montezemolo botin elkann mieli marchetti scott jovane perricone

ZOLFO IN VIA SOLFERINO - IL DISASTROSO ACQUISTO RECOLETOS È COSTATO 700 MILIONI DI PERDITE. MA SOLO DAGOSPIA NE PARLAVA (2011), PRIMA CHE I GIORNALISTI DEL ''CORRIERE'' SI SVEGLIASSERO E INIZIASSERO A FARE NOMI E COGNOMI DEI RESPONSABILI (MONTEZEMOLO E PERRICONE) - IL CDR DI ''GAZZETTA'' CONTRO ELKANN: ''AVEVA RAGIONE TOTÒ: SIGNORI SI NASCE, NON LO SI DIVENTA PER DIRITTO EREDITARIO''

1.DAGOSPIA SCRIVEVA NEL LONTANO 2011: ''NEI CONTI RCS È NASCOSTA UNA BOMBA SPAGNOLA CHE PUÒ SCOPPIARE CON EFFETTI DEVASTANTI''

Dagospia del 21 ottobre 2011

 

RECOLETOSRECOLETOS

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-bella-domanda-quale-ascoso-potere-ha-sostenuto-sostiene-31206.htm

 

 

2.CHI HA GUADAGNATO DALL'AVER STRA-PAGATO RECOLETOS? BOTIN E CASTELLANOS, GRANDI AMICI E SOCI DI MONTEZEMOLO

Dagospia del 7 febbraio 2012

 

http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/1-voragine-apertasi-fabbrica-via-solferino-miliardo-35247.htm

 

 

LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO ED EMILIO BOTIN FOTO LAPRESSE LUCA CORDERO DI MONTEZEMOLO ED EMILIO BOTIN FOTO LAPRESSE

3.EDITORIA:RCS -2% IN BORSA, ESPRESSO -1% IN LINEA CON LISTINO

 (ANSA) - Il riassetto nell'editoria con la scossa della fusione l'Espresso-Itedi e l'uscita di Fca dal capitale di Rcs pesa ancora, ma senza cadute, sul gruppo di via Rizzoli in Borsa. Dopo lo scivolone alla vigilia, legato alla prospettiva che si riversino sul mercato i pacchetti dei soci della casa automobilista cui verranno assegnate le azioni, Rcs cede in mattinata il 2,1%. Debole, ma in linea col listino, l'Espresso (-1%). Exor, che ha parlato di vendite frazionate sul mercato dei suoi titoli Rcs, intanto perde l'1,6%, Fca l'1 per cento. Sempre in campo editoriale controcorrente infine Cairo (+1,2%).

Luca Cordero Di Montezemolo Emilio Botin Luca Cordero Di Montezemolo Emilio Botin

 

 

4.RCS, LA STAMPA E IL COSTO DELLA CRISI DEL SETTORE

Fabio Pavesi per ''Il Sole 24 Ore''

 

JAIME CASTELLANOS JAIME CASTELLANOS

C’è un convitato di pietra nelle future nozze tra i due soggetti  La Stampa, tramite l’Itedi, e il gruppo L’espresso.  Il terzo soggetto coinvolto in via indiretta è  Rcs che vede impegnato il suo primo azionista in un’altra partita editoriale con un diretto concorrente. Il richiamo a Rcs non è casuale. L’editore del primo quotidiano italiano assomma su di sé e amplifica tutte le criticità del settore della stampa italiana che vive ormai da anni una crisi strutturale che fatica a trovare soluzioni. Il settore, documenta R&S Mediobanca, ha perso dal 2010 al 2014 un terzo dei suoi ricavi, circa 2 miliardi in 5 anni.

 

il Presidente de La Stampa e di Fiat John Elkann e lAd di RCS Pietro Scott Jovane il Presidente de La Stampa e di Fiat John Elkann e lAd di RCS Pietro Scott Jovane

Le perdite cumulate hanno eroso il capitale: il patrimonio netto aggregato dei primi 8 gruppi editoriali italiani segna un -42% con una contrazione per ben 1,4 miliardi. Se questo è il quadro generale di un settore al bivio tra decadenza (caduta di copie cartacee e pubblicità) e riscatto con la nuova frontiera del digitale, Rcs mostra più degli altri indicatori economico-finanziari preoccupanti.

 

Rcs ha infatti visto una caduta dei ricavi molto più accentuata del settore. Nel 2010 Rcs fatturava 2,2 miliardi, scesi a 1,28 miliardi nel 2014 e a poco più di 1 miliardo a fine 2015. Un calo di ben oltre il 50% del suo fatturato. La drastica caduta del fatturato è stata contrastata come per tutto il settore da un taglio dei costi, che però non è bastato.

