christian raimo - pietro castellitto

IL CINEMA DEI GIUSTI - FINALMENTE UNA BELLA POLEMICA! MAGARI PUÒ ANCHE FUNZIONARE PER MANDARE QUALCHE SPETTATORE IN PIÙ A VEDERE “ENEA” DI PIETRO CASTELLITTO - CHRISTIAN RAIMO LO MASSACRA SUI SOCIAL, IN MANIERA VIOLENTA E NON IRONICA: “MI GUARDAVA CON LA FACCIA DA CAZZO DALLO SCHERMO” - PERCHÉ TUTTO QUESTO RISENTIMENTO? IL FILM PUÒ AVERE DEI PROBLEMI MA NON MI SEMBRA NÉ LA SCHIFEZZA CHE DESCRIVE RAIMO NÉ L’ORRORE SENZA SENSO CHE GLI PERMETTA UN ATTACCO PERSONALE COSÌ VIOLENTO - LA CRITICA MI SEMBRA UN RIFIUTO A PELLE PERFINO DI ACCETTARE LA NASCITA DI UNA COMMEDIA BORGHESE DIVERSA DA QUELLA CHE ABBIAMO CONOSCIUTO IL SECOLO SCORSO. UNA COMMEDIA DI TRENTENNI PER TRENTENNI CHE FORSE NON CONOSCIAMO…

Marco Giusti per Dagospia

 

christian raimo

Oh! Finalmente una bella polemica. Magari può anche funzionare per mandare qualche spettatore in più a vedere “Enea” di Pietro Castellitto. Christian Raimo lo massacra sui social, in maniera violenta, e assolutamente non ironica, chiudendosi in un “istinto polpottiano” di odio primordiale per il protagonista (“mi guardava con la faccia da cazzo dallo schermo”), augurandogli quindi “una strage il prima possibile”. Perché tutto questo risentimento?

 

enea di pietro castellitto 7

Primo perché è un film “senza senso”, girato senza che nessuno, riferendosi presumo ai due produttori, Lorenzo Mieli e Luca Guadagnino, abbia fermato il regista, ma anche sceneggiatore e interprete, impedendogli di fare quello che ha fatto. Secondo perché è un film fatto dalla borghesia sulla borghesia che osa mettere in scena “la rabbia della borghesia, analfabeta, inutilmente disperata, senza talento, nietzschiana solo se sotto botta, che non ha letteralmente un cazzo da dire”, una rabbia che scatena a sua volta la rabbia di classe, consapevole, bourdeuiana contro la violenza simbolica che ogni set rappresentava” dello stesso Raimo.

 

enea di pietro castellitto 8

Quindi una rabbia predatrice che ruba la giusta rabbia ai tanti Raimo spettatori da sempre arrabbiati. Terzo un dispetto alle, leggo, “centinaia di persone che hanno storie incredibili da raccontare, che sanno girare in modo cento volte più significativo”. Mah… A parte il fatto che, da tempo in Italia, nessuno ferma più nessuno impedendogli di fare film senza senso (magari lo facessero…).

 

enea di pietro castellitto 6

A parte il fatto che non vedo questi cento registi che hanno storie più significative da raccontare. Purtroppo al cinema ci vado, e vedo soprattutto registi che non hanno un cazzo da dire. A parte il fatto che la rabbia della borghesia contro la borghesia non l’hanno inventata né Castellitto né Raimo, vorrei ricordare che Pietro Castellitto arriva al suo secondo film da un successo di tutto rispetto.

 

Cioè “I predatori”, già bollato da qualcuno come fascio-nietzschiano, ma questo Raimo non lo dice, vincitore di due premi importanti a Venezia nel 2021, cioè opera prima e sceneggiatura nella sezione Orizzonti, con premio voluto dalla presidente Claire Denis (regista di tutto rispetto, lo dovrebbe sapere Raimo).

 

christian raimo

Il suo secondo film, al di là del valore, era in partenza un’opera molto attesa e da vedere con attenzione. E non a caso aveva due produttori forti e un posto addirittura nel concorso della Venezia dello scorso settembre assieme ai film di Garrone-De Angelis-Diritti-Sollima. Pensavamo che sviluppasse il discorso sulla nuova destra della Roma borghese, quasi post-meloniana, ma non lo fa. Almeno apertamente. E infatti Raimo non lo accusa di questo. Anche se un bel po’ della sua scarsa simpatia per film e regista, tutta questa rabbia, sembrano meccanismi proprio da antipatia politica.

 

enea di pietro castellitto 4

Ora. Il film può avere dei problemi, ma non mi sembra né la schifezza che descrive Raimo né l’orrore senza senso che gli permetta un attacco personale così violento. Ma perché? Soprattutto non puoi tirarmi fuori la storia del quanto costa. Visto che si discute su come gira, su che personaggi tratta e su cosa racconta. La bandiera dei soldi è uno spauracchio ipocrita da giornale di destra. Raimo, invece, non indaga l’aspetto che mi sembrava interessante già ne “I predatori”.

enea di pietro castellitto 3

 

Cioè quello della commedia post vanziniana o post-risiana alle prese con la nuova destra, quella popolare e armata da Acca Larentia, che qui scompare, e quella borghese di Roma Nord di ultima generazione. Quella dei trentenni, che qui sviluppa e che è, forse, di destra solo perché non è dichiaratamente di sinistra o antifascista. Già il personaggio di Pietro Castellitto studioso di Nietzsche, ragazzo borghese bombarolo e senza pietà, poteva far parte di una nuova destra intellettuale, da Buttafuoco in giù (o in su), diciamo, ma forse lo era solo perché non riconducibile al modello del figlio di papà zecca e fancazzista ben diverso dai personaggi tipici dei figli di Virzì-Archibugi&co.

 

enea di pietro castellitto 10

Ma proprio il fatto che non fosse lo stereotipo del figlio borghese di sinistra o del post-mucciniano o del pariolino tardo-vanziniano, mi sembrava qualcosa almeno di totalmente nuovo. La critica di Raimo all’Enea di Castellitto, personaggio e film, mi sembra, insomma, un rifiuto a pelle perfino di accettare la nascita di una commedia borghese diversa da quella che abbiamo fin troppo conosciuto il secolo scorso. Una commedia di trentenni per trentenni che forse non conosciamo. Da questo a aver “voglia di stare coi sicari”, però…

enea di pietro castellitto 12enea di pietro castellitto 13enea di pietro castellitto 5enea di pietro castellitto 2enea di pietro castellitto 9enea di pietro castellitto 2enea di pietro castellitto 1

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…