concato a io e te

“LA MUSICA DEI RAPPER NON RESTERÀ, MADAME È L’UNICA FUORICLASSE” – FABIO CONCATO NO LIMITS: “DOMENICA BESTIALE? NON NE POTEVO PIÙ. GINO PAOLI MI DISSE: FINIRAI PER ODIARLA PERCHE’ DOVRAI CANTARLA PER TUTTA LA VITA” - UN ALTRO BRANO, “E TI RICORDO ANCORA”, FU SOSPETTATO DI OMOSESSUALITÀ: "NO, ERA SOLO UN’INGENUA CAREZZA TRA BAMBINI” – E POI LA CANZONE SCRITTA PER IL TELEFONO AZZURRO, LA SUA MILANO “CHE E’ PEGGIO DI PRIMA” E LA GENTILEZZA “CHE NON SIGNIFICA ESSERE COGLIONI” – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Maurizio Crosetti per repubblica.it

fabio concato

(…) “Temo di sì. Prendiamo le donne: a parte Madame, una fuoriclasse, una che appena senti due note pensi ‘questa è Madame’, quasi tutte sono ottime fotocopie di voci anche belle, però troppo simili”.

 

(…)

 

Ci perdoni, non possiamo non chiederle del suo marchio di fabbrica: quanto è ancora bestiale, quella domenica?

"Oh, per me lo è stata moltissimo. A un certo punto non ne potevo più. E mi torna in mente quello che mi disse Gino Paoli: ‘Questa canzone finirai per odiarla, perché dovrai cantarla per tutta la vita. Farà la fine di Sapore di sale’”.

 

Aveva ragione?

"In effetti, io e Domenica bestiale per un po’ ci siamo allontanati, però il pubblico quasi mi menava se non la cantavo. Io ci restavo un po’ così, finché ho capito che la gente paga il biglietto anche per lei. A mente fredda, devo ammettere che Domenica bestiale è la canzone per antonomasia, pressoché perfetta nella scrittura. Non sono un falso modesto. E comunque, con Domenica bestiale siamo tornati a vederci non più di nascosto…”.

fabio concato

 

Un altro suo brano, “E ti ricordo ancora”, fu sospettato di omosessualità. Come andò?

"In tanti ci rimasero male quando spiegai che era solo un ricordo della scuola elementare, un’ingenua carezza tra bambini. Quando la composi, i miei discografici mi chiedevano: ‘Fabio, sei proprio sicuro? Vuoi cambiare qualcosa?’. Io non li seguivo, non capivo, non ci vedevo alcuna malizia”.

 

(…) Lei si è molto impegnato per i bambini, ha pure scritto una canzone per Telefono Azzurro: perché?

"Anche da ragazzo i bambini mi interessavano. E quando vidi un manifesto con il viso di un bimbo gonfiato di botte - ricordo che ero in coda in automobile, davanti a un cantiere - ho cominciato a pensarci davvero, e dopo un mese è nata la canzone. Non conoscevo le reali, drammatiche proporzioni del problema. I bambini sono fragili, e anche i ragazzi lo sono sempre di più: la pandemia ci ha trasformati in vittime vive, i più giovani specialmente. Alcuni hanno sbarellato”.

FABIO CONCATO 5

 

Telefono Azzurro significa opporsi alla violenza più subdola e quotidiana, quella tra le pareti di casa. Come combatterla?

"Evitando di abituarci, altrimenti si arriva a ritenere quasi normale picchiare un bambino o uccidere una donna. Ecco gli argomenti per i quali si dovrebbe scendere in piazza”.

 

Settant’anni cosa sono?

"Un modo per accettare di più sé stessi e meno gli altri. Però non è male, dài”.

 

Cosa dice nonno Fabio alla sua nipotina, la figlia di “Fiore di maggio”?

“Lei è ancora piccola, ed è difficile trovare le parole giuste per spiegare un mondo a volte inspiegabile. Ma qualche punto fermo resta. Tipo: mai essere asettici, seguire sempre il proprio gusto e la propria natura. E ricordarsi che la buona creanza non è debolezza o mancanza di carattere. Essere gentili non significa essere coglioni”.

