DAGO PRESENTA: "YOUTUBE STORY" DI GLAUCO BENIGNI, 12° PUNTATA - A POCHI MESI DAL DEBUTTO, YOUTUBE TRATTA GIÀ CON I GRANDI, COME MICROSOFT E GOOGLE - IL SITO, CON 20 MLN DI VISITATORI AL MESE, HA IL 29% DELL’INTERO MERCATO MULTIMEDIALE USA - “L’OCCHIO” DELLA COMUNITÀ ARRIVA DAPPERTUTTO! CAMBIANO LE REGOLE DELLA COMUNICAZIONE POLITICA - COCA-COLA E MENTOS ESPLODONO IN RETE (COME LA TESTATA DI ZIDANE A MATERAZZI)…

"YOUTUBE STORY" DI GLAUCO BENIGNI

1- 100 MILIONI DI CLIP VISIONATI OGNI GIORNO

All'interno della Global Power Elite, in cui si agitano i cuori emozionati di politici-religiosi, militari, mercanti-finanzieri e organizzatori del consenso, sembra talvolta di riscoprire quell'antica architettura e rappresentazione del potere diviso in caste: i bramini, i militari, i mercanti e gli scriba.

Oggi questi ultimi sono rinvenibili in chiunque produca e diffonda contenuti (content) di qualsiasi genere: testi, audio, immagini fisse o in movimento, grafica e 3D. Gli scriba informano e tramandano, mostrano, velano e rivelano fatti, opinioni, dubbi e certezze. E a chi si rivolgono? Ma ai paria, naturalmente! E chi sono i paria in questo caso? Ma gli utenti, ovviamente! E chi altri se no! I paria sono gli utenti, gli spettatori, i cittadini votanti, i consumatori, i civili di nazioni alleate o no, e tutti gli altri che non appartengono alle quattro caste privilegiate.

C'è un numero sterminato di paria dunque nel mondo, e molti sono gli scriba del Terzo Millennio. Ma solo pochi contano. I grandi scriba d'America sono in particolare la sezione più forte, arrogante e agguerrita che ci sia. Si rispettano tra loro solo a causa di delicati rapporti di forza che disegnano un assetto e un equilibrio abbastanza stabile, ma certamente non immobile.

E al di là dei loro appartenenti tendono a non rispettare nessuno. Nella loro complessa ritualità sono previsti incontri annuali, alcuni dei quali si tengono pubblicamente, mentre altri sono riservati solo a quei soggetti che, per dimensione, tradizione, presenza attiva sul mercato e fatturato, meritano di essere invitati.

Il Media Summit che si tiene nel luglio 2006 nell'Idaho, a Sun Valley, è proprio uno di questi incontri riservati. Sin dal 1983, quando regnava Reagan, l'incontro è stato organizzato dal mercante-finanziere Herbert A. Allen. L'idea è sempre stata «una settimana di chiacchierate rilassate nel verde», durante la quale i network Tv parlano con gli inserzionisti pubblicitari, i boss di Hollywood e i grandi editori; e tutti insieme parlano con quei mattacchioni degli ultimi arrivati sulla scena, quelli del business Internet.

Microsoft e Google, pensate, ci hanno messo anni per essere invitati. Chad invece è stato invitato subito: a pochi mesi dal debutto di YouTube e nonostante i suoi ventinove teneri anni. Il giovanotto s'è affrettato a far sapere che con soli 52 impiegati ha raggiunto la fatidica cifra di 100 milioni di clip visionati al giorno, che ha 20 milioni di paria visitatori unici al mese, corrispondenti al 29% dell'intero mercato multimediale Usa.

Poi, sostenuto dalle ricerche della ineffabile Hitwise, ha aggiunto che di tutti i video visti in rete, i suoi costituiscono il 60%, mentre quegli illusi di MySpace, suoi maggiori concorrenti, si devono accontentare del 19%. Per non parlare dei poveri videosite di Yahoo!, Microsoft MSN, Google e AOL, che oscillano tra il 3 e il 5%: giganti dai piedi di argilla nel nuovo immenso mercato che si va creando ogni giorno.

Mercanti come Allen e i suoi partner sono molto sensibili ai numeri, in fin dei conti - è proprio il caso di dirlo - ritengono che sia il linguaggio degli dèi e che le altre argomentazioni utilizzate dalle altre caste, ancorché efficaci, in qualche modo siano riconducibili ai numeri. In questo momento dunque l'eroe è Chad. Dopo Bill Gates, fondatore di Microsoft, Larry Page e Sergey Brin, fondatori di Google, ora è il tempo di Chad, la nuova promessa (the promising newcomer).

