CINEMA, DALLO STALLO ALLE STELLE: TORNANO “STAR TREK” E “GUERRE STELLARI”

Lorenzo Soria per "la Stampa"

Sin da quando nel 1966 andò in onda il primo episodio della prima serie, Star Trek lasciò un segno profondo. Sì, c'erano persone che parlavano strane lingue come il Klingon e che avevano strane orecchie e capigliature come i Vulcan del Dr. Spock, ma anche se aveva ambientato la sua storia nel 23 secolo, Gene Roddenberry, il creatore della serie, aveva saputo inventare allegoria del presente per quegli anni alquanto rivoluzionaria.

Perché a bordo della U.S.S. Enterprise c'era un equipaggio illuminato, che cercava la pace tra i pianeti, molto multirazziale e dove le donne non erano hostess graziose ma avevano importanti responsabilità.

Quasi 50 anni, cinque serie televisive e 11 film dopo, l'universo di Star Trek è ancora tra noi. Into Darkness è il nuovo titolo, uscirà negli Stati Uniti il 16 maggio, in Italia il 13 giugno. E a dirigerlo, a quattro anni da quando aveva già ripreso in mano la serie, è J.J. Abrams che lo ha girato con cineprese Imax e in 3D. «Siamo come sempre nella fantascienza e nell'avventura, ma c'è anche un dibattito morale e filosofico», dice il regista-produttore.

Per il suo secondo Star Trek, Abrams è tornato al suo vecchio cast. Chris Pine è il capitano Kirk, Zachary Quinto è il Dr. Spock, Simon Pegg è Scott, Zoe Saldana torna come Uhura mentre Bruce Greenwood come l'ammiraglio Christopher Pike. C'è un nuovo cattivo, invece, non qualche perfido leader di qualche lontano pianeta ma un terrorista che è poi l'attore britannico Benedict Cumberbatch (protagonista del Sherlock Holmes della BBC e apparso nel War Horse di Steven Spielberg).

Un riferimento politico contemporaneo? «Ma no - continua il regista -. Questo è un film che mira prima di tutto a intrattenere, ma se poi può anche avere una risonanza contemporanea tanto meglio».

Per Kumberbatch, il mondo creato da Abrams è incredibilmente ricco. «Ci ha messo dentro il 3D e tutti i possibili giocattoli tecnologici, ma alla base c'è una storia su che cosa significa essere umani e anche su come aspirare a una democrazia più perfetta di quella che abbiamo», dice. «E anche se a qualcuno sembrerà' sorprendente, J.J ha un'attenzione quasi shakespeariana ai suoi personaggi».

In quasi mezzo secolo, Star Trek ha saputo raccogliere un seguito da culto. I Trekkies, si chiamano i suoi fan. E guai a confonderli con l'esercito dei seguaci di Guerre Stellari. Sì, sempre due storie ambientate in un futuro non troppo lontano e in pianeti estremamente remoti, ma anche due filosofie completamente diverse.

Guai a confonderli, insomma, ma adesso che George Lucas si è alleato con la Disney, la casa di Topolino ha affidato la rinascita della saga di Guerre Stellari proprio a J.J. Abrams, che partirà con l'episodio VII. Ma non teme di venire accusato di una sorta di conflitto di interesse?

«Star Trek e Guerre Stellari non sono come la Coca e la Pepsi - si difende -. Hanno toni e approcci diversi, è un po' come dire che una volta fatto un film ambientato sulla Terra il prossimo dovrei farlo altrove. Comunque ci saranno sempre gli scettici e come ci sono quelli che non hanno abbracciato il mio Trek, ci sono quelli che già storcono il naso per il mio prossimo Guerre Stellari. Che posso farci? Spero che una volta visto il film, si convertiranno».

J.J. Abrams spera di riportare a bordo Mark Hamill, Carrie Fisher e anche Harrison Ford, che ha lasciato invece la serie ispirata all'agente della Cia Jack Ryan a Chris Pine. «Due personaggi molto diversi - commenta Pine. Il capitano Kirk è uno un po' testardo, spesso arrabbiato. Ryan è più freddo e analitico». E non la intimidisce entrare nei panni di Ford? «Non di più che entrare in quelli di Shatner - aggiunge . Sento grande ammirazione per entrambi ma il mio lavoro non è impersonare loro due ma cercare di essere me stesso».

Kumberbatch sarà invece Julian Assange, il controverso fondatore di Wikileaks. «No, non ho incontrato Assange risponde l'attore con rammarico -. Non è accaduto perché come tutti sanno Assange non ha voluto "condonare" il film e pensa sia una storia fatta per buttarlo giù. Spero che un giorno si accorgerà di aver sbagliato, questo è un progetto molto equilibrato».

 

jj abrams star wars Episode VII jj abrams a meta tra star wars e star trek George Lucas e J J Abrams JJ ABRAMS CON IL CAST STAR WARS jpegjj abrams star wars e star trek

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