 

 

 

 

FABIO CONCATO

CONCATO

Roberto Faben per “la Verità”

 

Fabio Concato è così, come le canzoni che scrive e interpreta. Racconta una quotidianità minimalista, in cui si sogna di evadere da problemi piccoli e grandi, dalle follie della società, per trovare sollievo, magari in una gita domenicale in cui potrebbe consolidarsi un affetto, nascere un momento della migliore allegria, quella del condividere cose semplici. Classe 1953, è nato a Milano e ci ha sempre vissuto. Del 2020 è la sua prima canzone in dialetto milanese, L’umarell, storia di un anziano nella Milano atterrita dal Covid e ha vinto l’Ambrogino d’oro. Nel 2022 gli è stato assegnato il premio «Luigi Tenco».

 

Un commento su You Tube alla sua canzone Guido piano (1984): «La frase: “E quando mi sveglierò sarò migliore” ha fatto sì che io vincessi la mia guerra contro l’eroina. Grazie Fabio».

 

FABIO CONCATO

Allora non è vero che le canzoni non possono migliorare il mondo.

«A parte il piacere che fa questa notizia, che non sapevo, credo che la musica sia sempre servita. Sa quante vite sono state salvate con le canzoni? Lo so per canzoni di Eros Ramazzotti, Vasco Rossi, Antonello Venditti. Quando una canzone che scrivo è pubblicata, diventa degli altri. Ho visto persone malate di Alzheimer non riconoscere la mamma o la sorella, ma ricordarsi di una canzone».

 

Nel 1988 ha pubblicato l’album 051-222525, proventi devoluti a Telefono azzurro.Perché un genitore percuote un figlio?

«Chi lo sa quali sono i meccanismi. Mi accorsi che esiste Telefono azzurro negli anni Ottanta. Ero fermo in macchina, bloccato da uno dei tanti cantieri di Milano.

C’erano questi giganteschi manifesti. Quel faccino era vicino a whisky, automobili, collant, mi ha fatto ancora più effetto per questo. Qualche settimana dopo, in Toscana, ho scritto questa canzone. Ho registrato a Bologna, tutti lavorando gratis».

 

Immaginava che a picchiare il figlio fosse un padre alcolista…

«Era una delle possibilità. Il problema dell’alcol mi sembrava uno dei più evidenti. Ma ci sono altri motivi. Più l’infelicità aumenta più questo rischio c’è, la frustrazione gioca brutti scherzi. Non è casuale che, sotto le feste, i casi aumentino, c’è il Natale, a volte l’impossibilità di fare dei regali, la moglie ti fa magari capire che sei uno sfigato…».

FABIO CONCATO

 

 

(…)

Come ricorda la Milano della sua infanzia, la via dove abitava?

«Abitavo in una strada non molto bella, allora era periferia, via Massarenti, zona piazzale Brescia, che oggi è tutt’altro che periferia. Davanti a casa mia non c’era niente, solo un campo dove trovavamo grossi pneumatici di camion, con mio fratello andavamo in cerca di lucertole e poi abbiamo scoperto l’oratorio di San Protaso, di via Osoppo e lì è stata una svolta».

 

Come la trova oggi la città?

«La vedo peggiorata, purtroppo, sempre nei soliti posti, mi piacerebbe che le periferie fossero un po’ più animate, illuminate. Se vedo miglioramenti, è dove c’è la ricchezza e questo mi dà un po’ fastidio. Se intendiamo che City Life, con i suoi grattacieli o la torre dell’Unicredit siano un miglioramento, ciò è molto opinabile».

 

 

(…)

