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1. LO SGUARDO FISSO DI UNA DONNA È PIÙ PENETRANTE DI UN’EREZIONE. E LEI SOSTIENE DI AVER IMPARATO DAI MATADOR L’ARTE DI FISSARE NEGLI OCCHI. E’ FORTE. SVEGLIA. FURBISSIMA. INSTANCABILE. LA PRIMA FAN DI SE STESSA. HA INVENTATO UN PERSONAGGIO CHE NON C’ERA 2. VALERIA BISOGNA CAPIRLA, HA IL SUO SEDUZIONARIO, UN VOCABOLARIO SESSUALE TUTTO SUO. HA RIBATTEZZATO IL PENE IL PRINCIPE DEI PISELLI, I TESTICOLI I BACCELLI DI SUDDETTO PRINCIPE. LA VAGINA È LA PRINCIPESSA SUL PISELLO, IL VIAGRA LA PILLOLA DELLE MERAVIGLIE

 

Barbara Costa per Dagospia

 

Lo sguardo fisso di una donna è più penetrante di un’erezione. E lei sostiene di aver imparato dai matador l’arte di fissare negli occhi. E’ forte. Sveglia. Furbissima. Instancabile. La prima fan di se stessa. Ha inventato un personaggio che non c’era. Un disegno, un’icona che si è cucita addosso, con meno stoffa possibile, progettata al minimo dettaglio.

 

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Una femmina moderna e antica, (s)vestita di tubini colorati, strass, sottovesti, calze a rete e tacchi a spillo. Un’intera esistenza concepita ad arte, protesa all’eterna seduzione del maschio. Chi la critica e la deride, a Valeria Marini fa il più grande dei favori.

 

Tutti si occupano di lei. Tutti sanno chi è. Nessuno è immune dal suo potere mediatico-seduttivo. Se il GF Vip ha avuto successo, è solo grazie a lei. Se tu lo hai guardato, lo hai fatto per sbirciare lei. In tanti avete visto su Dagospia il video di Valeria chiusa in bagno con Bettarini, e quello con loro due a letto.

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“Non farmi troppo magra, agli italiani piaccio generosa e curvilinea”, ha detto al fotografo Marco Glaviano, uno dei primi ad immortalarla in un calendario sexy. Pare che Helmut Newton vedendola nuda l’abbia paragonata ad una dea e il calendario che hanno realizzato insieme ha venduto 3 milioni di copie. Un record. Valeria predilige quello con David LaChapelle: ha fermato su carta ogni sua fantasia sessuale. Ha svelato non solo il suo corpo, ma il suo immaginario erotico in 12 scatti.

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Che sia l’obiettivo di una macchina fotografica o di una telecamera, Valeria gli si concede con un trasporto quasi fisico: è il suo sex-toy, il suo strumento di piacere. Semi-spogliata è a suo agio. Ha modellato il suo personaggio estremizzando il glamour delle dive del passato: ha rubato a Sophia Loren la sensualità materna, a Gina Lollobrigida la postura, a Marilyn Monroe gli occhi socchiusi e la malizia della voce. Ha shakerato tutto e l’ha reso attuale, perfetto sia per la tv che su internet. Tutto in chiave seduzione, per una sessualità intesa come allegra, infantile gioia di vivere.

 

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Valeria l’educazione sessuale più che riceverla l’ha fatta. Dito in bocca fino all’età adulta, lo succhiava la notte ma anche di giorno, di nascosto, come forma autoconsolatoria. Il primo bacio a 8 anni a un coetaneo, il primo orgasmo (“tutto il mio calore uscito fuori come una colata di lava”) a 14, col primo amore, un uomo di 30. Per Valeria il sesso è vita, un appetito da saziare anche senza implicazioni sentimentali.

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Come Moana Pozzi, altra sua musa, come lei uguale almeno nelle rispettive autobiografie: entrambe hanno dato i voti ai loro amanti, ma l’astuta Valeria ne ha celato i nomi sotto asterischi e usato gli emoticons per giudicarne le performance sessuali. Ci sono un artista, un imprenditore, il no-global figlio di papà, l’uomo depilatissimo e palestratissimo, più vanitoso di lei. Un amante iberico le ha insegnato lo spagnolo, come essere “exitosa”.

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Valeria bisogna capirla, ha il suo seduzionario, un vocabolario sessuale tutto suo. Ha ribattezzato il pene il principe dei piselli, i testicoli i baccelli di suddetto principe. La vagina è la principessa sul pisello, il Viagra la pillola delle meraviglie. A Valeria piace dire e farsi dire sconcezze a letto, con lei nessun uomo ha fatto cilecca. Una fellatio per Valeria è fare l’amore con la bocca senza stare con le mani in mano. Adora essere bendata, adora masturbarsi, raggiunge orgasmi sia fisici che mentali, sperimenta ogni posizione mentre fa l’amore.

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Per lei l’unico limite al sesso è il tempo. Leggenda vuole che abbia sedotto più di un gay e se tra questi c’è pure Alfonso Signorini non lo so. Sono stati una notte a letto insieme, abbracciati. Valeria crede nel paranormale, giura di essere uscita più volte dal suo corpo, fa sogni premonitori di crisi di governo indovinandone il nuovo premier. E’ certa di essere la reincarnazione di Louise de La Vallière, focosa amante di Luigi XIV di Francia.

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Valeria ha vissuto più vite: in una era una transessuale. Le sue curve fanno miracoli: lo scrittore Gavino Ledda, vedendo una sua foto, ha superato un blocco creativo lungo 40 anni.

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Valeria è una delle poche donne che fanno ditta per Oreste Lionello, più conturbante di persona che sullo schermo per Bruno Vespa, un gamberone chiaro tutto da succhiare per Bigas Luna. L’ultima grande pin up per Vincenzo Mollica, una sensualità a tripla imbottitura e una rubensiana Jessica Rabbit per Giuseppe Scaraffia, assolutamente “diiiviiinaaa” per il principe Giovannelli, una sirena per Cecchi Gori, una panterona con un grattacielo di ciglia (finte) per Renato Zero, una donna porcella sotto, signora sopra, secondo Lina Sotis.

Una gloria, un viso d’angelo su un culo perfetto per Federico Fellini che, su una foto delle natiche della Marini, disegnò un omino che dice: “Ho deciso, io abito qui”. Milo Manara, genio del fumetto erotico, mise Valeria nei panni della provocante Miele con sciarpa e cappello identici a quelli che indossava Fellini.

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Poi c’è tutto il resto. La Marini stilista, la manager, la produttrice cinematografica, il trash televisivo, un ex marito che (dice lei) tra le lenzuola combinava poco ed era pure bigamo. Perché Valeria Marini è personaggio sempre, anche tra le mura del suo attico stellare a Piazza di Spagna. Per lei un tanga è materia di discussione filosofica. Valeria è positiva.

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Divertente. Giocosa. Un cartone animato vivente. Super pop-izzato. Una ventata di leggerezza in un mondo cupo e triste. Ma davanti a una donna che gira sempre con due valigie piene di trucchi, una solo per i doppioni d’ogni cosmetico che ha paura di perdere chissà dove, come fai a non sorridere e a non preoccuparti del possibile furto di uno dei suoi rossetti alleati di seduzione?

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