boldi de sica de laurentiis

"IO HO SEMPRE FATTO PERSONAGGI MISOGINI E CINICI, LA STAMPA SCRIVEVA CHE ERO 'UN FASCISTONE', MA IO MICA SONO COSÌ" - CHRISTIAN DE SICA A TUTTO CAMPO: "PER STRADA I RAGAZZI MI CHIAMANO ZIO, 'A’ BBELLA CRI’, FATTE DA’ UN BASCIO'. SONO FRUSTATE DI VITALITÀ CHE MI FANNO FELICE" - IL PREGIUDIZIO DEI COLLEGHI PER I CINEPANETTONI: "QUANDO HAI GRANDI SUCCESSI L’INVIDIA LA PROVOCAVANO. SE AVESSI FATTO 'LADRI DI BICICLETTE 2', SAREI STATO UN FALLITO" - "FECI UN LIBRO PER MONDADORI E MI DISSERO: 'PER RACCONTARE LA BORGHESIA ITALIANA DEGLI ANNI ’80 È MEGLIO ANDARE A RIVEDERE I FILM DI CARLO VANZINA CHE CERTI FILM D’AUTORE'"

 

Estratto dell'articolo di Mattia Carzaniga per www.rollingstone.it del 27 dicembre 2023

 

christian de sica - i limoni d inverno

«Io il personaggio drammatico l’avevo già fatto nel Figlio più piccolo di Pupi Avati, ma era ’na carogna, un padre tremendo, cattivo. Diciamo che per la prima volta ho fatto un personaggio buono». Christian De Sica è molto contento di I limoni d’inverno, prima alla Festa di Roma e ora, dal 30 novembre, in sala.

 

L’ha diretto Caterina Carone e racconta di Pietro, un ex professore con un principio d’Alzheimer che fa amicizia con la dirimpettaia di terrazzo (Teresa Saponangelo), insoddisfatta causa matrimonio da cui sembra assente. [...]

christian de sica - i limoni d inverno

 

Ti dicono tutti: finalmente il ruolo drammatico.

Perché ho sempre fatto le commedie, i film di Natale. Questo è un personaggio drammatico, sì, ma soprattutto a tutto tondo, e per un attore comico è una festa. Quando Caterina Carone, con cui avevo già fatto una commedia, Fräulein con Lucia Mascino, mi ha chiamato, ho detto subito di sì.

 

[...] Questo tuo lato, diciamo così, drammatico, non è stato mai davvero capito, oppure sei stato tu a tenerlo un po’ nascosto, a rimandarlo?

Io ho sempre fatto quello che volevo fare. Ho sempre accettato i ruoli che mi offrivano, e chiaramente mi offrivano le commedie perché le mie commedie avevano avuto molto successo. Quando ho tentato di fare un film scritto da me, che era La porta del cielo, non sono mai riuscito a mandarlo in porto perché volevo farlo come regista, ma non si fidavano di me come regista drammatico.

 

christian de sica

Purtroppo questo è un Paese dove, se tu fai il cowboy, ti fanno scendere a salire da cavallo per tutta la vita. Penso che gli attori comici sono sempre i più bravi a fare il drammatico: come esempio porto sempre Lino Banfi o Leo Gullotta, che sono due attori drammatici straordinari.

 

Hai sofferto, per quella possibilità mancata di essere anche qualcos’altro?

Per niente, sono un uomo molto fortunato, mi è andata benissimo così, sto ancora qui, alla mia età… quest’anno ho girato quattro film. Se ancora lavoro, se mi chiamano, lo devo a quel cinema lì, all’amore del pubblico, ed è incredibile avere ancora un pubblico così giovane, anzi giovanissimo.

 

Questo è vero, sei molto amato dalla Gen Z, come si dice oggi.

Per strada i ragazzi mi chiamano zio, “A’ bbella Cri’, fatte da’ un bascio, zio…”. Sono frustate di vitalità che mi fanno felice, ed è una cosa che ho notato raramente in colleghi miei coetanei. E poi penso che per parlare del presente bisogna stare per strada. Tanti attori di una volta, quando hanno avuto successo, si sono rinchiusi nelle loro case, nelle loro ville.

