2026pulci2303

CHE FA LORENZETTO DI NOTTE? LE PULCI AI GIORNALI! - TITOLO DAL SITO DELLA “REPUBBLICA”: “CASO MORO, QUEL ‘PEDINAMENTO CONTRO L’AMBASCIATA’ IN NICARAGUA NEI FILE DESECRETATI SUL BR CASIMIRRI”. UN CASO DI ANALFABETISMO, PIÙ CHE DI INTELLIGENCE - POST DEL SETTIMANALE PIEMONTESE LA VOCE: "B-2 IN PIEMONTE. AVVISTATO IL BOMBARDIERE INVISIBILE NEI CIELI DELLE VALLI DI LANZO". AH SÌ, PROPRIO INVISIBILE - TITOLO DALLA VERITÀ: “L’ULTIMO ADDIO AL PICCOLO ‘GUERRIERO’”. NON ESISTE IL PENULTIMO ADDIO E NEPPURE IL TERZ’ULTIMO. UN PLEONASMO INSENSATO.

Dalla rubrica “Pulci di notte” di Stefano Lorenzetto, pubblicata da "Il Foglio" – Estratto

 

umberto bossi alle elezioni del 1992

Lago. «All’inizio degli anni ’90, quando Umberto Bossi girava in canottiera e ruggiva nei comizi delle piccole feste di paese del Nord, ero un giovane cronista. Il mio direttore dell’epoca, Giorgio Lago, dal Gazzettino mi spedì a una riunione della Lega Nord: “C’è uno strano signore, si chiama Bossi, vedi che tipo è”, profetizzò».

 

Così, sulla prima pagina del Giornale, comincia l’editoriale del direttore Tommaso Cerno, in morte del Senatùr. Innanzitutto, Bossi all’inizio degli anni Novanta sedeva già a Palazzo Madama, essendo stato eletto nel 1987. Ed era un leader nazionale.

 

mario sechi

Alle regionali del 1990 la Lega aveva registrato una forte crescita al Nord (19 per cento in Lombardia) e alle politiche del 1992 un’impetuosa avanzata (8,7 per cento), mentre nel 1993 aveva conquistato il Comune di Milano, eleggendo sindaco Marco Formentini. Giorgio Lago poteva tutt’al più pronunciare quella frase nel 1985, quando però Cerno (classe 1975) aveva 10 anni.

 

Non certo nel 1990, quando comunque ne aveva 15. Né tantomeno nel 1993, quando raggiunse finalmente la maggiore età, divenendo tuttavia giornalista professionista soltanto 11 anni dopo, nel 2004.

 

francesco de leo

Capiamo che il direttore del Giornale, passato dall’Espresso alla Repubblica per poi finire al Tempo, e da Alleanza nazionale al Partito democratico per infine reinventarsi supporter di Giorgia Meloni, avverta l’impellenza di ricostruirsi un’immagine. Ma ci pare puerile, oltreché indecente, che ci provi tentando di far passare per scemi i lettori e per idiota uno stimato collega, Lago, che conosceva la Lega e Bossi come pochi altri in Italia. [20 marzo 2026]

 

Pochette. Definizione di Mario Sechi, direttore di Libero, nell’editoriale di prima pagina: «Giuseppe Conte, l’arruffapopolo in pochette». In pochette? La locuzione in + capo d’abbigliamento si usa per abiti tipizzanti: in doppiopetto, in smoking, in frac, in bermuda, in borghese, in talare. Vediamo improbabile che Conte possa vestire in fazzoletto da taschino. [21 marzo 2026]

 

la voce avvistato bombardiere invisibile

Mani. Francesco De Leo, nella rubrica Spazio Transnazionale su Radio Radicale, commenta, dal Financial Times, un «articolo scritto a tre mani». Firmato dalla dea Kali? [20 marzo 2026]

 

Locuzione. «Al di là da quello che sarà il responso del popolo» scrive il direttore Maurizio Belpietro nell’editoriale su Panorama. Sbagliato. La forma corretta, in italiano, è con la preposizione di, non da: «Al di là di».

