IL DIVANO DEI GIUSTI – “MA CHE È STO BAGNATICCIO?”; “ME SO’ PISCIATO ADDOSSO”. “CHI SEI?” ; “STO CAZZO!”. STASERA IN CHIARO AVETE UNA PERLA DEL TRASH COME “SONO SOLO FANTASMI” FIRMATO DA CHRISTIAN DE SICA, MA DIRETTO DAL FIGLIO BRANDO -TROVATE ANCHE UNO DEGLI ULTIMI FILM DI PAOLO VIRZÌ, “SICCITÀ”: L’IDEA DI UNA ROMA SENZA ACQUA DA PIÙ DI UN ANNO COL TEVERE IN SECCA (OTTIMI GLI EFFETTI SPECIALI, SI VEDONO ANCHE I TOPI) NON È MALE – NELLA NOTTE PASSA “LACCI”, DI DANIELE LUCHETTI, TRATTO DAL ROMANZO DI DOMENICO STARNONE DEL 2014… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
christian de sica sono solo fantasmi
Che vediamo stasera? Ieri sera era un pianto. Non c’erano buoni film in prima serata e i talk show politici, dove pensavo ci fosse una qualche vitalità, dimostravano il disastro di Rai, completamente svuotata di giornalisti e opinionisti, dove era rimasto solo un anacronistico Michele Santoro da Massimo Giletti su quella che un tempo fu Rai Tre (adesso piango), e di Mediaset, che affidava il commento al referendum a un esagitato Porro e al suo teatrino dove cercava di spiegare chi ha fatto vincere il no con una sondaggista che torturava da ore e una Barbara Palombelli irriconoscibile per i troppi flou.
Alla 7, dopo la Gruber, che trionfava al palo della tortura un Italo Bocchino alquanto depresso, partiva una delle puntate più fiacche di Propaganda con i Subsonica più invecchiati di Santoro che festeggiavano trent’anni di attività. Sono passati così tanti anni? Ricordate quando Isabella Ragonese lasciò Nanni Moretti per Samuel dei Subsonica?
SONO SOLO FANTASMI DE SICA BUCCIROSSO TOGNAZZI
Stasera in chiaro avete una perla del trash come “Sono solo fantasmi” firmato da Christian De Sica, ma diretto dal figlio Brando, con Christian De Sica, Carlo Buccirosso e Gian Marco Tognazzi ghostbusters napoletani, Gianni Parisi, Leo Gullotta, Tommaso Bianco, Cine 34 alle 21. Vi ricordo qualche battuta. “Ma che è sto bagnaticcio?” – “Me so’ pisciato addosso”. “Chi sei?” – “Sto cazzo!”. Ottimo anche il fantasma scorreggione.
Il film, su soggetto di Nicola Guaglianone e Menotti, sceneggiatura scritta assieme a Andrea Bassi e Luigi Di Capua, vede tre fratelli acchiappafantasmi interpretati da Carlo Buccirosso, Gian Marco Tognazzi e dallo stesso Christian, alle prese con una marea di fantasmi napoletani particolarmente aggressivi.
Il più fetente è appunto il fantasma scorreggione che tormenta il ristorante “La cozza d’oro” di Tommaso Bianco, che vediamo volare in mezzo al salone centrale sparando merda su tutti. La più cattiva è la il fantasma della strega Janira che vuole vendicarsi sui napoletani seppellendoli sotto il Vesuvio. Rispetto ai cinepanettoni dell’epoca De Laurentiis con Boldi e Christian siamo qui alle prese con una commedia decisamente moderna, all’americana, girata con trucchi e effetti speciali più che onorevoli, e le vecchie battute del genere, i vattelapigliand…. sono relegate a punteggiature del personaggio di Christian.
quel maledetto colpo al rio grande express 3
Mediaset Italia 2 alle 21 propone la commedia sportiva con allenatore “Campioni” diretto da Bobby Farrelly con Woody Harrelson, Ernie Hudson, Cheech Marin, Matt Cook, Kaitlin Olson, Madison Tevlin. Voglia di western? Su Iris alle 21, 10 trovate “Quel maledetto colpo al Rio Grande Express” diretto da Burt Kennedy con John Wayne, Ann-Margret, Ben Johnson, Christopher George.