FABIO CONCATO

Ultimi Dagoreport

meloni trump

DAGOREPORT - CHISSÀ, MAGARI LO SCONCIO GOLPE TRUMPIANO IN VENEZUELA, CON LA CATTURA DI MADURO E DECINE DI MORTI, HA SPEDITO GIORGIA MELONI IN UNO STADIO DI TALE PIACERE DA PERDERE IL CONTROLLO DEI NEURONI, INCIAMPANDO IN DUE MADORNALI GAFFE, CHE NESSUN MEDIA HA SOTTOLINEATO - PRESO IL MOSCHETTO, CALZATO L’ELMETTO, LA “CHICA CALIENTE” (COPY SANTIAGO ABASCAL) HA PROCLAMATO LA TESI DI ‘’UN INTERVENTO LEGITTIMO DI NATURA DIFENSIVA CONTRO IL NARCOTRAFFICO’’ - BENE, SIETE CURIOSI DI SAPERE CHI L’HA SMENTITA? LO STESSO TRUMP! “D’ORA IN AVANTI SAREMO FORTEMENTE COINVOLTI NELLA GESTIONE DEL PETROLIO DEL VENEZUELA” - MA NON È FINITA: LA STAGIONATA RAGAZZA PON-PON DEL TRUMPISMO SENZA LIMITISMO HA SPROLOQUIATO PURE DI UNA “AZIONE MILITARE ESTERNA”. A SMENTIRLA È ARRIVATO QUESTA VOLTA IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO: "NON SIAMO IN GUERRA…" - VIDEO

khamenei maduro putin xi jinping

DAGOREPORT – IL 2025 È STATO UN ANNO DI MERDA PER L’IRAN, MA IL 2026 POTREBBE ESSERE PEGGIO: IL BLITZ IN VENEZUELA E L’ARRESTO DI MADURO SONO UNA BRUTTISSIMA NOTIZIA PER KHAMENEI, CHE TEME DI FARE LA FINE DEL “COLLEGA” DITTATORE. AD AGGRAVARE LA SITUAZIONE CI SONO LE PROTESTE DILAGATE IN TUTTO IL PAESE – LA PERDITA DELL’ALLEATO DI CARACAS È UN PESO ANCHE NELL’EQUILIBRIO DEI RAPPORTI CON PUTIN E XI JINPING: LA COOPERAZIONE CON MADURO RAFFORZAVA IL POTERE NEGOZIALE DI TEHERAN CON RUSSIA E CINA. ORA TEHERAN È SOLA E PIÙ DIPENDENTE DA INTERLOCUTORI CHE LA USANO (PUTIN PER I DRONI, XI PER IL PETROLIO) MA NON HANNO INTERESSE A SOSTENERLA PIÙ DEL MINIMO NECESSARIO – IL POSSIBILE ARRIVO DI UN “BONAPARTE” IMMAGINATO DAGLI ANALISTI: NON SAREBBE UN LIBERATORE, MA SOLO L’ENNESIMO AUTOCRATE…

trump putin xi jinping

DAGOREPORT - QUANTO GODONO PUTIN E XI JINPING PER L’ATTACCO AMERICANO AL VENEZUELA! – L’UNILATERALISMO MUSCOLARE DI TRUMP E’ LA MIGLIORE LEGITTIMAZIONE PER LE AMBIZIONI, PRESENTI E FUTURE, DI RUSSIA E CINA – E INFATTI IL "NEW YORK TIMES" CRITICA L'ASSALTO A MADURO:"E' POCO SAGGIO" - SE WASHINGTON BOMBARDA CARACAS, IN VIOLAZIONE DEL DIRITTO INTERNAZIONALE, CHI ANDRA’ A ROMPERE I COJONI A XI JINPING SE DOMANI DOVESSE INVADERE TAIWAN? E QUANTO GODE PUTIN NEL VEDERE L’OCCIDENTE BALBETTARE DAVANTI ALLE BOMBE DI WASHINGTON, NON COSI’ LONTANE DA QUELLE CHE MOSCA SGANCIA SULL’UCRAINA? – LA PREVISIONE BY RUVINETTI: NELL’INCONTRO IN ALASKA, TRUMP E PUTIN SI SONO SPARTITI IL MONDO, IN UNA SORTA DI “YALTA A MANO ARMATA” (L’UCRAINA A TE, IL VENEZUELA A ME)

