L’ARTIGLIO DELLA PALOMBA - SOLDI, SOLDI, SIAMO DIVENTATI UN PAESE IN CUI SI PARLA SOLO DI SOLDI - TI SPOSI? QUANTO COSTA? TI SEPARI? PUOI PERMETTERTELO? MUORI? QUANTO LASCI E A CHI? IL NOSTRO PASSAGGIO SULLA TERRA SARÀ IDENTICO A UN ESTRATTO CONTO - È UNA TRAGEDIA SOCIALE, MA ANCORA PRIMA UN DANNO CULTURALE, ESISTENZIALE: MENTRE IL MONDO FA LE RIVOLUZIONI, GIORNALI E TV IN ITALIA PARLANO SOLO DI QUANTO SIAMO PIÙ POVERI. CHE È VERO, MA LA DIGNITÀ DELLE PERSONE HA UN VALORE NON CONTABILE…

Barbara Palombelli per "il Foglio"

Un'ossessione nazionale. Si chiude un anno in cui - in Italia - si è parlato soltanto di una cosa. Di soldi. Misura dell'esistere, del vivere, del fare politica, dell'amore e dell'odio, delle qualità e dei difetti di ciascuno e di tutti. Ti sposi? Quanto costa? Ti separi? Puoi permettertelo? Muori? Quanto lasci e a chi? Il passaggio sulla Terra, se continuiamo solo a contare banconote, sarà identico a un estratto conto. La lapide? Guadagnava tanto, guadagnava poco, era uno da 800, 1.000. Sei un ragazzo? Il tuo destino è nella pensione di quattrocento, la tua paga seicento se va bene. E sembra valere niente la testa, poco l'ingegno, zero lo stile personale: siamo tutti manichini con il cartellino appeso.

Non sfugge all'ingranaggio micidiale la stampa, apprendista stregone di questo deserto di valori. Quanto vale la parola "pensionato"? Poco o niente, al mercato dell'immagine. E difatti molti colleghi giornalisti che fino a ieri sparavano su caste e buste paga, oggi legittimamente si vergognano di dirla, di pronunciarla, quella parola. Fingono di andare ancora in redazione, di avere una casella di posta, poi ti dicono scrivimi su quella privata, è meglio.

Senza euro/euri (moneta strana, non siamo riusciti neppure a declinarla, eppure sono dieci anni tondi fra poche ore) si viene assimilati all'inutilità. Il marketing esclude la categoria: il disvalore immediato colpisce chi non ha possibilità economiche.
Una tragedia sociale, ma ancora prima un danno culturale, esistenziale, di proporzioni illimitate. Ci sentivamo benestanti con le lire: chi guadagnava 4 milioni era un vip, oggi chi ha duemila mensili finisce alla Caritas.

Eppure, guardiamoci addosso e attorno. Abbiamo casette di proprietà - con mutui pendenti - in massa, secondi alloggi un po' dappertutto. Ci sognavamo, quando ci sentivamo ricchi, denti perfetti e automobili lucide, scarpe alla moda e strumenti elettronici in tasca e a casa. Abbiamo speso, dicono gli economisti, abbiamo vissuto nel mondo delle fiction tv, dicono i sociologi. Adesso che la favola finisce, c'è chi si salva e chi diventa invisibile.

Sotto un certo reddito, guardi un talk show a casa e ti senti immediatamente un poveraccio, un ultimo da scansare. La politica parla solo di soldi (e non è colpa di Silvio Berlusconi, non soltanto). Ci si candida per amministrare il denaro pubblico, con il denaro si discute immediatamente (vedi la rinuncia all'indennità di ministro, lasciata alla cassa dal premier Mario Monti), del denaro si risponde alla stampa (il ministro Corrado Passera è ricco, dovrà litigare con la liquidazione, i bonus, le azioni e il suo passato se vorrà davvero essere preso sul serio).

Tutto ha un prezzo, questo è diventato il primo comma della Costituzione. Sotto gli occhi di tutti, guadagnare e comprare sembra essere il solo scopo. Di ognuno. Scandali? Tanti, ma passano come le perturbazioni. Anche il calcio si compra, si vende, si svende. Si vede che la palla tricolore rotola solo se ha un valore monetario.

Il resto del mondo - nel 2011 - ha discusso di scenari internazionali, delle grandi rivoluzioni del nord Africa, delle contestazioni di piazza, delle crisi siriane e iraniana, della democrazia nascente in Birmania, dell'America che vuole rimettersi in gioco, dei nuovi paesi in ascesa, delle complessità cinesi, dell'impero nelle nuvole di Steve Jobs e del piccolo condominio orribile di Osama bin Laden, delle ultime parole di Gheddafi e dei suoi figli. Le copertine dei settimanali italiani e le prime pagine dei quotidiani, così come i dibattiti televisivi più colti hanno discusso di un solo argomento: il denaro. Siamo sempre più poveri, è vero. Eppure, la dignità delle persone ha ancora un valore non contabile. La futura politica, se vorrà avere un senso, da qui dovrà ripartire. Auguri.

 

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