“CALIFANO? UN PO’ ZINGARO, UN PO’ MALEDETTO, MA IN FONDO UN TENERONE” - CLAUDIA GERINI, CHE NEL SUO IMMAGINARIO EROTICO AVEVA COME PUNTO DI RIFERIMENTO UN COWBOY TEXANO, AMMETTE CHE DEL “CALIFFO” AVREBBE POTUTO INNAMORARSI: “LO INCONTRAI NEGLI STUDI DI SKY. MI VENNE INCONTRO E MI DISSE: 'QUANTO SEI BELLA', DANDOMI UN BACIO. IN QUEL PERIODO ERO LA COMPAGNA DI FEDERICO ZAMPAGLIONE, CHE AVEVA COLLABORATO CON FRANCO TANTE VOLTE, E CALIFANO, CON IL SUO MODO UN PO’ IRONICO E POTENTE, MI DISSE: 'MA COME HA FATTO ZAMPAGLIONE A CONQUISTARE UNA BELLA DONNA COME TE?'. ERA IL SUO MODO DI ESSERE AFFETTUOSO” – LA PAUSA CON IL SUO COMPAGNO: “SONO IN UNA FASE CONTEMPLATIVA E NON VOGLIO GIUNGERE A CONCLUSIONI AFFRETTATE” - LA POLEMICA CON SAMIRA LUI - IL DOC SU CALIFANO DI CUI E’ PROTAGONISTA - VIDEO
Santo Pirrotta per vanityfair.it - Estratti
Claudia Gerini sorride quando parla di Franco Califano. Lo descrive come «un po’ zingaro, un po’ maledetto, ma in fondo un tenerone», con quell’eleganza da attore hollywoodiano e lo smoking impeccabile del loro primo incontro nei corridoi di uno studio televisivo. Di lui ricorda il fascino, la galanteria sfacciata, ma soprattutto il romanticismo nascosto dietro la corazza del cinismo.
È anche attraverso il suo sguardo che prende forma Franco Califano - Nun ve trattengo, il docufilm che nell’arco di una sola notte rievoca il “Califfo” tra musica, memoria e testimonianze intime. Il documentario, in onda su Sky Documentaries, è in streaming su NOW e disponibile on demand. Gerini si racconta senza filtri, tra l’equilibrio costruito con i padri delle sue figlie, l’energia con cui affronta il tempo che passa e un cuore «sempre in tumulto».
Claudia, questo docufilm su Franco Califano è una sorta di ritratto corale, qual è il suo contributo?
«Vengo intervistata in una radio dove si racconta Franco in tutte le sue vicende, in tutte le sue leggende. La mia è una piccola testimonianza. Ormai da qualche anno porto a teatro uno spettacolo in cui canto dieci brani di Califano, tutti preceduti da un breve monologo, a volte anche in rima. È come se fosse un ritratto attraverso tante donne, e ogni donna è l’ispirazione della canzone. Mi sono sentita, in qualche modo, una voce che lo ha esplorato».
Lei ha conosciuto davvero Califano, ci racconta quell'incontro?
«In realtà l’ho conosciuto brevemente, proprio negli studi televisivi di Sky. Ero lì per una trasmissione e nei corridoi apparve lui. Me lo ricordo perfettamente: era molto elegante, indossava uno smoking. Aveva un fascino unico. Era già avanti con l’età, perché parliamo forse di quattro o cinque anni prima che se ne andasse.
Mi venne incontro e mi disse: “Quanto sei bella”, dandomi un bacio. In quel periodo ero la compagna di Federico Zampaglione, che aveva collaborato con Franco tante volte, e Califano, con il suo modo un po’ ironico e potente, mi disse: “Ma come ha fatto Zampaglione a conquistare una bella donna come te?”. Era il suo modo di essere affettuoso».
Califano ha scritto brani importanti per donne come Mia Martini e Ornella Vanoni, però era anche un grande Don Giovanni.
«Non si possono scindere queste due parti, è impossibile. A volte, cantando le sue canzoni, mi emoziono, soprattutto con brani come “Io non piango” oppure “La mia libertà”.
Sono poesie, ma carnali. È difficile separare il lato poetico da quello sensuale, perché le donne le ha amate, le ha celebrate. Sì, era un Don Giovanni, però era un uomo estremamente generoso e affettuoso. E sicuramente il fatto che fosse un po’ un cane sciolto, come amava dire lui, lo rendeva imprendibile. C’è un romanticismo che viene fuori da tutti i suoi brani, anche da quelli più ironici. Io non credo fino in fondo al suo cinismo: secondo me era una corazza per non soffrire».
Claudia Gerini avrebbe potuto innamorarsi di Franco Califano?
«Assolutamente sì. Era di una bellezza e di un’eleganza che mi ricordava gli attori hollywoodiani. Un po’ zingaro, un po’ maledetto, ma in fondo un tenerone».
Rimanendo in tema di musica, visto che siamo nella settimana santa di Sanremo, lei che è stata una delle prime co-conduttrici nel 2003 al fianco di Pippo Baudo, che ricordi ha?
«Intanto ricordo che c’era Pippo e che ci chiamavano “le svallettate”, perché avevamo superato il ruolo della valletta ed eravamo parte integrante dello show.
C’erano dei mini-show, io e Serena Autieri abbiamo cantato con tutti i big, ho fatto veramente di tutto: ho suonato il basso con i Negrita, ho ballato il tango, ho recitato pezzi comici…
Ho un ricordo bellissimo, insieme alla grande fatica, perché non si dormiva mai. Pippo era davvero inarrestabile: era l’ultimo ad andare via e il primo ad arrivare, non so come facesse. Ero ammirata dalla sua energia. Ai tempi andavamo anche al Dopofestival, si facevano le tre e alle otto eravamo di nuovo in piedi tra trucco e parrucco per la conferenza stampa del mattino. L’ultimo giorno mi venne un febbrone, mi fecero una puntura e via».
(…)
Che rapporto ha con i social?
«Mi spaventano. Sono diventati una terra di nessuno dove ognuno può dare sfogo alle proprie frustrazioni. Non ci faccio più caso: all’inizio rispondevo».
Apriti cielo…
«Mi hanno detto di tutto. Mi hanno accusata di avercela con Samira Lui, che invece è una ragazza bellissima e preparata. Volevo solo dire che in generale non è cambiato molto rispetto al passato, ma io non ho nulla contro questa tv».
Recentemente ha detto di essere in pausa con il suo compagno: come sta oggi il suo cuore?
«Batte forte, sempre. Sono in una fase contemplativa e non voglio giungere a conclusioni affrettate. Credo nell’amore, sono un’inguaribile romantica. Il cuore è sempre un tumulto».
riccardo sangiuliano claudia gerini
claudia gerini
claudia gerini
federico zampaglione claudia gerini
claudia gerini (2)
claudia gerini 3
claudia gerini
claudia gerini 4
claudia gerini 23
Nun ve trattengo - documentario su franco califano
franco califano 34





