville e in Costa Azzurra, dalla passione per le corse dei cavalli alle “storie italiane” collezionate nel segreto del Palazzo come nelle botteghe da barbiere, restituite con grazia.

 

«Bonariamente si è vendicato di qualcuno, per esempio del presidente De Nicola che non prendeva mai una decisione e lasciava ogni volta in sospeso De Gasperi e quindi mio padre che era il suo assistente…» Così Andreotti scrive che Enrico De Nicola, capo provvisorio dello Stato nel ’46, indispettito per il «moderato inchino» (da protocollo) riservatogli all’inaugurazione dell’anno giudiziario, non si rassegnò a essere appena citato in conclusione del discorso del procuratore generale Massimo Pilotti. E perciò ne chiese la testa.

ANDREOTTI COVER

 

«Cominciò a inveire duramente, con espressioni irripetibili» che scandalizzarono il consigliere militare. La diatriba si risolse alla romana, con lo spostamento di Pilotti alla Magistratura delle acque (previamente equiparata). «Roma non è una città imprenditoriale – commenta Andreotti – ma come industria dei ruoli è davvero imbattibile».

 

CAPOCOTTARI C’è la rievocazione dell’omicidioMontesi del 1953-‘54 che generò il neologismo “capocottari” (il cadavere fu ritrovato sulla spiaggia di Torvaianica, vicino alla tenuta di Capocotta). Pure lì troneggia la figura di un magistrato gigantesco, Sepe, che di Piero Piccioni, figlio del vicepresidente del Consiglio, disse sprezzante ai giornalisti: «Ma lo sapete che è un compositore di jazz?». Era però una montatura.

 

MEMORIE MILITARI Ancora, nei primi anni ’70, il divario tra la rivelazione quotidiana del segreto istruttorio sui giornali e la ridotta pubblicità delle assoluzioni (già allora). I ricordi da militare di leva che per errore punta il fucile contro il superiore. Cronache dall’ippodromo con pillole di saggezza:

 

luigi bisignani

«Chi conosce bene l’andamento di una stagione ippica e le genealogie di regola perde, mentre chi gioca il numero della propria abitazione o un nome che suona bene al suo orecchio va spesso al botteghino dei vincenti».

 

Andreottiana l’autoironia sul non essere mai stato sportivo. Idiosincrasia nata nella “palestra” della scuola elementare, «uno scantinato buio e tanto polveroso che, quando l’istruttore comandava di battere il passo, si levava dal suolo una specie di nuvoletta» che impiastricciava gli atleti in erba.

 

La facilità nel prendersi i raffreddori, i pomeriggi in biblioteca, la passione per il teatro (un biglietto in cambio di fare la claque), l’hobby di collezionare la posta affrancata degli ultimi 18 anni dello Stato Pontificio. Quindi il racconto delle avances dell’olandese Van Qualcosa alla manicure Orietta. E tanta presenza di Roma vaticana con la sua corte di prelati e una digressione sui negozi di abbigliamento ecclesiastico e la parabola dellamoda religiosa dei cappelli. Al fondo la tesi, esposta da Andreotti stesso nella prefazione, per cui «non sempre il bene appare, e ciò che appare come bene molto spesso non lo è». 

cicciolina giulio andreottiGIULIO ANDREOTTIFRANCESCHINI E ANDREOTTI AI TEMPI DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANAcossiga e andreottiraccomandazioni andreottiANDREOTTI 1ANDREOTTI ELISABETTAandreotti e cossigabettino craxi andreottiandreotti falcao violaGIULIO ANDREOTTI CON IL COPRICAPO ARABO ANDREOTTI E GHEDDAFIARAFAT E ANDREOTTIANDREOTTIandreotti de gasperi

Ultimi Dagoreport

luigi lovaglio francesco milleri gaetano caltagirone generali

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA DI MILANO, DOPO AVER ISCRITTO SUL REGISTRO DEGLI INDAGATI CALTAGIRONE, MILLERI E LOVAGLIO PER IL PRESUNTO "CONCERTO" ORCHESTRATO PER LA SCALATA DI MEDIOBANCA, PROSEGUE LE SUE INDAGINI, ORA DA FRANCOFORTE SI FA VIVA LA BCE CON UN INVITO ALLA “DISCONTINUITÀ” SULLA NUOVA GOVERNANCE DI MPS – UNA RACCOMANDAZIONE DIRETTA AL CEO DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, IN VISTA DEL SUO MANDATO TRIENNALE AD APRILE? - IN TREPIDA ATTESA DEGLI EVENTI GIUDIZIARI, LA VERA DOMANDA DA FARSI PERO' E' UN'ALTRA: CHE SUCCEDERÀ IL 23 APRILE ALL'ASSEMBLEA DI GENERALI, I CUI PRINCIPALI AZIONISTI SONO MEDIOBANCA-MPS, DELFIN DI MILLERI E GRUPPO CALTAGIRONE? - (PERCHÉ CHI PROVA A ESPUGNARE IL LEONE DI TRIESTE RISCHIA DI RESTARE FULMINATO…)

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…