IN VACANZA SU MARTE BOLDI DE SICA

 

Mi ricordo sempre una cosa che Visconti disse a mio padre: “Vittorio, ormai noi il presente non lo possiamo più raccontare, tu non puoi più fare Ladri di biciclette e io non posso più fare La terra trema. Facciamo i romanzi, io Morte a Venezia e tu Il giardino dei Finzi-Contini, a fare i registi siamo bravi, mettiamo in scena cose già scritte nel passato”. Io sono rimasto nel presente sempre, anche per fare i film di Natale dovevi sta’ pe’ strada, ogni quinquennio cambiava tutto…

 

Una cosa si può certamente dire di te: avresti potuto essere, per dove e da chi sei nato, il più snob di tutti, e invece snob non lo sei mai stato.

Ma per carità. E non lo sono stato in partenza: pensa se avessi detto “faccio Ladri di biciclette numero 2”, sarei stato un fallito. A me piaceva il varietà, mi piacevano i comici, ero fan di Gianni Agus, pensa te… io quello volevo fare. E ho cominciato dalle balere, dalle piazze, e poi è arrivata la televisione con Antonello Falqui, Enzo Trapani, Maurizio Costanzo. Il cinema è stato solo una conseguenza. [...]

de sica verdone

 

Di cosa sei più fiero?

Ma sai, questo è un mestiere che non si finisce mai di imparare. Dopo questo film, quest’anno ho fatto una serie per Amazon, Gigolò per caso, poi il film di Virzì, Un altro Ferragosto, e poi un altro film, Natale a tutti i costi, con Angela Finocchiaro. E ogni volta studio come se fosse il primo film, mi metto lì con l’album, cerco di mettermi in bocca le battute, poi vado dal regista e gli dico “ma senti, ti sta bene se la dico così?”. [...]

 

Possiamo dire che un certo pregiudizio nei confronti tuoi e del tuo cinema è rimasto sepolto nel secolo scorso?

Ma sai, quel pregiudizio c’è sempre stato, un po’ forse anche per invidia. Quando hai grandi successi popolari come quelli che ho avuto io con De Laurentiis, ecco, quelli l’invidia la provocavano, perché erano film drammaturgicamente così bassi che però avevano un successo così alto. Ma lo vedo anche oggi con quel bel film che ha fatto la Cortellesi, c’è gente a cui questo successo fa rabbia, fa parte di noi uomini, siamo fatti così. E poi succedeva perché erano un po’ prevenuti, anche a mio padre dicevano “lei fa Ladri di biciclette e poi fa il buffone”, senza capire che è molto più facile fare Ladri di biciclette del maresciallo Carotenuto di Pane, amore e fantasia.

de sica

 

Tuo padre – penso soprattutto al tuo film recente Sono solo fantasmi – oggi lo citi e lo omaggi dichiaratamente, fino quasi a confonderti con lui.

Quello sì è un fatto di Dna, fisicamente gli assomiglio molto. Ma come recitazione ho copiato più Alberto Sordi che mio padre. Avevo questo fisico borghese e però dovevo fare il comico, dovevo essere il fratello di Jerry Calà o l’amico di Carlo Verdone. Mi sono messo a fare personaggi che fisicamente non mi assomigliavano, io avevo un fisico più alla Gassman, da cavallo padronale, e questo tante volte nella commedia non vince. Io ho sempre fatto personaggi di perdenti, i misogini, i cinici. Ma facevo ridere prendendoli in giro, io mica sono così, anche se la stampa scriveva “De Sica è un fascistone”.

 

de sica carlo vanzina

Adesso si tende ancora di più confondere l’artista con quello che interpreta nella finzione, quando invece tu hai insegnato più di molti altri, e in tempi non sospetti, che era solo un modo per prendere le distanze da certi modelli.

Anni fa feci un libro per Mondadori, Figlio di papà, e Beppe Cottafavi, che era l’editor, mi disse: “Guarda che per raccontare la borghesia italiana degli anni ’80 è meglio andare a rivedere i film di Carlo Vanzina come Vacanze di Natale che certi film d’autore che non hanno lasciato il segno”.

 

RENATO POZZETTO E CHRISTIAN DE SICA

Noi abbiamo raccontato quell’ambiente con lo sberleffo, le parolacce, una drammaturgia molto leggera, ma in modo molto preciso. E oggi che sono 40 anni esatti da Vacanze di Natale la gente lo conosce a memoria, lo passano pure nei cineclub, e allora forse vuol dire che così leggero non è stato.

 

Il tuo rapporto con la nostalgia.

