gli occhi degli altri

IL CINEMA DEI GIUSTI – “GLI OCCHI DEGLI ALTRI” DI ANDREA DE SICA SI ISPIRA AL CELEBRE DELITTO CASATI STAMPA: NEL 1970 IL MARCHESE CAMILLO CASATI STAMPA UCCISE A COLPI DI FUCILE SUA MOGLIE ANNA, L'AMANTE 25ENNE DI LEI CON CUI L'AVEVA BECCATA A LETTO E POI SI SPARO' ALLA TESTA – ANDREA DE SICA PUNTA A FARE UN FILM DI GRANDE RESPIRO, POTENTE. LO È? IN PARTE SÌ. ANCHE PERCHÉ JASMINE TRINCA E FILIPPO TIMI FANNO UN GRAN LAVORO, ANCHE FISICO SUI LORO PERSONAGGI. DI SICURO QUESTO È IL FILM PIÙ RIUSCITO E IMPORTANTE CHE HA GIRATO FINORA ANDREA DE SICA ED È MOLTO PIÙ FEDELE DEL PREVISTO ALLA STORIA ORIGINALE… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

gli occhi degli altri 3

Ricordate il delitto Casati Stampa? Sconvolse l’Italia democristiana e benpensante, ma non così sana e cattolica come si pensava, più di 50 anni fa. Rimane ancora uno dei delitti chiave per capire tante contraddizioni della nostra borghesia. Sesso, scambismo, il piacere di vedere la propria moglie farsi scopare da un altro. Filmare tutto. E guardare.

 

Con uno strascico che lo svitato conte, detto “Camillino”, non aveva potuto prevedere, cioè la vendita per 1 miliardo e 700 milioni a Silvio Berlusconi della sua Villa San Martino a Arcore grazie all’avvocato Previti, che portò all’assunzione di Marcello Dell'Utri come bibliotecario dei 10 mila volumi della villa e del mafioso Vittorio Mangano come stalliere. Ma il delitto, vi ricordo, non si svolse ad Arcore, ma nel centro di Roma. A due passi da casa mia.

gli occhi degli altri 3

 

Passo quasi tutti i giorni da via Puccini, alzo gli occhi al cielo al civico numero 9 e cerco di capire dove fosse esattamente l’attico dove si svolse il delitto Casati Stampa. Il marchese Camillo Casati Stampa di Soncino, detto “Camillino” come il gelato lanciato a Carosello da Cocco Bill, la sera del 30 agosto 1970, armato di un fucile Browning calibro 12 prima tirò tre colpi alla bellissima moglie, Anna Fallarino, poi due al giovane amante di lei, Massimo Minorenti, che cercò di rifugiarsi dietro una sedia. Infine si mise la canna del fucile sotto al mento e si sparò l’ultimo colpo. Bang!

 

Il delitto-suicidio non sarebbe stato così clamoroso se dietro alla storia non ci fosse stata una relazione torbida tra Camillino e la bella moglie Anna, ragazza più popolare, che in gioventù leggo aveva fatto perfino delle particine in film di culto come “Totò Tarzan” e “Poveri ma belli”. A Camillo piaceva fotografare, filmare, anche solo guardare la moglie nuda fra le braccia di un altro. Di solito un amante occasionale. Un soldato.

 

gli occhi degli altri

O che un altro li guardasse mentre facevano l’amore. Poi lei si legò troppo a questo ragazzo, Massimo Minorenti, decise di lasciare il marito e Camillino si sentì tradito. Non la possedeva più. E sparò. La loro storia era iniziata dieci anni prima, e da subito aveva preso questo aspetto, diciamo, non proprio convenzionale.

 

Con cinquant’anni di ritardo il Delitto Casati Stampa e la tragica storia di Anna e Camillino viene affrontata in un film, “Gli occhi degli altri”, diretto da Andrea De Sica, che lo ha scritto assieme a Silvana Tamma e a Gianni Romoli, che si dice ispirato al fatto di cronaca, ma non proprio fedele. Eppure gli anni, si svolge tra il 1960 e il 1970, e l’età dei protagonisti alla loro morte, 45 lui, 40 lei, 25 il ragazzo, sono più o meno quelli. Si svolge in un’isola, nella villa del Marchese, e non a Via Puccini.

