vittorio feltri massimiliano parente

IL SUPERCAFONE ECCOLO QUA - ESTRATTI DAL LIBRO DI FELTRI E PARENTE: ''QUANTO SONO TENERI I RICICLATORI DI REGALI CHE STIRANO LA CARTA STROPICCIATA PER RI-PROPINARE SIRENE DI MARMO, PROCIONI DI CRISTALLO, CATALOGHI DI MOSTRE SUGLI ETRUSCHI'' - LA CINEFILA E I FILM D'AUTORE SU CUI FARSI DUE PALLE - GLI UOMINI CON I SANDALI CHE ANDREBBERO AMPUTATI ALLA CAVIGLIA

 

 

PARENTE FELTRI IL VERO CAFONEPARENTE FELTRI IL VERO CAFONE

È da oggi in libreria il nuovo libro di Vittorio Feltri e Massimiliano Parente Il vero cafone. Ciò che non dovremmo fare e facciamo tutti (Mondadori, pp. 170, euro 18). Un graffiante galateo al contrario e un divertente viaggio per riconoscere il vero cafone in ogni ambito e circostanza della vita, dalle vacanze al mare ai funerali, dai talk show televisivi alle cene romantiche (con il pensiero fisso al dopo), dalla metropolitana ai bar. Ne pubblichiamo cinque capitoletti: «Il congedo del cafone», «Il cafone del regalo riciclato», «Il cafone in cravatta», «La cafona cinefila» e «Il cafone in sandali».

 

Estratti del libro Il vero cafone di Vittorio Feltri e Massimiliano Parente pubblicati da Libero Quotidiano

 

Se invitati a cena, oltre all' arrivare puntuali, è indispensabile capire quando è il momento di andarsene. Ci sono persone che parlano senza rendersi conto del time out, della stanchezza di chi li ha invitati, dei sempre più evidenti segnali di insofferenza. Anzi, si svegliano alla fine. Puoi cascare dal sonno, sbadigliare, sprofondare sul divano, e loro seguitano a parlare senza soluzione di continuità, anche perché non vedono te, sentono solo se stessi, e la tua camera da letto, una parete più in là, sembra lontana anni luce. Hai l' impressione che potresti anche spararti, e continuerebbero a parlare.

 

Altra casistica, quando gli ospiti sono molti, è l' anticamera della morte che si forma nello spazio davanti all' ingresso, dove si finisce per sostare all' infinito. Possono essere venti minuti, mezz' ora, ma il tempo per il padrone di casa diventa interminabile, è la relatività di Einstein applicata allo spazio-tempo che separa l' interno dall' esterno della vostra abitazione, e il calcolo del tempo esatto si misura come gli anni dei cani, ogni minuto corrisponde a un' ora.

 

VITTORIO FELTRI MASSIMILIANO PARENTEVITTORIO FELTRI MASSIMILIANO PARENTE

«Noi andiamo, si è fatto tardi!» e poi se ne stanno con i cappotti infilati a parlare del più e del meno. Non serve neppure aprire la porta, starsene muti senza intervenire, ostentare sorrisi di circostanza per spingere allo sloggio, niente da fare, si forma una barriera invisibile, un campo magnetico che impedisce la fuoriuscita dei corpi.

 

In questo spazio, terrificante come una camera a gas, tra l' altro, spuntano le solidarietà più chiacchierine tra le persone e i propri mali: i prostatici cominciano a parlare di prostata («Ma dài, anche tu non ce l' hai più?»), i cardiopatici di cuore («Il medico mi ha prescritto betabloccanti, ma posso prendere il Viagra»), e la vostra abitazione si trasforma nella sala d' attesa di un medico dove chi sta male davvero siete voi. Insomma, la prima regola dell' ospite non cafone è imparare l' arte di sapere quando togliersi dalle palle.

 

- Il regalo riciclato lo riconoscete subito, perché non ha nulla a che fare né con chi lo regala né con chi lo riceve. Può essere una statua di marmo a forma di sirena, un procione gigante di cristallo Swarovski, un catalogo di una mostra sugli etruschi (e non c' è nulla di più noioso degli etruschi, infatti sono i più riciclati).

 

I più smaliziati riconoscono subito il trucco, ancor prima di aprirlo, perché alcuni riciclano perfino la carta cercando di riprodurre il pacco originario, e di conseguenza il regalo riciclato è impacchettato in una carta stropicciata, tanto più stropicciata quanto più è riciclato.

emma apre il regalo emma apre il regalo

 

C' è una tenerezza, nel riciclatore del regalo, soprattutto tra coniugi: il marito si preoccupa che il trucco venga scoperto, la moglie dice «Ci penso io!» e si mette con cura sul tavolo di cucina con forbici e scotch per ricostruire l' impacchettamento originario, se necessario si mette perfino all' asse da stiro per stirare la carta e per trovare la busta di un negozio che possa vendere simili stronzate.

