DALLA PUÒ! (NULLA SARÀ COME PRIMA) - PRETI E CATTOLICI COMPATTI A DIFESA DEL FUNERALE IN BASILICA COL FIDANZATO SUL PULPITO - IL CONFESSORE DON CHESSA: “AVREI CELEBRATO ANCHE DOPO L’OUTING. LE POLEMICHE SONO UNA VENDETTA DEI GAY ” - A DON BOSCHI IL PREMIO PER LA MIGLIOR SCUSA: “SONO ANDATO PIÙ VOLTE A CASA DI LUCIO E MARCO E NON HO VISTO NULLA” (COSA DOVEVA VEDERE?) - IL VICARIO: “SOLO IL FUNERALE DI UN UOMO” - PERFINO GLI ACCANITI FROCIOFOBI GIOVANARDI E BUTTIGLIONE: “NON STRUMENTALIZZIAMO, RISPETTIAMO IL SUO STILE”…

1 - LUCIO DALLA: IL CONFESSORE, AVREI CELEBRATO FUNERALE ANCHE DOPO OUTING 
- DON CHESSA, NON RISPONDO PER LA CURIA BOLOGNESE, È PREVALSO CHE ERA UN CREDENTE
(Adnkronos) - ''Per quanto mi riguarda, non avrei avuto problemi'' a celebrare il funerale di Lucio Dalla, anche se la sua omosessualità fosse stata nota e dichiarata. Dom Ildefonso Chessa, monaco benedettino del Convento di Santo Stefano di Bologna, amico e confessore di Lucio Dalla, chiarisce così all'Adnkronos la sua posizione, all'indomani delle polemiche sulla presunta ipocrisia della Chiesa. Polemiche che Dom Chessa definisce ''immeritate, frutto di un'ipocrisia che confina con una sorta di populismo di ritorno, mentre questo è il momento di tacere''. Dom Chessa precisa di parlare a titolo personale.

''Non posso rispondere per quanto riguarda la Curia bolognese - dice - ma se ha dato l'autorizzazione...''. E ribadisce ''comunque per loro non me la sento di dire si o no''.
''Noi siamo amati tutti dal Signore, in quanto suoi figli, e ognuno di noi lo è in modo particolare nella sua individualità. Davanti al Signore - sottolinea il monaco benedettino - ogni cosa viene ricomposta, al di là delle nostre fragilità''.

''Ci sono tantissimi esempi negli ultimi tempi, non vedo perché io debba fermarmi di fronte a etichette che servono solo a far parlare '', aggiunge. ''Il concetto di fondo è che la misericordia del Signore va oltre queste stupidaggini e bassezze. L'elemento da sottolineare - spiega poi tornando a riferirsi a Dalla - è che comunque la chiesa bolognese gli ha dato tranquillamente ospitalità pur conoscendo la situazione. Quello che è prevalso è che lui era un credente. E questo dovrebbe prevalere sempre''.

''Basta leggere i documenti del Magistero - osserva ancora Dom Chessa - Il problema è che pur non conoscendo ciò che la chiesa pensa al di là dell'atto si dicono cose poco gentili e sicuramente immotivate Chi vuole sottolineare questo aspetto lo fa solo per cercare visibilità e non per dare un contributo costruttivo al dialogo''.

2 - RADIO PADANIA ATTACCA, UN ITALIOTA E NEMMENO PADANO LEGA CONTRO CANTAUTORE, SIMBOLO DI UN'ITALIA CHE NON VORREMMO
(Adnkronos) - Lucio Dalla "e' stato anche il simbolo di un'Italia che noi padani non vorremmo, bisogna pur dirlo e denunciarlo". Il cantautore morto improvvisamente giovedi' scorso e' un "italiota, sagace autore dell'Italia tricolorita". Esce fuori dal coro dei rimpianti Andrea Rognoni, conduttore di Radio Padania, in una riflessione sull'artista bolognese affidata ai microfoni della trasmissione 'Arte Nord'. Per Rognoni il brano 'Caruso', "quello che viene celebrato come il suo miglior pezzo, risulta anche come il piu' stucchevole.

