john waters eddigton

IL CINEMA DEI GIUSTI - FINE ANNO. TEMPO DI CLASSIFICHE. QUELLA PIÙ SNOB, CIOÈ QUELLA PUBBLICATA SU "VULTURE" DEI 10 MIGLIORI FILM DELL’ANNO SECONDO JOHN WATERS - PER IL REGISTA AMERICANO, IL FILM DELL'ANNO È "EDDINGTON": "SE NON VI PIACE, VI ODIO" (MA A CANNES, LA PELLICOLA NON CONVINSE NESSUNO E AL BOTTEGHINO È STATO UN FIASCO) - SECONDO POSTO PER “FINAL DESTINATION: BLOODLINES”. TERZO PER LA BELLISSIMA “OSLO TRILOGY” - VIDEO!

 

Marco Giusti per Dagospia

 

EMMA STONE eddington

Mentre “Una battaglia dopo l’altra” di Paul Thomas Anderson continua e ricevere premi, l’ultimo viene dal National Board of Review, e ha un po’ scioccato tutti la dichiarazione di Quentin Tarantino su Paul Dano che avrebbe rovinato “Il petroliere” di Paul Thomas Anderson, John Waters stilla sulla rivista “Vulture” la sua lista supersnob dei dieci migliori film dell’anno. Waters è molto più divertente nei suoi commenti.

 

“Se non vi piace questo film, vi odio”, dice riferendosi al suo film dell’anno, “Eddington” di Ari Aster con Joaquin Phoenix, Emma Stone e Pedro Pascal, già presentato a Cannes, e non convinse nessuno, e bagno di sangue al botteghino. Del resto un anno fa il suo film preferito era un altro superflop, “Joker: Folie à deux”.

 

john waters

Questa la motivazione per “Eddington: “Una storia sgradevole ma molto divertente, estenuante come la politica odierna, con personaggi per cui nessuno potrebbe mai fare il tifo". E ancora: "Eppure è così spaventosamente divertente, così confusamente casto e perverso che vi sentirete completamente folli e così culturalmente educati dopo averla guardata. Se non vi piace questo film, vi odio". Bella chiusa. Ma lo ama anche Paul Thomas Anderson, che lo ha messo tra i suoi preferiti della stagione.

 

Secondo posto per “Final Destination: Bloodlines” di Zach Lipovsky, Adam Stein, definito “il miglior sequel del franchise cinematografico più bello di sempre". Terzo per la bellissima “Oslo Trilogy” di Dag Johan Haugerud, tre storie d’amore che si svolgono a Oslo tra personaggi completamente diversi in tre film che si sono visti a Berlino, a Cannes e a Venezia. In questi giorni è stato inserito su Mubi il terzo capitolo.

 

 

final destination bloodlines

Quarto posto per “Sirat” dello spagnolo Oliver Laxe, che era molto piaciuto a tutti a Cannes e da noi deve ancora uscire. Quinto posto “Sauna” di Mathias Broe, storia tra un giovane di Copenhagen e un transgender nato appunto in una sauna. Sesto l’horror indipendente “Room Temperature” di Dennis Cooper, Zac Farley.

 

Al settimo troviamo “Misericordia”, comici queer thriller di Alain Guiraudie, amatissimo dai Cahiérs du Cinéma, dove brilla un pisellone eretto di un vecchio curato di provincia, a letto col giovane protagonista. E tutte le scene di sesso, oltre a essere tutte gay, sono dal vero.

 

pedro pascal joaquin phoenix eddington

All’ottavo “Sotto le foglie” (“Quand vient l’autumne”) diretto da François Ozon nel 2024. Al nono “My Mom Jayne” diretto da Mariska Hargitay, incredibile documentario su l’attrice di culto e straculto Jayne Mansfield, madre della regista, lanciata dalla Fox come risposta a Marilyn Monroe nel ruolo della dumb blond.

 

Mariska Hargitay racconta con passione la storia della mamma intervistando tutti i figli e le figlie di Jayne, cioè i suoi fratelli e sorelle, avuti da mariti diversi fino a una clamorosa rivelazione finale. Dopo la morte dei genitori grazie a un fan della madre, e alle battute della nonna, scopre che il suo vero padre non è Mickey Hargitay, ma un cantante italo-americano nato in Brasile, certo Nelson Sardelli, conosciuto a Las Vegas.

 

 
 

sirat

 

I due si amano, e neanche tanto in segreto, quando lei viene chiamata in Germania per un musicarello assurdo con Freddy Quinn, “Heimweh nach St. Pauli”, dove canterà anche Nelson, lei si scopre incinta di lui. Cosa fare? A quel punto, spiega lo stesso Nelson, arrivato a 89 anni, lei lo porta a Roma, dentro San Pietro, e gli fa stringere un patto.

 

Lui si terrà il segreto sulla figlia e non dirà mai nulla a Mickey Hargitay, perché sarà Mickey a crescere la bambina come fosse sua. E non si vedranno mai più. Al decimo posto “L’empire”, cioè il mondo di Star Wars visto da Bruno Dumont. Anche questo lo trovate su Mubi.

 

joaquin phoenix eddington

1. Eddington (Ari Aster)

 

2. Final Destination Bloodlines (Zach Lipovsky, Adam Stein)

 

3. Oslo Trilogy (Dag Johan Haugerud)

 

4. Sirat (Oliver Laxe)

 

5. Sauna (Mathias Broe)

 

6. Room Temperature (Dennis Cooper, Zac Farley)

 

7. Misericordia (Alain Guiraudie)

 

8. Sotto le foglie (François Ozon)

 

9. My Mom Jayne (Mariska Hargitay)

 

john waters

10. L’empire (Bruno Dumont)

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