la teoria del tutto di james marsh - -9

IL CINEMA DEI GIUSTI - NELLA COLLEZIONE DEI NUOVI MARTIRI-SANTI DELLA SCIENZA NON POTEVA MANCARE LA VITA DI STEPHEN HAWKING. MA SEMPRE NEI LIMITI DEL SANTINO EDIFICANTE RIMANIAMO. INSOMMA, C’È POCO CINEMA

Marco Giusti per Dagospia

 

la teoria del tutto di james marsh    9la teoria del tutto di james marsh 9

Basta con le commedie scemarelle, con le riletture dei supereroi e dei classici inglesi. Il nuovo cinema da Oscar prevede solo vite dei nuovi santi del secolo passato. Geni della matematica come Alan Turing, che ha regalato alle fresche generazioni di nerd il computer, o dell’astrofisica come Stephen Hawking, che ha cercato per tutta la vita di ragionare sul tempo e sulla creazione del tutto, un’unica equazione che ci spieghi la nascita del mondo.

 

la teoria del tutto di james marsh    8la teoria del tutto di james marsh 8

Ovvio che nella collezione dei nuovi martiri-santi della scienza non poteva mancare la vita di Stephen Hawking. Non a caso questo solido, ma non eccezionale biopic La teoria del tutto di James Marsh, già notevole documentarista che ci ha dato il capolavoro Project Nim e una precedentte fiction, Doppio gioco con Clive Owen, ci arriva fresco di ben due Golden Globe.

 

Quello al suo protagonista, il giovane talentuoso Eddie Redmayne , che avevamo già visto protagonista in Marilyn, che ricostruisce perfettamente un Stephen Hawking via via sempre più malato e immobilizzato sulla sedia a rotelle, capace di esprimere i propri sentimenti solo con gli occhi.

 

la teoria del tutto di james marsh    7la teoria del tutto di james marsh 7

E quello al compositore islandese Johann Johannson, sorta di Philip Glass addomesticato, ma di grande livello. Erano in corsa anche Felicity Jones, già vista in Tempest e in The Amazing Spider Man 2, nel ruolo di Jane, la coraggiosa moglie dell’astrofisico, che se lo sposa nonostante l’arrivo della malattia e gli darà ben tre figli, anche se poi si metterà con un baldo maestro di coro, interpretato da Charlie Cox.

 

Il film, ideato, scritto e prodotto da Anthony McCarthy, nasce dal romanzo della stessa Jane Hawking sul suo rapporto d’amore con il marito e parte proprio dai due ragazzi che studiano a Cambridge nel 1963. L’arrivo della malattia precosissima di Stephen Hawking, e l’idea di non avere che due anni di vita, spinge i due ragazzi a sposarsi rapidamente e a mettere su famiglia.

la teoria del tutto di james marsh    5la teoria del tutto di james marsh 5

 

Ma le previsioni erano totalmente sbagliate e, non solo Hawking supera i due anni di vita, al punto che è ancora vivo e vegeto, ma riesce a far figli, a viaggiare, a diventare un genio riconosciuto della fisica e, pur muto per una tracheotomia e potendo muovere solo le dita di una mano, riesce a superare ogni barriera di linguaggio grazie alla nascita dei computer e di una voce artificiale che può attivare proprio col movimento delle dita.

la teoria del tutto di james marsh    6la teoria del tutto di james marsh 6

 

la teoria del tutto di james marsh    4la teoria del tutto di james marsh 4

Tutto questo, raccontato con maggior forza e forza visiva, lo avevamo già visto nel meraviglioso documentario di Errol Morris con il vero Hawking e la sua voce computerizzata protagonisti in A Brief History of Time nel 1991, che poteva vantare la produzione di Steven Spielberg e la musica, quella vera, di Philip Glass.

la teoria del tutto di james marsh    3la teoria del tutto di james marsh 3

 

Curiosamente, Marsh, che ha visto il suo stesso documentario, Project Nim, diventare una fiction nel primo reboot del Pianeta delle scimmie, si presta qui in parte alla stessa operazione. Visto che la vera vita di Hawking e le sue idee sul tempo e lo spazio, mischiate alla sua storia d’amore con la dolce Jane, si prestavano benissimo a diventare una buona fiction da premi internazionali.

la teoria del tutto di james marsh    2la teoria del tutto di james marsh 2

 

Non solo. Anche a inserirsi in questo nuovo filone dei santini della scienza del secolo scorso che possono piacere al pubblico dei nerd malati di computer di oggi. Se Benedict Cumberbacht era un favoloso Alan Turing, genio e sregolatezza, schizzato e gay, qui Eddie Redmayne è un genio malato in corsa col tempo e con la sua malattia che lo porterà alla carrozzella a vita.

