1. OGGI I GIORNALONI CONFERMANO DI ESSERE UN PRODOTTO PER VECCHI E SCARAVENTANO UNA MEDIA DI 10 PAGINE DEDICATE ALLA MORTE DI GIULIO ANDREOTTI SULLA TESTA DEI LORO (SEMPRE MENO) LETTORI. POCHE LE ECCEZIONI ALLE IPOCRISIE SU UN LEADER POLITICO MAI AMATO DALLA GRANDE STAMPA DEL NORD, QUELLA CHE ERA DI STRETTA ORTODOSSIA MASSONICO-CUCCIANA AI TEMPI IN CUI IL DIVO GIULIO ERA POTENTE. E SI SA CHE ENRICO CUCCIA E GIULIO ANDREOTTI, I DUE BOSS RICURVI, NON SI SONO MAI PIACIUTI 2. PENZOLA L’INTERDIZIONE DAI PUBBLICI UFFICI DEL BANANA MA RE GIORGIO PUÒ SALVARE IL GOVERNISSIMO CON DUE PROVVIDENZIALI NOMINE A SENATORE VITA: PRODI (O FRANCO MARINI) E BERLUSCONI. UN POSTO DA SENATORE A VITA S’È GIUSTO LIBERATO IERI

a cura di Colin Ward e Critical Mess (Special Guest: Pippo il Patriota)

1. SEPOLTO DI CARTA
Oggi i giornaloni confermano di essere un prodotto per vecchi e scaraventano una media di 10 pagine dedicate alla morte di Giulio Andreotti sulla testa dei loro (sempre meno) lettori. Poche le eccezioni alle ipocrisie su un leader politico mai amato dalla grande stampa del Nord, quella che era di stretta ortodossia massonico-cucciana ai tempi in cui il Divo Giulio era potente. E si sa che Enrico Cuccia e Giulio Andreotti, i due boss ricurvi, non si sono mai piaciuti.

Sulla Stampa di Torino ecco come saluta il caro estinto, quello che diceva di temere "la cattiveria dei buoni perché è pericolosissima", il buon Massimo Gramellini: "Se ne va con il suo carico intatto di misteri, ma dopo averne chiarito almeno uno: non è vero che tirare a campare è sempre meglio che tirare le cuoia, come recita uno dei suoi tweet più celebri. Proprio perché succede a tutti di tirarle, prima o poi, tanto vale campare a testa alta e a cuore acceso" (p. 1).

Duro anche Francesco Merlo su Repubblica: "State attenti: il monumento che in queste ore stiamo innalzando al caro estinto è il monumento che l'Italia fa a se stessa, al peggio di sé". E conclude con una serie di domande impietose: "C'è qualche studioso che possa seriamente citare uno dei tanti libri che Andreotti ha scritto, o una legge che ci abbia cambiato, o una vittoria sociale, o una significativa opera pubblica, una reale gloria politica, una riforma, un orfanotrofio, un grattacielo, una nave?".

E' forse questo vuoto politico, più delle accuse di mafia, a indicare la vera cifra di Andreotti. Contribuisce, senza volere, anche Giulia Bongiorno che a Repubblica dice: "L'unico suo cruccio era di non essere riuscito a formare degli allievi" (p.4). E certo, bastava vedere come si contornava: Sbardella, Ciarrapico, Evangelisti, Lima, Vitalone.

La stessa avvocata vede bene di consegnare al Corriere questo fondamentale ricordo: "Era goloso in una maniera sfrenata, lo vidi mangiare due cannoli siciliani dopo un'enorme pasta con le melanzane" (p. 9). Voleva renderlo simpatico, missione che le è riuscita un po' meglio sul Messaggero: "Passava per uomo freddo, era sensibile e popolano" (p. 3). Anche il Messaggero è "sensibile e popolano" e dimentica la prescrizione: "Da Cosa nostra a Pecorelli, anni di processi fino all'assoluzione" (p. 6). Il Cetriolo Quotidiano tiene il punto: "Mafia, era colpevole ma tutti in coro gridarono: ‘Assolto'. La sentenza d'appello, confermata in Cassazione, stabilì che il reato fu ‘commesso fino alla primavera del 1980'. Lo salvò la prescrizione" (p. 6).

2. AVVISI AI NAVIGATI
Non abbiamo più sovranità nazionale e i nostri governi sono legati mani e piedi a quello che decidono a Bruxelles. Avete presente il gran dibattito sull'Imu, con annessa minaccia del Cainano di far cadere il governo se non verrà levata? Ecco, oggi da Bruxelles ci fischiano la fine della ricreazione.

"L'Europa avverte: Imu sospesa, le coperture entro metà mese. Il decreto la prossima settimana, rata congelata per la prima casa" (Corriere, p. 17). Prima di qualsiasi intervento, l'Italia dovrà presentare a Bruxelles l'aggiornamento del Programma di stabilità, con tutte le coperture necessarie.

E noi faremo alla vecchia maniera, con tagli di spesa qua e là e la solita storia delle dismissioni, come racconta Repubblica: "Nuova ‘spending' e fondo immobili, così il governo trova 6 miliardi. Via anche al piano Giavazzi sugli incentivi alle imprese. Nel decreto urgente il rifinanziamento della cig e prime misure per i giovani" (p. 12).
Commovente il titolo della Stampa: "Letta avvisa la Ue: basta rinvii, subito misure anti-crisi" (p.1). Sai che impressione, a Bruxelles.