Leggo che Wayne si ruppe due costole prima dell’inizio delle riprese, ma girò lo stesso. Si incazzò con Burt Kennedy che voleva un ruolo per il grande Jack Elam, caratterista meraviglioso con l’occhio storto, ma John Wayne non glielo concesse perché Elam gli aveva rubato la scena troppe volte su “Rio Lobo” di Howard Hawks.
quel maledetto colpo al rio grande express
Nello stesso anno Jack Elam si rifece con una grande scena di duello con Kris Kristofferson in “Pat Garrett & Billy the Kid” di Sam Peckinpah come il vecchio Alamosa Bill che ha la sfortuna di essere fattoi sceriffo da Pat Garrett e di incontrare Billy The Kid. “Non erano dieci passi”, gli fa Billy dopo avergli sparato quando si volta dopo l’ottavo. “Non ho mai saputo contare…” risponde Alamosa Bill a terra, “La gente almeno mi ricorderà”, chiude spirando.
Canale 20 alle 21, 10 passa il thriller con Liam Neeson “Unknown” diretto da Jaume Collet-Serra con la bellissima Diane Kruger, January Jones, Frank Langella, Aidan Quinn e Bruno Ganz. Da vedere.
Su Rai Movie alle 21, 10 arriva un grande film di guerra realistico particolarmente amato da Quentin Tarantino che lo mette al primo posto nella classifica dei migliori degli ultimi vent’anni, “Black Hawk Down” di Ridley Scott con Josh Hartnett, Ewan McGregor, Tom Sizemore, Eric Bana, William Fichtner, Ewen Bremner.
Il tutto si riduce a una missione, difficile, in quel di Mogadiscio, di un gruppo di specialisti che devono salvare i militari che si sono salvati nell’abbattimento di due elicotteri Black Hawk da parte dei ribelli somali. Un casino… Girato in Marocco vent’anni fa. Molto carino, Tv2000 alle 21, 10, la commedia di Lawrence Kasdan “French Kiss” con Meg Ryan, Kevin Kline, Timothy Hutton, Jean Reno.
Canale 27 alle 21, 10 passa quello che mi sembrò il più moscetto degli indiana Jones, cioè “Indiana Jones e il regno del teschio di cristallo” diretto da Steven Spielberg con Harrison Ford, Cate Blanchett, Shia LaBeouf, Karen Allen, John Hurt, Jim Broadbent.
sylvester stallone dolph lundgren rocky iv
Su La7 Cinema alle 21, 15 passa un più scatenato “Rocky IV” di Sylvester Stallone con Sylvester Stallone, Dolph Lundgren (“Io ti spiezzo in due”), Brigitte Nielsen, Burt Young, Michael Pataki, James Brown. Stallone, per rendere più realistico l’incontro con Ivan Drago, decise di fare sul serio con Dolph Lundgren. Così si prese un cazzotto che finì per mandarlo all’ospedale.
Arnold Schwarzenegger aiutò a allenare Dolph Lundgren per fargli capire come comportarsi sul set. Brigitte Nielsen si sposò Stallone alla fine della lavorazione, ma divorziarono due anni dopo. La5 alle 21, 15 ci ripropone la nascita del #metoo con “Anche io” di Maria Schrader con Carey Mulligan, Zoe Kazan, Tom Pelphrey, Samantha Morton, Patricia Clarkson.
Rai5 alle 21, 20 passa uno degli ultimi film di Paolo Virzì, “Siccità” con Monica Bellucci, Emanuela Fanelli, Elena Lietti, Vinicio Marchioni, Valerio Mastandrea. L’idea di una Roma senza acqua da più di un anno col Tevere in secca (ottimi gli effetti speciali, si vedono anche i topi) non è male. scrivevo quando uscì. Si poteva anche asfaltare secondo il modello verdoniano (”finalmente in questa città se score”).
Magari è un po’ risaputa quella di costruire attorno al tema della siccità e della mancanza d’acqua, tra pandemia e nuovi virus, virologi nordici da tv, dottoresse, attori senza lavoro che diventano influencer, figli scojonati che odiano i genitori, una serie di situazioni e scenette da cinema italiano, anzi romano, da tarda commedia scoliana (o virziana) che dovranno poi arrivare a incrociarsi tra loro.
Ecco. “Siccità” parte da un soggetto di Paolo Giordano e Virzì stesso poi sviluppato assieme a Francesca Archibugi e Francesco Piccolo, più divertente e godibile dei precedenti film del regista, “Ella&John” e “Notti magiche”, dimostra sia la sua maestria nel tenere assieme così tanti attori e trame diverse senza mai perdere il filo narrativo e l’unità di racconto, ma anche il limite stesso di questo tipo di cinema.
Forse non più alla “moda”, dico una parola brutta lo so, vedendosi preferire nei festival film italiani magari non così elaborati e interessati a raccontare la nostra realtà, i titoli li sapete, ma più “presentabili” proprio perché ideati e costruiti come film da festival. Ma riconosco che il pur angosciante e apocalittico “Siccità”, con virus e mascherina per tutti, si presenta coi toni allegri della commedia, gag, battute, situazioni simpatiche.