 

La locuzione prepositiva di là da è ammessa solo in costruzioni come di là da venire, oppure quando di là rappresenta un avverbio di luogo, per esempio nel celeberrimo titolo Di là dal fiume e tra gli alberi del romanzo di Ernest Hemingway. [11 marzo 2026]

 

Orcel. Incipit della rubrica La Lente, firmata da Andrea Rinaldi nelle pagine economiche del Corriere della Sera: «Il ceo di Unicredit Andrea Orcel, non vedrà salire la sua già alta retribuzione: per quest’anno rimarrà infatti 16,4 milioni di euro, come quella del 2025, che è salita rispetto ai 13,2 miliardi del 2024».

 

tommaso cerno

Fosse vero, significherebbe che Orcel due anni fa ha percepito oltre 36 milioni di euro al giorno, più del doppio di quanto incassa in un anno. E la virgola dopo «Orcel» separa il soggetto dal verbo. La lente ci sembra appannata. [28 febbraio 2026]

 

Pedinamento. Titolo dal sito della Repubblica: «Caso Moro, quel pedinamento contro l’ambasciata in Nicaragua nei file desecretati sul br Casimirri». Un caso di analfabetismo, più che di intelligence. [17 marzo 2026]

 

Strato. Titolo dal sito del Fatto Quotidiano: «“Sprofondamento” di uno strato “di litosfera sotto il Mar Tirreno”, la spiegazione dell’Ingv per il forte terremoto nel Golfo di Napoli».

 

ansa iran

La litosfera (l’esterno più consistente della Terra, comprendente la crosta e parte del mantello superiore, fino alla profondità di 100 chilometri), detta anche crosta terrestre, è di per sé uno strato, il più superficiale del pianeta. Non ha vari strati. [10 marzo 2026]

 

Loro. Alessandro Sallusti, già direttore del Giornale e di Libero, in un editoriale sulla Verità: «Ho incontrato tanti, ma davvero tanti magistrati che non vedono loro di liberarsi dalla Casta di colleghi lottizzati che li tengono in ostaggio».

 

Non vedono loro? Semmai non vedranno l’ora. Più avanti: «È falso e offensivo che questa riforma è uno sfregio alla Costituzione». Frase scorretta. La proposizione completiva richiedeva o un verbo del tipo dire, sostenere, affermare («È falso e offensivo dire che...») oppure un verbo essere al congiuntivo («È falso e offensivo che questa riforma sia...»). [19 marzo 2026]

 

Immunità. Titolo dall’Ansa: «Israele conferma l’uccisione del ministro iraniano Khatib. Katz, “nessuno in Iran dove di immunità, tutti sono nel mirino”». Tutto chiaro. [18 marzo 2026]

 

viviana mazza

Invisibile. Post del settimanale piemontese La Voce: «B-2 in Piemonte. Avvistato il bombardiere invisibile nei cieli delle Valli di Lanzo». Ah sì, proprio invisibile. [11 marzo 2026]

 

• Accise. Titolo dalla Verità: «Il governo finalmente batte un colpo: sforbiciata alle accise di 25 centesimi». Esistono accise di 25 centesimi? No? Allora bisognava scrivere: «Sforbiciata di 25 centesimi alle accise». [19 marzo 2026]

 

Consecutio. Viviana Mazza, corrispondente del Corriere della Sera dagli Stati Uniti: «Quando Israele ha bombardato l’Iran occidentale, ha fatto pensare che stia preparando il terreno a una avanzata curda».