 

la teoria del tutto di james marsh    10la teoria del tutto di james marsh 10la teoria del tutto di james marsh    11la teoria del tutto di james marsh 11

Se la vita di Turing verrà stroncata negli anni ’60 dalle assurde leggi inglesi sull’omosessualità e dal carattere impossibile del matematico, quella di Hawking partirà dagli anni ’60 negli stessi ambienti, il film è girato quasi tutto a Cambridge nei parchi del St. John, e alla fine si assisterà al trionfo, al martirio e alla santificazione del genio inglese, malgrado ogni possibile impedimento fisico.

 

la teoria del tuttola teoria del tutto

Eddie Redmayne ben si presta a una ricostruzione perfetta di Hawking nel percorso della sua malattia degenerativa. E’ quasi una copia di quello del documentario di Errol Morris. Il limite del film, alla fine, è lo stesso di quello di The Imitation Game. Siamo cioè di fronte a ottima fiction inglese, benissimo diretta e interpretata, ma sempre nei limiti del santino edificante rimaniamo. Insomma, malgrado i giusti premi e le interessanti reazioni del pubblico, c’è poco cinema.

la teoria del tutto di james marsh    1la teoria del tutto di james marsh 1

 

Questo non toglie il gran piacere che si prova nel vedere dei biopic così ben fatti e costruiti. Da gustare il pomeriggio col tè e i pasticcini. Ricordo però che, nel ruolo della mamma di Jane, c’è una Emily Watson molto divertente. E i due protagonisti sono davvero strepitosi. In sala da giovedì 15 gennaio. 

Ultimi Dagoreport

fiorello dagospia

“EVVIVA DAGOSPIA” – FIORELLO SOTTERRA IL "FORNELLO DI GUERRA" E CHIEDE SCUSA A MODO SUO DOPO AVER DEFINITO I GIORNALISTI DI DAGOSPIA “CIALTRONI”: “VOI SAPETE COME SIAMO, NO? IO SONO FUMANTINO, E ANCHE DAGOSPIA. CI SIAMO ABBAIATI, COME I CANI CHE SI INCONTRANO, MA NON SI MORDONO, PERCHÉ ALLA FINE SI STIMANO” – “INVITIAMO QUI UNA RAPPRESENTANZA, VI CUCINO IO, COL FORNELLETTO A INDUZIONE E DUE POMPIERI VICINO, NON SI SA MAI” - LA RISPOSTA DELLA REDAZIONE: "SEPPELLIAMO IL FORNELLETTO DI GUERRA E ACCETTIAMO L'INVITO A PRANZO MA PORTIAMO NOI L'ESTINTORE E..." - VIDEO!

olocausto antonino salerno

IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO”, FIRMATO DA TALE ANTONINO SALERNO, DIVENTA UN MISTERO: CONTATTATA DA DAGOSPIA, LA CASA EDITRICE "MIMESIS" PRECISA CHE "L’AGILE PAMPHLET" DA 1400 PAGINE NON È MAI STATO PUBBLICATO, NÉ LO SARÀ PIÙ, DOPO LA MAIL DI UN LETTORE A QUESTO DISGRAZIATO SITO – SE IL LIBRO, COME DICE “MIMESIS” ERA ANCORA IN FASE DI REVISIONE, E NON SAREBBE STATO PUBBLICATO PRIMA DI ALCUNI MESI, COME MAI IL 30 GENNAIO L’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA AVEVA PROGRAMMATO UNA PRESENTAZIONE? SI PRESENTA UN LIBRO CHE NON E' STATO NEANCHE STAMPATO? – CHI È DAVVERO ANTONINO SALERNO? IN RETE SI TROVA SOLO UN "ANTONIO SALERNO", MA TRATTASI DI UN DIPENDENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, DIRETTORE DI VARI MUSEI ARCHEOLOGICI IN CAMPANIA - E' LUI O NON E' LUI? L'AUTORE E' IGNOTO PERSINO ALLA STESSA CASA EDITRICE E A FRANCO CARDINI CHE, DEL LIBRO, HA SCRITTO LA PREFAZIONE (UN DELIRANTE TESTO IN CUI ARRIVA A DIRE: "SULLA SHOAH ESISTE UNA 'VERITA'' UFFICIALE INCERTA E LACUNOSA...")