 

gli occhi degli altri 1

Ma il Marchese Casati aveva una villa sull’isola di Zannone che rispecchia un po’ quella che si vede nel film. E le figure dei protagonisti sembrano proprio quelli. Freddo, distaccato, ossessivo il Camillino ribattezzato qui Lelio di Filippo Timi, avvolge con la voce e il suo sguardo ogni inquadratura. Bella, pazza, esibizionista, l’Anna, ribattezzata Elena, di Jasmine Trinca, si presta generosamente alla spudoratezza del suo personaggio. Ha giocato sul personaggio da gatta sexy anche da Fazio. Ohibò!

 

Più in ombra il ragazzo, interpretato qui da Matteo Olivetti. Ma da uno sceneggiatore d’esperienza e di grande conoscenza della scena romana degli anni 60 e 70 come Gianni Romoli non ci si poteva certo aspettare un film poco documentato. Andrea De Sica fa qui il suo film più ambizioso, riducendo al minimo la storia dei Casati Stampa, togliendo i collegamenti più ovvii al periodo della Dolce vita e a Via Venuto, vicinissima a Via Puccini, limitandosi in fondo a mettere in scena un amore malato, fra due persone che in fondo si compensano.

 

gli occhi degli altri 2

Spingendo l’ossessione di Camillino/Lelio per la macchina da presa e per la cinepresa, citando l’episodio di Roberto Rossellini in “Rogopag” con il voyeur che proietta il filmato di Rossana Schiaffino sul corpo stesso dell’attrice. De Sica e i suoi cosceneggiatori tolgono qualsiasi sovrastruttura alla storia dei due amanti folli.

 

Pensiamo solo a quanti altri film hanno citato fin dagli anni ’70 il delitto Casati, da “Giuochi particolari” (o “The Voyeur”) di Franco Indovina, girato prima del delitto ma uscito dopo provocandoci un corto circuito già allora, dove Marcello Mastroianni è il marito voyeur che filma la moglie Virna Lisi fra le braccia di un giovane Timothy Dalton, a “Cattivi pensieri” di Ugo Tognazzi dove il marito sogna continuamente la moglie, Edwige Fenech, nuda fra le braccia di un altro.

 

gli occhi degli altri 5

E a quanto quel delitto e la storia della coppia Camillo-Anna siano stati al centro di un interesse morboso da parte del giornalismo italiano e non solo del nostro cinema. Con lo strascico incredibile della vendita-svendita della villa di Arcore da parte di Cesare Previti, avvocato della figlia del Marchese, Anna-Maria, erede unica del patrimonio paterno.

 

Ecco, anche togliendo tutto questo, soprattutto spostando tutta l’azione nella villa sull’isola, limitando il bel mondo dei ricchi frequentato dai Casati a qualche scenetta con Roberto De Francesco e Anna Ferzetti, è vero che il film un po’ si svuota, diciamo come fosse un film alla Michelangelo Antonioni-Tonino Guerra, ma si evidenzia di più la struttura narrativa dell’operazione.

gli occhi degli altri 4

 

Andrea De Sica punta a fare un film di grande respiro, potente. Lo è? In parte sì. Anche perché Jasmine Trinca e Filippo Timi fanno un gran lavoro, anche fisico sui loro personaggi, che negli anni sono diventati un po’ degli archetipi, anche se la Trinca non può avere la sessualità dirompente della Fallarino e Timi la pazzia assassina del conte. Ma la messa in scena cerca di non essere mai banale. Magari rischiando qualche sorrentinata qua e là (perché i registi italiani si sentono tutti un po’ Sorrentino…).

 

gli occhi degli altri 1

Ma di sicuro questo è il film più riuscito e importante che ha girato finora Andrea De Sica e, ripeto, è molto più fedele del previsto alla storia originale. Leggo nei titoli di coda che il film è dedicato a Vieri Razzini, amico di famiglia di De Sica, e storico di cinema. Curiosamente la prima volta che mi venne raccontata la complessa storia del delitto Casati fu proprio a casa di Vieri da uno sceneggiatore, Sergio Vecchio. La verità è che è una storia che ci tormenta dagli anni 70 e che inevitabilmente ci attrae. Ma se vedete le vecchie foto sexy della contessa e vedete la faccia di Camillino capite tutto. In sala dal 19 marzo.  

gli occhi degli altri 7gli occhi degli altri 2gli occhi degli altri 6gli occhi degli altri 4

