PER UN PIAZZISTA COME IL BANANA, LA CONDANNA AI SERVIZI SOCIALI A VILLA ARZILLA È LO SPUNTO PER UNA NUOVA STRATEGIA ELETTORALE: FAR BRECCIA NEGLI OVER 60 E PRESENTARSI COME PALADINO DEL PANNOLONE

Ugo Magri per "la Stampa"

L'unico vero supplizio che il Tribunale di sorveglianza ha inflitto a Berlusconi non sono le quattro ore di assistenza settimanale agli anziani, come verrebbe da immaginare pensando all'ossessione di Silvio per la bella gioventù. A tormentarlo è piuttosto l'idea del colloquio mensile con l'assistente sociale, cioè la chiacchierata che servirà a misurare il suo tasso di pentimento, la sua propensione al riscatto morale, insomma a stabilire se l'ex premier sarà degno di tornare in anticipo nel consorzio sociale.

«Ma ve l'immaginate uno come me, che ha messo d'accordo Russia e Stati Uniti, che ha preso la parola al Congresso americano, che ha guidato per quattro volte il governo» (e l'elencazione si arricchisce di sempre nuove medaglie), «ve l'immaginate l'umiliazione di doversi confidare nell'intimo con chi parla un altro linguaggio?».

Se ne dovrà fare una ragione, il Cavaliere. E per quanto ieri, dopo l'ordinanza dei giudici, abbia continuato privatamente a lamentarsi contro l'«incredibile condanna», si vede lontano un miglio che l'uomo è sbucato fuori dal cono d'ombra della depressione. «Sta bene, è di nuovo motivato», testimonia Fitto al termine di un'estenuante disamina delle liste per le Europee. «Il morale di Berlusconi? Decisamente alto», annuncia gaudioso Matteoli.

Qualcuno giura di avere udito dalla bocca del leader, per la prima volta dopo mesi, una barzelletta da far arrossire un portuale, segno che il grande terrore è passato: niente carcere a domicilio, agibilità politica garantita. Il Cav potrà «continuare a rappresentare milioni di italiani», va al nocciolo della questione il consigliere politico Toti.
E non è tutto.

Nel circolo sempre più ristretto degli strateghi berlusconiani, c'è chi considera questa nuova sentenza alla stregua di uno straordinario «atout», una carta che se ben giocata potrebbe dare a Forza Italia grandi soddisfazioni.

«Ex malo bonum» teorizza Brunetta che, in quanto professore, sa pure di latino: perfino dal male si può ricavare qualcosa di buono... Nel caso specifico, Berlusconi ha la chance di presentarsi come il paladino della Terza Età, il servitore degli anziani, per giunta con la ceralacca del Tribunale, in un Paese come l'Italia dove la popolazione imbianca e quasi la metà del corpo elettorale (il 49,11 per cento, secondo gli ultimi dati Istat) è composto da ultra-cinquantenni.

Chi è al corrente dei piani di Berlusconi, ieri mattina quasi non credeva ai suoi occhi: l'obbligo di frequentare il centro sociale di Cesano Boscone calza perfettamente con il target elettorale individuato dai sondaggi. Neanche a farlo apposta (così si ragiona ai piani alti di Forza Italia) i magistrati avrebbero potuto rendere più credibile una campagna in cui Berlusconi intende proporre dentisti per tutti gli over-60, veterinari per i 10 milioni di cani e gatti che ci tengono compagnia lungo il viale del tramonto, e (ultima trovata di queste ore) check-up gratuiti per i vecchietti nelle farmacie sotto casa.

Insomma: è scommessa dell'entourage che Berlusconi, assistendo gli anziani più bisognosi, saprà calamitare l'attenzione dei media e trasformarsi in uno spot vivente di civiche virtù. L'interessato al momento non sembra abbastanza cinico da calarsi in quei panni. Ma con le elezioni che si avvicinano, potrebbe prenderci gusto. Presentandosi al centro anziani tutti i giorni, dall'alba al tramonto, anziché le quattro ore a settimana comandate dal Tribunale. Perlomeno fino al 25 maggio, data delle elezioni.