 

Antonello Perricone Antonello Perricone

Le perdite infatti si sono cumulate a un ritmo senza tregua: dall’avvio della crisi il gruppo ha cumulato perdite nette per 1,4 miliardi. Un’emorragia che ha molte cause, ma che vede soprattutto nelle pesanti svalutazioni della dispendiosa campagna di shopping in Spagna uno dei contributi chiave. Solo dalle rettifiche sui prezzi pagati per la campagna iberica Rcs ha visto perdite per oltre 700 milioni.

 

Perdite così ampie hanno intaccato il capitale e allargato la forbice con i debiti finanziari. Rcs aveva nel 2010 debiti finanziari pari al capitale netto. Oggi il debito finanziario netto a 487 milioni, vale ben 3 volte il patrimonio e ben 7 volte il margine lordo. E questo nonostante un aumento di capitale da 400 milioni nell’estate del 2013.

 

Montezemolo con l ex ad Rcs Antonello Perricone ora in Ntv GetContent asp Montezemolo con l ex ad Rcs Antonello Perricone ora in Ntv GetContent asp

Ora il nuovo management confida in un piano industriale che dovrebbe portare il Mol al 13% del fatturato, all’utile netto, a cash flow positivo e a un livello di debito sul Mol che scenderà prima a 4 volte e poi a 2 volte a fine piano. Piano ambizioso che esclude un nuovo aumento di capitale per i soci, aumento su cui premevano le banche esposte.

 

piergaetano marchetti - lucianopiergaetano marchetti - luciano

Quanto invece a La Stampa anche qui la famiglia Agnelli via Fiat ha dovuto aprire il portafoglio. Sono stati versati in conto capitale a Itedi, l’editrice de La Stampa, ben 105 milioni tra il 2012 e il 2013. Iniezione di capitali necessari a fronte delle perdite per oltre 90 milioni che il giornale ha subito in quel biennio. Anche il giornale torinese soffre sui ricavi: scesi di 30 milioni su 137 negli ultimi 5 anni. Ma nel 2014 ultimo bilancio disponibile si è rivisto un piccolissimo utile e soprattutto ora la società appare più che solida sul fronte patrimoniale con capitale per 19 milioni e debiti finanziari per solo 4 milioni. Almeno su questo fronte a Torino si dorme tranquilli.

 

 

PIERGAETANO MARCHETTI GIULIA MARIA CRESPI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO PIERGAETANO MARCHETTI GIULIA MARIA CRESPI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO

5.EDITORIA: CDR GAZZETTA, NON MERITIAMO SCHIAFFI, NOI IN UTILE

 (ANSA) - "Signori si nasce, diceva il grande Totò. Ma nella vicenda che ha portato Fca ad annunciare il disimpegno da Rcs Mediagroup, c'è poco da ridere. Semmai c'è da piangere per come è stato smembrato e svilito un gruppo editoriale protagonista della storia italiana. Di comico c'è solo la nota diramata dagli eredi dell'avvocato Agnelli: rivendicano di aver salvato per tre volte Rcs dal fallimento".

 

 Ferruccio de Bortoli Paolo Mieli Scott Jovane e Laura Donnini, amministratore delegato di RCS Libri. Ferruccio de Bortoli Paolo Mieli Scott Jovane e Laura Donnini, amministratore delegato di RCS Libri.

Lo scrive in una nota il cdr de 'La Gazzetta dello Sport'. "Guardiamo avanti - conclude il documento - il Comitato di redazione della Gazzetta dello Sport invita gli azionisti di Rcs a restituire orgoglio a un gruppo che non merita schiaffi simili. Auspica che l'ingegnere Cioli porti avanti con convinzione un piano di ristrutturazione serio e credibile, mettendo al centro del progetto chi ancora porta utili all'azienda. Il sistema Gazzetta anche in queste stagioni di crisi ha chiuso i suoi bilanci sempre in positivo a differenza di divisioni infarcite da dirigenti che sono zavorra pagata a caro prezzo.

 

Per questa ragione vigileremo con tutte le armi a nostra disposizione perché la Gazzetta e la sua storia non siano svenduti per fare cassa, tra l'altro sono già iniziate le grandi manovre che porteranno presto a una divisione tra Gazzetta e Corriere. Autonomia, credibilità e autorevolezza sono tre principi cardine di questa redazione e direzione. E non sono per noi oggetto di trattativa".

 

FLAMMARIONFLAMMARION

Il Cdr non manca di ironizzare: "Noi ricordiamo altri 'salvataggi' - scrive - come la polpetta avvelenata dell'acquisto della Fabbri gravata di debiti e ceduta dal gruppo torinese a Rcs per 300 miliardi; oppure, per restare agli ultimi anni, la spericolata e insensata operazione Recoletos voluta da un a.d. (Antonello Perricone) diretta emanazione della Fiat, con l'acquisizione spagnola strapagata che ha provocato un buco di 500 milioni di euro, guarda caso quello da restituire ora alle banche".

