FINOCCHI MAHNE: “STRUMENTALE TEMPISTICA E TITOLO INGANNEVOLE”

Riceviamo e pubblichiamo:

Lettera 1
Gentile Direttore,
intervengo a rettifica e precisazione dell'articolo "Poltronificio Intesa" riportato a pagina 114 dell'ultimo numero de l'Espresso a firma di Vittorio Malagutti e riportato integralmente sul Vostro sito internet www.dagospia.it dal giorno 19 aprile u.s.

Nell'articolo colpisce, oltre alla strumentale tempistica dell'uscita in prossimità dell'assemblea dello scorso 22 aprile che rinnovava il consiglio di sorveglianza dell'Istituto, ed all'ingannevole titolo, che la mia professionalità, provata dalla piena rispondenza agli stringenti requisiti previsti da Banca d'Italia per i consiglieri di istituzioni finanziarie, venga liquidata con una descrizione inesatta, parziale e fuorviante.

Per correttezza di informazione ai Suoi lettori il mio excursus professionale annovera in realtà i seguenti ruoli, tutti compiutamente riportati nel mio curriculum regolarmente depositato con la candidatura e liberamente accessibile anche su Internet, cui il dott. Malagutti ha senz'altro avuto modo di attingere integralmente pur ritenendo di riportare al lettore solo notizie capziosamente incomplete e gravemente distorsive delle mie competenze.

Dopo aver maturato significative esperienze professionali in ambito finanziario presso Euromobiliare, Tamburi&Associati, JP Morgan e Hill&Knowlton ho infatti rivestito per oltre cinque anni, come Direttore delle Investor Relations, il ruolo di membro del Management Committee di due blue chip finanziarie italiane con capitalizzazione di mercato superiore a Euro 5 mld. Ricopro attualmente un incarico accademico come Docente di Economia Aziendale Avanzata, corso in lingua inglese, presso la Facoltà di Economia de La Sapienza, dove ho conseguito, molti anni addietro, la Laurea in Economia a cui e' seguito un Master in Business Administration presso la Luiss.

Rivesto inoltre il ruolo di Consigliere di Amministrazione in Pms Group, società quotata alla Borsa di Milano, e ricopro, fra l'altro, il ruolo di Co-Presidente Italia di WCD, WomenCorporateDirectors, qualificato osservatorio internazionale sulla governance, del quale sono anche membro del comitato direttivo.

Sono abitualmente invitata come relatrice a convegni di rilevanza nazionale e internazionale su tematiche economico-finanziarie. Rispetto a tali esperienze professionali tengo a precisare che l'incarico anche di responsabile della trasmissione "Watchdog" sul canale informativo economico-finanziario Class CNBC, lungi dal rappresentare una mera "aspirazione" simil-adolescenziale, come ingannevolmente riportato ai lettori, è per me da ormai otto anni una consolidata ed affermata esperienza aggiuntiva e collaterale, intrapresa quale veicolo di diffusione qualificata delle esperienze dirette in materia di governance, riconosciuta anche dal generale apprezzamento degli organi di stampa, specializzata e non (richiamo fra tutti un articolo di elogio di Aldo Grasso su CorSera del 6 giugno 2012).

Tutto ciò al fine di illustrare compiutamente ai Suoi lettori ed al "sorpreso" (forse a questo punto il solo) dott. Malagutti che il mio curriculum risponde più che adeguatamente ai severi requisiti richiesti da Banca d'Italia per il ruolo di membro del comitato di sorveglianza cui è riferita la mia candidatura. La invito pertanto ad un'immediata pubblicazione di tale mia rettifica con adeguato risalto secondo gli obblighi di legge e mi riservo ogni iniziativa a tutela della mia onorabilità e professionalità.
Cristina Finocchi Mahne

Lettera 2
Dago,
ma sarà possibile che con 58 milioni di italiani l'unico che può salvare il paese ha 87 anni? Bye
Luigi A

Lettera 3
Caro Dago, ma questo Paolo Cantarella che si agita tanto per diventare presidente di Finmeccanica nella futura assemblea di bilancio di metà giugno, dopo essere stato intimo dell'ex a.d. Giuseppe Orsi, è lo stesso Cantarella già amministratore delegato di Fiat Auto e Fiat Spa e ideatore di modelli automobilistici rivelatisi dei veri "flop" ("Bravo", "Marea", "Palio" e "Stilo")?