C’è Silvio Orlando che non vuole uscire di prigione e si trova fuori da Rebibbia per caso dopo 25 anni, in cerca della figlia, Sara Serraiocco. C’è Valerio Mastandrea, un tempo sposato con Claudia Pandolfi, dottoressa, che fa il tassinaro dopo essere stato autista di un politico suicida che ogni tanto gli si presenta. Vede anche i genitori, Gianni De Gregorio e Paola Tiziana Cruciani. C’è il virologo del nord, Diego Ribon, arrivato a Roma per una trasmissione tv che si ritroverà a casa di Monica Bellucci.
Tommaso Ragno, attore senza lavoro, ma accetterà sei pose in “Un nemico del popolo” diretto da Massimo Popolizio (la scena fa ridere, confesso), che si è fissato di fare l’influencer che dice la sua sulla siccità, non capendo i turbamenti della moglie, Elena Lietti, che cerca di tradirlo con un bell’avvocato romano, Vinicio Marchioni, nuovo marito di Claudia Pandolfi.
Non scordiamo Max Tortora, un tempo padrone di un negozio di abbigliamento e ora senza un soldo, che sfoga su un immigrato tutta la sua rabbia. E Gabriel Montesi, che fa il bodyguard di una ricca rampolla romana, Emanuela Fanelli, che si vendica del marito fedifrago cagandogli sullo yacht a Ostia. E’ così.
Non tutto e non tutti funzionano allo stesso modo, ma Virzì tiene bene in mano il film, e alcuni personaggi, come quelli di Gabriel Montesi e della Fanelli, sono belle novità. Ragno, che mi piace sempre, esagera un po’ troppo, ma Claudia Pandolfi è bravissima sia come dottoressa con Emanuele Salce medico sia come moglie di Marchioni che ex-moglie di Mastandrea, che dorme per quasi tutto il film. Alla fine, sì, siamo davanti a un cinema un po’ bozzettistico, difficile da scrivere e da dirigere, ma almeno Virzì ci prova a raccontare le classi sociali diverse, le loro storie, di ambientarle nella realtà di oggi.
Su Cielo alle 21, 20 avete il più popolare “Cani sciolti”, action diretto da Baltasar Kormákur con Mark Wahlberg, Denzel Washington, Paula Patton, Bill Paxton, James Marsden, Fred Ward. Ricordo bellissimo “Spider-Man 2” di Sam Raim con Tobey Maguire, Kirsten Dunst, James Franco, Alfred Molina, Rosemary Harris, Vanessa Ferlito.
Occhio che il laboratorio di Doc Oks è formato dagli Anthology Film Archives fondati da Jonas Mekas a New York. Lavorarono al copione, in tempi diversi lo scrittore Michael Chabon, David Koepp e Alvin Sargent. Fu l’unico Spider-Man a vincere un Oscar, per gli effetti visivi speciali.
selena gomez ethan hawke getaway senza via di scampo
Passiamo alla seconda serata con un buon action, “getaway – Senza via di fuga” diretto da Courtney Solomon, Yaron Levy con Ethan Hawke, Selena Gomez, Jon Voight, Paul Freeman, Bruce Payne, Rebecca Budig. Sembra che sia bruttissimo, 4% di gradimento. Voglia di un film con Rocco Papaleo? Avete su Cine 34 alle 23, 10 la commedia “Tu mi nascondi qualcosa” diretto da Giuseppe Loconsole con Giuseppe Battiston, Sarah Felberbaum, Rocco Papaleo, Rocio Muñoz, Olga Rossi.
Ricordo simpatico ma modesto, Iris alle 23, 10, “Sfida oltre il fiume rosso” diretto da Richard Thorpe con Glenn Ford, Angie Dickinson, Chad Everett, Gary Merrill, Jack Elam, piccolo film con star e regista che un tempo avrebbero potuto vantare qualche pretesa in più. Ultimo film di Richard Thorpe, qui anche produttore. Rai5 alle 23, 35 passa “Lacci”, diretto da Daniele Luchetti con Alba Rohrwacher, Luigi Lo Cascio, Laura Morante, Silvio Orlando, Giovanna Mezzogiorno.
“Lacci” come il romanzo di Domenico Starnone del 2014, poi portato a teatro da Silvio Orlando protagonista con la regia di Armando Pugliese nel 2017, e “Lacci” come il film che ne ha tratto Daniele Luchetti, scritto assieme a Francesco Piccolo e allo stesso Starnone, e ancora interpretato da Silvio Orlando, anche se qui, rispetto alla versione teatrale dove era molto monologante e tutto in prima persona, deve dividere il ruolo di Aldo con un se stesso più giovane, Luigi Lo Cascio, la moglie Vanda di Alba Rohrwacher che si trasformerà in Laura Morante, e con i due figli interpretati da Giovanna Mezzogiorno e Adriano Giannini.