 

Il destino del regalo stropicciato è essere riciclato quasi all' infinito, finché non trova un altro cafone che, anziché riciclarlo a sua volta, lo trova bellissimo e se lo piazza in sala.

E vogliamo dire del dramma natalizio dei cestini zeppi di generi alimentari? A riceverne in gran numero sono di solito politici, imprenditori, direttori di giornali, di banca, d' azienda, che li riciclano a loro volta perché basterebbero a sfamare il Burundi. Sicuramente a qualcuno tornerà indietro il proprio, tanto non se ne accorgerà, e in ogni caso te ne avanzano tanti da non sapere dove metterli, ci sono cesti ovunque.

 

bush papa ratzinger cornice regalo lapbush papa ratzinger cornice regalo lap

Se ne hai accumulati quattordici, ti senti affogare tra salami, salmoni, bottiglie, panettoni. Magari chi ti ha spedito tutta questa roba è gente simpatica e meritevole della massima gratitudine. Però doversi portare a casa la mercanzia produce una puntina di orchite. Che poi, se non hai dodici figli e cinquanta parenti, non sai a chi offrirla durante le classiche cene precedenti il 25 dicembre, tacendo quella del 31 dello stesso mese, festa, quest' ultima, che è una vera tortura alimentare. I panettoni, poi, non finiscono mai, malgrado ti escano dalle orecchie continui a trovarteli per colazione fino a metà marzo.

brs04 tinto brass regalobrs04 tinto brass regalo

 

- Si mette in cravatta solo in occasioni particolari, si capisce che non la porta mai, e si capisce che fa bene, perché non ha nessun gusto nel portarla, né nell' abbinarla.

L' effetto è del contadino vestito a festa: accostamenti improbabili, nodi che sembrano la sveglia del nonno, giacche che cascano così male che sembrano voler scappare anche loro perché per quanto siano brutte sono sempre migliori di chi le porta.

 

Ci sono molti esempi, soprattutto in politica, che come si dice è lo specchio del paese, un paese, il nostro, che farebbe bene a non avere specchi. Matteo Salvini sta bene solo in felpa e jeans, perché sembra un parcheggiatore abusivo e forse è per questo che non sopporta gli immigrati, si vestono come lui. Senza considerare il colore scelto dai leghisti, il verde: cravatte verdi, giacche verdi, mutande verdi, quando li vedi insieme sembra un raduno di fan dell' incredibile Hulk, e sarebbe meglio.

SALVINI E LA PISTOLA AD ACQUASALVINI E LA PISTOLA AD ACQUA

 

Beppe Grillo è l' ultimo discendente dell' uomo di Neanderthal, deve avere un negozio di vestiti esente da qualsiasi forma di gusto da cui si serve, giacconi sformati, jeans bisunti, ma almeno è uniforme, quando si veste elegante per andare in Parlamento sembra il capo della banda della Magliana.

 

Tra gli scrittori spicca Antonio Pennacchi, sempre con quel cappellino da sofferto dopolavoro per sottolineare che è uno scrittore vero. Aldo Busi, invece, scrittore vero, è una persona con un' eleganza naturale e frocia, ma indossa cravatte e camicie così dozzinali che te lo immagini già a mercanteggiare sul prezzo a una bancarella di Montichiari. Massimiliano Parente veste perennemente magliette con supereroi, felpe con cappuccio, scarpe Nike Shox. Bisognerebbe spiegargli che ha quarantasei anni, non sedici.

beppe grillobeppe grillo

 

- La cinefila ti parla continuamente dei film che ha visto, o ti porta a vedere solo quelli che piacciono a lei, delle palle incredibili di sconosciuti registi romeni, coreani, africani. Piani sequenza infiniti, storie di profughi, tormenti amorosi che non vanno né avanti né indietro. Crede di essere colta, ma è solo una burina culturale. Se le proponi l' ultimo X-Men ti guarda con disprezzo e ti contropropone un film di Werner Herzog dove dormi dall' inizio alla fine. Una volta, per sbaglio, un cinema trasmise un film di Herzog invertendo i tempi, prima il secondo, poi il primo. Nessuno se ne accorse.

 

sandali uomosandali uomo

- Un uomo non deve indossare sandali, mai. A differenza del piede femminile, i piedi dei maschi sono sempre inguardabili. Un uomo che gira con i sandali di cuoio alla francescana è una delle cose più ributtanti che si possano vedere, anche se è un frate francescano, che essendo un frate non gli si può dire niente, fa già senso di suo. Frati e suore dovrebbero stare chiusi nei conventi, gli uomini con i sandali amputati per legge all' altezza delle caviglie.

 

 

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