DOPO FABIO VOLO, A RIEMPIRE LE AULE ALL’UNIVERSITÀ CI PENSA CHECCO ZALONE, OSPITE DI ALDO GRASSO ALLA “CATTOLICA” - AD ASCOLTARE IL COMICO PUGLIESE C’ERANO 700 STUDENTI: “IL QUARTO FILM? LO FACCIO ALL’ESTERO”

Antonella Luppoli per ‘Libero Quotidiano'

«Al quarto film ci stiamo pensando, ma questa volta puntiamo all'estero», racconta Checco Zalone che ieri mattina è stato ospite del Professor Aldo Grasso all'Università Cattolica di Milano. L'espatrio intanto è già avvenuto per Sole a Catinelle che dopo aver fatto incassi record - è il film più visto nella storia del cinema italiano - presto arriverà nelle sale francesi con un remake.

Studenti in visibilio, applausi scroscianti e l'attore quasi imbarazzato che racconta aneddoti e retroscena del suo mestiere. È questo lo scenario che oltre 700 studenti del prestigioso ateneo meneghino si sono ritrovati davanti agli occhi entrando nell'Aula Gemelli.

Al fianco del comico il patron di Taodue - casa di produzione delle pellicole in cui Zalone recita - Pietro Valsecchi che «da solo rappresenta il 2 per cento del Pil italiano», ha scherzato Checco. La chiacchierata divertente è durata più o meno un'ora e mezza e Zalone ha ripercorso la sua intera carriera.

«Anch'io come voi sono stato in università, ogni tanto ho pure studiato», ha detto sornione Luca Medici (questo il nome dell'attore all'anagrafe) che prosegue: «Ho fatto giurisprudenza ed ero convinto, volevo intraprendere la carriera forense. Poi sono andato a fare un provino in Viale Monza, allo Zelig. Da lì è iniziato tutto».

Indimenticabili le performance dell'attore nel programma di Canale 5. Alcune immagini passano anche durante l'incontro in Cattolica e Checco, rivedendosi, sorride compiaciuto. «Con Jovanotti mi pare fossero 11 milioni gli spettatori davanti allo schermo, ma io non mi rendevo conto», ha confessato.

Cosciente invece del grande talento del comico barese - dopo Gino&Michele - è proprio Valsecchi. Checco, come si suol dire, buca lo schermo e così il produttore ha deciso di ingaggiarlo. «Me lo hanno suggerito mia moglie e i miei figli - racconta l'addi Taodue - così l'ho chiamato e ci siamo incontrati».

Aldo Grasso chiede allora a Zalone di raccontare quella telefonata: «Mi ha chiamato alle 6.30 del mattino e mi ha detto che era Pietro Valsecchi, ho risposto "ah sì, bene", ma non avevo la minima idea di chi fosse». Risata generale. Il passaggio dal piccolo al "grande schermo è stato pianificato a Cortina davanti a un piatto odoroso di tartufo d'Alba «che costerà pure sette mila euro ma mi fa c...», spiega ancora Checco.

Dall'incontro in montagna a Cado dalle nubi è passato poco tempo. Poi è arrivato Che bella giornata e infine Sole a catinelle. Tutti diretti da Gennaro Nunziante, amico e conterraneo di Zalone. I tre titoli scelti dall'attore sono strettamente correlati e meteorologicamente inspirati: «Sì, in realtà di mestiere faccio Giuliacci». Il tema portante del film uscito nel 2009 è quello della «cura dell'omosessualità». Due anni dopo, nel 2011, arriva nei cinema italiani Che bella giornata in cui Checco affronta il tema dell'integrazione religiosa. «La protagonista Nabiha Akkari l'abbiamo pescata a Parigi, lavorava in un McDonald's e gli abbiamo cambiato la vita».

«Ai provini si presentavano tutte ragazze di colore che avevano accenti italiani marcatissimi», così hanno optato per la francese. «Ho finito gli spunti adesso, chi prendo in giro?», dice l'attore e svela che il terzo film, campione di incassi, è stato inspirato invece dalla sua recente paternità. Ma per trovare Niccolò (alias Robert Dancs) gli addetti ai lavori hanno faticato parecchio.

«Durante i casting selezionavamo dei "bambini-mostro" con una dizione perfetta, generalmente accompagnati da mamme che li guardavano come fossero i futuri George Clooney». Delle riprese di Sole a catinelle, Zalone non ha però un buon ricordo. «Pioveva sempre, è stato faticoso. Alla fine però la pellicola diciamo che ci ha ripagati», sorride. E sui suoi prossimi impegni Valsecchi precisa: «Siamo a lavoro ma ancora non c'è nulla di definito. Puntiamo all'estero».

E anche oltralpe la comicità di Checco potrebbe essere apprezzata perché non c'è differenza tra gli attori del sud o quelli del nord, né tra quelli nazionali o stranieri, come ha detto Checco in conclusione: «Un comico o fa ridere o fa piangere». E con lui si ride parecchio.

 

CHECCO ZALONE OSPITE ALLUNIVERSITA CATTOLICA DI MILANO CHECCO ZALONE OSPITE ALLUNIVERSITA CATTOLICA DI MILANO CHECCO ZALONE OSPITE ALLUNIVERSITA CATTOLICA DI MILANO CHECCO ZALONE OSPITE ALLUNIVERSITA CATTOLICA DI MILANO

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