 

 

image BERLUSCONI BADANTE BERLUSCONI AI SERVIZI SOCIALI LA CONDANNA DI BERLUSCONI PELLEGRINAGGIO A PALAZZO GRAZIOLI SCHIFANI E BRUNETTA BERLUSCONI E GIOVANNI TOTI ALLA BEAUTY FARMcentro sociale di Cesano Boscone

Ultimi Dagoreport

bettini ruffini gabrielli schlein renzi conte onorato

DAGOREPORT – CON SALVINI ALLE CORDE, TAJANI ALLO SBANDO, VANNACCI IN AGGUATO, BASTEREBBE UNA SPINTARELLA TUTTI INSIEME E, PLUF!, L'ARMATA BRANCA-MELONI NON CI SAREBBE PIU' - INVECE, IL CAMPO LARGO E' SEMPRE AL PUNTO ZERO DEL "VAFFA": PRIMARIE SÌ O NO? SCHLEIN O CONTE? E COME TENERE INSIEME I GRILLINI CON L'INFIDO RENZI? - QUALCOSA NEI PROSSIMI GIORNI POTREBBE MUOVERSI: ERNESTO MARIA RUFFINI DOVREBBE FORMALIZZARE LA TRASFORMAZIONE DEL SUO MOVIMENTO “PIÙ UNO”, FORMATO DA UNA RETE DI GRUPPI CATTOLICI, IN UN PARTITO - AD AFFIANCARE RUFFINI, SAREBBE PRONTO FRANCO GABRIELLI, GIOVANILE DEMOCRISTIANA, COMPAGNO DI SCUOLA DI ENRICO LETTA, EX CAPO DELLA POLIZIA E DEI SERVIZI, GIA' SOTTOSEGRETARIO DEL GOVERNO DRAGHI - L’OBIETTIVO? DIVENTARE I FRONTMAN “ISTITUZIONALI” DI CASA RIFORMISTA, CON RENZI DEFILATO E IL VOLTO AUTOREVOLE E SECURITARIO DI GABRIELLI A GUIDARE IL CENTRONE - COME LA PRENDERA' IL ''CONTE TRAVAGLIO'' LA PRESENZA DEL DRAGHIANO GABRIELLI? E COME REAGIRA' LA DUCETTA DEL NAZARENO ALL'ANNUNCIO DELL'"ONORATO BETTINI DI PRESENTARSI ALLE PRIMARIE? AH, SAPERLO...

conservative political action conference cpac donald trump giorgia meloni arianna francesco giubilei emanuele merlino sara kelany susanna ceccardi

AMERICÀ, FACCE TARZAN! – IL CONSERVATORISMO TRUMPIANO SBARCA A ROMA E DIVENTA SUBITO ROBA DA NANDO MERICONI INTERPRETATO DA SORDI – NEMMENO IL TEMPO DI APPARECCHIARE I TAVOLI DELLA CENA DELLA “CONSERVATIVE POLITICAL ACTION CONFERENCE” (CPAC), CHE SUBITO DEFLAGRANO GLI SCAZZI NELLA DESTRA CACIO E PEPE – CI SONO ARIANNA MELONI, SARA KELANY, LA LEGHISTA SUSANNA CECCARDI E IL PREZZEMOLINO FRANCESCO GIUBILEI. MA NON GLI ATTESI LUCA CIRIANI, ITALO BOCCHINO ED EMANUELE MERLINO – IL CLIMA È TESO SULLE TESTE DEI MAL-DESTRI DE' NOANTRI: TRUMP È CONSIDERATO POLITICAMENTE TOSSICO E IL CPAC “ITALIANO” DEL 2027 VIENE CONSIDERATO UN POTENZIALE INTRALCIO, FONTE DI POLEMICHE E IMBARAZZI NELL’ANNO DELLE ELEZIONI…

fagnani mentana corsini cairo

DAGOREPORT - DUE PERSONAGGI IN CERCA DI EDITORE. POTREBBERO ANCHE ESSERE SEI, PER CITARE PIRANDELLO, VISTO L'EGO TARANTOLATO DI CHICCO MENTANA, IL 71ENNE PENSIONATO MA CON NESSUNISSIMA VOGLIA DI RESTARE ‘’PRIGIONIERO DEI COMUNISTI DE LA7'', E DELLA 48ENNE “BELVA” FRANCESCA FAGNANI, IN ROTTA CON LA RAI – SE IL PROGETTO DEL MAGNATE GRECO KYRIAKOU A CUI LAVORAVA IL CHICCO MACINATO PER LA NASCITA DELLA "CNN ITALIANA" NON SI SA BENE DOVE SIA FINITO, HA PERSO QUOTA L'IPOTESI DI UN RITORNO A MEDIASET AL POSTO DEL CAPO SUPREMO DELL’INFORMAZIONE, MAURO CRIPPA. L’ULTIMA INDISCREZIONE È SKY ITALIA – SE MENTANA VUOL CHIUDERE CON CAIRO, LA FAGNANI VUOLE CHIUDERE "BELVE" PER MANCANZA DI “BELVE”: GLI OSPITI DI RICHIAMO SONO FINITI O PRETENDONO UNA MONTAGNA DI SOLDI - SI SONO ACCAVALLATE VOCI DI UNO SBARCO DELLA FAGNANI A MEDIASET, TIRANDO IN BALLO IL SUO BUON RAPPORTO CON MARIA DE FILIPPI. MA FINCHÉ LA DISCOLA DEL GOSSIP HA UN CONTRATTO CHE LA LEGA ALLA RAI FINO AL 2027, BUSSA ALLA PORTA LA MESSA IN ONDA DELLA NUOVA STAGIONE DI “BELVE”, IL 20 OTTOBRE - QUELLO CHE È CERTO È CHE SIA IL CHICCO CHE LA CHICCA SONO IN UN LIMBO, CON UN MERCATO SULLA CARTA ESISTENTE MA CON MILLE INCOGNITE REALI...