 

Urge ripasso della consecutio temporum. La reggente «ha fatto pensare» (passato prossimo) non può accordarsi con «che stia preparando» (congiuntivo presente) nella subordinata. Serviva il congiuntivo imperfetto: «Che stesse preparando il terreno». [4 febbraio 2026]

 

la verita' ultimo addio

La Russa. Titolo di apertura dal Tg3 delle ore 19: «Sea Watch, la Russa: sentenza abnorme». Deve trattarsi di una nuova ballerina moscovita del Crazy Horse, non di Ignazio La Russa, presidente del Senato. [19 febbraio 2026]

 

Ultimo. Titolo dalla Verità: «L’ultimo addio al piccolo “guerriero”». Non esiste il penultimo addio e neppure il terz’ultimo. Il sostantivo addio designa il distacco definitivo. Seppure entrata nell’uso giornalistico comune, la locuzione «ultimo addio» resta un pleonasmo insensato. [5 febbraio 2026]

tg3 la russala repubblica pedinamento contro l'ambasciatail fatto quotidiano litosferagiorgio lagomaurizio belpietro[18]alessandro sallustila verita' accise di 25 centesimi

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni e il referendum - meme by vukic

DAGOREPORT - L’ITALIA HA DETTO “NO” ALL'ARMATA BRANCA-MELONI! SFANCULATA L'OSCENA RIFORMA DELLA COSTITUZIONE - PER LA DUCETTA, CHE CI HA MESSO FACCIA E MENZOGNE E HA ACCETTATO LA POLITICIZZAZIONE DEL VOTO, È UNA BATOSTA CHE METTE IN DISCUSSIONE IL SUO FUTURO - E ORA L'UNDERDOG DE' NOANTRI CHE FA? ABBOZZA E BALBETTA: "ANDREMO AVANTI", MA SARÀ COSTRETTA A PRENDERE PROVVEDIMENTI. PRIMO: SCARICARE SUBITO IL “TOSSICO” TRUMP, ODIATO DAGLI ITALIANI E CHE CON LA GUERRA ALL'IRAN L'HA AZZOPPATA TOGLIENDOLE CONSENSO - SECONDO: CAMBIARE LA LEGGE ELETTORALE IN MODALITA' ANTI-CAMPOLARGO, MA TRATTANDO CON LEGA E FORZA ITALIA – LA STATISTA ALLE VONGOLE VORREBBE ANTICIPARE LE ELEZIONI DEL 2027 ALLA PRIMAVERA. UN ELECTION DAY COL VOTO DEI COMUNI DI TORINO, MILANO E ROMA, MA LA FIAMMA MAGICA FRENA – LA CACCIA AL CAPRONE ESPIATORIO SARÀ FACILE: PORTA DRITTO A VIA ARENULA (SULLA GRATICOLA I TRE CACCIABALLE NORDIO, BARTOLOZZI E DELMASTRO) - VIDEO: IL MESSAGGIO DI STIZZA MASCHERATA DELLA PREMIER SU INSTAGRAM

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - IL PALIO DI SIENA IN VERSIONE BANCARIA SI È RIDOTTO A UN REFERENDUM: CALTA SÌ, CALTA NO - DOPO LA DECISIONE DI MILLERI DI NON ENTRARE IN CDA, PROBABILMENTE IN VISTA DI DISMETTERE IL PROPRIO 17,5% (UNICREDIT CI COVA), SONO RIMASTI IN CAMPO GLI ALTRI DUE INDAGATI PER “CONCERTO OCCULTO”: ‘’GOLIA’’ CALTAGIRONE VS ‘’DAVIDE’’ LOVAGLIO - LA PARTITA DEL 15 APRILE, MALGRADO LA DISTANZA DI QUOTE, RIMANE MOLTO APERTA PERCHÉ “ALMENO LA METÀ DEL CAPITALE DEL MONTE È CONTROLLATO DA INVESTITORI ISTITUZIONALI, TRA CUI GRANDI FONDI” - LOVAGLIO HA QUALCHE BUON MOTIVO PER INCAZZARSI CON CALTARICCONE DI AVERLO BUTTATO FUORI DA CEO ‘’PER VIA DEI RISCHI LEGATI AL SUO COINVOLGIMENTO” NEL PAPOCCHIO DELLA SCALATA MEDIOBANCA. OGGETTIVAMENTE, NON AVENDO IN TASCA AZIONI DI MPS, QUALE “CONCERTO” POTEVA METTERE IN ATTO LOVAGLIO? IL SUO RUOLO ERA SOLO DI “ESEGUIRE L’INCARICO”, COME SI EVINCE DALLE INTERCETTAZIONI….

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...