IL CUCCHIANI NON E' D'ORO - DAL BILANCIO DI INTESA EMERGONO LE CREPE DELLA VECCHIA GESTIONE: NEL 2013 LE SVALUTAZIONI SUI CREDITI MARCI CON CUI MESSINA DEVE FARE I CONTI SONO SALITE DA 4,7 A 7,1 MILIARDI

Andrea Giacobino per il blog 'andreagiacobino.wordpress.com'

Enrico Tommaso Cucchiani, già numero uno di Allianz in Italia e già amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, è uno dei candidati forti per la presidenza dell'Eni. Il candidamente barbuto manager, con un lungo passato in McKinsey, fucina di altri illustri personaggi dell'industria e della finanza nostrana (da Alessandro Profumo a Corrado Passera fino a Vittorio Colao), è stato agli onori delle cronache anche per le sue frequentazioni telefoniche con il faccendiere Luigi Bisignani.

Mentre si avvicina ai vertici del "Cane a sei" zampe, però, proprio dal suo precedente posto di lavoro giungono alcune indicazioni utili sull'operato di Cucchiani. Stiamo parlando del bilancio 2013 di Intesa (appena depositato in forma completa), alla cui guida è arrivato Carlo Messina alla fine dello scorso settembre dopo che Cucchiani fu costretto a dimettersi sotto la pressione delle fondazioni azioniste e anche per dissapori con il presidente del consiglio di sorveglianza Giovanni Bazoli dovuti alla gestione di alcuni dossier scottanti, dalla Carlo Tassara di Romain Zaleski a Rcs.

Il bilancio consolidato 2013 di Intesa, infatti, evidenzia alcune crepe che si devono per larga parte alla gestione Cucchiani di nove mesi di quell'esercizio. La relazione sulla gestione (firmata quindi da Messina) spiega che le rettifiche di valore netto su crediti, infatti, sono salite a 7,1 miliardi dai 4,7 miliardi del 2012. Le posizioni in sofferenza hanno richiesto complessivamente rettifiche nette per 3,7 miliardi, in aumento del 54,8% sul 2012 mente le rettifiche nette sugli incagli, pari a 2,7 miliardi, sono lievitate anno su anno del 66,8%.

La relazione spiega anche che la "politica particolarmente rigorosa sia nella classificazione sia nelle valutazioni delle posizioni di credito" è stata sì adottata lungo tutto lo scorso anno, ma "in particolare nell'ultimo trimestre". Da quando cioè Cucchiani lascia e arriva il nuovo ceo. In effetti Messina nel quarto trimestre ha fatto rettifiche per ben 3,1 miliardi rispetto agli 1,1; 1,3 e 1,4 miliardi scritti da Cucchiani rispettivamente nel primo, secondo e terzo trimestre (tutti di sua competenza) del 2013.

Insomma, il bilancio di Intesa mette nero su bianco che la gestione di Cucchiani è stata poco prudente. Non esattamente il miglior biglietto da visita per ambire all'Eni.

 

ENRICO CUCCHIANI INAUGURAZIONE MITO ALLA SCALA FOTO FRANCO CORTELLINO Sandro Gozi Corrado Passera ASSEMBLEA GENERALI DI BANCA DITALIA LUIGI BISIGNANI FOTO LA PRESSE Romain Zaleskicarlo messina e moglie

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...