guerra russia ucraina vladimir putin volodymyr zelensky donald trump

DAGOREPORT – NON FATE LEGGERE A TRUMP L’ANALISI DELL’EX DIRETTORE DEI SERVIZI BRITANNICI, JOHN SAWERS, CHE SUL “FINANCIAL TIMES” SENTENZIA: “NON CI SARÀ NESSUNA TREGUA TRA MOSCA E KIEV FINO AL 2027”. IL TYCOON HA LE ORE CONTATE: DEVE TROVARE UN ACCORDO PURCHÉSSIA ENTRO NOVEMBRE, QUANDO I CITTADINI AMERICANI SARANNO CHIAMATI A VOTARE PER LE ELEZIONI DI METÀ MANDATO - UNA SCONFITTA DEL “DERAGLIATO MENTALE” DELLA CASA BIANCA È PRATICAMENTE CERTA. A MENO CHE NON RIESCA A CHIUDERE LA GUERRA IN EUROPA E FAR DIMENTICARE IL DISASTRO MILITARE AMERICANO IN IRAN – PUTIN NON CEDE AD ALCUN COMPROMESSO, E ZELENSKY LA VEDE “NERA” PER IL FUTURO…

attentato sigfrido ranucci bomba valter lavitola clesio gomes tavares pellegrino d’avino davino antonio passariello saverio mutone

DAGOREPORT- PECCATO CHE SIANO SCOMPARSI I POLIZIOTTESCHI DEGLI ANNI ’70, TIPO: “LA CAMORRA SFIDA, NAPOLI RISPONDE’’. DAVANTI AI COLPI DI SCENA DEL GASTRO-CRIMINAL-SHOW, STARRING LAVITOLA E RANUCCI, AVREBBERO SCODELLATO UN BEL FILMONE, INTITOLATO: “LA CAMORRA INDAGA, LA LEGGE RINGRAZIA” – QUANDO RANUCCI INDIRIZZA LE INDAGINI SULLA PISTA DELLA CAMORRA, IL CLAN CAVA, STORICA ORGANIZZAZIONE IRPINA DI QUINDICI, NON HA PRESO PER NIENTE BENE DI FINIRE SOTTO PRESSIONE PER IL LAVORO INVESTIGATIVO DEI CARABINIERI – INDAGANO E SCOPRONO CHE ANTONIO PASSARIELLO, L’UNICO LORO AFFILIATO DEL QUARTETTO BOMBAROLO (GLI ALTRI TRE NON ERANO ORGANICI AL CLAN), NON SI ERA PREOCCUPATO DI INFORMARE IL VERTICE DEL CLAN, NÉ DI RICEVERE IL VIA LIBERA PER COMPIERE L’ATTENTATO - I CAMORRISTI DECIDONO ALLORA DI INDIRIZZARE GLI INQUIRENTI SULLA PISTA GIUSTA, INVIANDO UNA MAIL AL PM: “SE CE LO AVREBBE DETTO NON GLIELO AVREMMO MAI PERMESSO PERCHÉ RANUCCI A NOI NON CI HA FATTO NIENTE E QUESTO SONO GUAI CHE NON VOGLIAMO, ALLORA PRIMA CHE SI MISCHIANO LE CARTE, LE COSE STANNO COSI…”. E GIÙ UN NUMERO DI TELEFONO INTESTATO A UN’ALTRA PERSONA MA UTILIZZATO DA PASSARIELLO, CHE GLI INVESTIGATORI NON AVEVANO ANCORA SCOPERTO. DA LÌ, INTERCETTANDO INTERCETTANDO, SI È FINITI A TAVARES E LAVITOLA… - VIDEO