E' un calco di un'opera lirica dove viene imbastito un racconto: ecco, lui in questo era bravo, nell'imbastire racconti suggestivi e piacevoli, legati alle note piu' struggenti, piu' italiane e piu' italiote. In questo Dalla aveva un vantaggio - secondo Rognoni - perche' il padre era bolognese, dunque padano, la madre invece no". "L'eclettismo ci e' sempre piaciuto - rincara la dose il conduttore - ma l'eclettismo di Dalla era un po' calcolato, fazioso, un po' mirato ad accontentare tutti i gusti del pubblico, soprattutto del Centro-Sud". Rognoni passa dunque in rassegna i pezzi piu' celebri dell'artista scomparso giovedi' scorso: "'4 marzo '43', di cui non scrisse il testo, 'Il giorno che verra'', altro grande successo: in questi testi cosa emerge? Una visione del mondo un po' ecumenista, di tipo cattocomunista".

Rognoni fa il verso ai brani piu' celebri di Dalla: "'i preti potranno sposarsi ma soltanto a una certa eta'', 'e faremo l'amore per intere settimane'", versi incentrati "su un'utopia in cui non c'e' da lavorare - dice - perche' dobbiamo avere il tempo per trom..., e quel Gesu' bambino", protagonista del successo '4 marzo '43', "era figlio di una put....". "Ci sono cascati tutti, anche noi siamo caduti in quell'inghippo di credere in un mondo utopistico assurdo". Infine, un riconoscimento, seppur minimo, a Dalla: "se non altro le canzoni scritte in padania si fanno ricordare: 'Piazza Grande, 'Nuvolari', 'Milano'", elenca, pur puntualizzando che nel brano dedicato al capoluogo lombardo viene meno "la milanesita' della citta'" quando Dalla da' spazio a siciliani e tedeschi.


3 - IL CONFESSORE DI DALLA: «LE POLEMICHE PER
IL FUNERALE IN CHIESA? VENDETTA DEI GAY»

Da "Corriere.it" - Domenica Lucia Annunziata era intervenuta polemicamente sul mancato coming out di Dalla riguardo il suo orientamento sessuale «La Chiesa è ipocrita». Ma non si era indignata solo la conduttrice, ma anche diverse associazioni per i diritti degli omosessuali per la presenza di Marco Alemanno a San Petronio, compagno del cantautore.

«VENDETTA GAY» - Il giorno dopo le esequie interviene sulla questione Bernardo Boschi, il confessore di Dalla che a San Petronio ha pronunciato l'omelia. E non per calmare le acque: «Le polemiche sono la vendetta dei gay che volevano fare del cantante una bandiera». Prosegue poi il prelato: «La Chiesa condanna il peccato, non il peccatore quando questi fa un certo cammino. Questi soloni che imperversano, dicendo che la Chiesa è ipocrita non sanno niente della Chiesa».

«IO NON HO VISTO NULLA» - Per il domenicano, le polemiche sulla presenza di Alemanno sono «micidiali sul piano umano. Io sono andato tante volte a casa di Lucio e c'era anche Marco Alemanno, e non ho mai visto nulla». Sbaglia anche, secondo il religioso, chi ha malinteso la sua mano tesa verso il giovane. «Era un povero ragazzo che soffriva. Si dà quello che si ha, e dobbiamo dare il bene. Ma se dentro le persone c'è la malizia, uno la vede ovunque».

«SCIACALLI» - Insomma, secondo Boschi:« Lucio Dalla era una persona di grande fede e non ha mai voluto conclamare» la propria omossessualità». perciò il domenicano ha «avuto una sensazione molto sgradevole, di mancanza di civiltà nel leggere le polemiche sui giornali. Quelli che criticano sono sciacalli, iene. Sputano sentenze su cose più grandi di loro». Il provicario generale della diocesi di Bologna, monsignor Gabriele Cavina, che domenica ha presieduto il rito, a chi gli ha chiesto un commento ha risposto: «avrei dovuto avere il tempo per leggere i giornali, invece non ho letto niente».

4 - VICARIO DIOCESI, E' STATO FUNERALE DI UN UOMO
(ANSA) - Il funerale di Lucio Dalla "é stato fatto con i criteri con cui lo si sarebbe fatto con il funerale di qualsiasi altro cristiano". Cioé "coinvolgendo le persone a lui più vicine, con attenzione alle loro esigenze, e dando alla liturgia un tono di affetto e familiarità". A dirlo é monsignor Giovanni Silvagni, vicario generale dell'arcidiocesi di Bologna. "Non è stata - ha aggiunto all'ANSA - la celebrazione di un funerale omosessuale, ma il funerale di un uomo". Per il 'numero due' della diocesi guidata dal cardinale Carlo Caffarra le polemiche sono "uno spostare il tema su un aspetto secondario, una strumentalizzazione tardiva che si commenta da sola. Chi vuole cavalcare l'onda si assume le sue responsabilità. Credo che sia una mancanza di rispetto verso chi prova dolore", ha detto.


