IL CINEMA DEI GIUSTI - MASSACRATO IN AMERICA, FLOP NEGLI INCASSI, I DUE PENSIONATI DE NIRO E STALLONE PROVANO A RECUPERARE UN PO’ DI MILIONI IN ITALIA - SÌ, SONO RIDICOLI, MA IL FILM È DIVERTENTE

Marco Giusti per Dagospia

Il grande match di Peter Segal

De Niro vs Stallone!? Cioè Jake La Motta vs Rocky Balboa? Un match atteso 30 anni? Basterebbe solo questo per portarci al cinema di corsa. Sì, è vero. Magari sono un po' ridicoli. Né Stallone né De Niro sono più gli stessi. E questo Peter Segal, regista di commedie e sciocchezze televisive non è abbastanza cinefilo, per non dire dei suoi sceneggiatori, Tim Kelleher, Rodney Rothamn, ai quali va aggiunto Doug Ellin, tutti di stretta provenienza televisiva. Autori da sitcom, da David Letterman Show, battutari vari.

Vabbè, non ci sono né Martin Scorsese né John Avildsen dietro a questo film, "Il grande match" ("Grudge Match"), uscito con poco successo a Natale in America, visto che ha fatto solo 14 milioni di dollari con un budget di 40, e totalmente massacrato dalla critica ("questo match non è degno di essere combattuto", "il film è un freakshow", "le battute sono confuse", "le scene drammatiche sono senza vita"), ma ci si diverte parecchio lo stesso. Intanto, solo vederli assieme questi due dinosauri è uno spettacolo, sia che si menino sia che si lancino solo qualche battuta. "Sei grasso e sei vecchio!".

E se Stallone non è mai stato così bravo, De Niro fa tripli salti mortali per farci ricordare che sa bene di essere stato Jake La Motta in gioventù. E gli basta un'occhiata per dimostrarci quanto possa ancora essere pericoloso. Non solo. I due dinosauri si trascinano, a parte una Kim Basinger un po' svaporata che nel film fu causa dei loro litigi trent'anni prima, un incredibile Alan Arkin come "Lightning", vecchio allenatore di Stallone che esce dall'ospizio e cerca di rimettere in sesto il suo campione correndogli dietro con la carrozzella e gli fa bere pure piscio d'asino. Va detto che Alan Arkin è uno spettacolo nello spettacolo e ha sempre le battute migliori: "Buttalo giù, svelto, devo pisciare!".

Non sono male però neanche le battute che De Niro, appesantitissimo e con le tette, molla al suo ciccionissimo allenatore che mangia e legge giornaletti mentre lo allena: "Qualcosa di interessante sul giornale a parte le briciole del burrito?". Per non parlare dell'odio di Stallone per la televisione, per niente condivisa da Arkin che adora "Ballando sotto le stelle": "Batti quell'idiota e avrai una bella televisione", gli fa Arkin. "Non la voglio!" . "Non è per te, per me!". La storia è presto detta. In quel di Pittsburgh ci sono due vecchi campioni di pesi massimi in attesa di un match definitivo da trent'anni, Henry "Razor" Sharp, cioè Stallone, e Billy "The Kid" McDonnen.

Entrambi hanno perso solo una volta nella loro carriera, cioè nei due match in cui si sono affrontati per il titolo. Prima ha vinto Kid e poi Razor. Ma all'alba del match definitivo del 1984 che avrebbe dovuto chiarire chi fra i due fosse il più forte, Razor non si era presentato. La ragione era che Sally, Kim Basinger, donna di Razor, lo aveva tradito proprio con il suo arcinemico, e da lui aveva pure avuto un figlio, che aveva fatto però crescere da un terzo uomo. Ora defunto. Ovvio che Sally avrà avuto le sue ragioni per tradire Razor.

Ora, a tanti anni di distanza, il figlio del vecchio manager dei due pugili, Dante Slate jr, interpretato da Kevin Hart, cerca di riunirli prima per un videogioco, ma si meneranno di brutto già nelle prove con tanto di video che furoreggerà su You Tube, e poi per un vero e proprio match finale che farà la gioia dei cittadini di Pittsburgh. A 60 anni suonati, però, i due non è che se la passino benissimo. Kid, cioè De Niro, ha un'attività di venditore d'auto ben avviata, ma è solo, appesantito, e beve troppo nel bar del suo amico Joey, il grande Barry Primus di "New York, New York" (e di "Macchie solari" di Armando Crispino), dove recita alla Jake La Motta sciocchezze assieme a un pupazzo più rincoglionito di lui.

Razor non se la passa anche peggio. In trent'anni ha sempre pensato solo a Sally e non si è mai rifatto una vita. Ha perso anche il suo lavoro da saldatore per colpa della crisi e non ha i soldi per aiutare all'ospizio il suo amico e allenatore, Lightning, cioè Alan Arkin. Ovvio che entrambi alla fine diranno sì all'assurda idea del match tra vecchietti. Razor si farà allenare da Lightning, che la tratta come fosse Jack Dempsey, e Kid, dopo aver mandato al diavolo un assurdo allenato ciccione, deciderà di farsi aiutare dal figlio che ha avuto con Sally, BJ, interpretato da Jon Bernthar, che si fa vivo proprio in vicinanza del match.

Così, mentre BJ si avvicina al padre, Sally si avvicinerà a Razor, scoprendo che entrambi sono ancora innamorati, anche se Razor non se la cava tanto bene con le parole. Per questo ha pure un occhio mezzo cecato che potrebbe metterlo in crisi durante il match. Chi vince non lo diciamo. Ma non è così importante.

Il film non è un capolavoro, anzi, ma De Niro e Stallone non hanno solo un'aria divertita, offrono anche dei momenti di realtà alla storiella, mentre Arkin ruba la scena quasi a tutti. Si vede volentieri. Non perdetevi nelle scene extra dei titoli di coda il grande sketch con Mike Tyson e Evander Holyfield che vengono contattati da Kevin Hart per un nuovo grande match con tanto di battuta sull'orecchio del povero Evander ("faceva schifo", dice Tyson). In sala dal 9 gennaio.

 

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