SEDE CORRIERE DELLA SERA  SEDE CORRIERE DELLA SERA

 

"E ancora - prosegue la nota - con l'arrivo di Pietro Scott Jovane, altro a.d. fatto calare da Torino, l'azionista di maggioranza Fca ha dato il via libera alla cessione di Flammarion (case editrice francese), alla chiusura di numerose testate periodiche, alla svendita della sede storica di via Solferino, al sacrificio della Libri (che aveva salvato la Fabbri), ai continui tagli del personale.

 

GAZZETTA TVGAZZETTA TV

Tutto questo per non mettere mano al portafoglio, dopo aver intascato anni e anni di dividendi milionari, per chiudere il buco creato da Recoletos". "In compenso - scrive il cdr - le nuove iniziative intraprese per rilanciare il gruppo sono state a dir poco miopi, con acquisizioni nel migliore dei casi inutili (tipo YouReporter o la creazione del sito delle scommesse sportive GazzaBet), mentre si è toccato il fondo con il lancio di Gazzetta Tv, poi chiusa dopo solo 10 mesi con un danno d'immagine devastante.

GAZZETTA TVGAZZETTA TV

 

Questi sono i fatti, purtroppo a bilancio. Il resto è una scelta: il maggiore azionista di Rcs Mediagroup, completa l'opera di smantellamento scappando con un tempismo perfetto, nell'anno in cui il Corriere della Sera spegne 140 candeline e la Gazzetta dello Sport 120. Non solo, decide di andare a rinforzare il polo editoriale concorrente. Eh sì, aveva ragione Totò: signori si nasce, non lo si diventa per diritto ereditario".

Ultimi Dagoreport

vecchione renzi ranucci sgrena mancini draghi conte gabrielli carlo parolisi

TRA LE PIEGHE DELL’AFFAIRE LAVITOLA-RANUCCI, RICICCIA UNO DEI TANTI MISTERI ALL’ITALIANA: IL FAMOSO SERVIZIO DI ‘’REPORT’’ DEL MAGGIO 2021 SULL’INCONTRO IN AUTOGRILL TRA MATTEO RENZI E MARCO MANCINI, UNO DELLE FIGURE PIÙ CONTROVERSE DELL’INTELLIGENCE ITALIANA - ALL’ORIGINE DEL RENDEZ-VOUS AUTOSTRADALE, FORSE C’ENTRA DI PIÙ IL FATTO CHE STAVA CADENDO IL SECONDO GOVERNO CONTE, A CAUSA DEL RITIRO DALL'ESECUTIVO DI ITALIA VIVA. QUALCUNO DEVE AVER SCOMMESSO SULLE DOTI AFFABULATORIE DI NEGOZIATORE DI MANCINI PER CONVINCERE RENZI A TROVARE UNA QUADRA PER MANTENERE IN PIEDI CONTE – UNA VOLTA CHE LA MISSIONE E' ANDATA A VUOTO, PERCHE' RANUCCI MANDO' IN ONDA IL SERVIZIO RENZI-MANCINI BEN CINQUE MESI DOPO LA SEPOLTURA DEL GOVERNO CONTE II? A CHI GIOVAVA? - BEN SAPENDO DI QUANTO MANCINI SIA DETESTATO DAI SUOI COLLEGHI, RENZI DEFINI' LO SCOOP UN "REGOLAMENTO DI CONTI INTERNO AI SERVIZI SEGRETI" – GLI ''ADDETTI AI LIVORI'' AGGIUNGONO ALTRE DUE IPOTESI: CHI PARTENDO DAL BURRASCOSO RAPPORTO TRA RENZI E RANUCCI, CHI CONSIDERANDO LA VOGLIA DI CONTE DI REGOLARE I CONTI CON COLUI CHE SI VANTA DI AVERLO SLOGGIATO DA PALAZZO CHIGI E DI AVER CONVINTO DRAGHI A PRENDERE IL SUO POSTO… 

