claudia pandolfi

“SONO STATA UNA PICCOLA FEMMINISTA INCONSAPEVOLE, NON AVEVO BANDIERE, NON GRIDAVO SLOGAN” – CLAUDIA PANDOLFI, SENZA NEANCHE CREDERCI TROPPO, PAGA IL TRIBUTO DOVUTO AL POLITICAMENTE CORRETTO CIANCIANDO DI FEMMINISMO E MASCHI: “DA RAGAZZA ERO PIÙ INQUIETA, E ANCHE PIÙ INGENUA. IL MONDO DEL CINEMA OGGI? UNA SITUAZIONE COMPLESSA. ESPORSI IN PRIMA PERSONA È UN MASSACRO” - "COME DICE WOODY ALLEN "LA VITA È UNA COMMEDIA SCRITTA DA UN SADICO", IO, NONOSTANTE TUTTO, SONO CONTENTA DI ESSERMI SAPUTA DESTREGGIARE” – QUANDO MOLLO’ IL MARITO MASSIMILIANO VIRGILI DOPO IL VIAGGIO DI NOZZE PERCHE’ AVEVA SCAPOCCIATO PER ANDREA PEZZI (SI E' DESTREGGIATA BENISSIMO...)

 

Fulvia Caprara per “la Stampa” - Estratti

 

edoardo leo e claudia pandolfi 2 cuori e 2 capanne 3

«Come dice Woody Allen "la vita è una commedia scritta da un sadico", io, però, nonostante tutto, sono contenta di essermi saputa destreggiare, di aver raggiunto una certa morbidezza e accoglienza, che mi permette di invecchiare bene. L'ideale era restare serena, e io ci sto riuscendo». 

 

Nella nuova commedia di Massimiliano Bruno Due cuori e due capanne (nei cinema) Claudia Pandolfi è Alessandra, insegnante di liceo femminista militante, adorata dagli alunni, abituata a frequentare manifestazioni e anche a concedersi qualche spinello grazie ai vicini di casa con cui affettuosamente divide erba e terrazzo: «Sono una radicale, una che vomita in faccia ai maschi tutto quello che detesta e che pensa di loro, un personaggio molto divertente». 

 

Rispetto ai suoi inizi si trova cambiata? 

edoardo leo e claudia pandolfi 2 cuori e 2 capanne 2

«Da ragazza ero più inquieta, e anche più ingenua. Ora mi pare di aver raggiunto ciò che volevo, credo che sia la mia conquista più importante». 

 

Il femminismo ha raggiunto i suoi obiettivi? 

«Il dibattito è aperto da tempo, da quando si è cominciato a parlare di autodeterminazione, in un periodo in cui le femministe erano davvero molto radicali e combattevano per riscrivere un copione che sembrava preparato da altri. Purtroppo, vista la realtà dei femminicidi, bisogna dire che noi donne stiamo soccombendo.  Se il confronto riguarda il restare vive, allora diventa tutto molto triste, significa che siamo ancora lontane dagli obiettivi e che bisogna fare ancora tanta fatica». 

 

Per le generazioni future qualcosa cambierà? 

claudia pandolfi andrea pezzi

«Si, sono convinta che i più giovani siano molto più svegli, coscienziosi, attenti alle nuove possibilità. Noi aderiamo ancora a una struttura antica, le ultime generazioni, invece, spaziano ad altri livelli, non ne fanno più solo una questione di maschio e femmina, puntano a liberarsi di certi dogmi e anche delle narrazioni che vedono gli esseri umani stretti in certe definizioni». 

 

Su tanti argomenti, i maschi sono ancora troppo indietro? 

«Non mi piace vederla così, penso ci siano un sacco di uomini capaci di rispetto, non ridurrei tutto a una questione di genere. Non siamo uguali, questo è chiaro, anzi, siamo esseri umani molto polarizzati, ma il confronto è nella diversità, la trasformazione è vita. Il mio personaggio, Alessandra, parla con le sue amiche radicali e stron…, ma solo quando si misura con una persona totalmente diversa, riesce davvero a emanciparsi. E anche ad acquistare quella dolcezza che fa parte della femminilità». 

 

Lei è mai stata militante come le amiche di Alessandra? 

edoardo leo e claudia pandolfi 2 cuori e 2 capanne 4

«Credo di essere stata una piccola femminista inconsapevole, non avevo bandiere, non gridavo slogan, però, nel mio piccolo, quando, da una posizione di potere, mi si voleva indicare una strada, allora no, non mi stava per niente bene. Posso dire di essere stata fortunata, perché, sul mio cammino, non ho avuto grandi mostri da sconfiggere, e oggi mi sento abbastanza centrata». 

 

(...)

 

 

Attraverso i suoi personaggi ha raccontato l'evoluzione delle donne, che senso ha per lei essere attrice? 

claudia pandolfi Marco De Angelis

«Sono protagonista di un sogno che non mi apparteneva, voglio dire che non l'avevo cercato. Faccio questo mestiere con responsabilità, credo sia importante proporre una prospettiva diversa dei problemi. Magari una donna che viene a vedere un mio film può trovare una soluzione a un suo dubbio, ritrovarsi nella forza che ha osservato nel mio personaggio». 

 

Ha avuto tanti partner sul set. Com'è Edoardo Leo, e com'è Luigi Lo Cascio? 

«Oddio, sono veramente due persone molto differenti. In entrambi ho trovato un'estrema riservatezza, una volontà di non farsi conoscere fino in fondo, e anche una grande generosità. I ritmi, invece, sono diversi. Luigi ha bisogno dei suoi momenti di pausa, Edoardo è uno che vuole finire e andare via. Differenze tecniche, non certo vizi, né virtù». 

 

C'è una cosa che vorrebbe fare e che non ha ancora fatto? 

claudia pandolfi Marco De Angelis

«Nella vita sono stata una formichina, ho tentato di soddisfare i miei desideri, che poi non erano tanto ambiziosi, già essere riuscita a farmi una famiglia e a pagare il mutuo è stato importante… sono molto pragmatica, concreta». 

 

E in campo artistico? 

«Mi piacerebbe un ruolo che mi renda irriconoscibile». 

 

Cosa si augura per il mondo del cinema oggi? 

«È una situazione veramente complessa, grazie alla nostra associazione "Unita" abbiamo potuto alzare la voce, tutti insieme, in quanto categoria.  Esporsi in prima persona è un po' un massacro, bisogna chiedere il rispetto dei diritti per tutti. Diritti sacrosanti, che devono essere riconosciuti. Purtroppo non c'è sordo peggiore di chi non vuol sentire». 

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