Lui, novello alchimista alla Corte dei Mercanti e degli Scriba, fra l'altro dimostra di trovarsi perfettamente a suo agio tra i potenti e si comporta esattamente come ognuno s'aspetta che si comporti. «Questi signori vogliono lavorare con noi» dice all'Associated Press «per mantenere le loro rilevanti posizioni. Il trend di crescita nel web è costante, quindi noi stiamo lavorando con loro per trovare soluzioni che consentano sinergie».

Detto questo si apparta per 45 minuti con Leslie Moonves, l'amministratore delegato della CBS Corporation. Si fanno servire del tè e quando riappaiono dopo il loro colloquio, la signora Moonves si dichiara piacevolmente meravigliata delle cifre recentemente apprese e conclude dicendo che la CBS avrebbe presto cominciato a caricare programmi su YouTube. È il secondo enorme sostegno che i Ragazzi di San Bruno ricevono da un altro Tv network dopo la NBC.

Ciò fatto Chad non vuole di certo sottrarsi ad altri tè o aperitivi in privato, e in particolare si dedica agli incontri con le grandi catene di supermercati Wal Mart Stores e Home Depot. Tutto ciò mentre il presidente della Nike, passando da quelle parti, lo saluta con grande calore e quello della Walt Disney strizza l'occhio a tutti. Quella è stata proprio una bella settimana per Chad, la settimana più felice della sua vita, in cui so- no piovuti riconoscimenti e si sono avviati contratti miliardari. «Sei contento Steve?» chiede al telefono al suo partner, che è rimasto a mandare avanti la baracca. E Steve esulta.

«Sei contento Roelof?» chiede al telefono al quarto uomo. «Non male» risponde il sudafricano dal suo ufficio alla Sequoia Capital «non male. Però» pausa «si può fare di più». Chad non capisce. O forse capisce benissimo.

Nel frattempo: il presidente Bush, senza rendersene conto, lavora per YouTube. La sua «palpatina» al cancelliere tedesco Angela Merkel durante il G8 è stata inviata al sito e ha già fatto il giro del mondo passando da un'email all'altra. «Attenti politici, ormai chiunque abbia un telefono cellulare o una telecamera può rovinarvi!» «I filmati amatoriali imbarazzanti esistono da anni» ricordano i consiglieri politici «solo che prima si doveva trovare una stazione Tv che li mandasse in onda e, di solito, si trattava. Oggi YouTube li spara subito su audience di decine di milioni di persone».

In quel periodo il più famoso dei «caduti» sotto l'effetto YouTube è il senatore repubblicano della Virginia, Gorge Allen. Dopo essere stato braccato per settimane da S.R. Sidarth, un ragazzo di origine indiana pagato da un candidato avversario per seguirlo con una telecamera in ogni suo spostamento, un giorno il senatore si rivolge al giovanotto sorridendo e, prima di pronunciare un livido «Welcome to America», lo chiama un paio di volte «macaco». Il clip finisce su YouTube e la corsa alla Casa Bianca di Allen si interrompe.

Altro caso eclatante è quello di Joe Liebermann che, durante le primarie dei democratici, è costretto a rivedere sul sito il suo abbraccio a George Bush con il quale esprimeva sostegno alla guerra in Iraq. Neanche Al Gore riesce a sottrarsi alla satira quando il suo film sul riscaldamento globale viene rimontato dagli youtuber, e lui si ritrova a parlare a una sterminata platea di pinguini che lo seguono annoiati. La web-videocrazia ha nuove leggi, e bisogna imparare a farci i conti.


2- MENTOS, COCA-COLA E YOUTUBE: CHE COCKTAIL ESPLOSIVO
L'irriverente, esplosiva, inarrestabile creatività degli youtuber intanto non manifesta cedimenti. A metà giugno un prestigiatore e un legale del Maine concepiscono un nuovo viral clip: il Diet Coke & Mentos Experiments, 3 minuti (più emulazioni) che generano milioni di click. I due inseriscono quattro pasticche alla menta, di marca Mentos, in una bottiglia di Coca-Cola Diet da due litri, e mostrano la reazione: una fontana di bollicine che si alza per metri. Realizzano anche una performance con 50 bottiglie e 500 mentine che, in effetti, è paragonabile al viale delle Cento Fontane di Villa d'Este, se non addirittura alle fontane del Bellaggio Hotel di Las Vegas.