[...]Per rimanere giovani bisogna vivere qui e ora, non bisogna dire questa cosa io l’ho già fatta quarant’anni fa: io, anzi, mi meraviglio sempre per cose che già conosco, e se fai l’attore la devi mantenere, questa meraviglia un po’ infantile, se no fai il giornalista, l’avvocato, un altro mestiere. Come diceva Mastroianni, te pagano pe’ gioca’. [...]

christian de sica (2)gina lollobrigida vittorio de sica pane amore e fantasia nathalie caldonazzo christian de sicaCHRISTIAN DE SICA FOTO ANDREA ARRIGA CESARE ZAVATTINI - VITTORIO DE SICA CESARE ZAVATTINI - VITTORIO DE SICA de sica boldi

Ultimi Dagoreport

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO

giorgia meloni sigfrido ranucci giampaolo rossi giovambattista fazzolari patrizia scurti antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI È IN MODALITÀ “CATTIVISSIMA ME”: DOPO QUATTRO ANNI DI LUNA DI MIELE, PER LA DUCETTA È ARRIVATA LA TEMPESTA PERFETTA: LO STOP AL PREMIERATO, LA BATOSTA AL REFERENDUM, LE RAFFICHE DI “VAFFA” DI TRUMP, L'ESPLOSIONE DEL FENOMENO VANNACCI, IL CROLLO DELLA LEGA, FORZA ITALIA ALLA BERLUSCONINA, IL CAOS INTORNO ALLA NUOVA LEGGE ELETTORALE, L'AUTOGOL SULLA SOSTITUZIONE DI RANUCCI - PIU' IRRIDUCIBILE DELLA MALASORTE, ANZICHE' ASCOLTARE I CO-FONDATORI DI FDI, LA RUSSA E CROSETTO, L'UNDERDOG PREFERISCE CIRCONDARSI DALL'AFFETTO DEL SUO CIRCOLETTO DELLA GARBATELLA - DOMANI DA BARI, DOVE FESTEGGIA IL RECORD DI DURATA DEL SUO GOVERNO, L'UNDERDOG LANCERÀ IL SUO GRIDO DI RISCOSSA ELETTORALE - SA CHE L'ARMATA BRANCA-MELONI NON PUO' REGGERE FINO A OTTOBRE 2027, OCCORRE ANTICIPARE IL VOTO AD APRILE, LASCIANDO LE COMUNALI A GIUGNO - MA MATTARELLA VUOLE L’ELECTION-DAY A CUI SI OPPONE LA MELONI, TERRORIZZATA DALL’EFFETTO TRAINO DI UN FILOTTO DEL CENTROSINISTRA: CHE DECIDERA' IL COLLE? AH, SAPERLO...

crosetto calenda vannacci monti de bortoli forum ambrosetti cernobbio

DAGOREPORT - MENTRE LA PROCURA MILITARE DI ROMA AVVIA UN’INDAGINE SUGLI UFFICIALI CHE HANNO ADERITO ALLA "SPORCA DOZZINA" DI ROBERTO VANNACCI, IL RE-DUX DI FUTURO NAZIONALE MARCIA SU CERNOBBIO: SABATO È ATTESO IN POMPA MAGNA AL FORUM AMBROSETTI PER DIBATTERE CON L’EX PREMIER MARIO MONTI - DALL'IDEOLOGO DEL POPULISMO GRILLINO, GIAN ROBERTO CASALEGGIO AL LEADER SOVRANISTA OLANDESE, IL RAZZISTA GEERT WILDERS, LE PRESENZE PROVOCATORIE E ACCHIAPPA-TITOLI NON SONO UNA NOVITA' A VILLA D'ESTE - SDEGNATI PER LA PRESENZA E "TRATTAMENTO PREFERENZIALE" DEDICATO ALL’EX PARÀ(CULO) DELLA FOLGORE, CARLO CALENDA E GUIDO CROSETTO NON METTERANNO PIEDE A CERNOBBIO – ANCHE FERRUCCIO DE BORTOLI RIFIUTA DI DUETTARE CON L’EX GENERALE NOSTALGICO DEL MANGANELLO E DELL’OLIO DI RICINO - NON SOLO: E' L’EX DIRETTORE DEL “CORRIERE” IL PRIMO CHE SPARA LA NOTIZIA: “PURTROPPO A CERNOBBIO CI SARÀ VANNACCI'' (IL CAUTO DIRETTORE FONTANA È STATO BEN ATTENTO A NON PUBBLICARLA SUBITO SUL CARTACEO)...