meloni salvini tajani

DAGOREPORT – CON UN PARTITO IN DISCESA LIBERA E SEMPRE PIU' SPAPPOLATO DAI "LEGHISTI DEL NORD", NESSUNO, NEMMENO IL SUO "IDEOLOGO" E FUTURO SUOCERO DENIS VERDINI, RIESCE A FAR RAGIONARE MATTEO SALVINI - L’ULTIMA DELLE TANTE USCITE FUORI DI SINAPSI DEL "BOLLITO LOMBARDO'' SAREBBE AVVENUTA NEI GIORNI SCORSI, L'IPOTESI DI FDI DI VOTO CON BALLOTTAGGIO, L'AVREBBE TALMENTE "ALTERATO" DA CHIAMARE GIORGIA MELONI, SBRAITANDO: “TOLGO LA FIDUCIA AL GOVERNO!” - E DOMENICA 20 SETTEMBRE, A PONTIDA, POTREBBE SUCCEDERE DI TUTTO, SE SALVINI NON TROVA UN ACCORDO CON LA FRONDA CAPEGGIATA DA FONTANA E ROMEO – ALLA LEGA DEL CAOS, LA ''PREMIER DURACELL'' DEVE AGGIUNGERE LO STATO DI GUERRIGLIA IN FORZA ITALIA, DOVE IL “MAGGIORDOMO DI CASA MELONI", ANTONIO TAJANI , GIACE NEL TRITACARNE DEGLI OCCHIUTO, ZANGRILLO, MULÈ, ETC. – MA SE LA DUCETTA RICOMPATTA GLI ALLEATI E SFANGA LA LEGGE ELETTORALE, POTREBBE ARRIVARE LA DISCESA: L’ITALIA HA OTTIME PROBABILITÀ DI USCIRE DALLO STATO DI INFRAZIONE DEL 3%. E CON UNO SPOSTAMENTO DI BILANCIO NELLA FINANZIARIA, GIORGIA SI TRAVESTIRÀ DA BEFANA E CI INONDERÀ DI BALOCCHI E PROFUMI...

mattarella renzi conte schlein bonelli fratoianni

DAGOREPORT - DAJE E RIDAJE, I GALLETTI DEL CAMPOLARGO HANNO FINALMENTE DECISO DI SMETTERE DI BECCARSI MASOCHISTICAMENTE TRA LORO E DI FARE SQUADRA CONTRO L'ARMATA BRANCA-MELONI - IL NODO POLITICO PIÙ DIFFICILE DA SCIOGLIERE, LA PRESENZA DELL'INFIDO RENZI NELLA ALLEANZA, SI E' DISSOLTO IN UN INCONTRO A QUATTR'OCCHI SCHLEIN-CONTE: LA DUCETTA DEL NAZARENO, CHE HA UN PATTO CON MATTEONZO CHE SI CHIAMA CASA RIFORMISTA, HA TIRATO FUORI GLI ATTRIBUTI E A CONTE NON E' RIMASTO CHE SIBILARE: ELLY LO VUOLE ED IO NON POSSO FARCI NIENTE... (SEMPRE CHE RENZI RIESCA A MANTENERE LA PROMESSA DI FARE UN PASSO INDIETRO) – LA PIPPA DELLE PRIMARIE SI FARA', MA COME L'INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER SUL PROGRAMMA ELETTORALE, NON SERVIRA' A UN CAZZO: A DECIDERE IL PREMIER SARÀ, COME SEMPRE, SERGIO MATTARELLA – PER RISOLVERE L'ETERNO SCAZZO SULLA POLITICA ESTERA, E SULL'UCRAINA IN PARTICOLARE, A ELLY E CONTE BASTA UNA SUPERCAZZOLA LINGUISTICA, CHE SI PUÒ RIASSUMERE CON LO SLOGAN: "NO AL RIARMO NAZIONALE, SÌ ALLA DIFESA EUROPEA"...

leonardo del vecchio giorno

FLASH! - COSA FRULLA NELLA TESTA DI LEONARDINO? - DEL VECCHIO JR HA CAPITO CHE, ALL'OMBRA DELLA MADUNINA, IL MERCATO EDITORIALE È SATURO: POSSEDERE DUE TESTATE MILANESI, COME "IL GIORNALE" (DI CUI HA IL 30%) E "IL GIORNO" NON SERVE GRANCHÈ - PER DIVERSIFICARE, LEONARDINO HA INTENZIONE DI TRASFORMARE "IL GIORNO" IN UN QUOTIDIANO FINANZIARIO, MOLTO PIÙ UTILE PER I SUOI AFFARI, IN GRADO DI FARE CONCORRENZA A "SOLE 24 ORE" E "MILANO FINANZA" - DEL VECCHIO, CHE HA RIANIMATO IL MERCATO DEI GIORNALISTI, UN SETTORE CHE SEMBRAVA ORMAI MORTO E SEPOLTO, DOVREBBE CONFERMARE AGNESE PINI ALLA DIREZIONE DI "QUOTIDIANO NAZIONALE" (LA TESTATA CHE RIUNISCE "LA NAZIONE", "IL RESTO DEL CARLINO" E "IL GIORNO")

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…