5 - GIOVANARDI, NO A STRUMENTALIZZAZIONE POLITICA
(ANSA) - "Ieri abbiamo visto cose straordinarie, un personaggio che non ha mai ostentato i suoi affetti, i suoi orientamenti". Così Carlo Giovanardi (PDL) ha commentato nello studio di Tgcom24 le polemiche nate intorno all'omosessualità di Lucio Dalla, all'indomani dei funerali. "Ci sono stati funerali commoventi - dice - tutti gli altri commenti sono sembrati fuori posto. Quando si mischia la politica con le associazioni gay, nasce la manipolazione.

Voglio rispettare una persona come Lucio Dalla che non ha mai parlato, in vita, di cose di cui, ora che è morto, non si fa che parlare. Si vuole costruire una speculazione politica sui sentimenti di una persona che, oltretutto, era molto religiosa. Chi dice che la Chiesa non fa i funerali agli omosessuali? Lucio Dalla era fortemente religioso, un modello di sobrietà e di intelligenza, non ha voluto rendere pubbliche alcune cose quando era in vita, perché lo si deve strumentalizzare dopo la morte? Questo vuol dire utilizzare Dalla contro Dalla".

6 - BUTTIGLIONE, RISPETTIAMO IL SUO STILE
(ANSA) - "Lucio Dalla ha vissuto con discrezione la sua omosessualità ed egualmente nello stesso modo ha vissuto la sua fede cristiana, come parte della sua umanità, senza utilizzarle contro qualcuno e come arma di lotta. Ora dopo la sua scomparsa sarebbe il caso di rispettare la strada che lui aveva scelto senza strumentalizzazioni". E' l'invito di Rocco Buttiglione, Udc, vicepresidente della Camera dei Deputati.

7 - LUCIO DALLA: MOVIMENTO TRANS, FUNERALI SEGNO RETORICA CHIESA
(ANSA) - I funerali di Lucio Dalla celebrati ieri nella basilica di San Petronio, a Bologna, non sono un segno di apertura della Chiesa verso il mondo omosessuale ma ''solo la retorica del potere e della Chiesa''. Cosi' Porpora Marcasciano, vicepresidente del Mit (Movimento identita' transessuale), interpreta le polemiche nate attorno alla morte di Dalla e alle parole del suo compagno, Marco Alemanno, in Chiesa.

La storica attivista del movimento gay-lesbico-trans ricorda che ''Dalla non ha mai ostentato la sua omosessualita' ma la lasciava intendere''. Ciononostante, aggiunge, ''credo che la Chiesa abbia reso tutti gli onori all'artista e alla persona, ma l'omosessuale viene come ultima cosa. Questo e' l'esempio lampante del fatto che la Chiesa non esclude nessuno. Cosi' almeno a parole. In realta' include solo chi reputa opportuno''.


8 - CELENTANO E MORI STAMATTINA IN PREGHIERA SULLA SUA TOMBA IL 'MOLLEGGIATO' CON LA MOGLIE, MORANDI E MAZZI ALLA CERTOSA DI BOLOGNA
(Adnkronos) - Adriano Celentano, accompagnato dalla moglie Claudia Mori, da Gianni Morandi e dal produttore Gianmarco Mazzi, si e' recato questa mattina al cimitero della Certosa di Bologna dove ieri e' stata tumulata la salma di Lucio Dalla. Celentano, la moglie e gli altri due amici si sono trattenuti alcuni minuti in preghiera davanti alla tomba del cantautore. La loro visita, svolta in maniera molto discreta, non e' sfuggita pero' ad alcuni visitatori che hanno avvertito la stampa locale.

 

MARCO ALEMANNO PARLA IN CHIESA AI FUNERALI DI LUCIO DALLA LUCIO DALLALucio DallaLUCIO DALLA LUCIO DALLA MARCO ALEMANNO CON DON ILDEFONSO CHESSA CARLO GIOVANARDI BUTTIGLIONE CELENTANO fft79 claudia moriPADRE BERNARDO BOSCHI

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