E' lo stesso Cantarella nominato nel board della holding di Piazza Montegrappa dalla Assogestioni presieduta dal torinese Domenico Siniscalco, da sempre vicino a Fiat, la stessa Assogestioni sbugiardata ieri durante l'assemblea di Intesa Sanpaolo dai rappresentanti dei fondi esteri che hanno votato contro la riconferma di Giovanni Bazoli alla presidenza? Ed è lo stesso Cantarella nominato nel cda di Iren per volontà del Comune di Torino, vista la vicinanza tra il manager e il sindaco sabaudo Piero Fassino?
Con simpatia.
Andrea

Lettera 4
Caro DAGO, i lavori di ristrutturazione della casa del Ministro Grilli, erano accompagnati, pare, dalla musica di Pino Daniele, nero a metà. Saluti, Labond

Lettera 5
Caro Dago,
nel giro di due mesi abbiamo imparato che la carica di pontefice non è a vita, mentre quella di presidente della repubblica sì. RP

Lettera 6
Dago oggi Grillo ci ha praticamente svenduto alla vituperata Germania, pensi che abbia realizzato che il primo a essere fatto fuori dai tedeschi sarebbero lui e il suo pan di stelle? ahi quanto gli piace stare sempre in prima pagina e sulla bocca di tutti, non importa per quale ragione, il suo superego conosce strade ignote ai poveri mortali senza stelle...
Anne

Lettera 7
Caro Dago,
siamo alle solite, abbiamo nuovamente un governo salvifico, che analogamente ai precedenti salvera' i burosauri con le loro megaprebende, assicurera' gli introiti speculativi delle banche nazionali ed estere, e si atterra' alle direttive dei poteri forti eurodiretti.
A chi tocchera' pagare il conto?

Per la risposta non ci vuole molta fantasia, poi con Amato premier e' anche troppo facile fare una previsione del ruolo che giocheranno i nostri conti correnti. In questi giorni ho sentito da piu' parti accorati appelli alla necessita' di avere al governo personaggi di comprovata esperienza. Mi chiedo, ma l'esperienza di averlo preso in quel posto fino ad oggi ed essere ridotti all'istigazione al suicidio dai suddetti personaggi, non e' ancora sufficiente?
Stefano55

Lettera 8
LACRIME PRESIDENZIALI (napolitane)
Piange Napolitano, piange Bersani, piangeva la ministra Fornero, ha pianto Berlusconi, hanno pianto di rabbia i quirinalati trombati, piange l'Italia fottuta, piangono tutti. Anche Totò (Miseria e nobiltà) parlando del nipote innamorato della ballerina che il conte padre si rifiutava di concedergli sposa: piangevano tutti: conclude sconsolato il principe di Casador "travestito" da Totò. E' tutto un piagnisteo. Anche le gatte piangono, ma come si dice a Napoli: "Chiagnene e fottene".
Celestino Ferraro

Lettera 9
Dago darling, nel bel mezzo di tanti casini, di notti e giorni dei lunghi coltelli, di sinistrati fuochi amici (ma spietati) , colpiscono due fatti:
1) che anche il Faro, solitamente ben illuminato, di Largo Fochetti non riesca a indicare chiaramente la giusta via ai naviganti smarriti;
2) che invece la città eterna sia impermeabile a tutto sto' caos che sconvolge la penisola, specie nella sua parte nordica e calvinista. I sette colli fatali ne hanno viste tante, dal sacco di Roma alla marcia su Roma (tanto per non citare che alcune cosacce), che non si meravigliano - giustamente - più di niente.

