de gregori dylan

DE GREGORI DYLANIATO - ''A VOLTE MI DICO: "IL MONDO VA MALE PERCHÉ LA POLITICA HA FALLITO". PER DYLAN È ESATTAMENTE IL CONTRARIO: IL MONDO VA MALE PROPRIO PERCHÉ LA POLITICA ESISTE"

DE GREGORIDE GREGORI

Malcom Pagani per il “Fatto Quotidiano”

 

Roma immaginava topi attraversare via Frattina, a Milano trova gatti nei navigli: "Ne ho appena visto uno passato a miglior vita, scorreva nel canale", dice serio mentre altra acqua sta per scendere dal cielo e i lampi del suo nuovo disco - De Gregori canta Bob Dylan. Amore e furto - promettono più tempesta che consolazione.

 

Non c' è quiete nelle 11 canzoni che Francesco De Gregori manda nei negozi da oggi con Caravan/Sony Music, iniziando un tour nelle Feltrinelli che precede quello nei teatri, al via dal 5 marzo dell' anno che verrà.

 

Si scrive a un amico anche qui, in questa perfetta fusione tra le melodie di Dylan e la traduzione di De Gregori: "Che non è mai interpretazione perché tradurre è un conto, penetrare in quel che voleva dire Dylan è un altro. Non lo sa nessuno e il mio disco non lo svela. Io ho cercato di restituire la fedeltà dei testi e ho curato la musica al solo scopo di farla viaggiare".

 

DE GREGORI DISCODE GREGORI DISCO

Da Desolation Row a Not darkyet, tra uomini divorati dalla vanità, tentazioni e tradimenti, De Gregori non estirpa la radice di una passione, ma ribalta il senso di un aggettivo, "dylaniano", cucitogli addosso con periodica applicazione.
 

bob dylanbob dylan

Il disco è bellissimo, ma lei ha mentito. In primavera giurava che il progetto non esistesse.
Mentire è un brutto termine: non sapevo se il disco sarebbe nato e se il lavoro sui testi mi avrebbe soddisfatto. Dovevo verificare. Volevo cantare in italiano, ma avevo dubbi su tutto, anche sugli arrangiamenti: mantenere quelli di Dylan o utilizzare i miei? La verità è più o meno questa. (Ride)

 

Da ragazzo, ignorato, le capitava di suonare Dylan sui gradini del Pantheon con Baglioni. Si fermò solo un turista giapponese.
Era una vita fa, oggi ho più consapevolezze e forse anche più distacco. Quando cominciai ero un fan di Dylan. Lo sono anche ora, ma canto da 40 anni. L' approccio è più paritario. Dylan è un collega. Una persona che ammiro da cui attingo per restituire. Canto le sue cover come lui farebbe con Sinatra, perché il mio in fondo è un disco di cover.
 

DE GREGORI DYLAN 9DE GREGORI DYLAN 9

Il titolo è ironico: Amore e furto. Sembra prevalere il primo.
Se non lo amassi, non ci sarebbe il disco. Ma affrontando Dylan oggi so di cosa parlo, dove nasce la sua musica, come viene suonata e dove vuole andare. Non mi muovo più come il ragazzino nel parco giochi che ero, quando ascoltavo Desolation Row a 20 anni.
Sensazioni e suoni mi cadevano addosso violenti e io mi perdevo. Beatamente, ma mi perdevo.

Chi le fece ascoltare Dylan per la prima volta?
Quell' eversore di mio fratello Luigi, fondamentale come sempre. Portava a casa cose strane, dischi americani, Elvis e Paul Anka. Fino ad allora in casa si ascoltava la lirica amata da mia madre e qualche canzonetta, da lei a stento sopportata, gracchiata dalla radio.

DYLAN NEWPORTDYLAN NEWPORT

 

La voce di Dylan mi scosse. Il suono elettrico mi sconvolse. Non era un suono che conoscevo, ma un timbro sporco, polveroso, lontanissimo dalla calligrafia un po' perbenista disegnata dagli stessi Beatles.

Dopo conobbe i testi?
Dietro a questo suono grezzo e cattivo che mi piace tanto - mi chiesi - cosa dice questo Dylan?. Mi ripete Please,please me o mi racconta altro? Mi misi lì, con il vocabolario di inglese, a cercare parola per parola. E mi feci scoprire esattamente come capitò al mio compagno di banco cazziato dalla professoressa che lo aveva sorpreso con i testi dei Beatles nel Rocci durante l' ora di greco.

DE GREGORI DYLAN DE GREGORI DYLAN

 

Avevo 14 anni, iniziavo a prendere in mano la chitarra e dai testi di Dylan rimasi affascinato. Erano complicati, toccavano psiche, morale e società, in un tempo semplice in cui i musicisti risolvevano i propri interrogativi intonando tante Stand by me, tante 'ti amo, mi ami', tanti sentimenti senza complessità.
 

Come canta in questo disco: "In ogni bella frase c' è un senso del dolore". Quanto l' ha influenzata Dylan?
Tantissimo. Potrei persino individuare il giorno in cui scattò il clic e la frittata fu fatta. Ero una giovane spugna. Per Dylan ho sempre provato rispetto, mai idolatria. Se ora passasse qui non gli chiederei autografi né qualcosa in più di quanto già non rivelino le canzoni.

 

de gregoride gregori

Nei libri a tema che pure ho aperto c' è di tutto e di più. Mi sono sempre accontentato di qualcosa in meno. Forse lo racconterei a un amico: "Sai che ho visto Dylan", "Sì e com' è?". "Forte, piccolino, potente".

Apprezza la riservatezza dylaniana?
Chi fa il mio lavoro sa che sfera pubblica e privata confliggono. Per anni Dylan non ha potuto muoversi senza sentirsi chiedere ricette di vita.
 

Un peso insostenibile. Come non capirlo quando si infuria con chi va a cercare tracce di lui persino nel cassonetto?
Dentro il disco brillano canzoni come Political world. Mi chiesi sbagliando se non fosse tornato all' epoca di Masters of war, una canzone giovanile e ingenua in cui buoni e cattivi avevano ruoli chiari e distinti. In Political world, buoni e cattivi non ci sono più. C'è il giudizio universale, c' è un quadro di Bosch e nessuna traccia di scampo, pietà o soluzione. Sa qual è la cosa più crudele?

francesco de gregorifrancesco de gregori

 

Dica.
Che Dylan imputa tutto questo alla politica e contraddice la nostra visione rasserenante: la politica come soluzione ai problemi. A volte mi dico: "Il mondo va male perché la politica ha fallito". Per Dylan è esattamente il contrario: il mondo va male proprio perché la politica esiste.

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