Ultimi Dagoreport

donald trump stretto di hormuz

DAGOREPORT – COME GODE XI JINPING! QUANDO TRUMP HA MINACCIATO DI RINVIARE IL SUO VIAGGIO IN CINA, LA RISPOSTA È STATA, PER USARE UN CINESISMO, UN SONORO “ESTICAZZI!” – IL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO HA LA FACCIA COME IL CULO A CHIEDERE L’INTERVENTO DELLA NATO, LA STESSA CHE PER ANNI HA DEFINITO INUTILE, MINACCIANDO L’USCITA DEGLI USA: “VOI AVETE BISOGNO DELLA NATO, NOI NO” - ORA IL DEMENTE IN CHIEF FRIGNA PERCHÉ GLI STATI EUROPEI SI RIFIUTANO DI PARTECIPARE ALLA GUERRA IN IRAN – L’EFFETTO TRUMP SULLE ELEZIONI IN EUROPA (IN FRANCIA E SPAGNA, I PARTITI FILO-MAGA DELUDONO LE ASPETTATIVE) E IL PARADOSSO CHE OSSERVA IL “FINANCIAL TIMES”: “TEHERAN, DIMOSTRANDO AL MONDO CHE LA CHIUSURA DELLO STRETTO DI HORMUZ È UNA MINACCIA REALE E PRATICABILE, HA SCOPERTO UN POTENTE STRUMENTO DI DETERRENZA FUTURA. SE IL REGIME SOPRAVVIVERÀ A QUESTA GUERRA, POTREBBE PERSINO EMERGERE IN UNA POSIZIONE INTERNAZIONALE PIÙ FORTE” (BOMBA ATOMICA COMPRESA)

andrea orcel friedrich merz giorgia meloni

DAGOREPORT – IERI ANDREA ORCEL HA FATTO VENIRE UN COCCOLONE A PALAZZO CHIGI - MA COME, PROPRIO ORA CHE  GIORGIA MELONI HA PERSO TRUMP E S’È ATTACCATA ALLA GIACCHETTA DEL CANCELLIERE TEDESCO MERZ, 'STO ORCEL CHE FA? L'UNICREDIT LANCIA L’OPS SUL 30% DI COMMERZBANK FACENDO INCAZZARE LA GERMANIA TUTTA!?! – IL MANAGER ROMANO HA CHIUSO LA "GUERRA" PRECISANDO CHE L'OPS NON IMPLICA LA GOVERNANCE DELLA SECONDA BANCA TEDESCA - IL PARADOSSO DELLA LEGA: IL PARTITO CHE SI È OPPOSTO A TUTTA GOLDEN POWER ALL’OPERAZIONE BANCO BPM, ORA DIFENDE UNICREDIT, PUR DI METTERLA IN QUEL POSTO ALLA DUCETTA…

alessandro giuli pietrangelo buttafuoco giorgia meloni

FLASH! – BUTTAFUOCO E FIAMME! PALAZZO CHIGI VOLEVA "SOPIRE, TRONCARE" LA FAIDA SULLA BIENNALE MA IL CORO DELLE PENNE DI SINISTRA IN DIFESA DI "JAFAR AL SIQILLI" ORA COSTRINGE GIORGIA MELONI A PRENDERE POSIZIONE SULLA DECISIONE DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO DEL SUO AMICO PIETRANGELO. E, IN MEZZO A 'STA CACIARA, TOVARISH SALVINI GODE – QUALCUNO RICORDI AI VARI MATTIA FELTRI E FILIPPO CECCARELLI, CHE CELEBRANO IL PRESIDENTE DELLA BIENNALE COME UN GRANDE LIBERALE, CHE BUTTAFUOCO PUBBLICO' NEL 2003 UN LIBRO, "FOGLI CONSANGUINEI", EDITO DA "ARISTOCRAZIA ARIANA" DI FRANCO FREDA, CAMERATA DI "ORDINE NUOVO"…

