fabrizio bracconeri carlo verdone

“FAZIO? AL SUO POSTO POTREI ANDARE IO” - FABRIZIO BRACCONERI, IL MITOLOGICO BRUNO SACCHI DE "I RAGAZZI DELLA TERZA C", APRE LE VALVOLE: “VERDONE? NON MI HA PIÙ CHIAMATO – NEL 2014 MI CANDIDAI ALLE ELEZIONI EUROPEE CON FRATELLI D’ITALIA SENZA ESSERE ELETTO. CREDEVO E CREDO IN QUEL PARTITO. SE GIORGIA MELONI MI CHIEDE DI CANDIDARMI ALLE PROSSIME ELEZIONI EUROPEE SAREBBE DIFFICILE DIRLE DI NO - LA PATOLOGIA DEL FIGLIO, LE POLEMICHE PER IL TWEET CONTRO LAURA BOLDRINI E QUELLA VOLTA CHE "FONZIE" DI "HAPPY DAYS" GLI HA FATTO DA CAMERIERE

Estratto dell'articolo di Giacomo Galanti per www.repubblica.it

 

fabrizio bracconeri

Fabrizio Bracconeri, classe 1964, nasce e cresce a Roma. Il suo volto un po’ paffuto e la sua chioma di ricci rossi diventano presto noti al grande pubblico. Giovanissimo ottiene una nomination ai Nastri d’Argento per il film Acqua e sapone di Carlo Verdone per poi arrivare a un successo senza precedenti alla fine degli anni’ 80 con la serie televisiva I ragazzi della 3 C. Tra gli anni ‘90 e i primi anni del 2000 sarà uno dei protagonisti al fianco di Rita dalla Chiesa di Forum su Rete4. [...] Mio padre era tipografo del Popolo poi del Corriere dello Sport. Mia madre faceva la casalinga. 

 

Che famiglia era?

Una famiglia normale di Trastevere. Abitavamo in via della Lungara. Mio zio aveva un’officina dove aggiustava le auto a Campo de’ Fiori. E là ho fatto l’incontro che mi ha cambiato la vita.

 

Racconti.

Uno dei clienti era Carlo Verdone. Io nel frattempo ero riuscito ad avere una piccola parte nel film Arrivano i gatti del gruppo comico “I gatti di Vicolo Miracoli” di cui ero fan.

 

carlo verdone fabrizio bracconeri acqua e sapone

Però Verdone era Verdone ed ero venuto a sapere che in quel momento stava scrivendo Acqua e sapone. convinto?

L’ho preso per sfinimento, ogni volta che lo vedevo in officina dicevo: “Verdo’ famme fa’ un film, famme fa’ un film, famme fa’ un film”. E alla fine Enrico Oldoini che era il co-sceneggiatore disse: “Se ci rompe tanto le scatole proviamolo, magari è bravo”.

 

Enrico Oldoini è morto pochi giorni fa, il 10 maggio.

Ma davvero? Nooo (lunga pausa). Che notizia che mi ha dato! Ma che dolore!

 

Come lo ricorda?

Il baffone! Era un ottimo sceneggiatore e regista. Una persona squisita. Pensi che la sua ex moglie è stata la mia agente per tanto tempo. Che dispiacere, davvero!

 

Torniamo a Verdone.

fabrizio bracconeri

Verdone è un grande. Ce ne sono pochi come lui che riescono a scoprire i personaggi e poi a valorizzarli. A me spiegò dalla A alla Z quello che dovevo fare sul set. Non avevo nemmeno 18 anni. Mi ricordo che nella scena del film in cui guido una macchina rossa non avevo ancora la patente.

 

Con Verdone non ha fatto più nulla, come mai?

Deve chiederlo a lui. Forse non è capitata l’occasione giusta. La farei subito una parte per lui. Dopo più di 40 anni sarebbe bello.

 

Nel 1987 arriva il trionfo della serie I ragazzi della 3 C. Per tutti diventa lo studente Bruno Sacchi un po’ bistrattato dai professori.

Ancora oggi in tanti mi fermano per strada chiamandomi Bruno Sacchi. Non sa quanti mi incontrano e mi dicono, come faceva il finto prof: “Sacchi!? Tre”. Sicuramente è il mio personaggio più famoso.

la famiglia di fabrizio bracconeri

 

I ragazzi della 3 C, serie televisiva 1987-1989. Che esperienza è stata?

Incredibile e totalizzante. Avevamo tutti tra i 20 e i 25 anni, si creò subito un certo legame che dura ancora oggi. Fu bravissimo il regista Claudio Risi, perché all’inizio eravamo abbastanza tranquilli e sulle nostre, poi dopo il successo della prima serie ci sentivamo tutti Robert De Niro e Al Pacino.

 

Diventare famoso così giovane può avere qualche effetto collaterale.

Be’ è stato strano. In quel periodo uscire di casa e andare in giro per Roma era diventato davvero difficile. La gente ti circondava sempre. Mi è toccato chiamare spesso la polizia per uscire da un negozio. Per girare la seconda stagione addirittura hanno dovuto mettere le transenne a 100 metri dal set perché c’era il delirio. Un mucchio di persone veniva a vederci. Il massimo lo abbiamo raggiunto quando abbiamo vinto il Telegatto per la prima stagione. 

fabrizio bracconeri

 

Cosa è accaduto?