Venne presentato come apertura di una edizione di Venezia in piena pandemia. Erano anni che non capitava. Più di vent’anni dopo “La scuola”, Luchetti e Starnone si ritrovano, ritrovano Silvio Orlando, per questa non facile messa in scena di “Lacci”.
Perché né noi spettatori né, penso, loro autori riescono a nascondere il fatto che in tutto questo tempo il successo planetario de “L’amica geniale” di Elena Ferrante, cioè della coppia “si dice” Domenico Starnone – Anita Raja, sia in versione libro che in versione serie tv, scritto guarda un po’ da Ferrante assieme a Piccolo con la voce narrante di Alba Rohrwacher, abbia cambiato le cose.
Al punto che Starnone, diciamo, non è solo il fortunato sceneggiatore di una ventina di film e l’autore di una serie di libri in gran parte autobiografici. Come è lo stesso “Lacci”, dove il pur velleitario intellettuale napoletano Aldo, che è un bel po’ simile a Starnone, lascia una moglie con due bambini in quel di Napoli per vivere la sua vita a Roma con la bella Lidia di Linda Caridi, brava protagonista di “Antonia” e qui nudissima in full frontal per far perdere la testa a Lo Cascio e allo spettatore.
Ma, certo, quando è fuori dalla Rai con gli stivali e i calzoni alla zuava la fa perdere molto meno. Poi, grazie alla trovata da sceneggiatore dei lacci delle scarpe che il figlioletto Sandro allaccia come il padre in quel di Dagnino, celebre pasticceria sicula a Roma, Aldo, a differenza di Starnone nella realtà, torna a casa a Napoli, per poi ritrovarsi sessantenne con la faccia di Silvio Orlando assieme a una mai pacificata Laura Morante. So’ cazzi…
E con due figli, Giovanna Mezzogiorno e Adriano Giannini, che hanno vissuto sulla loro pelle il disastro del ritorno del padre. Non sarebbe stato meglio per tutti lasciarsi, che è un po’ la morale del film, non proprio femminista? Dovendo spettacolarizzare il testo, Luchetti trasforma il monologo di Aldo in una storia con due protagonisti alla “Marriage Story” e lo divide in tre atti, il primo negli anni ’80 con i due che si separano, il secondo ambientato oggi con i due che si rinfacciano le cose, e il terzo coi figli che dovrebbero chiudere il racconto.
Luchetti è un buon regista, Starnone e Piccolo sono due ottimi sceneggiatori, la produzione di Beppe Caschetto&RaiCinema è più che solida, ma il film, pur intelligente e attento, soffre di una scrittura, si può dire?, davvero molto maschile e un filo old style. E anche se a più riprese la Vanda di Rohrwacher/Morante cerca di far valere la sua voce, tutto è visto sempre attraverso la testa e gli occhi di Lo Cascio/Orlando.
Anche le sue punizioni, le sue sofferenze, sembrano provocate da lui. Strano, dal momento che siamo molto vicini al mondo di “Elena Ferrante”. Meno strano, certo, se pensiamo che siamo molto più vicini al mondo dei romanzi di Domenico Starnone. “Che cosa lasciamo, quando lasciamo qualcuno? Una casa, una famiglia, il passato, un'idea di futuro, la nostra peggiore fotografia impressa a fuoco negli occhi di chi abbiamo amato”. Fotografia che trova in questa chiusura al maschile, anzi al maschile napoletano del secolo scorso, quasi la risposta alla disponibilità tutta femminile e moderna di “Elena Ferrante”.
Italia 1 a mezzanotte passa il meno fumoso “Star Trek Into Darkness” di J.J. Abrams con Chris Pine, Zachary Quinto, Zoë Saldana, Karl Urban, Benedict Cumberbatch, John Cho.
Rai4 alle 0, 15 propone un horror australiano, “You'll Never Find Me” di Josiah Allen, Indianna Bell con Brendan Rock, Jordan Cowan, Elena Carapetis, Angela Korng, Allina Truon. Ci sono un uomo che vive isolato dal mondo in una caverna e una donna impaurita in fuga dalla tempesta. Molto buono. Tv8 all’1 propone il divertente “Venom” di Ruben Fleischer con Tom Hardy, Riz Ahmed, Michelle Williams, Jenny Slate, Reid Scott, Scott Haze.
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