3. CAINANI AMARI
Schiaffo della Cassazione agli avvocati del Banana: nessuna persecuzione giudiziaria a Milano, i processi possono andare avanti così. Sul Corriere, "Berlusconi, i processi restano a Milano. Ma la difesa chiederà un altro rinvio. La Cassazione: infondata la richiesta di spostare i casi Ruby e Mediaset. Il Cavaliere ordina ai suoi ‘basso profilo'. Torna però lo spettro del voto in autunno" (p. 13). "Basso profilo" non arriva al Giornale di Feltrusconi, che titola senza ipocrisie: "La Cassazione non aiuta le larghe intese" (p. 1).

Le sentenze dovrebbero arrivare nel giro di due mesi e potrebbero essere due condanne da 7-8 anni complessivi, più l'interdizione dai pubblici uffici. Sulla decadenza del Banana da senatore dovrebbe votare la giunta per le autorizzazioni a procedere dove, se vogliono, Pd e M5S hanno una maggioranza schiacciante. Ma Re Giorgio può salvare il governissimo con due provvidenziali nomine a senatore vita: Romano Prodi (o Franco Marini) e Silvio Berlusconi. Un posto da senatore a vita s'è giusto liberato ieri.

4. PIDDI' ANNO ZERO
Solito casino in casa piddina. "Pd: le correnti vogliono un segretario di garanzia. Stallo su Epifani-Cuperlo. E nessun patto tra Renzi e Barca sul futuro", scrive la Stampa (p. 16). Sul Messaggero, "Pd, caos sulla segreteria. Girandola di nomi ma nessuna decisione" (p. 14). Invece la renzianissima (per ordine del Padrone) Repubblica vede il bicchiere mezzo pieno: "Pd, prove d'intesa tra Barca e Renzi. L'ex ministro: Matteo un valore. Il sindaco: giusto lavorare a un partito unito" (p. 18).

5. ULTIME DAL BAGNO DI SANGUE RCS
Perdite a rotta di collo e liti tra i soci. Non c'è pace a piani alti di via Solferino, con le banche creditrici preoccupate per l'esito dell'aumento di capitale. Su Repubblica, "Rcs chiuderà 10 periodici se non li vende entro giugno. Due offerte rifiutate dal cda. Manager contestati. Sul piano del debito banche in manovra per convincere i soci industriali a votare l'aumento" (p. 45).

Per il Giornale, "Rcs, rischio chiusura per i periodici. Il nodo dell'aumento: banche in stand-by; nessuna marcia indietro sulle linee di credito" (p. 25). Sarà decisiva la scelta di Giuseppe Rotelli, il re delle cliniche che controlla il 16% delle azioni ma non fa parte del patto di sindacato.

6. AGENZIA MASTIKAZZI
"Aria viziata, a scuola aumentano le allergie". Paginone sul Messaggero, con foto di bambini che si soffiano il naso (p. 16).

 

 

enrico cuccia02 lapgiulio andreotti giulio andreotti Ambrosoli Andreotti Sindona Michele Sindona Mino PecorelliPecorelliROMANO PRODI FRANCO MARINI FOTO LA PRESSE SILVIO BERLUSCONI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

FLASH! – GIORNO DOPO GIORNO, STA SCEMANDO L'ESALTAZIONE DI GIORGIA MELONI PER I SUOI SHERPA, GIOVANNI DONZELLI E ANGELO ROSSI, CHE, IN UN MOMENTO DI TOTALE ASSENZA DI LUCIDITA’, SI SONO INVENTATI “STABILICUM” (RIBATTEZZATA “MUSSOLINUN” DAL COSTITUZIONALISTA MICHELE AINIS) – LA DUCETTA, INFATTI, PIAN PIANO STA COMPRENDENDO CHE ANDRA' A SBATTERE: IL RISCHIO, CHE L'INEFFABILE “GOLPE” CAMUFFATO DA RIFORMA ELETTORALE VENGA BOCCIATO DALLA CORTE COSTITUZIONALE, NON E’ PROBABILE MA PROBABILISSIMO, ANZI CERTO…

carlo conti la moglie sal da vinci e la moglie

DALLA BATTUTA "SESSISTA" DI CARLO CONTI ALLA MOGLIE CHE APRIREBBE LE PORTE ALLA VIOLENZA ALLA “CULTURA DEL POSSESSO” NELLA CANZONE DI SAL DA VINCI, SANREMO SI CONFERMA PER L’ENNESIMA VOLTA IL TERRENO PREFERITO DALLE ERINNI FEMMINISTE PER SPARARE CAZZATE: SI SONO LANCIATE IN UNA BATTAGLIA POLITICO-IDEOLOGICA CHE VEDO "TOSSICITA'" IN TUTTO - METTERE NELLO STESSO CALDERONE IL FEMMINICIDIO CON LA BATTUTA CHE IL PRESENTATORE FA ALLA MOGLIE CREA UN LINK PERICOLOSO E FUORVIANTE: SE TUTTO È VIOLENZA, NIENTE PIÙ LO È DAVVERO - PER NON PARLARE DELLA DEMONIZZAZIONE DEL BRANO DI SAL DA VINCI DA PARTE DELLE ORGANIZZATRICI DEL "LILITH FESTIVAL" DI GENOVA - LA POLEMICA PRETESTUOSA SULLE POCHE ARTISTE DONNE IN GARA...

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…