Quando siamo entrati nella strada che ci portava al teatro dove si sarebbe tenuta la premiazione, c’erano 3-4mila persone. Quando sono sceso dalla macchina il boato della gente mi ha tagliato le ginocchia. Insomma, i nostri concorrenti erano Happy Days e Dallas e abbiamo vinto noi, mica male! Ma ha presente chi è Henry Winkler?

 

Il mitico Fonzie di Happy Days.

Ecco. Durante la cena dopo i Telegatti Henry Winkler addirittura mi ha fatto da cameriere. Capito? Un’esperienza unica.

 

Avete mai pensato a un sequel dei Ragazzi della 3 C?

Non solo ci abbiamo pensato, lo abbiamo anche scritto e non ho capito perché finora Mediaset non l’abbia voluto fare. Ora pare che ci sia una produzione che voglia realizzare qualcosa con tutto il gruppo degli attori che richiami quel periodo. Credo sia la volta buona. Su Facebook ce lo chiedono ogni giorno: perché non fate una nuova serie? Tra chi ha 40 e 60 anni se lo ricordano tutti. C’è addirittura un fan club che ci scrive e ci chiede di partecipare ai loro incontri.

tony randine e fabrizio bracconeri

 

Ma con gli altri attori si sente ancora?

Quasi tutti i giorni. Abbiamo una chat su WhatsApp in cui ci salutiamo, scriviamo le nostre cavolate e proviamo a organizzare qualche cena anche se con le famiglie non è mai semplicissimo.

 

Uno degli sceneggiatori della serie è stato Enrico Vanzina premiato da poco con il David di Donatello alla carriera.

Questo David arriva molto in ritardo. Enrico e l’indimenticabile Carlo Vanzina hanno fatto la commedia all’italiana. Per molto tempo sono quasi stati ignorati i cinepanettoni, ma sono film ben fatti e divertenti. Ma i Vanzina soprattutto sono stati bravi a lanciare i giovani attori.

 

fabrizio bracconeri

Ricordo il film Amarsi un po’ girato insieme a Claudio Amendola e Tahnee Welch: in tre non arrivavamo a 65 anni. Ci vuole coraggio. Per il sequel dei Ragazzi della 3 C Enrico Vanzina deve essere sceneggiatore e regista.

 

Arriva il successo, arrivano i soldi. Ha fatto qualche follia in quel periodo?

Ma no! A 22 anni ero già sposato con la mia prima moglie e a 23 avevo una figlia. Poi ne ho avuti altri tre. Diciamo che mi piacevano molto le automobili. Tolte la Ferrari e la Porsche, le ho avute tutte. Mercedes, Bmw, Audi, Volvo, Lancia: non me ne sono fatta mancare una. E i modelli più belli!

 

Dopo I ragazzi della 3 C, partecipa a un’altra serie per giovani: College. Lei fa la parte del cadetto un po’ imbranato Carletto Staccioli.

È stato un lavoro diverso, più faticoso. C’erano molti attori stranieri e due registi tra cui lo scrittore Federico Moccia. Non si è creata l’atmosfera dei Ragazzi della 3 C.  [...]

Fabrizio Bracconeri

 

Gli anni poi passano anche per lei e arriva Forum. Come viene scelto?

Ai tempi dei Ragazzi della 3 C c’era un programma che si chiamava Forum di sera con Rita dalla Chiesa e il giudice Santi Licheri. Una sorta di spin off di quel Forum che oggi tutti conosciamo. Una sera andai come ospite e ci fu un boom di ascolti.

 

L’anno dopo uguale. Quando decisero di portare Forum alla mattina per tutta la settimana la signora dalla Chiesa propose di inserirmi in trasmissione. Poi capirai, Pier Silvio Berlusconi è uno dei miei più grandi fan. Mi hanno fatto un contratto di un mese e sono rimasto 13 anni. Con un piccolo momento di stacco perché mi ero un po’ stancato.

RITA DALLA CHIESA E FABRIZIO BRACCONERI

 

Bracconeri con Rita dalla Chiesa, che ha affiancato in Forum per 13 anni Qual è il suo rapporto con Rita dalla Chiesa?

Rita è come se fosse mia sorella, l’adoro e lei adora la mia famiglia. È stata la mia testimone di nozze. Pensi che quando glielo chiesi, già si sapeva che mi sposavo. Quando sono entrato in camerino si mise a piangere: "Pensavo che non me lo chiedessi”. Ci teneva molto. Per me è stata una nave, quando avevo problemi mi aggrappavo a lei. E lei c’era sempre.

 

Nel 2013 finisce anche l’esperienza di Forum.

Qualcuno ha detto che ce l’avevo con la nuova conduttrice, Barbara Palombelli. Non è assolutamente vero. Credo che quando si cambia conduttore sia giusto anche cambiare la squadra. Se mi avessero chiesto di rimanere dopo Rita dalla Chiesa avrei detto no.

