pamela anderson the last showgirl

IL CINEMA DEI GIUSTI - CONFESSO CHE ALLA FINE DI QUESTO MALINCONICO, COMMOVENTE, MA ANCHE DIVERTENTE E AFFETTUOSO “THE LAST SHOWGIRL”, MI RESTA LA VOGLIA DI VEDERE UNO SPETTACOLO DI “RAZZLE DAZZLE”. LO SHOW DI LAS VEGAS DOVE PER TRENT’ANNI LA PROTAGONISTA, LA SHELLY DI PAMELA ANDERSON, SI È ESIBITA TRA PIUME, LUSTRINI E PELLE SCOPERTA PER I MASCHI ARRAPATI DEI CASINO - NON È UN FILM DEL TUTTO RIUSCITO, MA AVER PUNTATO TUTTO O QUASI SU PAMELA ANDERSON NE HA FATTO UNO DI QUEI PROGETTI CHE VIVONO PROPRIO PERCHÉ RILANCIANO UNA STAR. SENTI TUTTO IL DISAGIO E LA TRISTEZZA CHE LEI SI PORTA DIETRO... - VIDEO

pamela anderson the last showgirl

Marco Giusti per Dagospia

 

Anche le showgirls invecchiano. Ma confesso che alla fine di questo malinconico, commovente, ma anche divertente e affettuoso “The Last Showgirl”, il film diretto da Gia Coppola e scritto da Kate Gestein che ha offerto a Pamela Anderson l’occasione per dimostrare che non era solo un bel corpo, ma una vera attrice, mi resta la voglia di vedere uno spettacolo di “Razzle Dazzle”. Lo show di Las Vegas dove per trent’anni la protagonista, la Shelly di Pamela Anderson, come la Annette di Jamie Lee Curtis e tutte le altre ragazze del gruppo si sono esibite tra piume, lustrini e pelle scoperta per i maschi arrapati dei casino.

 

jamie lee curtis pamela anderson the last showgirl

Purtroppo questo “Razzle Dazzle”, anche se è tutta la vita di Shelly, non esiste, è un’invenzione delle autrici del film per farci partecipare alla dolorosa caduta della loro protagonista. Una caduta che non apre a nuovi scenari, visto che per tutta la sua carriera Shelly solo quello ha fatto. Ha mostrato il suo corpo sul palco. Cos’altro potrebbe fare? Glielo spiega brutalmente in una delle scene più drammatiche del film, quella del provino per un balletto, il coreografo interpretato da Jason Schwartzman.

dave bautista the last showgirl

 

Per Shelly la chiusura del “Razzle Dazzle” è una specie di fine del mondo. E a poco servono l’amicizia del buffo stage manager di Eddie, un bravissimo Dave Bautista truccato come Francesco Paolantoni, la vicinanza delle showgirls più giovani, Billie Lourd e Kiernan Shipka, l’amicizia di della scombinata Annette di Jamie Lee Curtis e perfino il riavvicinamento della figlia, Brenda Song. Siamo dalle parti di "Showgirls" di Paul Verhoeven, il grandioso film sulle ballerine di Las Vegas, con gli stessi personaggi invecchiati di trent’anni.

pamela anderson the last showgirl

 

Ma per quanto sia brava Jamie Lee Curtis o tutte altre ragazze del cast, credo che non fosse facile pensare a una vera alternativa a quella di Pamela Anderson, con tutto il suo peso mediatico e storico, con tutte le sue 110 puntate di “Baywatch”, per il ruolo di Shelly, la protagonista. Triste, disperata, fragile, incapace di reagire, eppure meraviglioso angelo caduto con tanto di ali bruciate. E pensare, leggo, che il suo agente, aveva rifiutato il film senza neanche farle leggere il copione o parlarle della proposta.

 

pamela anderson the last showgirl

 Era stato il figlio, Brandon Thomas Lee, a scoprire il progetto e a fargle leggere il copione. Shelly era lei. E, anche se non è stata nominata agli Oscar come migliore attrice (accidenti…), anche se si é dovuta accontentare di una nomination ai Golden Globe, e un grande ritorno di stampa, è indubbio che il film di Gia Coppola ci abbia fatto vedere qualcosa di lei che non conoscevamo e sia riuscita a riportarla in cima al mondo dello spettacolo esattamente come “The Substance” ha fatto con Demi Moore.

pamela anderson the last showgirl

 

Non è un film del tutto riuscito e compatto come “Showgirls”, ha delle cadute, delle oscurità, il ruolo di Dave Bautista non è abbastanza sviluppato, quello di Jamie Lee Curtis funziona perché è bravissima lei, ma aver puntato tutto o quasi su Pamela Anderson ne ha fatto uno di quei progetti che vivono proprio perché rilanciano una star, perché c’è lei dal principio alla fine. Perché comunque sia riuscito o meno il film, ci credi. Senti tutto il disagio e la tristezza che lei si porta dietro. E’ la fine di un mondo, la fine di un certo tipo di spettacolo. In sala dal 3 aprile.

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