È a quel punto che la BBC scende in campo apertamente. Forse perché lo stile del clip è garbato, forse perché il Maine fu una delle ultime colonie britanniche in Usa, la Tv pubblica inglese ritiene opportuno un commento sul suo sito e lo affida a un docente della Facoltà di Legge di Ottawa (Canada) specializzato in norme relative a Internet e all'e-commerce: il professor Michael Geist.

Il professor Geist innanzitutto svela un piccolo segreto. L'esperimento che si vede su YouTube senza inserzioni pubblicitarie, si vede anche su un altro sito generato dagli utenti, Revver. Qui però, alla fine del clip, è stata inserita una pubblicità. L'inserzionista ha pagato 30.000 dollari, e la metà è andata agli ideatori, Globe e Voltz. Mentos successivamente, a seguito delle apparizioni dei due in noti programmi Tv, ha sponsorizzato il clip con altro denaro, ritenendolo una buona promozione. La Coca-Cola invece non ha affatto gradito.

Geist continua le sue rivelazioni mappando la scena del video online: Google Video ormai è diventato il favorito dai piccoli produttori di documentari che non stanno nei 10 minuti massimi tollerati da YouTube; tra i peer-to-peer service il migliore è BitTorrent; Machinima riesce a impastare e a far impastare centinaia di videogiochi in un modo che non s'è mai visto prima, mentre chi vuole pagare 1,99 dollari per vedere o rivedere qualcosa si rivolge prevalentemente all'iTunes della Apple. «Il risultato» secondo il professor Geist «è un'incredibile offerta in cui affermati professionisti competono con dilettanti, alla ricerca non solo di audience ma anche di denaro. In questa scena non è il potere del medium, o il budget o le risorse tecnologiche che fanno i vincitori, ma la creatività».

Ecco qua, l'Accademia mette il timbro e sancisce: si dia spazio alla creatività. Ma non solo. Le altre affermazioni rilevanti riguardano il denaro. Questa creatività può essere (quasi) direttamente remunerata dalla pubblicità? Ma certo: l'esempio di Globe e Voltz su Revver lo conferma. Non si parla però dei numeri: Revver tuttora veicola utenti nell'ordine delle migliaia o raramente decine di migliaia su ognuno dei clip lì inseriti. Senza contare che è lento e che la pubblicità è insopportabile. In ogni caso fioriscono i videosites, ce ne sono quasi 250, ma poco noti. Tra questi, oltre a Revver, si parla di iFilm, Grouper, Frozen Hippo, Blennus, Eefoof, VideoEgg, Veoh.

In questo periodo, ahinoi, diventa viral anche un altro clip: la testata di Zidane a Materazzi. Purtroppo in questo caso la creatività non c'è proprio. Menzioniamo l'episodio perché è uno di quelli che contribuirono alla scoperta di YouTube da parte degli italiani (vedi la sezione YouTube Italy).


LINK ALLA PRIMA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dagospia-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-prima-puntata-ha-cambiato-la-vita-a-36398.htm

LINK ALLA SECONDA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dagospia-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-seconda-puntata-se-i-tre-giovani-nerd-36452.htm

LINK ALLA TERZA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-terza-puntata-non-appena-il-sito-decolla-da-ogni-angolo-36506.htm

LINK ALLA QUARTA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-quarta-puntata-quella-grande-idea-di-fare-36567.htm

LINK ALLA QUINTA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-quinta-puntata-nel-2006-anche-un-giornale-36618.htm

LINK ALLA SESTA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-sesta-puntata-nel-2006-la-popolarit-del-36675.htm

LINK ALLA SETTIMA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-7-puntata-il-sito-preso-di-mira-36724.htm

LINK ALLA OTTAVA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-8-puntata-si-diffonde-la-febbre-del-36774.htm

LINK ALLA NONA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-9-puntata-proliferano-tra-laltro-le-trasmissioni-36852.htm

LINK ALLA DECIMA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-decima-puntata-sullenterprise-della-cultura-pop-youtube-36902.htm

LINK ALL'UNDICESIMA PUNTATA
http://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/dago-presenta-youtube-story-di-glauco-benigni-11-puntata-la-filosofia-la-cosa-piu768-36954.htm

 

YOU TUBE il fondatore di youtubeSTEVE CHEN CHAD HURLEY E STEVE CHEN lapresse youtube Chad Hurley Steve ChenCHAD HURLEY STEVE CHEN JAWED KARIM

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