Il Tevere continua a scorrere impertubato e, almeno fisicamente, non ha ancora trasportato nessun nuovo cadavere (come s'usava in passato) verso l'antico Mare Nostrum. Anche se di morituri virtuali eccellenti pare ce ne siano tanti in giro e la celebre foto di Vasto non sia ormai che un pallido ricordo portatore di iella.
Natalie Paav

Lettera 10
Caro Dago,
Più che Terza Repubblica, questa mi sembra una nuova RSI, con tutti asserragliati "dentro" il bunker e la società "fuori"...Ma vista la recente esperienza col Banana, non mi sorprende che i politicanti tentino di giocare tutti la stessa carta: lasciamo decantare le cose per uno/due anni, poi il popolo bue ha la memoria corta e tornerà all'ovile...
Recondite Armonie

Lettera 11
Va bene che oramai la matematica qui in Italia è un'opinione, ma possibile che il Corriere dei Poteri Marci, nel giubilare "la giovane pasionaria che vince col sorriso" dove oramai non resta che piangere (in Friuli Venezia Giulia), non dedichi una riga di commento al fatto che questa grande trascinatrice di folle, questa giovane promessa della futura classe dirigente PD, questa assoluta novità, ha vinto per lo 0,4% (2.000 voti) in una Regione in cui il 49,5% dell'elettorato si è astenuto? Tomasi

Lettera 12
Caro Dago,
Alle Quirinalie dei Grillini la Gabanelli non era tra i primi dieci. E' stato Casaleggio che, visti i danni provocati a Di Pietro, l'ha messa al primo posto per ingraziarsela. Ora sarà difficile che la Milena, lusingata e grata per cotanto onore, vada a mettere il naso negli affarucci, nel blog, nelle società, nei conti e nelle ville del plurimilionario e pluriproprietario Beppe Grillo e del suo Guru.
Salve
Natalino Russo Seminara

Lettera 13
Oggi ho ascoltato il discorsino di Napolitano, dopo il giuramento. Bella la parte in cui ha enfatizzato "Viva la Repubblica, viva l'Italia", il resto poco interessante, solite banalità. Vergognose, e umilianti per la Repubblica, le scene di applausi di una casta che si assolve da sola dalla propria disonestà e insulsaggine, e approva quel che il capo casta dice. Ridicoli i ripetuti singulti di autocommozione del presidente (davvero alla frutta, ormai non trattiene le lacrime per la minima emozione). Proprio un vecchio, ma un vecchio "andato" (Ardito Desio se lo beveva). Quando approvava l'invasione sovietica che "portava la pace" in Ungheria, si emozionava così?!
Purtroppo però io sono italiano, e questi mi macelleranno nei prossimi mesi. Spero ancora in Grillo (a che punto siamo arrivati...).
Giuseppe Tubi

Lettera 14
Caro DAGO, due brevi note su come viene recepito il voto in Friuli. Rimonta di PD e PDL col primo che vince al fotofinish, tracollo di Monti e Grillo, ok.Nessuno che faccia rilevare un'astensione OLTRE IL 50%. In democrazia conta chi vota, chi sta a casa non conta un cazzo, magra soddisfazione.

Mettiamoci la situazione economica catastrofica, e aspettiamo il momento in cui i risparmi della maggioranza saranno finiti e non ci saranno piu' i soldi per la spesa e le bollette, per il condominio e le medicine, per l'IMU e la badante del nonno. Sai che ti dico? che mi sono ridotto a sperare che salti prima la Spagna, che il crollo dell'euro avvenga quando non saremo ancora in default. Tanto premesso, posso dire che la vittoria della Seracchiani non conta parimenti un ciufolo, come pure la riconferma di Napolitano e l'iscrizione di Barca direttamente alla direzione del PD? saluti BLUE NOTE

 

CRISTINA FINOCCHI articolo listatakes itemTake immaginetake GIORGIO NAPOLITANO cantarella paoloBERGOGLIO RATZINGERGRILLO A ROMABERSANI luigi DEBORA SERRACCHIANI

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…