zampolli corona trump meloni salvini

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA E LA PRECIPITOSA CADUTA DI PAOLO ZAMPOLLI: DA TRUMP A CORONA... - LA FORTUNA DEL MASCELLUTO IMMOBILIARISTA ITALOAMERICANO SAREBBE FINITA IL GIORNO IN CUI È SBARCATO A VILLA TAVERNA IL RUDE TILMAN FERTITTA. IL MILIONARIO INCORONATO AMBASCIATORE HA FATTO SUBITO PRESENTE ALL’EX MANAGER DI MODELLE CHI ERA IL SOLO PLENIPOTENZIARIO DI TRUMP IN ITALIA – SE SALVINI HA VOLUTO INCONTRARLO, LA ‘GIORGIA DEI DUE MONDI’ NON HA DI CERTO BISOGNO DI RICORRERE ALLE ARTI DIPLOMATICHE DI ZAMPOLLI: A MELONI BASTA ALZARE LA CORNETTA DEL TELEFONO E CHIAMARE DIRETTAMENTE IL TRUMPONE – PER FORTUNA CHE C’È FABRIZIO CORONA  ANCORA IN CIRCOLAZIONE A SPARAR CAZZATE: ZAMPOLLI LO AVREBBE CHIAMATO DALLA CASA BIANCA DURANTE L’INTERROGATORIO SU SIGNORINI IN PROCURA: "MI CERCA TRUMP, A GENNAIO CE NE ANDIAMO LÌ E LA MELONI MUTA". PER AGGIUNGERE POI, IN MANIERA ALLUSIVA: "LA MOGLIE DI TRUMP, MELANIA, MI CONOSCE MOLTO BENE..."

giorgia meloni giovanbattista fazzolari sergio mattarella

DAGOREPORT – COME MAI NEGLI ULTIMI TEMPI È DIVAMPATO UN AMOUR FOU DI MELONI E FAZZOLARI PER MATTARELLA? LE LODI DELLA STATISTA DELLA SGARBATELLA PER IL DISCORSO DI FINE ANNO VENGONO INFIOCCHETTATE (“UN GRANDE CHE CI UNIFICA”) DAL “GENIO” DI PALAZZO CHIGI – DAL PREMIERATO ALLA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE, NON SI CONTANO I MOTIVI DI ASPRO ATTRITO TRA L'ARMATA BRANCA-MELONI E IL COLLE. MA, ALLA FINE, MELONI E FAZZOLARI SI SONO RESI CONTO CHE LA POPOLARITÀ CHE INCONTRA SERGIONE È TALE CHE È MASOCHISTICO SCHIERARSI CONTRO – ESSI’: LA GIORGIA E IL GIOVANBATTISTA SONO SCALTRI NELLA GESTIONE DEL POTERE. QUANDO SI TROVANO DAVANTI A UN OSTACOLO DURO DA SUPERARE, RICORRONO AL SAGGIO DEMOCRISTIANESIMO ANDREOTTIANO: IL NEMICO NON SI COMBATTE MA SI COMPRA O SI SEDUCE...

dagospia 25 anni

DAGOSPIA, 25 ANNI A FIL DI RETE - “UNA MATTINA DEL 22 MAGGIO 2000, ALL’ALBA DEL NUOVO SECOLO, SI È AFFACCIATO SUI COMPUTER QUESTO SITO SANTO E DANNATO - FINALMENTE LIBERO DA PADRONI E PADRINI, TRA MASSACRO E PROFANO, SENZA OGNI CONFORMISMO, HAI POTUTO RAGGIUNGERE IL NIRVANA DIGITALE CON LA TITOLAZIONE, BEFFARDA, IRRIDENTE A VOLTE SFACCIATA AL LIMITE DELLA TRASH. ADDIO AL “POLITICHESE”, ALLA RETORICA DEL PALAZZO VOLUTAMENTE INCOMPRENSIBILE MA ANCORA DI MODA NEGLI EX GIORNALONI - “ET VOILÀ”, OSSERVAVA IL VENERATO MAESTRO, EDMONDO BERSELLI: “IL SITO SI TRASFORMA IN UN NETWORK DOVE NEL GIOCO DURO FINISCONO MANAGER, BANCHIERI, DIRETTORI DI GIORNALI. SBOCCIANO I POTERI MARCI. D’INCANTO TUTTI I PROTAGONISTI DELLA NOSTRA SOCIETÀ CONTEMPORANEA ESISTONO IN QUANTO FIGURINE DI DAGOSPIA. UN GIOCO DI PRESTIGIO…”