peter thiel anticristo

DAGOREPORT - ARRIVA A ROMA IL MARZIANO PETER THIEL, CAVALIERE NERO DELLA TECNODESTRA? ESTICAZZI! - NELLA CITTA' DEI PAPI, DI GIULIO CESARE E DI NERONE, LA STORIA SE NE FOTTE DELLA CRONACA DEI THIEL E DEI MUSK - IN GIRO PER IL MONDO, IL GURU DI "PALANTIR" È STATO ACCOLTO DA PREMIER, MINISTRI, ALTI FUNZIONARI. SBARCA A ROMA E SI RITROVA QUATTRO SCAPPATI DI CASA - AL SECONDO GIORNO DI CONFERENZE, LA PLATEA S'È SVUOTATA IN PESO E QUANTITÀ: I POCHI "PINGUINI" ROMANI SUPERSTITI SONO USCITI FRASTRONATI DALLA NOIA – CERTO, TANTA SORPRESA...SORPRENDE: BASTAVA LEGGERE UN QUALUNQUE INTERVENTO DI THIEL PER CAPIRE CHE IL PIPPONE SULL’ANTICRISTO NON E' LETTERALE, DUNQUE RELIGIOSA O BIBLICA, MA E' UNO STRUMENTO DI MARKETING, UNA PARACULATA PER DARE DIGNITÀ FILOSOFICA ALLA SFIDA USA VS CINA E ALLA SOPRAVVIVENZA DELL'OCCIDENTE (E DEI SUOI BUSINESS) – SE IL MARZIANO DI FLAIANO VIENE SFANCULATO DAI ROMANI DOPO UNA SETTIMANA, PER L’ALGIDO E ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA DI JD VANCE IL "VAFFANCULO" E' ARRIVATO DOPO 24 ORE....

giorgia meloni peter thiel

FLASH – COME MAI FRATELLI D’ITALIA, DI FRONTE ALLA CALATA DI PETER THIEL SU ROMA, HA SCELTO IL SILENZIO ASSOLUTO? NESSUN ESPONENTE DI PESO DEL PARTITO È ANDATO A PALAZZO TAVERNA A VIOLENTARE LE SUE ORECCHIE CON GLI SPROLOQUI SULL’ANTICRISTO DEL FONDATORE DI PALANTIR: C’ENTRA IL VATICANO, CERTO, MA ANCHE IL REFERENDUM. A CINQUE GIORNI DAL VOTO, MEGLIO EVITARE UN NUOVO ELEMENTO DI POLEMICA ESOGENA. E POI C’È LA QUESTIONE LEGA, LA VERA OSSESSIONE DELLA MELONI: NON ESSENDO PRESENTE NESSUNO DEL CARROCCIO ALLE CONFERENZE DI THIEL, LA SORA GIORGIA ERA TRANQUILLA (LA MELONI NON VUOLE  SCOPRIRSI A DESTRA, LASCIANDO IL MONDO ULTRA-CATTOLICO A SALVINI)

funerali

DAGOREPORT- DELLA SERIE: CHI MUORE GIACE E CHI VIVE RILASCIA UN’INTERVISTA... BENVENUTI AL FENOMENO DELLE PREFICHE DEI CELEBRO-DEFUNTI - CHE SI TRATTI DI GINA LOLLOBRIGIDA, DI ARMANI, DI VALENTINO, DI ELEONORA GIORGI O DI ENRICA BONACCORTI, ALLA FINE TUTTI COMMENTANO: CHE FUNERALE, MEGLIO DI UN PARTY! - INDOSSATO IL LOOK D’ORDINANZA (OCCHIALE NERO CHE NON CI SI TOGLIE NEPPURE IN CHIESA, FACCIA SLAVATA E CAPPOTTONE NERO DA PENITENTE), AVVISTATO COME UN FALCO LA TELECAMERA CON IL CRONISTA ARMATO DI MICROFONO, LA PREFICA VIP SI FIONDA ALLA VELOCITÀ DELLA LUCE PER RACCONTARE, PIÙ AFFRANTA DI UN LIMONE SPREMUTO: “IO SÌ CHE LO CONOSCEVO BENE... QUANTO CI MANCA E QUANTO CI MANCHERÀ“ – E QUANDO POI, PUR DEFINENDOLA “SORELLA, AMICA E COMPLICE’’ MA NON HAI NESSUNISSIMA VOGLIA DI ALZARE IL CULO PER ANDARLA A SALUTARE PER L’ULTIMA VOLTA IN CHIESA E FINIRE NELLA BELLA BOLGIA DEL FUNERALONE-SHOW, ALLORA FAI COME RENATO ZERO CHE AL FUNERALE DELLA BONACCORTI HA MANDATO UNA LETTERINA DA FAR LEGGERE SULL'ALTARE...