RUGGIERI, TORNA COM’ERI! - DOPO AVER LETTO SU DAGOSPIA UN COMMENTO AI SUOI ELOGI A TRUMP, IL NIPOTE DI BRUNO VESPA RISPONDE CON UN VIDEO BILIOSO, DEFINENDO DAGOSPIA UN “SITARELLO” E PARLANDO DI “DELIRI STUPEFACENTI” - IL PARTY-GIANO RUGGIERI SI ADONTA PER COSÌ POCO? LO PREFERIVAMO GAUDENTE, TIPO BERLUSCONI IN SEDICESIMO, COME SVELATO DALLA SUA AMICA ANNALISA CHIRICO IN UN VIDEO DEL 6 GENNAIO. IN QUEL FILMATO, LA GIORNALISTA SVELÒ LE PASSIONCELLE DI RUGGIERI EVOCANDO “UN’AMICA MOLDAVA NON DICO CONOSCIUTA DOVE” - SORVOLIAMO SUI CONTENUTI POLITICI DEL VIDEO, DOVREMMO PRENDERLO SUL SERIO PER FARE UN CONTROCANTO. MA RUGGIERI, CHE ABBIAMO SEMPRE STIMATO PER LA SUA CAPACITÀ DI DRIBBLARE AGILMENTE IL LAVORO, È UN SIMPATICO BIGHELLONE DA TENNIS CLUB… - VIDEO!

donald trump peter thiel mark zuckerberg elon musk jordan bardella giorgia meloni nigel farage

DAGOREPORT – PER IL “T-REX” TRUMP (COPYRIGHT GAVIN NEWSOM) I SOVRANISTI EUROPEI SONO DINOSAURI VICINI ALL’ESTINZIONE. È LA MORTE DI QUELLA BANALE DIALETTICA CHE CI TRANQUILLIZZAVA (TIPO MELONI CONTRO SCHLEIN) A FAVORE DELLA POLITICA DEL CAOS: TU PRENDI L’UCRAINA, IO TOLGO MADURO DAL VENEZUELA, PRENDO LA GROENLANDIA E UN TERZO CONTINENTE A SCELTA – CON IL PRESIDENTE AMERICANO INTERESSATO SOLO AL BUSINESS E AGLI AFFARI (CHI INCASSERÀ I 20 MILIARDI “DONATI” DAGLI STATI PER L’ONU PRIVATA CHIAMATA “BOARD OF PEACE”?), E IN PROCINTO DI ANNETTERE LA GROENLANDIA, CON O SENZA ARMI, PURE CHI VEDEVA IN LUI UN CONDOTTIERO SI È DOVUTO RICREDERE. E COSÌ, DA BARDELLA A FARAGE, FINO ALLA MELONI CON I SUOI SUSSURRI IMBARAZZATI, I MAL-DESTRI EUROPEI HANNO CAPITO DI ESSERE SOLO PREDE PRONTE PER ESSERE DIVORATE DALLE FAUCI DEL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO

giampaolo rossi fiorello cucina

FLASH – È MAI POSSIBILE CHE FIORELLO SI METTA A CUCINARE NELLA SUA STANZA DI VIA ASIAGO, IN BARBA ALLE NORME DI SICUREZZA SUL LAVORO, E CHE I DIRIGENTI RAI NON PROFERISCANO PAROLA AL RIGUARDO? LA RAI È UNA TV PUBBLICA, E NESSUNO, NEMMENO FIORELLO, PUÒ FARE COME GLI PARE SENZA DARE LE DOVUTE SPIEGAZIONI - LA DOMANDA VERA, IN FONDO, È: CHI È IL VERO CIALTRONE? CHI CUCINA IN UFFICIO SENZA AUTORIZZAZIONE? I DIRIGENTI CHE SENZA AVERLO AUTORIZZATO TACCIONO? OPPURE, C’È QUALCHE CAPOCCIONE DELLA RAI CHE HA PERMESSO A FIORELLO DI SPADELLARE A VIA ASIAGO, ALLA FACCIA DELLE REGOLE DELLA TV PUBBLICA? DAGOSPIA ASPETTA RISPOSTE...

fiorello cucina

FOTO FLASH – MA FIORELLO IN RAI SI SENTE IL PADRONE DI CASA? SONO DUE GIORNI CHE CUCINA NELLA SUA STANZETTA DI VIA ASIAGO, ANCHE SE È VIETATO DALLE REGOLE AZIENDALI (SOPRATTUTTO IN QUESTO MOMENTO, CON ATTENZIONE ALLE STELLE ALLE MISURE DI SICUREZZA ANTI INCENDIO DOPO LA STRAGE DI CRANS MONTANA) – FIORELLO AVEVA ANCHE PUBBLICATO UNA STORIA SU INSTAGRAM MA POI L’HA RIMOSSA - FORSE QUALCUNO GLI HA FATTO NOTARE CHE NON PUO’ SPADRONEGGIARE COME GLI PARE, NONOSTANTE LA RAI CON LUI SIA SEMPRE APPECORONATA...