fabrizio bentivoglio

“IN OGNI RUOLO DRAMMATICO, SERVE UN SORRISO. NELLA VITA, DRAMMA E COMMEDIA VIAGGIANO SEMPRE A BRACCETTO” - L’ATTORE 69ENNE FABRIZIO BENTIVOGLIO SI RACCONTA IN UN LIBRO: “HO RISCHIATO DI FARE IL CALCIATORE: ERO NELLE GIOVANILI DELL'INTER MA POI MI INFORTUNAI AL GINOCCHIO…” – I COMPLIMENTI DI VOLONTE’, “MARRAKESH EXPRESS” E GABRIELE SALVATORES (“MARIO CECCHI GORI, QUANDO SENTÌ QUEL COGNOME, SBOTTÒ: " MA CHE VE METTETE A FÀ I FILM COI REGISTI SPAGNOLI?") - "ABATANTUONO È STATO L'UNICO A ESSERE RIUSCITO A…” 

Filippo Maria Battaglia per “la Stampa” - Estratti

 

Le candeline, il 4 gennaio scorso, sono state 69: un'età in cui, di solito, si diventa venerati maestri. Se glielo si fa notare, Fabrizio Bentivoglio scioglie l'accenno di imbarazzo in un sorriso: «Quell'appellativo mi destabilizza: intanto perché non credo di esserlo, e poi perché solo restando allievi si può coltivare il dubbio». È stato anche per esorcizzare quel disagio – spiega, portandosi alle labbra l'immancabile sigaretta – che ha deciso di scrivere un Piccolo almanacco dell'attore (Baldini+Castoldi, pp. 139, euro 15), «frutto - precisa - di un senso di colpa originato dal fatto di aver sempre declinato ogni invito a tenere seminari o lezioni varie». 

fabrizio bentivoglio

 

Nel libro scrive che sono pochi i veri consigli che valgono per tutti. Scegliamone almeno uno. 

«Quello che mi diede una grande attrice, Anna Miserocchi, durante la mia prima tournée: "Fabrizietto – mi disse – tutte le volte che ti offriranno un ruolo drammatico, trova un momento per far sorridere; tutte le volte che ti offriranno un ruolo comico, trova un momento per far commuovere"». 

 

Lo ha seguito? 

«Ci ho provato. Nella vita, dramma e commedia viaggiano sempre a braccetto». 

 

Quella dell'attore è stata una vocazione? 

«No. Pensi che ho persino rischiato di fare il calciatore». 

 

Il calciatore? 

«Proprio così. Arrivai a giocare una stagione anche nelle giovanili dell'Inter: da difensore, nella stagione 70-71, l'anno in cui vincemmo il campionato. Quindi, formalmente, anch'io ho vinto uno scudetto». 

 

E poi? 

«Infortunio al ginocchio sinistro: rottura del legamento crociato, un classico». 

 

(...)

fabrizio bentivoglio cover

Gli esordi furono a teatro, il cinema arrivò due anni dopo. 

«Il teatro era, ed è, un luogo protetto: l'attore arriva almeno un paio d'ore prima dello spettacolo e resta concentrato fino alla fine. Un set cinematografico no: non ha quasi niente di sacro. Ti presenti ore prima, vieni truccato, vestito e resti parcheggiato in camerino ad aspettare. Queste attese possono risultare interminabili: rischi l'esaurimento nervoso per quell'accendersi e spegnersi continuo della concentrazione». 

 

Si abituò comunque presto. L'anno dopo finì a recitare nella "Storia vera della signora dalle camelie" con uno dei grandi attori del secondo ‘900: Gian Maria Volonté. 

«Un giorno lo sorpresi sul set mentre - dopo aver rivisto il girato - si chinava all'orecchio del regista, Mauro Bolognini, borbottando: "Però, credibile il ragazzo!"». 

 

Era lei? 

«Me lo chiesi a lungo, ma non c'erano altri in scena. 

Quel "credibile" potrebbe sembrare un aggettivo prudente, invece racchiude tutto: la credibilità è la prima cosa per un attore». 

 

È tutta questione di immedesimazione? 

«Non parlerei di immedesimazione, perché presuppone un attore ancora presente alla scena insieme al personaggio, e in due in un costume si sta un po' stretti. Piuttosto, l'attore deve scomparire, fidarsi del personaggio e lasciarlo solo in scena. Sapersi rendere invisibile». 

 

Invisibile, ma nel suo caso presto anche molto riconosciuto: con "Marrakech Express", a fine anni Ottanta, arrivò la popolarità. 

fabrizio bentivoglio

«Il copione era del grande Carlo Mazzacurati. Fu uno dei produttori, Gianni Minervini, a decidere di trasformarlo in un film affidandolo a Gabriele Salvatores, fino ad allora soprattutto un regista teatrale. Quando l'altro produttore, Mario Cecchi Gori, sentì quel cognome, sbottò: "A Minervì, ma che te metti a fà i film coi registi spagnoli?"». 

 

Fu un successo. I quattro protagonisti eravate lei, Giuseppe Cederna, Gigio Alberti e Diego Abatantuono. 

«Tra tecnici e cast eravamo 25. Nel viaggio da Milano fino al deserto del Marocco andammo tutti insieme su un pullman da cinquanta posti, due per ciascuno. Abatantuono si prese la prima fila davanti, quella dove di solito siede l'accompagnatore. Afferrò il microfono e, con un tono da improbabile guida turistica, cominciò a descrivere il paesaggio circostante: furono tra i momenti più esilaranti a cui abbia assistito». 

 

Vi divertivate anche sul set? 

«Diego è stato l'unico a essere riuscito a farmi ridere durante una scena, costringendo tutti a fermarci». 

 

Come la prese Salvatores? 

fabrizio bentivoglio diego abatantuono turne' 2

«Diciamo che non fu molto contento: giravamo ancora con la pellicola, ed era preziosissima, andava centellinata». 

 

L'altro regista con cui ha lavorato a lungo è stato Silvio Soldini. 

«Un altro con cui non c'è mai stato bisogno di parlare: basta guardarci». 

 

È stato diretto pure da molti attori: da Michele Placido a Sergio Rubini. 

«Di solito, sul set i registi puri non amano dare troppe spiegazioni. Invece nessuno come un altro attore può capire esattamente la situazione in cui ti trovi. E Michele, con una mezza parola, era in grado di aprirti finestre». 

 

E Rubini? 

fabrizio bentivoglio in eterno visionario

«Una pila elettrica, una dinamo in moto perpetuo, non so neanche come faccia a dormire, ha una testa velocissima. 

In questo, forse, gli attori sono facilitati». 

 

(...)

«Questo mestiere, in fondo, è una forma di artigianato: si impara solo sul campo, rubandolo anche a quelli che lo sanno fare meglio. Incrociare sulla propria strada i migliori può fare la differenza. E io sono stato fortunato anche in questo». 

fabrizio bentivoglio in eterno visionario fabrizio bentivoglio diego abatantuono turne' 1fabrizio bentivoglio raul gardini fabrizio bentivoglio raul gardini fabrizio bentivoglio monterossi fabrizio bentivoglio monterossi valeria golino e fabrizio bentivogliofabrizio bentivoglio tutto tutto niente nientefabrizio bentivoglio – franco restivo in l'incredibile storia dell'isola delle rose pilar fogliati. fabrizio bentivoglio raul gardini

 

Ultimi Dagoreport

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....