Poi arriva la politica, nel 2014 si candida alle elezioni Europee con Fratelli d’Italia senza essere eletto. Mi sa che ha sbagliato periodo. Credevo e credo in quel partito.

 

LA RUSSA BRACCONERI

Magari il prossimo anno può ritentare.

Se Giorgia Meloni mi chiede “Ti vuoi candidare alle Europee?”, be’ sarebbe difficile dirle di no. Anche se dell’Unione europea penso tutto il male possibile. Comunque conosco la premier da un po’ di tempo ovvero da quando mi chiese di farle la campagna elettorale per la candidatura a consigliere regionale nel Lazio.

 

Vi sentite ancora?

Si, ci siamo scritti per Natale. Un mese e mezzo fa sono stato nel suo ufficio.

 

In passato ha definito la presidente del Consiglio “una piccola donna con delle palle grandissime”. Conferma?

Confermo e non cambierò mai idea. Credo che Giorgia Meloni abbia delle doti che pochi politici hanno. Basti pensare al successo che ha avuto lei, una donna, in una società machista come l’Italia. Va be’, non credo di riuscire a convincerla visto come la pensa Repubblica. Bracconeri con Giorgia Meloni al mercato di Primavalle a Roma, 2021 

 

In che senso scusi?

Be’ siete molto critici e tirate fuori ancora la storia del fascismo.

FABRIZIO BRACCONERI

 

Non crede che dentro Fratelli d’Italia ci sia qualche nostalgia?

Per me il fascismo è morto e sepolto. Io odio tutti i regimi totalitari. Ho sposato una donna rumena, mia moglie Monica, che è scappata, ripeto scappata, dal comunismo e da Ceausescu. 

 

Quindi lei come si dichiara?

Democratico di destra. 

 

Nel gennaio 2018 in un tweet ha accusato l’allora presidente della Camera, Laura Boldrini, di essere responsabile dell’omicidio di Pamela Mastropietro uccisa da un pusher nigeriano. Si è pentito?

Io quel tweet lo riscriverei, ma era una polemica politica. E poi non ce l’avevo con lei, era scritto al plurale.

 

I RAGAZZI DELLA TERZA C

Non le sembra di aver esagerato? 

Ma scusi, Boldrini allora era presidente della Camera e difendeva a spada tratta gli immigrati clandestini. Non ho insultato nessuno, ho solo polemizzato contro un certo tipo di immigrazione. Il problema spesso è la religione, molti musulmani non hanno rispetto per le donne e credono che siano esseri inferiori. Insomma, non mi pare siano portati per l’integrazione.

 

Per quel tweet è stato condannato per diffamazione aggravata.

Sì, devo pagare una multa di 1.500 euro ma credo che farò ricorso. Anche perché la polizia postale mi ha fatto vedere gli altri messaggi contro la Boldrini: quelli fanno accapponare la pelle, non certo il mio tweet.

 

FABRIZIO BRACCONERI E RITA DALLA CHIESA jpeg

Torniamo alla tv. In Rai stanno cambiando un po’ di cose, magari le fanno condurre un programma.

Ma magari! Tutti si stracciano le vesti perché Fabio Fazio se ne va a Discovery.  Parliamoci chiaro: lui non è stato cacciato ma se ne va a prendere una decina di milioni. Poi Fazio è bravissimo, ma con i mezzi che ha la Rai lo posso fare pure io quel programma.

 

Si sta per caso candidando?

Io sono a disposizione e sono contento che ci sia un ricambio, era ora. Anche se forse mi piacerebbe più tornare a Mediaset che considero un po’ la mia casa.

 

E cosa le piacerebbe fare?

Il Bracco show, che poi è quello che già faccio adesso nel mio format online A muso duro, in onda sul canale YouTube “Antipathy Media”. Sono interviste faccia a faccia dove parlo con personaggi tipo Vittorio Sgarbi o l’ex magistrato Luca Palamara in cui si discute a ruota libera dicendo quello che altrove non si può dire. Inoltre do voce alle persone comuni che hanno avuto problemi come il sovraindebitamento.

 

[...]

 

I TWEET DI FABRIZIO BRACCONERI

Per suo figlio ha scritto un libro e fatto anche un film. Che rapporto ha con lui?

È un rapporto particolare, faticoso e solo chi lo prova sa di cosa parlo. Ma gli voglio un bene dell’anima. Certo, la nostra vita è un po’ particolare ed è così quella di tanti altri genitori d’Italia.

 

I TWEET DI FABRIZIO BRACCONERI

Il nostro Stato potrebbe fare di più per queste famiglie?

La disabilità andrebbe messa in Costituzione e soprattutto dovrebbe essere aiutata. Alcune famiglie sono disperate perché non ce la fanno ad assistere i propri figli, pagando 35 euro all’ora qualcuno che dia una mano.

I TWEET DI FABRIZIO BRACCONERI

 

Io bene o male posso permetterlo, ma sono fortunato. Queste cose bisogna capirle. Se in Italia si spendessero i soldi per realizzare in tutte le regioni strutture come quella dove va mio figlio, sarebbe un grande passo in avanti.

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