“‘PER SEMPRE SÌ’. MA CON LA SERENITÀ DI SAPERE CHE DAL 1970 IN ITALIA ESISTE IL DIVORZIO E CHE NEL 1974 IL POPOLO ITALIANO L’HA PURE CONFERMATO” – LE ERINNI FEMMINISTE NON MOLLANO L’OSSO E SE LA PRENDONO CON IL BRANO DI SAL DA VINCI CHE HA TRIONFATO A SANREMO, RICEVENDO ANCHE LA SPONDA DELLA “27ESIMA ORA”, BLOG DEL “CORRIERE DELLA SERA”, CHE SCRIVE: “IL MATRIMONIO È UNA PROMESSA E UN IMPEGNO, NON UNA CONDANNA A VITA” – E POI VIA A SNOCCIOLARE "LE INSIDIE" DEL PEZZO, I LEGAMI "TOSSICI", "LA CULTURA DEL POSSESSO", LA RAVA E LA FAVA. MA PERCHE' INZEPPARE DI FURORI IDEOLOGICI UNA CANZONE NAZIONALPOPOLARE AMATA DA UN GRAN NUMERO DI PERSONE? FATEVE UNA TISANELLA...
Elisa Messina per https://27esimaora.corriere.it/
All’inizio erano un paio di post Facebook e Instagram. Poi un altro, un altro ancora, molti altri. E la riflessione è diventata un dibattito. La canzone di Sal da Vinci «Per sempre sì» che cos’é? Una dichiarazione d’amore eterno in perfetto stile melodico napoletano, un inno all’unione per la vita, all’amore che supera le difficoltà, una celebrazione del matrimonio che lo stesso cantante fa con sincero entusiasmo mostrando la fede al dito sul palco dell’Ariston.
SANREMO 2026 - LA VITTORIA DI SAL DA VINCI
In fondo, anche il quotidiano «Avvenire» lo cita come perfetto esempio di catechesi nuziale: la coppia che resite perché dialoga, che non alza muri, eccetera. E così anche il settimanale Famiglia Cristiana.
Ma non è riassumibile tutto così. Almeno non nel 2026.
Perché quel «per sempre» non si presta solo a essere letto come un inno alla felicità coniugale.
Così mammadimerda , profilo social delle aautrici Sarah Malnerich e Francesca Fiore, commenta con ironia: «”Per sempre sì” Ma con la serenità di sapere che dal 1970 in Italia esiste il divorzio e che nel 1974 il popolo italiano l’ha pure confermato».
Il matrimonio è una promessa e un impegno, non una condanna a vita.
Il profilo dedicato agli approfondimenti sui temi di genere Labodif va ancora più a fondo e mette in evidenza il contrasto tra la visione semplicistica delle relazioni presente nella canzone e la realtà di una cultura, quella italiana, dove non si vuole fare educazione sentimentale nelle scuole: « A Sanremo Sal Da Vinci vince il festival con un brano antico, liso, e insidioso. Parla di un re dal cuore innamorato e di una regina sposa vestita di bianco legati per la vita che sarà per sempre come nelle favole.
Che non si può spezzare mai. Mai. È per sempre. E mentre in ogni dove si sente la necessità di una seria educazione sentimentale, in un mondo in cui i femminicidi e la violenza di genere impazzano, da noi vince “Per sempre”». E per sottolinare la vecchiezza del tema mette a confronto l’esibizione sanremese con quella più contemporanea che si è tenuta ai Brit Award con Rosalia e Bjork.
Insomma, «Per sempre sì» nasce da un sentimento sincero ma contiene un messaggio insidioso che, oggi, con tutta l’attenzione che si pone o si dovrebbe porre per imparare a riconoscere e ad evitare i legami tossici, a contrastare la cultura del possesso ancora diffusa tra gli uomini, fa riflettere. E fa dire: «Ancora qui stiamo?»
SAL DA VINCI VINCE SANREMO 2026
Prova a spiegarlo sulla sua pagina Facebook un’insegnante, Lucia Annunziata, che, dopo essere stata accusata di razzismo e di - addirittura - antimeridionalismo, scrive: «lo so che sono solo canzonette, ma penso che questi contenuti che un tempo ci sembravano innocui oggi siano pericolosi perché contribuiscono ad alimentare l’idea che tutti i legami, pure quelli tossici, debbano restare incancellabili, in virtù di un giuramento eterno».
E riflettendo su certi passaggi della canzone ( «Senza te, Non vale niente, Non ha senso vivere») ne osserva la portata simbolica dentro un contenitore nazionalpopolare che raggiunge milioni di persone: «Fa un po’ paura pensare all’effetto-bombardamento di certi concetti come “la vita senza te non vale niente, non ha senso vivere” su persone non particolarmente strutturate psicologicamente.
Credo invece sia sempre importante ricordare che, nonostante le buone intenzioni e l’impegno che sempre (o quasi) ci sono in un matrimonio, non è affatto detto che “sarà per sempre sì”, perché capita che nella vita di coppia ci siano tanti NO, purtroppo anche quello definitivo, e tuttavia bisogna trovare il modo di accettarlo e superarlo e non pensare che non ha senso vivere, ma soprattutto non pensare che abbia senso togliere la vita a chi ha cambiato idea».
sal da vinci carlo conti
sal da vinci
SAL DA VINCI TRIONFA A SANREMO

